Questo Paese

danny

Utente di lunga data
No Nicky, non ce l ho portato. Ci hanno dimesso dicendoci questo, con l impegnativa prioritaria dei 10gg in mano. Poi visto che l appuntamento l ho preso, seppur dopo 15gg e mio figlio già non sta bene perché angosciato da quello che potrebbe avere o meno, ho preferito evitargli un altra imbarcata al ps non avendo al momento sintomi e attendendo la visita il 23 direttamente senza fingere e andare. È già stressante tutto, ovvio che se si risente male corro, ma siccome sono riuscita a prenderla in tempi relativamente brevi in culandia, lo porto in culandia e vediamo.
IO ho avuto due settimane fa in mano tre impegnative prioritarie, o almeno entro i 12 gg.
Sono riuscito a prenotare due esami, uno a fine gennaio, l'altro a febbraio.
Per la visita cardiologica fine 2026.
Ovviamente nessun rispetto dei tempi.
Per la visita cardiologica andrò privatamente.
 

danny

Utente di lunga data
la mammografia è un esame diagnostico che va fatto ogni 12 mesi non prima
quella si riesce a prenotare, basta chiamare poco dopo avere fatto la precedente
chiama ora, te lo trovano per domani. Uno in via dieci castani a centocelle.
in Lombardia i tempi medi sono di un anno.
Se trovi posto subito è un miracolo, ma è dovuto al fatto che qualcuno nel frattempo è morto o ha rinunciato.
 

danny

Utente di lunga data
I bisogni e i costi sono cose diverse. Ribadisco che non si può chiedere riduzione degli sprechi e poi voler i servizi per chi ne ha bisogno.
A me lo avevano spiegato da bambina con un esempio. Se tutto è privato, le strade si fanno e le linee di collegamento si creano, se il traffico lo rende conveniente. Lo Stato collega tutti, anche chi sta in cima a una montagna, perché siamo tutti cittadini.
E' la ragione per cui da mio padre il cellulare non prende.
A 20km da Milano.
 

Nicky

Utente di lunga data
Perché te la prendiihhh con l'ultimahhh ruotahhh del carroohhh!!
Forse si cerca semplicemente di indirizzare la discussione su qualcosa di più ampio.
Sinceramente, a me importa poco della scortesia di chi sta al sportello o del fatto che faccia la pausa caffè di mezz'ora, se non è questo che influisce sui tempi di attesa di un esame.
E in Lombardia vai a guardare i grandi gruppi privati che dominano, i loro profitti e vedrai che il dubbio che non sia questione dell'impiego se le attese sono lunghe, ma di un sistema mal congegnato ti viene.
Io non ho nessun pregiudizio sulla compartecipazione dei privati nella sanità, nella scuola o in qualunque servizio, ma non così, non in un modo che peggiora l'accesd6ai servizi per parte dell'utenza.
 

danny

Utente di lunga data
In Lombardia ci siamo abituati, consideriamo normale i cantieri infiniti, le strade sporche, i treni soppressi, la mancanza di cestini, i ritardi nella sanità, i sei mesi per fare un passaporto, il rischio di essere assaliti, i negozi di quartiere chiusi, i costi delle case e della vita, lavorare fino alla morte, ormai...
Nessuno si ricorsa come era prima, anzi, tutti pensano fosse pure peggio.
Nella convinzione che tutto sia migliorato in quarant'anni andiamo avanti pensando che andrà tutto per il meglio.
Si sistemerà da solo.
 

