Esposizione delle malattie sui social

ToyGirl

Utente di lunga data
Ultimamente ci sono tante persone che espongono i percorsi delle loro malattie, o quelle dei loro cari, anche bambini, sui social.
Cosa ne pensate?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Dipende.
I social sono il Male perché “il mezzo è il messaggio“ ed è l’esposizione in sé che deforma chi si espone.
Come fruitrice e non esposta vedo abusi o vedo una possibilità di conoscenza delle problematiche.
 

Brunetta

Utente di lunga data
I social costituiscono una forma di autobiografia. Ma è una autobiografia che si scrive nel presente. Perciò non comprende, non può comprendere nessuna riflessione sul vissuto.
Chi guarda si sente compartecipe, ma non è che uno spettatore che paga il biglietto attraverso i contenuti pubblicitari.
Ma appunto non è compartecipe e quando si sente coinvolto, come e più che se fosse un amico, e interviene, in qualsiasi modo, chi pure si è esposto, reagisce per difendere la propria intimità.
Inoltre siamo in un epoca in cui il vittimismo, l’essere malati o vittime rende. Quindi alcune malattie vengono amplificate, se non inventate.
Ad alcuni può far bene non sentirsi strani mostri, vedendo che le cose per cui soffre fanno soffrire anche altri. Ma c’è anche l’ effetto di amplificazione dei sintomi.
Insomma vedo perlopiù problemi.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Io seguo diverse mamme con bambini con disabilità
Ne ho anche incontrata una perché ho acquistato il suo libro
Per alcune i social servono anche a racimolare qualche euro per le terapie
Altre aiutano con la loro esperienze mamme che hanno stesse esperienze che magari non sanno dove sbattere la testa
Sui social come nella realtà ci sono persone serie e altri meno
 
Ultima modifica da un moderatore:

Pincopallino

Utente di lunga data
Penso che nessuno si possa permettere di sindacare su come altri reagiscono o gestiscono le proprie patologie.
Quando chiesi a Noemi una delle mie ex amanti, morta di cancro per quale motivo scriveva gli avanzamenti della sua chemio e gli effetti che le dava sulla pagina di un social composta solo da persone in cura, mi rispose:

malcomune mezzo gaudio.
ci sentiamo meno sole, visto che di fronte “alla bestia” lo siamo.

Gli altri, cioè i sani che curiosano e sindacano su ciò che non sanno, possono al limite dire: ah se capitasse a me farei diverso.

Voglio proprio vedere.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Ultimamente ci sono tante persone che espongono i percorsi delle loro malattie, o quelle dei loro cari, anche bambini, sui social.
Cosa ne pensate?
Ci sono sempre stati.
Se il loro percorso può servire a qualcuno per sentirsi meno solo, lo trovo positivo.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Ammesso che si possa sindacare (grazie @Pincopallino, sono d'accordo) meglio chi ne parla apertamente di chi si trincera dietro un non ben identificato "una grave malattia/ un brutto male". Se devi dire/non dire, a sto punto meglio che non ne parli per niente.
Ma quando se ne parla, è liberatorio e terapeutico, in qualche modo, e sempre utile a chi legge o ascolta.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Ammesso che si possa sindacare (grazie @Pincopallino, sono d'accordo) meglio chi ne parla apertamente di chi si trincera dietro un non ben identificato "una grave malattia/ un brutto male". Se devi dire/non dire, a sto punto meglio che non ne parli per niente.
Ma quando se ne parla, è liberatorio e terapeutico, in qualche modo, e sempre utile a chi legge o ascolta.
Dimenticavo.
E’ anche un modo per portare la propria testimonianza a chi e ce ne sono, ha solo i social come compagnia. Forse chi sindaca pensa che il mondo sia Milano o Roma. Due puntini pranticamente.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Dimenticavo.
E’ anche un modo per portare la propria testimonianza a chi e ce ne sono, ha solo i social come compagnia. Forse chi sindaca pensa che il mondo sia Milano o Roma. Due puntini pranticamente.
Ho seguito la storia di Nadia Toffa. Criticata, attaccata. Era una persona famosa e "cazzuta", la sua spavalderia ha tratto in inganno inizialmente. Però chi è riuscito ad andare oltre si è accorto che era sola e spaventata, e cercava di mascherare tutto quel terrore. Voleva solo condividere e sentire un abbraccio, credo.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ultimamente ci sono tante persone che espongono i percorsi delle loro malattie, o quelle dei loro cari, anche bambini, sui social.
Cosa ne pensate?
Dipende dal luogo, pur nel virtuale, dalla patologia e da chi scrive (se la persona direttamente colpita o un familiare).
Ci sono dei luoghi in cui delle persone possono dialogare attenendosi al tecnico, senza vittimismo.

Forse però tu ti riferisci a social di accesso pubblico più o meno da parte di chiunque, tipo You Tube. Ho visto forse qualche video. ma non seguo la tipologia. Rispetto a determinati percorsi avere un pubblico, fare dei comunicati stampa di quanto si vive, e avere visibilità, specie se si fanno nomi di strutture e medici, può portare un peso di maggiore attenzione. A livello logico questo è il vantaggio.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Io sono d'accordo con tutto ciò che avete detto. Se poi davvero, come dice Brunetta, ci sono persone che inventano, alla fine si scopre sempre tutto.
 
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