Liposuzione fatale a 62 anni

Brunetta

Utente di lunga data
In più il povero fa la pubblicità gratis per i ricchi. E per farlo è sempre lui che paga.
Per far pubblicità con la macchina vieni pagato, ma se giri con la maglietta con il marchio bene in vista, lo fai gratis… anzi no, paghi pure di più per poter far la pubblicità al marchio in oggetto.
Sono le conseguenze del valore dato alle cose.
Eppure non è una novità.


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danny

Utente di lunga data
In più il povero fa la pubblicità gratis per i ricchi. E per farlo è sempre lui che paga.
Per far pubblicità con la macchina vieni pagato, ma se giri con la maglietta con il marchio bene in vista, lo fai gratis… anzi no, paghi pure di più per poter far la pubblicità al marchio in oggetto.
Perché quel povero che dici tu si fa al massimo la maglietta, che per distinguersi dalle aitre e costare di più deve avere il marchio visibile
Chi ha i soldi ricorre all'haute couture.
Lì riconosci l'abito.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ecco la Soncini sempre sul pezzo!
Metto il link, per chi non si accontenta dei miei stralci.
Chiarisco qualcosa che temo non sia chiaro. Metto link per ampliare i punti di vista, non per rafforzare il mio.
Se la prendete diversamente, è puramente casuale.
L’altro giorno ho visto il filmato d’un’ospite che arrivava nello studio del programma d’un tizio che conosco. Il tizio non è un uomo particolarmente alto. La tizia ospite aveva delle scarpe di quelle con sotto un rialzo orrendo (tecnicamente: platform), e tacchi spropositati di quelli che approfittano del rialzo per poter essere assai più alti del normale.

Una volta quelle scarpe lì le mettevano solo le mignotte e le Spice Girls. Ricordo perfettamente – eravamo trentenni e pensavamo che la moda fosse la cosa più importante del mondo – quando iniziarono a farle anche gli stilisti che ci erano fin lì sembrati sofisticati (Christian Louboutin, sto parlando con te), e ricordo l’amica che mi disse seria: eh ma ti cambiano tutte le proporzioni del corpo.

Non è vero, ovviamente, perché pensare che l’occhio umano, se lo inganna la prospettiva del Borromini, lo possa truffare anche una scarpa col rialzo, e che se domani io mi allungo caracollando su rialzi di venti centimetri allora chi mi vede penserà che nella notte io sia diventata alta e magra, invece di pensare «poverina, come soffre», significa non aver capito granché né del Borromini né delle relazioni tra esseri umani.

Ma dell’ospite che caracolla su rialzi da circo pensando che guardandola diremo «ah, ma allora non è bassa» non m’interessa la sua capacità di raccontarsela (che è quanto di più importante abbia in dotazione ogni essere umano), ma il suo obiettivo: sembrare una con un altro corpo
.”
Quindi gli interventi estetici funzionano come i tacchi, la tinta e il rossetto?
Ci danno solo una mano a uscire dalla paura di far parte di una massa insignificante?

 

amy

Utente di lunga data
Io non ho letto il libro, ho visto il film “Elegia americana.”
Lo hai visto?
Racconta la sua storia di nato sugli Appalachi in una famiglia povera e con gravi problemi, la madre con dipendenze. Nonostante ciò è riuscito a studiare e diventare avvocato. Cosa che molto più che da noi consente un livello sociale ed economico molto alto.
Io, seguendo la storia, mi sarei immaginata l’approdo a una visione che dovrebbe puntare a migliorare le condizioni di chi deve affrontare quelle difficoltà. Per semplificare una posizione di sinistra, che in Italia è anche di parte della destra.
Invece lui ha fatto una scelta di destra americana, secondo la quale ognuno deve farcela con le sue sole forze, con il proprio merito, come una parte del pensiero protestante che credere che il merito e le differenze siano un dono di Dio. E chi non merita? Chi non è intelligente? Chi non ha la forza di carattere? Chi non riesce a superare le difficoltà? Peggio per lui.
Eri interpretabile così.
io ho letto il libro. È un gran bel libro autobiografico, ma anche un programma politico (un po’ come il de bello gallico, ovviamente senza che le due opere siano in alcun modo paragonabili sotto alcun profilo, dal valore letterario a quello politico). E ti spiega bene perché nell’ambiente in cui è cresciuto è escluso votare per i democratici.
 