Nicky

Utente di lunga data
In Lombardia ci siamo abituati, consideriamo normale i cantieri infiniti, le strade sporche, i treni soppressi, la mancanza di cestini, i ritardi nella sanità, i sei mesi per fare un passaporto, il rischio di essere assaliti, i negozi di quartiere chiusi, i costi delle case e della vita, lavorare fino alla morte, ormai...
Nessuno si ricorsa come era prima, anzi, tutti pensano fosse pure peggio.
Ma guarda, io non sono scontenta, perché ricevo ancora livelli di servizio che non considero inadeguati. Made noto in peggioramenti, mi chiedo il perché.
Ad esempio, sulla digitalizzazione, trovo che davvero ci siano stati passi immensi. Però le poche cosa da fare di persona, ci bue molto più tempo di attesa per farle (ad esempio, la carta di identità). Poi, va beh, te lo dicono di prenotare prima,, si sa quando scade e pace, ma altre cose sono da fare a volte con urgenza e non si riesce.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io ho ancora male al piede.
Probabilmente avrò ulteriori problemi in futuro da questo.
Ho ragionato come te: il PS è per le urgenze, io avevo atteso qualche giorno pensando fosse una botta che passava e quindi ho provato a fare tutto con le altre risorse, anche private, disponibili, perché non era più un problema di PS.
Impossibile.
Sono quindi dovuto andare nel PS vicino a casa in ritardo dove non si sono però accorti della frattura dopo una radiografia.
Ho fatto una radiografia privata dove il refertatore non si è accorto della frattura.
Chi ha guardato i referti dopo ha basato la valutazione sugli esami errati.
Ho fatto un'ecografia il cui referto ha fatto ridere gli ortopedici che l'hanno letta.
Alla fine sono dovuto andare al Gaetano Pini, dove si sono incazzati con me seguendo il tuo ragionamento, ma alla fine hanno dovuto ammettere che avevo ragione: tutti quanti avevano sbagliato prima e io avevo un frattura su cui ho camminato male per un mese.
Le conseguenze le vivo ancora adesso.
Stesso problema con le coliche renali: disinteresse totale, sei mesi di dolori insostenibili, nessun giorno di malattia, oppiacei per sopravvivere.
Mia moglie è stata operata privatamente di mastectomia: 20.000 euro. Non dico che non lo facessero nel pubblico, semplicemente i tempi erano diversi. E da allora è seguita bene, anche perché non si esaurisce con la prima operazione, fato che ne ha avuta un'altra ed è in attesa della terza. Sempre privatamente, con assicurazione.

