aldo busi

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Old Asudem

Guest
Lui vede persa l'immagine rassicurante della donna di una volta (ci mettiamo anche un qualche complesso edipico per l'Aldo? Massì dai!!
) che "accudisce" all'uomo e si realizza nel fargli e nel procurargli piacere e identifica in quello la "paura" dell'uomo verso le donne "moderne"..

Io... NO!!
non mi sembra una brutta immagine.
l'equilibrio fra allora e oggi non sarebbe male
 

Fedifrago

Utente di lunga data
beh, è il suo modo di porsi riguardo alla questione uomini/donne...che sottintende (neanche poi tanto) che oggi è più donna un uomo che si atteggia a femminiella...che non le donne attuali!

Lui vede persa l'immagine rassicurante della donna di una volta (ci mettiamo anche un qualche complesso edipico per l'Aldo? Massì dai!!
) che "accudisce" all'uomo e si realizza nel fargli e nel procurargli piacere e identifica in quello la "paura" dell'uomo verso le donne "moderne"..

Io... NO!!
non mi sembra una brutta immagine.
l'equilibrio fra allora e oggi non sarebbe male
Per l'uomo no di sicuro...ma per la donna??
 
O

Old Asudem

Guest
Per l'uomo no di sicuro...ma per la donna??
Io parlo come donna.
A me disturba chi denigra la figura della donna che rassicura, si prende cura,conforta e si occupa di sé e della sua famiglia.
Non lo vedo così assurdo un buon miscuglio di questa figura con una donna moderna, libera e aperta.
 

Grande82

Utente di lunga data
Io parlo come donna.
A me disturba chi denigra la figura della donna che rassicura, si prende cura,conforta e si occupa di sé e della sua famiglia.
Non lo vedo così assurdo un buon miscuglio di questa figura con una donna moderna, libera e aperta.
Ma è un'immagine ideale assolutamente irrealizzabile!
Io mi sono rotta di fare la crocerossina epr ruolo sociale!
Ok essere femminile, amare, curare e coccolare un uomo e la famiglia, ma una cosa è farlo come e quando se ne sente l'impulso, altra per conformazione familiare e senza possibilità di scampo!
 
O

Old Asudem

Guest
Ma è un'immagine ideale assolutamente irrealizzabile!
Io mi sono rotta di fare la crocerossina epr ruolo sociale!
Ok essere femminile, amare, curare e coccolare un uomo e la famiglia, ma una cosa è farlo come e quando se ne sente l'impulso, altra per conformazione familiare e senza possibilità di scampo!
ma perchè? ho parlato di crocerossina?
ho parlato di libertà e apertura conciliabili con la figura di una donna allo stesso temporassicurante.
Per me non è utopia.
Tutta questa aggressività femminile che vedo in giro non mi sembra porti molta serenità nè alla donna nè all'uomo.
 

Grande82

Utente di lunga data
ma perchè? ho parlato di crocerossina?
ho parlato di libertà e apertura conciliabili con la figura di una donna allo stesso temporassicurante.
Per me non è utopia.
Tutta questa aggressività femminile che vedo in giro non mi sembra porti molta serenità nè alla donna nè all'uomo.
Ma la risposta è un'evoluzione,, non un'involuzione al ruolo delle nostre bisnonne, fantastiche deus ex-machina, ma comunque legate ad un uomo nella loro eventuale affermazione.
 
O

Old Asudem

Guest
Ma la risposta è un'evoluzione,, non un'involuzione al ruolo delle nostre bisnonne, fantastiche deus ex-machina, ma comunque legate ad un uomo nella loro eventuale affermazione.
Ma perché? Cosa cosa c'è di involutivo nel mio discorso????
Ho parlato di miscuglio, di equilibrio.
Ho detto che una donna rassicurante e non aggressiva può anche essere totalmente libera ed indipendente dal proprio uomo, pur prendendosi cura della famiglia e di chi ama.
Cosa c'è di strano?
 

Grande82

Utente di lunga data
Ma perché? Cosa cosa c'è di involutivo nel mio discorso????
Ho parlato di miscuglio, di equilibrio.
Ho detto che una donna rassicurante e non aggressiva può anche essere totalmente libera ed indipendente dal proprio uomo, pur prendendosi cura della famiglia e di chi ama.
Cosa c'è di strano?
strano nulla, ma mi pare di capire che tu le daresti quel ruolo come prncipale, lasciando le altre cose ai margini della sua vita, o sbaglio?
 

Grande82

Utente di lunga data
totalmente.
Parlavo di equilibrio.

Ho frainteso.
Ma allora come pensi che possa serenamente attuarsi questo equilibrio?
Le donne di oggi a volte tornano tardi dal lavoro, altre sono stanche distrutte, altre nervose marce, tutte cose che mal si equilibrano con la donna-di-casa (chiamiamola così) che diffonde armonia e affetto in casa....
 

