Io non ho mai conosciuto qualcuno con diagnosi "clinica" di esaurimento nervoso, ma quando ero piccola capitava di sentire di tal persona (che io non avevo mai visto) che aveva avuto o aveva l'"esaurimento nervoso". Ma era più chiacchere tra mia madre e una ciurma di sue parenti.
Sentendo queste cose io collocavo questa persona, di cui sentivo dalle loro chiacchere, come una persona malata, ma che non si sapeva cosa avesse, non aveva la febbre, non si era rotta una gamba, ma magari sentivo dire che stava a letto, non usciva di casa, ma non sapevano chiamare in altro modo, il termine "esaurimento nervoso" era solo un contenitore di quel qualcosa.
Quello che hai scritto nel neretto mi ha ricordato un libro che avevo letto, tanto che stasera, convinta di averlo ancora, ho svuotato tre armadi per cercarlo, senza trovarlo. Un mattone vecchissimo, degli anni 70 credo, di cui ho un ricordo vago della copertina (una grafica degli anni 70, stilizzata) dove scrivevano da fuori come veniva visto un depresso... una sorta di fannullone. Adesso la psicologia è sdoganata, ma quando ero nata ancora non era così. Peccato che non l'ho ritrovato, era curiosa di rileggere come ne parlavano.