Spiegare il tradimento in maniera razionale, sia per il tradito che per il traditore, è proprio il classico errore di chi guarda da fuori
Errore perché non spiega nulla alla fine.
Lo riduce a un fattore evolutivo e culturale quando è invece in gran parte emotivo
Il tradimento ti distrugge a livello di sicurezza, mina la credibilità non solo di una persona ma di un intero genere.
Agisce proprio sulla tua componente affettiva, modifica i legami possibili senza che tu te ne renda nemmeno conto
Aumenta l'ossessività nelle relazioni
Riduce l'autostima
Tante, tante conseguenze e totalmente a livello personale.
Non è una questione di ruoli
È un'alterazione dell'equilibrio
Concordo in parte sul primo assioma, nel senso che, come in qualsiasi decisione umana, c'è un concorso di razionalità e di emozione. Con la precisazione che la razionalità viene modernamente intesa da ciascuno in modo particolare, vista la tendenza ad un'etica personale.
Da qui l'unicità di ogni vicenda di infedeltà, che si può analizzare (come qui accade) solo a grandi linee e sempre con ampio coefficiente di approssimazione.
Se intendi poi
emozione come abbandono all'istinto (egoistico) in contrapposizione alla
razionalità che uniforma le azioni umane (ordine nelle proprie azioni in conformità alle regole della esperienza e della comunità) riconoscerai che vi sia assai poco di razionale nel comportamento del partner traditore quando pretende di avere agito liberamente per il proprio piacere all'insaputa del coniuge/compagno e poi vuole che l'altro non modifichi il proprio atteggiamento di conservazione della coppia (cioè, ti rispetti e rimanga fedele dopo lo "sgamo") inducendolo a rimanere insieme, promettendo la luna, pur di non essere abbandonati. Esattamente come ha cercato di affermare la moglie di
@bobyx.
Ma come ha cercato di affermare la mia ex moglie a suo tempo, lamentandosi che l'avessi "sostituita" con altra donna dopo nemmeno due mesi dalla scoperta della sua infedeltà ed un mese dopo la presentazione del ricorso per separazione consensuale (che è un atteggiamento paradossale da persone profondamente immature).
Come dici, è una alterazione di una condizione di equilibrio (dinamico, s'intende) della coppia ma che si rivendica per se stessi senza riconoscere pari diritto al partner. E' un comportamento psicologicamente violento (in senso lato) quello di cercare di imporre una limitazione al partner che per primi non si rispetta.
In antropologia socio-culturale è una tipica violazione della regola "aurea" della reciprocità, che si sintetizza nella frase "
non fare agli altri ciò che non vuoi che venga fatto a te". Alla base di tutte le religioni e delle convenzioni sui diritti dell'uomo.
Poi, le conseguenze per il partner tradito sono normalmente quelle che tu hai esposto, almeno nella parte iniziale del percorso di elaborazione dell'infedeltà emersa.
Ma prima o poi scatta la "reazione" del tradito ed è particolarmente interessante come si verifichi spesso nel partner infedele una sorta di "crollo" psicologico nell'essere investito dalla "reazione", che magari inizia con insulti e poi si articola in comportamenti di destrutturazione della
comfort zone, che possono risultare insopportabili e condurre a depressione, reazioni inconsulte, odio, ecc.
Mentre (mia opinione) bisognerebbe accettare la reazione del tradito come comportamento comprensibile, conseguente alle proprie azioni e, ristabilita una certa calma relazionale, iniziare a ragionarci su e valutare il da farsi, ognuno per proprio conto e poi in un confronto aperto ad ogni esito.
In questo contesto, la separazione personale (anche immediata) è una reazione realistica che fotografa l'alterazione del patto di esclusività e serve a rendere chiaro che l'esperienza di coppia come era intesa prima semplicemente ... non c'è più. Ma non c'era più dal momento della infedeltà, eh ...
Non c'è da sorprendersi o da soffrirci più di tanto.
La scoperta del tradimento comporta sempre conseguenze in una coppia, sarebbe innaturale pretendere il contrario.