aldo busi

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Rebecca

Utente di lunga data
Posto che ci ho capito poco e che busi non mi convince, ho sottolineato questa frase.
Io credo che questa storia degli stereotipi che si cercano neglia ltri, alimentati dalla tv e dalle riviste patinate, sia una montatura. Alla fine dei conti gli uomini amano donne (o uomini) normali, senza tutti questi giri di pippe mentali.
E la donna sa essere femminile e deve esserlo quanto l'uomo mascolino. Non per stereotipo nè con eccesso, ma seguendo una propria inclinazione e per una semplice ragione: il rifiuto di quello stesso stereotipo.
Non mi sembra molto diverso da quello che dice BUSI, il sommo.

Da leggere il "manuale della perfetta gentildonna".
 

Rebecca

Utente di lunga data
beh, è il suo modo di porsi riguardo alla questione uomini/donne...che sottintende (neanche poi tanto) che oggi è più donna un uomo che si atteggia a femminiella...che non le donne attuali!

Lui vede persa l'immagine rassicurante della donna di una volta (ci mettiamo anche un qualche complesso edipico per l'Aldo? Massì dai!!
) che "accudisce" all'uomo e si realizza nel fargli e nel procurargli piacere e identifica in quello la "paura" dell'uomo verso le donne "moderne"..

Io... NO!!
Guarda che lui parla dell'uomo. Non parla di sè.
Lui non mi sembra spaventato dalle donne.
Comunque è un discorso o uno scritto?
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Dai, Rita..

Guarda che lui parla dell'uomo. Non parla di sè.
Lui non mi sembra spaventato dalle donne.
Comunque è un discorso o uno scritto?
Vorresti farmi credere che lui prescinderebbe da tutto e non riporterebbe un proprio porsi rispetto alla visione dell'uomo?


Da come lui sente e vive mascolinità e femminilità?


Che sarebbe, quindi, oggettivo nel far le sue valutazioni?
 

Rebecca

Utente di lunga data
Vorresti farmi credere che lui prescinderebbe da tutto e non riporterebbe un proprio porsi rispetto alla visione dell'uomo?


Da come lui sente e vive mascolinità e femminilità?


Che sarebbe, quindi, oggettivo nel far le sue valutazioni?
No, ma ci sono due fatti: uno è che è molto contradittorio e negli stessi romanzi a poche pagine di distanza capita che sostenga due cose diammetralmente opposte, l'altro (da cui il primo discende) è che quando scrive non parla l'uomo, ma lo scrittore. Lo scindere lo scrittore dall'uomo (o meglio dalla persona) busi è una cosa su cui insiste continuamente. A me davvero pare che quando descrive i comportamenti umani di uomini e donne lo faccia con un certo distacco, una certa presa di distanze. Sono stanca non so se riesco a spiegarmi, ma ho chiaro il concetto. Domani ci riprovo. Lui è talmente egocentrico che quando parla degli altri, uomini e donne, ne parla davvero come un osservatore che descrive qualche cosa di altro di se. Quando parla degli uomini la mia interpretazione è che non parli di "noi uomini", ma di "voi uomini". Sempre che quello sia un passaggio di uno dei romanzi.
 
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