Ci vuole una laurea specializzata per il PS: è un lavoro allucinante, cominciano a mancare i professionisti per farlo e in un futuro li si cercherà tra gli stranieri sempre più, con ovvi e comprensibili problemi linguistici.
Idem per i medici di base.
Manca proprio tutta la struttura sul territorio: resistono alcune realtà di qualità , come il Monzino per il cardiologico, con tempi di attesa biblici, e il Gaetano Pini per l'ortopedia. Per tutto il resto intercede Padre Pio.
E' ovvio che al PS tu veda tanta gente: mancano le strutture alternative.
Ho provato un po' a ricostruire la storia. Prima c'erano i dinosauri, ma poi un meteorite grosso caduto nel Messico li ha sterminati tutti. Si arriva così ai mitici anni '70 in cui lo stato spendeva e spandeva in deficit clamoroso in modo da mantenere tutti gli equilibri interni (consenso ecc) ed esterni (tutti sapevano, ma faceva comodo in chiave anti URSS, visto che avevamo il PCI diretta emanazione loro, quindi sempre colpa dei comunisti). A quel tempo i tassi di interesse erano calmierati dalla Banca d'Italia che era obbligata ad acquistare i BOT che pagava stampando lire di carta. Quindi il debito pubblico era crescente ma apparentemente sotto controllo, a parte il fatto che stampare moneta voleva dire svalutare la lira e inflazione al 20% con miseria totale. Così nel 1981 si decise il divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia, ovvero i BOT dovevano essere piazzati sul mercato. In questo modo, insieme al blocco della scala mobile, l'inflazione si raffreddò, ma siccome Craxi Andreotti e Forlani continuavano a spendere in deficit, sempre per i motivi di cui sopra, il debito pubblico continuò ad espandersi e a diventare sempre più pesante sulle casse dello stato in termini di interessi (a quei tempi i BOT davano anche il 20% e laggente pensava pure che fosse bello..). Il colpo di grazia arriva nel 1992 con la sottoscrizione di Maastricht per entrare in Europa e nell'euro, perchè a quel punto viene imposto un freno sempre maggiore al deficit, cosa che però non frena la crescita del debito che pian piano arriva alle proporzioni monstre di oggi. A un certo punto Rosy Bindy si inventa il blocco degli stipendi nel pubblico impiego che comprende ovviamente medici & c, i quali ovviamente si incazzano e minacciano dimissioni in massa, per cui viene dato loro il contentino dell'intra moenia (cosa che però non viene data ad esempio agli insegnanti che vorrebbero dare lezioni in privato... misteri), ovvero con i mezzi e i muri dello stato (pagati dai contribuenti), sottraendo quindi risorse (macchinari ecc) e tempo al pubblico, possono lucrare con la loro attività da privati, così come gli ospedali trovano una ulteriore forma di finanziamento, in palese conflitto di interessi con il pubblico (perchè hanno tutto l'interesse a curarti da privati, fottendoti 2 volte i soldi..) ai danni dei contribuenti che oggi come oggi sono arrivati a sborsare circa 40 mld euro/anno per curarsi, dove il carrozzone pubblico ne costa circa 140. Quindi tutto parte dalle spese dissennate per mantenere il consenso, che si sono trasformate in debito monstre che poi con i vincoli di bilancio eu vuol dire sempre meno servizi a parità di tasse e sempre più tasse occulte se vuoi il servizio. Siamo l'equivalente di un disoccupato che lavora.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Ma guarda, io non sono scontenta, perché ricevo ancora livelli di servizio che non considero inadeguati. Made noto in peggioramenti, mi chiedo il perché.
Ad esempio, sulla digitalizzazione, trovo che davvero ci siano stati passi immensi. Però le poche cosa da fare di persona, ci bue molto più tempo di attesa per farle (ad esempio, la carta di identità). Poi, va beh, te lo dicono di prenotare prima,, si sa quando scade e pace, ma altre cose sono da fare a volte con urgenza e non si riesce.
La digitalizzazione avrebbe lo scopo di aumentare l'efficienza.
Se accade il contrario è un grosso problema.
Di metodo.
 

danny

Utente di lunga data
Ho provato un po' a ricostruire la storia. Prima c'erano i dinosauri, ma poi un meteorite grosso caduto nel Messico li ha sterminati tutti. Si arriva così ai mitici anni '70 in cui lo stato spendeva e spandeva in deficit clamoroso in modo da mantenere tutti gli equilibri interni (consenso ecc) ed esterni (tutti sapevano, ma faceva comodo in chiave anti URSS, visto che avevamo il PCI diretta emanazione loro, quindi sempre colpa dei comunisti). A quel tempo i tassi di interesse erano calmierati dalla Banca d'Italia che era obbligata ad acquistare i BOT che pagava stampando lire di carta. Quindi il debito pubblico era crescente ma apparentemente sotto controllo, a parte il fatto che stampare moneta voleva dire svalutare la lira e inflazione al 20% con miseria totale. Così nel 1981 si decise il divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia, ovvero i BOT dovevano essere piazzati sul mercato. In questo modo, insieme al blocco della scala mobile, l'inflazione si raffreddò, ma siccome Craxi Andreotti e Forlani continuavano a spendere in deficit, sempre per i motivi di cui sopra, il debito pubblico continuò ad espandersi e a diventare sempre più pesante sulle casse dello stato in termini di interessi (a quei tempi i BOT davano anche il 20%). Il colpo di grazia arriva nel 1992 con la sottoscrizione di Maastricht per entrare in Europa e nell'euro, perchè a quel punto viene imposto un freno sempre maggiore al deficit, cosa che però non frena la crescita del debito che pian piano arriva alle proporzioni monstre di oggi. A un certo punto Rosy Bindy si inventa il blocco degli stipendi nel pubblico impiego che comprende ovviamente medici & c, i quali ovviamente si incazzano e minacciano dimissioni in massa, per cui viene dato loro il contentino dell'intra moenia (cosa che però non viene data ad esempio agli insegnanti che vorrebbero dare lezioni in privato... misteri), ovvero con i mezzi e i muri dello stato (pagati dai contribuenti), sottraendo quindi risorse (macchinari ecc) e tempo al pubblico, possono lucrare con la loro attività da privati, così come gli ospedali trovano una ulteriore forma di finanziamento, in palese conflitto di interessi con il pubblico (perchè hanno tutto l'interesse a curarti da privati, fottendoti 2 volte i soldi..) ai danni dei contribuenti che oggi come oggi sono arrivati a sborsare circa 40 mld euro/anno per curarsi, dove il carrozzone pubblico ne costa circa 140. Quindi tutto parte dalle spese dissennate per mantenere il consenso, che si sono trasformate in debito monstre che poi con i vincoli di bilancio eu vuol dire sempre meno servizi a parità di tasse e sempre più tasse occulte se vuoi il servizio. Siamo l'equivalente di un disoccupato che lavora.
In parte.
L'Italia era un paese in crescita ed era diventato una potenza industriale in un mondo che era piccolo.
In quel mondo l'Italia aveva una posizione di rilievo, produceva beni per il mercato interno ed esterno, e tutto sommato si poteva permettere anche degli sprechi.
Poi sono arrivati non del tutto imprevedibili un pessimo cambio lira/euro che ha reso più competitiva la Germania e meno l'Italia, la crescita di altre potenze mondiali, la delocalizzazione della produzione, l'invecchiamento della popolazione e un sistema del debito UE molto vincolante che non ha permesso all'Italia di fare alcuna scelta per compensare i cambiamenti macroeconomici.
Se l'Italia avesse mantenuto in un mondo fermo a sua volta le posizioni di allora, oggi non staremmo nemmeno a discutere qui di questo.
Ma ovviamente questo non è accaduto e non era nemmeno pensabile potesse accadere.