Lettrice

Utente di lunga data
Ma perché? Cosa cosa c'è di involutivo nel mio discorso????
Ho parlato di miscuglio, di equilibrio.
Ho detto che una donna rassicurante e non aggressiva può anche essere totalmente libera ed indipendente dal proprio uomo, pur prendendosi cura della famiglia e di chi ama.
Cosa c'è di strano?
Ti quoto... e credo che tu abbia colto il segno...
 

MariLea

Utente di lunga data
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo;
non ci sono più le donne di una volta? non ci sono più donne né veri uomini?
che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto.
però... che pretese!!!
Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna evvivaddio!
contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.
Non ci sono più gli stereotipi di una volta...
Che dire... mi piace Busi e concordo con quel che ha scritto qui... stavolta non ha nemmeno esagerato come fa di solito...
Però... la questione del disorientamento e conseguente paura... credo riguardi solo gli uomini di una certa età e non le nuove generazioni che son cresciute con la consapevolezza di persone sociali al maschile come al femminile...
Secondo me, l'uomo giovane si è emancipato dal ruolo tradizionale... non teme la perdita di un potere che non ha mai avuto... non ha paura della donna di oggi perchè i vecchi copioni sono appunto roba da catalogo... con una donna insicura e dipendente che ci fa se non passare un po' di tempo in attesa di meglio...
 
O

Old Asudem

Guest

Ho frainteso.
Ma allora come pensi che possa serenamente attuarsi questo equilibrio?
Le donne di oggi a volte tornano tardi dal lavoro, altre sono stanche distrutte, altre nervose marce, tutte cose che mal si equilibrano con la donna-di-casa (chiamiamola così) che diffonde armonia e affetto in casa....
Affrontando la vita non come un treno contro cui scontrarsi ma su cui salire e godersi il viaggio che può essere scomodo e difficile ma da vivere-
Non deve diffondere armonia, dovrebbe naturalmente (in senso naturale) sentire la voglia e il gusto di prendersi cura di chi ama. Non come obbligo e come forzatura nè come unico scopo della vita.
 

Nobody

Utente di lunga data
gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo;
non ci sono più le donne di una volta? non ci sono più donne né veri uomini?
che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto.
però... che pretese!!!
Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna evvivaddio!
contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.
Non ci sono più gli stereotipi di una volta...
Che dire... mi piace Busi e concordo con quel che ha scritto qui... stavolta non ha nemmeno esagerato come fa di solito...
Però... la questione del disorientamento e conseguente paura... credo riguardi solo gli uomini di una certa età e non le nuove generazioni che son cresciute con la consapevolezza di persone sociali al maschile come al femminile...
Secondo me, l'uomo giovane si è emancipato dal ruolo tradizionale... non teme la perdita di un potere che non ha mai avuto... non ha paura della donna di oggi perchè i vecchi copioni sono appunto roba da catalogo... con una donna insicura e dipendente che ci fa se non passare un po' di tempo in attesa di meglio...
Credo proprio che tu abbia ragione!
 

Grande82

Utente di lunga data
Affrontando la vita non come un treno contro cui scontrarsi ma su cui salire e godersi il viaggio che può essere scomodo e difficile ma da vivere-
Non deve diffondere armonia, dovrebbe naturalmente (in senso naturale) sentire la voglia e il gusto di prendersi cura di chi ama. Non come obbligo e come forzatura.
ma a me sembra che busi dica non che bisogna riprendersi il gusto di essere femminili e materne (come tu asserisci) ma che bisogna esserlo, punto e basta, e che non essendolo (d'ufficio) l'uomo cerchi quanto di più femminile trova nei pressi....
 
O

Old Asudem

Guest
ma a me sembra che busi dica non che bisogna riprendersi il gusto di essere femminili e materne (come tu asserisci) ma che bisogna esserlo, punto e basta, e che non essendolo (d'ufficio) l'uomo cerchi quanto di più femminile trova nei pressi....
io parlo per me, prendevo spunto dal suo discorso.
Forse non mi ero spiegata
 

MariLea

Utente di lunga data
mah....credo che lui intenda l'immagine della donna attuale talmente simile a quella dell'uomo da aver perso ogni connotato di femminilità come veniva intesa fino a pochi decenni fa dall'uomo che per questo ne è spaventato e entra con lei in competizione come con qualsiasi altro uomo anzichè esserne attratto ed eccitato per il suo essere femmineo.

Oggi, per lui, solo chi recita la parte di fare la donna di un tempo, si avvicina all'esser donna vera (quella di una volta), mentre se è femmina come si è femmine oggi, per lui non è vera donna...

credo....
No no, non credo proprio
lui dice:
Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita ... prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo ...


cambiano solo gli stereotipi di "vera donna" e " vero uomo"...
ecco perchè penso che la paura appartenga solo alle generazioni precedenti...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Quel brano l'avevo già letto in un contesto più ampio.
Però bisogna partire da presupposto che nemmeno lui, nonostante i suoi sforzi di elaborazione, è immune da stereotipi e da paure.
Lui non vuole sentirsi omosessuale nel senso che vuole pensare che facciano sesso con uomini anche uomini etero e che lui possa far sesso con donne...c'erano parti in cui si faceva vanto di aver fatto sesso attivo con uomini dichiaratisi etero in ruolo passivo rientrando in un discorso piuttosto vecchio di attivo e passivo.
Tutto questo influenza un ragionamento interessante sulla paura della donna che non rientra in uno schema rassicurante.
Però se questo è vero o no lo dovrebbero dire gli uomini.
 
