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Old Asudem
Guest
voglio morire così, col sole in fronte
Per la prima volta in città l'esposizione di articoli funerari
Tanexpò sfida i tabù
Non se ne parla mai perchè l'argomento (chissà perchè poi) è tabù ma intorno a quello che chiameremo "l'ultimo viaggio" c'è un mercato vivace e tutt'altro che, non è un battuta, "funereo". Con buona pace di chi "tocca ferro"
Ha aperto i battenti stamattina alle 11 all'expo di piazza Costituzione l'edizione 2008 di Tanexpò, l'esposizione internazionale di articoli cimiteriali e funerari tra i cui stand si trovano gadget e particolarità impensabili come le piccole bare portachiavi o portapenne (se ne trovano di ogni dimensione e colore e, ovviamnte, sono personalizzabili) ma anche accessori di lusso come l'imbottitura della bara in visone demi buff che da sola costa circa 10.000 euro. Leader nel mondo, la manifestazione biennale (per la prima volta a Bologna dopo che gli spazi della Fiera di Modena sono diventati troppo angusti per ospitare tutti gli oeratori che ne facevano richiesta) è una vetrina commerciale nella quale gli operatori del settore espongono il meglio della loro produzione.
Curiosa anche la svolta tecnologica del comparto che da oggi è anche su Second Life. Sull'isola funeraria si potranno trarre informazioni specifiche sulla materia e si potranno organizzare direttamente, in maniera virtuale, una cerimonia funebre, un rito di commiato laico o religioso, la sepoltura o la dispersione delle ceneri, ricreando un Luogo della Memoria dove, sempre e ovunque, ricordare e onorare i defunti. Nell'isola anche un monumento commemorativo per ricordare le vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980.
Sono dati economici di tutto rispetto quelli del settore funerario in Italia. D'altra parte, senza voler fare della facile ironia, è pur sempre un settore che non conoscerà mai un momento di crisi. I dati Istat aggiornati al 2006, dicono infatti che in Italia, nello scorso anno sono decedute 557.892 persone.
Non stupisce quindi se il giro di affari complessivo del settore si aggira intorno a una cifra di poco inferiore ai 2 miliardi di euro (di cui quasi 500 milioni fatturato dal comparto produttivo e la restante parte dal comparto commerciale (servizi imprese funebri a privato).
Entrando nel dettaglio del fatturato del comparto produttivo, emerge come la parte del leone la facciano i cofani, le bare, conquasi 300mln di euro di fatturato. A questi si aggiungono i 50 milioni delle auto funebri, i 30 milioni delle fotoceramiche, i 65 milioni dei bronzi e i 55 milioni di euro che derivano da arredamento, cartotecnica e altro.
Ovviamente Tanexpò è una fiera come tutte le altre. E allora perchè ancora oggi si fanno scongiuri di ogni tipo quando passa un carro funebre vuoto? E perchè la "morte" è considerata un argomento tabù? Ultima domanda: dando per scontato che la perdita di una persona cara causa dolore in chi rimane, perchè in Italia si piange mentre in altre parti del mondo si organizzano banchetti e "saluti" pieni di musica e sorrisi?
Perchè la morte, con tutto il rispetto per questa (ultima) fase della vita, è tabù?
visto che considero una coglionata spender soldi per un funerale (visto che il festeggiato non ne beneficia direttamente...) se proprio bisogna spendere ,l'idea di organizzare e festeggiare la morte di qualcuno con danze e banchetti mi ha sempre affascinato. Lo trovo un modo di approcciarsi alla morte più sereno, più naturale , più rispettoso nei confronti del morto. Festeggio la sua vita non la sua morte
Voglio dire, io preferirei che si facesse una gran bella bevuta alla mia ex
salute piuttosto che versar lacrime e soffrire. Quello lo puoi fare, se vuoi, nel segreto della tua cameretta..
invece ci piace piangere, applaudire al passaggio delle bare
, strapparci i capelli davanti ad un evento così naturale e ordinario.
l'idea che ci sia un business di bare mi fa vomitare.
io vorrei essere cremata ma so che non è semplicissimo.
lo trovo incivile.