Ti porto un esempio semplice semplice per capire il problema: una volta per gonfiare le gomme andavo dal benzinaio sotto casa e con una mancetta LUI controllava la pressione.
Oggi hai dei sensori Made in China che ti avvertono che la pressione è bassa e che sulla mia si sono rotti, da sostituire per la modica cifre di 80 euro l'uno. Cerco un benzinaio, ma ne sono rimasti pochi e non tutti mettono a disposizione il compressore.
Quindi mi consigliano di comprare una cinesata di compressore su Amazon.

Questa è la metafora del nostro problema: i soldi erano in un'economia di giro, oggi escono. Vanno in Cina, vanno da Amazon oppure vanno nelle patrie dei vari stranieri o nelle sedi europee e non solo delle società un tempo nostrane.
In pratica i soldi ESCONO sempre di più.

Vogliamo poi parlare di cosa sia il PNNR?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
In parte.
L'Italia era un paese in crescita ed era diventato una potenza industriale in un mondo che era piccolo.
In quel mondo l'Italia aveva una posizione di rilievo, produceva beni per il mercato interno ed esterno, e tutto sommato si poteva permettere anche degli sprechi.
Poi sono arrivati non del tutto imprevedibili un pessimo cambio lira/euro che ha reso più competitiva la Germania e meno l'Italia, la crescita di altre potenze mondiali, la delocalizzazione della produzione, l'invecchiamento della popolazione e un sistema del debito UE molto vincolante che non ha permesso all'Italia di fare alcuna scelta per compensare i cambiamenti macroeconomici.
Se l'Italia avesse mantenuto in un mondo fermo a sua volta le posizioni di allora, oggi non staremmo nemmeno a discutere qui di questo.
Ma ovviamente questo non è accaduto e non era nemmeno pensabile potesse accadere.

Ti porto un esempio semplice semplice per capire il problema: una volta per gonfiare le gomme andavo dal benzinaio sotto casa e con una mancetta LUI controllava la pressione.
Oggi hai dei sensori Made in China che ti avvertono che la pressione è bassa e che sulla mia si sono rotti, da sostituire per la modica cifre di 80 euro l'uno. Cerco un benzinaio, ma ne sono rimasti pochi e non tutti mettono a disposizione il compressore.
Quindi mi consigliano di comprare una cinesata di compressore su Amazon.