Brunetta

Utente di lunga data
io ho letto il libro. È un gran bel libro autobiografico, ma anche un programma politico (un po’ come il de bello gallico, ovviamente senza che le due opere siano in alcun modo paragonabili sotto alcun profilo, dal valore letterario a quello politico). E ti spiega bene perché nell’ambiente in cui è cresciuto è escluso votare per i democratici.
Me lo spieghi?
Comunque il mio era uno stupore che andava ben oltre i partiti americani. È uno stupore politico, non partitico.
Come si può pensare che chi vive in condizioni misere, se lo meriti?
Del resto allora sua mamma si sarebbe “meritato“ di morire.
 

amy

Utente di lunga data
Me lo spieghi?
Comunque il mio era uno stupore che andava ben oltre i partiti americani. È uno stupore politico, non partitico.
Come si può pensare che chi vive in condizioni misere, se lo meriti?
Del resto allora sua mamma si sarebbe “meritato“ di morire.
Vance non fa un discorso di merito infatti. Anzi, dice che molte delle persone con cui è cresciuto, in primis la madre, avrebbero meritato più di lui.
Lui ne fa più un discorso di consapevolezza, ovvero sapere che ci sono delle opzioni. Cosa che sua madre semplicemente non vedeva. Questo sul piano autobiografico.
Sul piano politico (consiglio fortemente la lettura, perché ti apre gli occhi sul mondo dei white trash nel midwest che noi ignoriamo completamente perché al massimo conosciamo Miami, LA o NY) l’estrema sintesi è che a quella gente lì (i redneck) non resta che votare trump, perché i democratici che sono stati al governo non hanno fatto nulla per cambiare la loro situazione (avendolo più o meno promesso). Perche si sono rotti il cazzo di spaccarsi la schiena e di essere invisibili, mentre pure un immigrato messicano ha più tutele di loro. I democratici non possono ignorare questo punto di vista perché è razzista, devono capire le ragioni dello scontento, non pensare che gli avversari siano rozzi e cretini. Trump le ha capite. Poi che le sue azioni facciano tanto rumore ma siamo, nella migliore delle ipotesi, inconsistenti, è un altro discorso.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vance non fa un discorso di merito infatti. Anzi, dice che molte delle persone con cui è cresciuto, in primis la madre, avrebbero meritato più di lui.
Lui ne fa più un discorso di consapevolezza, ovvero sapere che ci sono delle opzioni. Cosa che sua madre semplicemente non vedeva. Questo sul piano autobiografico.
Sul piano politico (consiglio fortemente la lettura, perché ti apre gli occhi sul mondo dei white trash nel midwest che noi ignoriamo completamente perché al massimo conosciamo Miami, LA o NY) l’estrema sintesi è che a quella gente lì (i redneck) non resta che votare trump, perché i democratici che sono stati al governo non hanno fatto nulla per cambiare la loro situazione (avendolo più o meno promesso). Perche si sono rotti il cazzo di spaccarsi la schiena e di essere invisibili, mentre pure un immigrato messicano ha più tutele di loro. I democratici non possono ignorare questo punto di vista perché è razzista, devono capire le ragioni dello scontento, non pensare che gli avversari siano rozzi e cretini. Trump le ha capite. Poi che le sue azioni facciano tanto rumore ma siamo, nella migliore delle ipotesi, inconsistenti, è un altro discorso.
Ma questo è il meccanismo tipico delle destre che “consolano” la classe operaia che si sente esclusa.
Capisco l’uso che se ne fa. Non è mica una cosa nuova.
Non capisco psicologicamente come si possa credere davvero che le persone in difficoltà semplicemente debbano darsi una mossa. Quindi lui pensa che sua madre avrebbe dovuto semplicemente vedere le opzioni?
 

