Ragazzi però scusate su sta cosa dell'abbigliamento sembra di stare a Villarzilla
Prima c’era un galateo implicito: ti presentavi in un modo, comunicavi una cosa; ti presentavi in un altro, comunicavi altro. Un codice che teneva insieme la scena e faceva risparmiare energia a tutti. Oggi quella cornice si è sbriciolata. La gente non decifra più, scrolla. Non interpreta, etichetta. Non conosce, reagisce.
E in mezzo a questo disastro succede una cosa interessante: le “gatte morte” — cioè la strategia del “io non sto facendo niente” mentre in realtà stai facendo lobbying nel sottobosco — stanno perdendo terreno. Perché il sottobosco è diventato illuminato a giorno. Con i social la virtù della finta innocenza si è svalutata: troppe prove, troppi occhi, troppo rumore di fondo. L’accidia tattica travestita da pudore non regge più. E soprattutto una competizione per i maschi migliori non è più giocata sull'inculata dell'amica più sveglia verso la più credulona.
Un'intera generazione di donne cresciute da donne a cui hanno insegnato che le donne si devono vestire e conciare per altre donne, iniziano a fare le donne che non si conciano più per le donne.
E allora emergono le donne che si vestono e si conciano per i maschi senza fare la santa e senza chiedere scusa. Quelle che si fanno il culo in palestra non per “validazione”, ma perché è un linguaggio: disciplina, fame, presenza. E sì, è anche seduzione. Ma seduzione non è reato. È grammatica antica quanto il fuoco. E le uniche a guardarla male sono le femmine ancorate alla logica della gatta morta.
La verità terra-terra è che l’attrazione non è un concorso pubblico per titoli ed esami. Non è che arriva una culona che declama latino e greco e il maschio - ma pure quello che il latino e il greco lo parla - si mette sull’attenti. Magari apprezza, magari stima, magari ti mette pure la medaglietta morale. Poi però il corpo fa il corpo. E il corpo risponde a chi sta nel corpo con cattiveria, intenzione, sangue. Una che quando decide di prenderti ti cala sul cazzo con la stessa ferocia con cui ha macinato trecento squat.
Questo non significa che la testa non conti. Significa molto semplicemente che quando esco con una donna, mi preoccupo del messaggio che mi vuole trasmettere, non se mi piacerebbe presentarla alla mamma. Anche perché io quella me la devo scopare tutti i giorni, se invece ci fosse bisogno di fare la scena per mammina, per fregare mammina lo sforzo è molto minore.
Invece conosco vagoni di maschi che si tengono una figa di legno in casa sperando che sia mignotta solo per loro perché a mamma piacerebbe. Na manica de cojoni