Questa è la metafora del nostro problema: i soldi erano in un'economia di giro, oggi escono. Vanno in Cina, vanno da Amazon oppure vanno nelle patrie dei vari stranieri o nelle sedi europee e non solo delle società un tempo nostrane.
In pratica i soldi ESCONO sempre di più.

Vogliamo poi parlare di cosa sia il PNNR?
Siamo sicuri che quell'economia di giro fosse reale prosperità e non piuttosto conseguenza della svalutazione della moneta, che poi è diventata debito e quindi un anticipo sulla nostra eredità che ci siamo mangiati prima del tempo? Se oggi devo pagare 80 euro per un sensore cinese perché non lo produciamo più noi, non è forse perché invece di investire in microchip negli anni '80 abbiamo preferito mandare la gente in pensione a 40 anni, tollerare evasione fiscale e coprire il buco con i BOT al 20%?
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Si sa benissimo dove stanno i problemi.
Il problema è la responsabilizzazione di tutto un apparato, dal politico che decide, all'amministratore, all'impiegato. Perchè accanto a persone laboriose ed oneste, dei quasi eroi che fanno il lavoro per loro e anche per altri, c'è una fetta di persone che non sentono di doverlo fare.
All'inizio di questa discussione ho detto una cosa, ho detto che chi lavora nel pubblico non deve rendere conto praticamente a nessuno. Nemmeno a me che devo fruire dei suoi servizi, visto che arroganza, pressapochismo e ignoranza li riscontro in continuazione.
Secondariamente non mi sembra di essere l'unico che si lamenta.
Terzo queste cose sono ampiamente conosciute sia dalla cittadinanza sia dal potere che non fa niente per migliorarle.
E mentre lì fuori il mondo corre io mi sento chiedere (successo due anni fa) un fax da un impiegato che non sa usare le mail.
Però poi passo io per arrogante perchè mi lamento (parole tue) e perchè non capisco dove stanno i problemi.
Se qualcuno venisse da te a criticare le cose che non vanno, ti arrabbieresti perché nemmeno in una TUA azienda puoi controllare ogni aspetto.
Ho un amico assessore in un comune. Ogni problema che sorge dipende dagli uffici. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto gli uffici sono tutti sotto organico e anche lavorando come muli resterebbero in arretrato. Questo comporta uno stress che viene compensato da… pause caffè. I primi tempi era convinta di vedere pigrizia e sciatteria. Poi si è resa conto che le problematiche sono tante e che il personale si arrabatta per cercare di fare il possibile.
Sì vi è anche l’obbligo di rispettare procedure che, create per evitare abusi, rendono tutto farraginoso e soprattutto con tempi lunghi.
Anche nella scuola, per fare un esempio che conosco bene, non funziona come nella serie “Un Professore“ in cui lui porta fuori gli alunni sulla ispirazione del momento (l’ho già detto e mi è stato risposto che nella esperienza di studentesse tutto sembrava funzionare a caso🤦🏻‍♀️) ma è necessario stabilire la meta, gli obiettivi didattici ed educativi e fare approvare l’uscita in più organi collegiali. Ovviamente l’uscita prevede il trasporto che deve essere prenotato presso una azienda che ha partecipato a una gara. L’azienda di trasporti però deve avere libera la giornata prescelta e negli orari previsti. Quindi ci vogliono le prenotazioni per il luogo meta. Vanno previste e organizzate soluzioni in caso di maltempo. Tutto questo considerando che i costi devono essere entro un certo limite prestabilito e vanno individuati con discrezione gli alunni che potranno non pagare o pagare una cifra ridotta. Poi c’è il problema dei pasti. Anche questi da prenotare per tempo presso l’azienda che li fornisce, se la scuola è a tempo pieno. Naturalmente è necessario avere le autorizzazioni e le quote a carico delle famiglie. Oltre ai bambini che si dimenticano (non tutti i genitori controllano il diario) ci sono famiglie che sistematicamente vogliono decidere all’ultimo momento e non vogliono correre il rischio di pagare, se poi per una indisposizione il bambino non potesse (o volesse 🫣) partecipare. Sembra che il concetto che il costo previsto viene diviso tra i partecipanti sia sconosciuto. In alcune scuole viene richiesta la compilazione di più moduli simili che richiedono l’assunzione di responsabilità per tutti gli aspetti sopra indicati.
Tutti questi adempimenti sono per evitare che siano interessi privati a ogni passaggio. Ma sono indispensabili. Affidarsi alle famiglie, ad esempio, per il pasto al sacco può vedere arrivare teglie di parmigiana e altri bambini con un succo di frutta.
Non credo che in altri ambiti sia molto diverso.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per riduzione degli sprechi si intende principalmente e semplicemente:

1) Fare in modo che tutti i dipendenti pubblici ed in particolare i dirigenti facciano il lavoro per il quale sono pagati.
2) Che gli acquisti, nelle pubblica amministrazione, vengano gestiti secondo prezzi e necessità controllate.
3) Che la corruzione venga punita con la pena aggiunta del taglio di due dita della mano destra a scelta del condannato escluso il mignolo.
4) Che venga ridotto il numero delle leggi le quali danno alla burocrazia parassitaria enormi poteri e rendono la vita dei cittadini un inferno.

In Italia abbiamo 160.000 leggi.
In Francia 15.000.

E' una ricetta percorribilissima e a costo zero.

Resta il problema di chi si accollerebbe il prezzo elettorale di far lavorare in modo serio 3.700.000 persone, le quali non sono tutte lavative e irresponsabili sia chiaro.
Si ritiene infatti che soltanto il 15% di loro sia letteralmente inutilizzabile per incapacità o altri limiti.
Leggi tutti i libri di Cottarelli.
 

danny

Utente di lunga data
Siamo sicuri che quell'economia di giro fosse reale prosperità e non piuttosto un anticipo sulla nostra eredità che ci siamo mangiati prima del tempo? Se oggi devo pagare 80 euro per un sensore cinese perché non lo produciamo più noi, non è forse perché invece di investire in microchip negli anni '80 abbiamo preferito mandare la gente in pensione a 40 anni, tollerare evasione fiscale e coprire il buco con i BOT al 20%?
Direi di no.
Vedi, gli stessi interessi sul debito pubblico prima finivano con i BOT su cui tutti investivano nelle tasche delle italiani, oggi vanno alla BCE.
Come la mancia del benzinaio, che adesso finisce da Amazon e in una impresa cinese.
E quei soldi servivano per comprare beni un po' più costosi di oggi, in misura magari minore, ma tutto sommato adeguata anche a quelli che noi oggi chiamiamo sprechi, ovvero una sanità pubblica con il medico che ti viene a casa, le pensioni mediamente a 58 anni, polizia e carabinieri oltre ai vigili per le strade, strade a loro volta senza buche e la carta d'identità in giornata, non tra un mese.

