aldo busi

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Old Anna A

Guest
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.

io non ci ho capito un cazzo... e voi?
 

Grande82

Utente di lunga data
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.

io non ci ho capito un cazzo... e voi?
Posto che ci ho capito poco e che busi non mi convince, ho sottolineato questa frase.
Io credo che questa storia degli stereotipi che si cercano neglia ltri, alimentati dalla tv e dalle riviste patinate, sia una montatura. Alla fine dei conti gli uomini amano donne (o uomini) normali, senza tutti questi giri di pippe mentali.
E la donna sa essere femminile e deve esserlo quanto l'uomo mascolino. Non per stereotipo nè con eccesso, ma seguendo una propria inclinazione e per una semplice ragione: il rifiuto di quello stesso stereotipo.
 

Mari'

Utente di lunga data
OT

A me Aldo Busi piace molto.
 

La Lupa

Utente di lunga data
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.

io non ci ho capito un cazzo... e voi?
Ah ecco... meno male!



L'ho pure riletto... e pensavo... cazzo... adesso come glie lo dico ad Anna che non si capisce una sega, che quella mi sputa e se ne va?




E' strano però... dove l'hai preso quest'articolo? Perchè di Busi se ne ponno dire di ogni... però è uno che sa scrivere.
 

Nobody

Utente di lunga data
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.

io non ci ho capito un cazzo... e voi?
Ti do la stessa risposta della stanza...nemmeno io!
 

Lettrice

Utente di lunga data
Non riesco a leggerlo...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Io ho capito questo....forse...

mah....credo che lui intenda l'immagine della donna attuale talmente simile a quella dell'uomo da aver perso ogni connotato di femminilità come veniva intesa fino a pochi decenni fa dall'uomo che per questo ne è spaventato e entra con lei in competizione come con qualsiasi altro uomo anzichè esserne attratto ed eccitato per il suo essere femmineo.

Oggi, per lui, solo chi recita la parte di fare la donna di un tempo, si avvicina all'esser donna vera (quella di una volta), mentre se è femmina come si è femmine oggi, per lui non è vera donna...

credo....
 
di aldo busi non comprendo il ridursi a macchietta che è ben diverso dall'essere provocatorio.
ve lo immaginate pasolini ad amici vestito da cappuccetto rosso?
approvo sicuramente grillini quando critica films e fiction dove il gay è presentato da stereotipi ben precisi ...salvo poi siano molti omosessuali a cadere nella trappola del fenomeno da baraccone
 

Lettrice

Utente di lunga data
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Old Asudem

Guest
mah....credo che lui intenda l'immagine della donna attuale talmente simile a quella dell'uomo da aver perso ogni connotato di femminilità come veniva intesa fino a pochi decenni fa dall'uomo che per questo ne è spaventato e entra con lei in competizione come con qualsiasi altro uomo anzichè esserne attratto ed eccitato per il suo essere femmineo.

Oggi, per lui, solo chi recita la parte di fare la donna di un tempo, si avvicina all'esser donna vera (quella di una volta), mentre se è femmina come si è femmine oggi, per lui non è vera donna...

credo....
Se è così è un discorso nteressante. Abbastanza condivisibile
A me Busi piace. Esagerato, gigione, fuori dalle righe ma decisamente brillante e interessante come persona
 

Grande82

Utente di lunga data
mah....credo che lui intenda l'immagine della donna attuale talmente simile a quella dell'uomo da aver perso ogni connotato di femminilità come veniva intesa fino a pochi decenni fa dall'uomo che per questo ne è spaventato e entra con lei in competizione come con qualsiasi altro uomo anzichè esserne attratto ed eccitato per il suo essere femmineo.

Oggi, per lui, solo chi recita la parte di fare la donna di un tempo, si avvicina all'esser donna vera (quella di una volta), mentre se è femmina come si è femmine oggi, per lui non è vera donna...

credo....
credo, forse, mah.....
uè, che mica qui siamo nel mondo delle ipotesi!
Concreto, ragazzo!!

comunque anche io ho inteso questo, e non condivido.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
credo, forse, mah.....
uè, che mica qui siamo nel mondo delle ipotesi!
Concreto, ragazzo!!

comunque anche io ho inteso questo, e non condivido.
beh, è il suo modo di porsi riguardo alla questione uomini/donne...che sottintende (neanche poi tanto) che oggi è più donna un uomo che si atteggia a femminiella...che non le donne attuali!

Lui vede persa l'immagine rassicurante della donna di una volta (ci mettiamo anche un qualche complesso edipico per l'Aldo? Massì dai!!
) che "accudisce" all'uomo e si realizza nel fargli e nel procurargli piacere e identifica in quello la "paura" dell'uomo verso le donne "moderne"..

Io... NO!!
 
Stato
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