Avete mai confessato

destroyah

Utente di lunga data
Sento il tuo dolore jimbro! Con mia moglie il sesso era ridotto a una volta l'anno o anche meno. Però pur di non tradire me ne sono andato. Ho sbagliato qualcosa nel rapporto di coppia? A voglia!!!! Ho fatto autocritica, preso le mie responsabilità e ho pagato il salato prezzo. Ovvio che ognuno reagisce come crede. Questa è però la mia di esperienza
Tu mi sa che sei un santo. Te ne sei andato invece di tradire e se non ricordo male hai pure perso una barca di soldi a seguito del divorzio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io sono molto obiettiva sulla questione.
Ho scandagliato i miei motivi prima e dopo.
L’ho fatto dapprima senza la giusta coerenza. Del resto ero in una situazione a me nuova.
Poi man mano ho rimesso tutto in caselle.
Resta il fatto che ognuno dei due in una coppia dovrebbe fare autocritica, ma chi tradisce sbaglia un po’ di più.
Anche nel mio caso io so perfettamente quali erano le ‘ mancanze’. Non ne ho fatto e non ne farò mai parola perché non ha senso. Non mi aiuta. Mi avrebbe aiutato se invece di tradire avessi elaborato questo con marito. E invece ho messo l a polvere sotto il tappeto e ho vissuto per un breve periodo una doppia vita.
Non mi pento di nulla, sia chiaro.
Era tutto voluto e pensato. Resta che ho sbagliato nei suoi confronti.
Forse anche nei tuoi confronti.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Jim Cain

Utente di lunga data
cioe' paghi affinche' il profilo non sia visibile? Quindi si diminuisce ancora la possibilita' di un match? boh.
È essenziale se vuoi che non ti vedano persone dalle quali non vuoi essere visto (un'amica di tua moglie, per esempio).
In questo modo ti vedranno solo le persone alle quali tu per primo hai messo like, scartando tutto il resto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
È essenziale se vuoi che non ti vedano persone dalle quali non vuoi essere visto (un'amica di tua moglie, per esempio).
In questo modo ti vedranno solo le persone alle quali tu per primo hai messo like, scartando tutto il resto.
Ma così rischi di lussarti il pollice a piantare dei like
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non so. Non credo nella misura in cui o mi sono trovata di fronte a una cosa che di me non conoscevo: la doppiezza.
E’ una brutta scoperta? Si, ma fa parte di me.
Io l'ho scoperta al liceo quando avevo il doppio libretto delle assenze: uno per la scuola che firmavo io e uno per i miei
 

Gaia

Utente di lunga data
Io l'ho scoperta al liceo quando avevo il doppio libretto delle assenze. Uno per la scuola che firmavo io e uno per i miei
Che io sia sempre stata un po’ ‘furbetta’ lo sapevo da tempo.
E lo sanno tutti quelli che mi conoscono peraltro.
Però questo era un altro piano di cose che io non conoscevo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lo è eccome a una certa età.
Lo è se diventa il timone della tua vita e se la fai subire ad altri.
Lo è perché ad un certo punto della vita hai gli strumenti per comprendere te stesso e per migliorare.

E vedi che qui parlo anche per me.
Io stessa fra le mie ragioni ho messo una certa latente insicurezza momentanea.
Data magari da quella spesso viene chiamata crisi di mezza età.
Ma poi io sulla mia ci ho lavorato. Magari male o bene. Me lo dirà il tempo.
Ma non puoi proiettare tutta i tuoi errori su un altro.
Ognuno si smazza i suoi e cerca di porvi rimedio.
Non è proprio così.
Ogni persona ha una storia, dei genitori che hanno dato o no una sicurezza di base, insegnanti che hanno valorizzato o non le capacità, le prime amicizie e amori, sono tutte cose che possono rendere una persona sicura, anche non in assoluto, ma almeno in grado di cercare aiuto e un percorso che insegni a compensare le insicurezze.
Non bisogna cadere nel l’errore frequente di dare colpe a chi sta male. È noto che chi, ad esempio, è depresso suscita irritazione. Ma dirgli “tirati fuori!” non serve perché è proprio della malattia togliere quella forza. Similmente accade per la bassa autostima.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Non è proprio così.
Ogni persona ha una storia, dei genitori che hanno dato o no una sicurezza di base, insegnanti che hanno valorizzato o non le capacità, le prime amicizie e amori, sono tutte cose che possono rendere una persona sicura, anche non in assoluto, ma almeno in grado di cercare aiuto e un percorso che insegni a compensare le insicurezze.
Non bisogna cadere nel l’errore frequente di dare colpe a chi sta male. È noto che chi, ad esempio, è depresso suscita irritazione. Ma dirgli “tirati fuori!” non serve perché è proprio della malattia togliere quella forza. Similmente accade per la bassa autostima.
Sarebbe come dire a uno che ha un tumore, guarisci.
E grazie al cazzo.
 

