Non è proprio così.
Ogni persona ha una storia, dei genitori che hanno dato o no una sicurezza di base, insegnanti che hanno valorizzato o non le capacità, le prime amicizie e amori, sono tutte cose che possono rendere una persona sicura, anche non in assoluto, ma almeno in grado di cercare aiuto e un percorso che insegni a compensare le insicurezze.
Non bisogna cadere nel l’errore frequente di dare colpe a chi sta male. È noto che chi, ad esempio, è depresso suscita irritazione. Ma dirgli “tirati fuori!” non serve perché è proprio della malattia togliere quella forza. Similmente accade per la bassa autostima.