The Reverend

Utente di lunga data
@amy i redneck e il White trash sono due cose diverse che alle volte collimano. I red neck in origine erano esclusivamente nel sud mentre il White trash erano da tutta la parte est. Si può essere Red neck senza essere White trash e specialmente viceversa
 
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Gaia

Utente di lunga data
Me lo spieghi?
Comunque il mio era uno stupore che andava ben oltre i partiti americani. È uno stupore politico, non partitico.
Come si può pensare che chi vive in condizioni misere, se lo meriti?
Del resto allora sua mamma si sarebbe “meritato“ di morire.
Io non ho letto il libro, ma ho guardato quello che avete scritto.
Ti spiego come si arriva a sto pensiero che poi è anche un po’ il mio con dei dovuti distinguo dati dal fatto che vivo in Italia e ho nel sangue il welfare.
Se tu hai vissuto nella merda e ne sei uscito reputi che chi ancora non ne esce non sia altrettanto capace.
Se sei uno che si siede sulle proprie disgrazie meriti di averle.
Tutto qui.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io non ho letto il libro, ma ho guardato quello che avete scritto.
Ti spiego come si arriva a sto pensiero che poi è anche un po’ il mio con dei dovuti distinguo dati dal fatto che vivo in Italia e ho nel sangue il welfare.
Se tu hai vissuto nella merda e ne sei uscito reputi che chi ancora non ne esce non sia altrettanto capace.
Se sei uno che si siede sulle proprie disgrazie meriti di averle.
Tutto qui.
E ti pare sensato da parte di chi ha dovuto tirare fuori sua madre?
 

Gaia

Utente di lunga data
E ti pare sensato da parte di chi ha dovuto tirare fuori sua madre?
Non so se mi pare sensato e comunque tutti abbaino quel parente fragile di cui ci si deve occupare per affetto.
pero’ e’ così che funziona il cervello di chi ragiona così.
Anche il welfare per dire io lo riconosco come strumento di pace sociale, ma in realtà lo trovo elemosina in certi casi (vedi il reddito di cittadinanza o di inclusione che dir si voglia.)
Ora, io riconosco che alcuni non ce la facciano e allora ce ne dobbiamo fare carico. Ma non è che io li stimi ecco. E ovviamente non parlo di situazioni limite, ma di gente che ha fatto del fancazzismo e dell’alibi dato dalle disgrazie,una vera e propria bandiera e diritto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so se mi pare sensato e comunque tutti abbaino quel parente fragile di cui ci si deve occupare per affetto.
pero’ e’ così che funziona il cervello di chi ragiona così.
Anche il welfare per dire io lo riconosco come strumento di pace sociale, ma in realtà lo trovo elemosina in certi casi (vedi il reddito di cittadinanza o di inclusione che dir si voglia.)
Ora, io riconosco che alcuni non ce la facciano e allora ce ne dobbiamo fare carico. Ma non è che io li stimi ecco. E ovviamente non parlo di situazioni limite, ma di gente che ha fatto del fancazzismo e dell’alibi dato dalle disgrazie,una vera e propria bandiera e diritto.
Perché invece “chi ce l’ha fatta“ non sfrutta la propria posizione per umiliare gli altri?
In qualsiasi gruppo sociale vi sono incompetenti, sfruttatori e …stronzi.
Io mi stupisco in riferimento alla sua storia personale, che non è uscita attraverso una ricerca (stronza) da giornalismo d’inchiesta. Mi stupisco che la vicenda personale non lo induca alla comprensione.
Probabilmente sono strana io.
Una collega mi disse che la figlia voleva prendere la patente, ma lei gliela avrebbe fatta sospirare, come avevano fatto con lei. La figlia tra l’altro è intelligente e simpaticissima, nonostante la madre.
 