Per la prima volta in città l'esposizione di articoli funerari
Tanexpò sfida i tabù
Non se ne parla mai perchè l'argomento (chissà perchè poi) è tabù ma intorno a quello che chiameremo "l'ultimo viaggio" c'è un mercato vivace e tutt'altro che, non è un battuta, "funereo". Con buona pace di chi "tocca ferro"
Ha aperto i battenti stamattina alle 11 all'expo di piazza Costituzione l'edizione 2008 di Tanexpò, l'esposizione internazionale di articoli cimiteriali e funerari tra i cui stand si trovano gadget e particolarità impensabili come le piccole bare portachiavi o portapenne (se ne trovano di ogni dimensione e colore e, ovviamnte, sono personalizzabili) ma anche accessori di lusso come l'imbottitura della bara in visone demi buff che da sola costa circa 10.000 euro. Leader nel mondo, la manifestazione biennale (per la prima volta a Bologna dopo che gli spazi della Fiera di Modena sono diventati troppo angusti per ospitare tutti gli oeratori che ne facevano richiesta) è una vetrina commerciale nella quale gli operatori del settore espongono il meglio della loro produzione.
Curiosa anche la svolta tecnologica del comparto che da oggi è anche su Second Life. Sull'isola funeraria si potranno trarre informazioni specifiche sulla materia e si potranno organizzare direttamente, in maniera virtuale, una cerimonia funebre, un rito di commiato laico o religioso, la sepoltura o la dispersione delle ceneri, ricreando un Luogo della Memoria dove, sempre e ovunque, ricordare e onorare i defunti. Nell'isola anche un monumento commemorativo per ricordare le vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980.
Sono dati economici di tutto rispetto quelli del settore funerario in Italia. D'altra parte, senza voler fare della facile ironia, è pur sempre un settore che non conoscerà mai un momento di crisi. I dati Istat aggiornati al 2006, dicono infatti che in Italia, nello scorso anno sono decedute 557.892 persone.
Non stupisce quindi se il giro di affari complessivo del settore si aggira intorno a una cifra di poco inferiore ai 2 miliardi di euro (di cui quasi 500 milioni fatturato dal comparto produttivo e la restante parte dal comparto commerciale (servizi imprese funebri a privato).
Entrando nel dettaglio del fatturato del comparto produttivo, emerge come la parte del leone la facciano i cofani, le bare, conquasi 300mln di euro di fatturato. A questi si aggiungono i 50 milioni delle auto funebri, i 30 milioni delle fotoceramiche, i 65 milioni dei bronzi e i 55 milioni di euro che derivano da arredamento, cartotecnica e altro.
Ovviamente Tanexpò è una fiera come tutte le altre. E allora perchè ancora oggi si fanno scongiuri di ogni tipo quando passa un carro funebre vuoto? E perchè la "morte" è considerata un argomento tabù? Ultima domanda: dando per scontato che la perdita di una persona cara causa dolore in chi rimane, perchè in Italia si piange mentre in altre parti del mondo si organizzano banchetti e "saluti" pieni di musica e sorrisi?
Perchè la morte, con tutto il rispetto per questa (ultima) fase della vita, è tabù?
visto che considero una coglionata spender soldi per un funerale (visto che il festeggiato non ne beneficia direttamente...) se proprio bisogna spendere ,l'idea di organizzare e festeggiare la morte di qualcuno con danze e banchetti mi ha sempre affascinato. Lo trovo un modo di approcciarsi alla morte più sereno, più naturale , più rispettoso nei confronti del morto. Festeggio la sua vita non la sua morte
Voglio dire, io preferirei che si facesse una gran bella bevuta alla mia ex
invece ci piace piangere, applaudire al passaggio delle bare
l'idea che ci sia un business di bare mi fa vomitare.
io vorrei essere cremata ma so che non è semplicissimo.
lo trovo incivile.