O

Old Vulvia

Guest
Anna A

gli uomini fanno sesso con gli uomini, i gay con un’immagine di uomo, pertanto anche con un’immagine di donna, mai con una donna, proprio come gli etero, che mai sono gay come quando fanno sesso non con un uomo; che significa la frase che si sente sempre più spesso, “oggi le donne fanno paura"?A) che la fanno oggi, non ieri, b) che la fanno non certo in quanto femmine, che tali sono oggi come ieri (tette, culo, gambe, orifizi e pomo d’adamo ancora contenuto: la passeritudine, insomma), ma in quanto donne che si vogliono persone socialmente paritarie, c) che la fanno perché si rifiutano all’uomo di oggi in quanto proiezione della sua idea di ieri di donna che niente ha a che ‘vedere’ con chi è lei al momento, nella sua legittima e inedita aspirazione a persona sociale, per l’appunto. Se l’uomo trova nella donna la stessa pretesa di essere persona sociale che nell’uomo è data per accettata e acquisita (e dagli uomini e dalle donne più nemiche di se stesse, che non pretendono di essere ma si accontentato di essere proiettate), ecco che egli prova nei suoi confronti la stessa paura (ansia, competizione, rivalità) che gli suscita un altro uomo e viene meno perché viene meno la millenaria immagine psicologica su cui riposava il suo desiderio (in cui grossa parte gioca il piacere della coercizione) per quella data fisiologia lì col taglio in mezzo; in altre parole: l’eccitazione virile non nasce dalla cosa esterna contrassegnata qual femmina – non più, direi -, ma dal senso interno che fino a ieri egli poteva darle complice la donna stessa, che oggi complice non lo è più, non al punto di azzerare la raggiunta forza contrattuale di persona innanzitutto sociale, politica, economica, professionale e poi, forse, anche zoologico-sessuale e, oh cielo, per la propria straporca libidine, non per quella, blanda, dell’uomo che se la procura grazie alla rinuncia della donna ad averne una se non per riflesso; ci sono mille e un modo per essere femminile, uno di questo, il più inedito, è non esserlo: femminile oggi lo può essere un uomo d’altri tempi, non una donna moderna; “una donna vera”, oggi, proprio come “un vero uomo”, è roba da catalogo con prezzi e specialità tipo, appunto, “fare la donna” e “fare l’uomo”, cioè attenersi al teatrino della proiezione degli incalliti e incarogniti senza fantasia che pagano per il tableau vivant dei generi che furono: negli incontri organizzati, come il copione a seguire, prostitute d’ambo i sessi, quando va bene, recitano quella parte che gli uomini liberi e le donne libere oggi non recitano nemmeno gratis.

io non ci ho capito un cazzo... e voi?

Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Luce Irigaray lo hanno detto prima e meglio di lui.

La de Beauvoir scrisse che la femminilità è un'invenzione dell'uomo, un prodotto storico-culturale dovuto alle condizioni di dipendenza materiale della donna e all'assunzione da parte della donna dell'universo maschile. Ipotizzò inoltre che una perfetta ugualianza economica e sociale avrebbe comportato l'assunzione di valori oggi attribuiti alla mascolinità, facendo ritrovare alla donna la sua piena umanità nel fare proprio anche il modo di esistere maschile. Questo però non è il punto di approdo, da qui il pensiero femminile deve prendere altre strade di liberazione ed autoriconoscimento: "Donna si diventa", scriveva.

La Irigaray sostiene che da un punto di vista storico-culturale la donna si trova in una situazione di "esilio da sé" per amore di.. (l'uomo, i figli, ecc). La donna non si possiede, non si conosce e non si ama. In questo soprattutto la donna è "oggetto", nella sua condizione di rapporto assoluto con l'altro-uomo, nel suo essere "fuori di sé". In sostanza la donna deve re-identificarsi.

A quanto pare, secondo Busi, lo ha già fatto o per lo meno, sta portando questo processo a compimento.
Io sono più dubbiosa, secondo me molte donne e soprattutto le più giovani non hanno coscienza di questi argomenti, non si sono interrogate sul pensiero femminile, anche per nostra responsabilità di sorelle più adulte.

Busi, a mio parere, offre una sua lettura della crisi del rapporto uomo-donna sulla base dell'affermazione sociale femminile, che dà per assodata (io, no) ma che critica in quanto non autenticamente femminile (fare la donna anzichè essere donna).
Quando Busi parla di proiezione mi fa venire in mente quegli uomini che affermano di certi transessuali che sono più donne delle donne: ecco portato all'estremo lo stereotipo della femminilità intesa come fare la donna.

... Trovo apprezzabile lo sforzo di far riflettere su queste cose anche se sarebbe auspicabile una maggiore chiarezza espositiva.
 
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