The Reverend

Utente di lunga data
Non è proprio così.
Ogni persona ha una storia, dei genitori che hanno dato o no una sicurezza di base, insegnanti che hanno valorizzato o non le capacità, le prime amicizie e amori, sono tutte cose che possono rendere una persona sicura, anche non in assoluto, ma almeno in grado di cercare aiuto e un percorso che insegni a compensare le insicurezze.
Non bisogna cadere nel l’errore frequente di dare colpe a chi sta male. È noto che chi, ad esempio, è depresso suscita irritazione. Ma dirgli “tirati fuori!” non serve perché è proprio della malattia togliere quella forza. Similmente accade per la bassa autostima.
Non conosci i metodi spicci di mio padre psichiatra a quanto pare!😂😂😂 Altro che depressione ti faceva passare😂😂😂
 

Gaia

Utente di lunga data
Non è proprio così.
Ogni persona ha una storia, dei genitori che hanno dato o no una sicurezza di base, insegnanti che hanno valorizzato o non le capacità, le prime amicizie e amori, sono tutte cose che possono rendere una persona sicura, anche non in assoluto, ma almeno in grado di cercare aiuto e un percorso che insegni a compensare le insicurezze.
Non bisogna cadere nel l’errore frequente di dare colpe a chi sta male. È noto che chi, ad esempio, è depresso suscita irritazione. Ma dirgli “tirati fuori!” non serve perché è proprio della malattia togliere quella forza. Similmente accade per la bassa autostima.
L’insicurezza non è una malattia.
 

Nicky

Utente di lunga data
Vero ma in un bicchiere d acqua puoi ancora galleggiare.. sotto tre metri affoghi. ... Con un bicchiere di vino non muori con una damigiana si... Ecc. Ci sono cose più digeribili di altre. Solo questo
Su questo nessuno dice nulla, ma neppure se uno si sente affogare in due centimetri d'acqua c'è nulla da dire.
Credo che ognuno di noi abbia un'idea su ciò che reputa tollerabile/superabile/compatibile in una relazione o abbia gli strumenti per capirlo, una volta che accade.
Non è essenziale perdonare o dimenticare per stare bene insieme, così come si può considerare un'azione perdonabile, appunto perché, magari si è consapevoli di avere delle responsabilità, ma incompatibile con la prosecuzione del rapporto.
Sono scelte e inclinazioni personali, di cui si risponde in primo luogo a sé stessi.
 

Gaia

Utente di lunga data
Io sono una di quelle che non accetta nemmeno la malattia. Ma nemmeno la mia per dire.
Quando io sono stata male non mi sono fermata un istante. Ho continuato con fatica a fare tutto.
Perché un conto è essere malati e un altro è vivere da malati.
Io ero malata, ma ho vissuto come fossi sana.
L’insicurezza però è un’altra cosa. E’ una cosa che rischia di far ammalare altri.
Comunque in ogni caso va vista e bisogna porre dei rimedi.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ho usato le virgolette per definire uno stile di approccio inusuale tra le persone normali.
Anche perché tu sarai un uomo normale e non Luca Argentero, che potrebbe fare perdere la testa al primo sguardo.
Prendere l’iniziativa, come sanno bene tutti gli uomini, implica la possibilità di essere respinti, per cultura le donne non lo fanno, perché hanno il terrore del rifiuto, anche se sono belle, proprio perché non hanno bisogno di fare niente e le proposte arrivano.
Non sono donna e non posso sapere se dipende dal 'terrore del rifiuto'.
Me l'ero sempre spiegata come una normale dinamica uomo/donna.
 
Top