Quel mondo non esiste più. Anni fa il basso costo della manodopera cinese, malese, singalese, ceca, romena etc ha spostato la produzione altrove.
Ci ha riempito di oggetti usa e getta, in maniera eccessiva, ma ha fatto anche crescere altre nazioni, rendendole competitive con la nostra. e più della nostra.
Siamo diventati di fatto importatori. Ma importiamo in fin dei conti anche Google, per dire. Netflix. L'AI. Lo streaming musicale e cinematografico.
Le piattaforme dei nostri quotidiani.
In pratica abbiamo in questi anni di finto benessere fatto uscire soldi fuori dal nostro stato. Nemmeno il benzinaio è italiano: è singalese e manda ciò che risparmia a casa, dove viene speso. Anche se potessimo darli la mancia, non la spenderebbe comprando merci in Italia. La Fiat? Oggi è Stellantis.
Se tu fai uscire soldi, quello che ti rimane è sempre meno per crescere.
E se non cresci devi tagliare. Quello che stiamo facendo come famiglie, con stipendi sempre più inutili.
Era possibile fare diversamente? Sì, se l'Italia avesse investito risorse politiche e industriali per crescere.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho provato un po' a ricostruire la storia. Prima c'erano i dinosauri, ma poi un meteorite grosso caduto nel Messico li ha sterminati tutti. Si arriva così ai mitici anni '70 in cui lo stato spendeva e spandeva in deficit clamoroso in modo da mantenere tutti gli equilibri interni (consenso ecc) ed esterni (tutti sapevano, ma faceva comodo in chiave anti URSS, visto che avevamo il PCI diretta emanazione loro, quindi sempre colpa dei comunisti). A quel tempo i tassi di interesse erano calmierati dalla Banca d'Italia che era obbligata ad acquistare i BOT che pagava stampando lire di carta. Quindi il debito pubblico era crescente ma apparentemente sotto controllo, a parte il fatto che stampare moneta voleva dire svalutare la lira e inflazione al 20% con miseria totale. Così nel 1981 si decise il divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia, ovvero i BOT dovevano essere piazzati sul mercato. In questo modo, insieme al blocco della scala mobile, l'inflazione si raffreddò, ma siccome Craxi Andreotti e Forlani continuavano a spendere in deficit, sempre per i motivi di cui sopra, il debito pubblico continuò ad espandersi e a diventare sempre più pesante sulle casse dello stato in termini di interessi (a quei tempi i BOT davano anche il 20% e laggente pensava pure che fosse bello..). Il colpo di grazia arriva nel 1992 con la sottoscrizione di Maastricht per entrare in Europa e nell'euro, perchè a quel punto viene imposto un freno sempre maggiore al deficit, cosa che però non frena la crescita del debito che pian piano arriva alle proporzioni monstre di oggi. A un certo punto Rosy Bindy si inventa il blocco degli stipendi nel pubblico impiego che comprende ovviamente medici & c, i quali ovviamente si incazzano e minacciano dimissioni in massa, per cui viene dato loro il contentino dell'intra moenia (cosa che però non viene data ad esempio agli insegnanti che vorrebbero dare lezioni in privato... misteri), ovvero con i mezzi e i muri dello stato (pagati dai contribuenti), sottraendo quindi risorse (macchinari ecc) e tempo al pubblico, possono lucrare con la loro attività da privati, così come gli ospedali trovano una ulteriore forma di finanziamento, in palese conflitto di interessi con il pubblico (perchè hanno tutto l'interesse a curarti da privati, fottendoti 2 volte i soldi..) ai danni dei contribuenti che oggi come oggi sono arrivati a sborsare circa 40 mld euro/anno per curarsi, dove il carrozzone pubblico ne costa circa 140. Quindi tutto parte dalle spese dissennate per mantenere il consenso, che si sono trasformate in debito monstre che poi con i vincoli di bilancio eu vuol dire sempre meno servizi a parità di tasse e sempre più tasse occulte se vuoi il servizio. Siamo l'equivalente di un disoccupato che lavora.
È una ricostruzione grossolana, ma in gran parte veritiera.
Preciso però che gli insegnanti possono dare lezioni private, ma non agli studenti della propria scuola. Mi pare una norma ragionevole. Erano previsti anche i corsi di recupero.
In ogni ordine di scuola sono stati dati anche fondi per attività di recupero all’interno della propria scuola. Fondi sempre più ridotti, fino a non essere più erogati. Ed è stato proibito attuare queste attività volontariamente, per evitare che potessero esserci pagamenti occulti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La digitalizzazione avrebbe lo scopo di aumentare l'efficienza.
Se accade il contrario è un grosso problema.
Di metodo.
Per digitalizzare ci vogliono hardware e software.
Gli acquisti devono essere fatti per gara o confronto tra preventivi e deve essere scelto il preventivo più basso. Le aziende sono contente di rifilare alla pubblica amministrazione macchine obsolete.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Direi di no.
Vedi, gli stessi interessi sul debito pubblico prima finivano con i BOT su cui tutti investivano nelle tasche delle italiani, oggi vanno alla BCE.
Come la mancia del benzinaio, che adesso finisce da Amazon e in una impresa cinese.
E quei soldi servivano per comprare beni un po' più costosi di oggi, in misura magari minore, ma tutto sommato adeguata anche a quelli che noi oggi chiamiamo sprechi, ovvero una sanità pubblica con il medico che ti viene a casa, le pensioni mediamente a 58 anni, polizia e carabinieri oltre ai vigili per le strade, strade a loro volta senza buche e la carta d'identità in giornata, non tra un mese.