Gaia

Utente di lunga data
Perché invece “chi ce l’ha fatta“ non sfrutta la propria posizione per umiliare gli altri?
In qualsiasi gruppo sociale vi sono incompetenti, sfruttatori e …stronzi.
Io mi stupisco in riferimento alla sua storia personale, che non è uscita attraverso una ricerca (stronza) da giornalismo d’inchiesta. Mi stupisco che la vicenda personale non lo induca alla comprensione.
Probabilmente sono strana io.
Una collega mi disse che la figlia voleva prendere la patente, ma lei gliela avrebbe fatta sospirare, come avevano fatto con lei. La figlia tra l’altro è intelligente e simpaticissima, nonostante la madre.
Non ti so dire perché accada.
Ti posso dire che alle volte io mi rendo conto di essere troppo rigida e allora rifletto sulle disgrazie altrui.
Credo però che intimamente sia un voler esorcizzare la fame (non intesa in senso stretto) per ricordarsi che a te non capiterà mai perché tu sei più forte.
E allo stesso tempo chi pretende tanto da se stesso tende a pretendere altrettanto da chi gli sta intorno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ti so dire perché accada.
Ti posso dire che alle volte io mi rendo conto di essere troppo rigida e allora rifletto sulle disgrazie altrui.
Credo però che intimamente sia un voler esorcizzare la fame (non intesa in senso stretto) per ricordarsi che a te non capiterà mai perché tu sei più forte.
E allo stesso tempo chi pretende tanto da se stesso tende a pretendere altrettanto da chi gli sta intorno.
Grazie.
Mi hai dato una chiave di lettura.
Forse è il meccanismo che porta anche a dileggiare o peggio le persone considerate deboli.
 

Gaia

Utente di lunga data
Grazie.
Mi hai dato una chiave di lettura.
Forse è il meccanismo che porta anche a dileggiare o peggio le persone considerate deboli.
Io non le dileggio. Solo non le compatisco.
Peraltro io non vorrei mai essere compatita. E così mi incazzo con chi si fa compatire e con chi non prende in mano la propria vita.
Quando io sono stata male mi odiavo.
mi odiavo perché non riuscivo e quindi mi sentivo debole.
e allora facevo le cose comunque pur di no guardarmi alla sera e darmi della fallita.
Chi ha questo sistema psicologico non si vive bene le proprie fragilità e figurati se può vivere bene quelle degli altri.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io non le dileggio. Solo non le compatisco.
Peraltro io non vorrei mai essere compatita. E così mi incazzo con chi si fa compatire e con chi non prende in mano la propria vita.
Quando io sono stata male mi odiavo.
mi odiavo perché non riuscivo e quindi mi sentivo debole.
e allora facevo le cose comunque pur di no guardarmi alla sera e darmi della fallita.
Chi ha questo sistema psicologico non si vive bene le proprie fragilità e figurati se può vivere bene quelle degli altri.
Vedi questo spiega, forse, anche il perché di interventi chirurgici anche in età in cui si dovrebbe aver fatto pace con il proprio corpo.
Ma se i vecchi paiono deboli, non si vuole apparire deboli a se stessi.
Peggio è per chi ha sempre considerato la propria avvenenza uno strumento di potere.
Ma vale anche per chi ha sempre avuto potere economico.
 

Gaia

Utente di lunga data
Vedi questo spiega, forse, anche il perché di interventi chirurgici anche in età in cui si dovrebbe aver fatto pace con il proprio corpo.
Ma se i vecchi paiono deboli, non si vuole apparire deboli a se stessi.
Peggio è per chi ha sempre considerato la propria avvenenza uno strumento di potere.
Ma vale anche per chi ha sempre avuto potere economico.
Sai però che cosa c’è. Qui parlo per me.
Le mie catastrofi mi hanno resa così forte da non temere praticamente nulla. Non mi importa del chilo in più (diciamo 10), non mi frega della ruga.
Sai quale è la mia più grande paura. Quella di perdermi la strada delineata.
E si vede molto spesso da quello che scrivo.
La cosa buona e’ che la riconosco come una fragilità che vedete qui perché siamo anonimi, ma che non lascio vedere a nessuno.
Ecco, io credo che elegia possa esprimere questo. Ma lo leggerò e ti saprò dire meglio.
 
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