Quel mondo non esiste più. Anni fa il basso costo della manodopera cinese, malese, singalese, ceca, romena etc ha spostato la produzione altrove.
Ci ha riempito di oggetti usa e getta, in maniera eccessiva, ma ha fatto anche crescere altre nazioni, rendendole competitive con la nostra. e più della nostra.
Siamo diventati di fatto importatori. Ma importiamo in fin dei conti anche Google, per dire. Netflix. L'AI. Lo streaming musicale e cinematografico.
Le piattaforme dei nostri quotidiani.
In pratica abbiamo in questi anni di finto benessere fatto uscire soldi fuori dal nostro stato. Nemmeno il benzinaio è italiano: è singalese e manda ciò che risparmia a casa, dove viene speso. Anche se potessimo darli la mancia, non la spenderebbe comprando merci in Italia. La Fiat? Oggi è Stellantis.
Se tu fai uscire soldi, quello che ti rimane è sempre meno per crescere.
E se non cresci devi tagliare. Quello che stiamo facendo come famiglie, con stipendi sempre più inutili.
Era possibile fare diversamente? Sì, se l'Italia avesse investito risorse politiche e industriali per crescere.
Il problema non è che il benzinaio manda i soldi in Sri Lanka. Il problema è che lo Stato italiano oggi è un gigantesco ufficio pagamenti che raccoglie tasse dai lavoratori dipendenti come me e te per girarle quasi interamente a pensionati (perché siamo vecchi e abbiamo dato pensioni anticipate per anni) e creditori internazionali (per gli interessi sul debito accumulato allora) e quello che resta per i servizi (strade, sanità, sicurezza) è una miseria. Siamo una famiglia che ha un mutuo così alto che deve saltare la cena per non farsi pignorare la casa, ma pensa di fare le vacanze alle Maldive, magari costruendo un ponte tra italia e Malè..
 

danny

Utente di lunga data
L'errore che fanno tutti è di pensare solo al risparmio.
In realtà bisogna fare più soldi, è quello per tutte le cose il metodo giusto.
L'Italia sono 20 anni che taglia. E va sempre peggio.
 

hammer

Utente di lunga data
Per digitalizzare ci vogliono hardware e software.
Gli acquisti devono essere fatti per gara o confronto tra preventivi e deve essere scelto il preventivo più basso. Le aziende sono contente di rifilare alla pubblica amministrazione macchine obsolete.
Olivetti lo ha fatto per decenni.
 

danny

Utente di lunga data
Il problema non è che il benzinaio manda i soldi in Sri Lanka. Il problema è che lo Stato italiano oggi è un gigantesco ufficio pagamenti che raccoglie tasse dai lavoratori dipendenti come me e te per girarle quasi interamente a pensionati (perché siamo vecchi e abbiamo dato pensioni anticipate per anni) e creditori internazionali (per gli interessi sul debito accumulato allora) e quello che resta per i servizi (strade, sanità, sicurezza) è una miseria. Siamo una famiglia che ha un mutuo così alto che deve saltare la cena per non farsi pignorare la casa, ma pensa di fare le vacanze alle Maldive, magari costruendo un ponte tra italia e Malè..
Questo che vedi ora è conseguenza delle scelte del passato.
Non solo nostre, si intende. Il mondo è cambiato e noi non siamo più stati in grado di crescere, come era necessario.
Lo hanno fatto altri.
Adesso non ci resta che tagliare e svendere il patrimonio.
I tagli non sono la soluzione, ma questo non si è capito.
Sono un obbligo.
Non risolvono, ma devi farli.
 
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