La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io😆) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.

Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.
Io ti preferivo trottolina amorosa du du du da da da, ma non conta... occhio a non fare cagate tipo il tizio impegnato a 700km con cui eri arrivata qui, se non ricordo male...
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non mi tornava che non avevo collegato il "non parlare oltre" con il pane sordo.
Queste metafore a volte mi confondono invece di chiarirmi, come per esempio quando scrivi



ma la metafora non si basava sul fatto che il pane e cipolla e più buono (ergo migliore) del pane sordo?
Mi perdo i pezzi a volte (spesso).

Per non parlare che il termine pane sordo mi dà l'idea che se esiste il pane sordo, deve esistere da qualche parte il pane con le orecchie :ROFLMAO:
Io l'ho capita così: se sei pane sordo sono cazzi amari di cui sei pure responsabile in solido, se sei pane e salame o nutella invece ti trombi anche quelle dei pani sordi, senza responsabilità. Il lato positivo è che non hai colpa ma solo responsabilità, che culo vero?
 
Ultima modifica:

Rebecca89

Sentire libera
Brava marmocchia! Bello svegliarsi e leggere sta roba. Non perdere mai l'anima da Trottola però. Io senza la mia parte zoccola mi sentirei senza mezzo me :LOL:
No, fa parte di me. Né solo una, né l' altra cosa. Ce l avevo con il fatto che la leggerezza per me è sempre stata importante. Ma oggi so che va condita con tutto il resto di quello che sei, non solo con quella.
 

Nicky

Utente di lunga data
Il fatto è che, secondo me, la consapevolezza non è una cosa che è data, ma che si costruisce, spesso anche attraverso la relazione con l'altro. Anche perché non siamo chi siamo in senso assoluto, ma anche in relazione agli altri.
Quando si inizia una relazione con qualcuno, soprattutto se si è giovani, non credo che si abbiano così chiare cose come lo stile di attaccamento e neppure i bisogni consci e inconsci che si cercano di appagare attraverso la relazione.
Per questo è sicuramente essenziale continuare a prestare attenzione a sé e all'altro, oltre che comunicare, ma è anche molto difficile e non così prevedibile ciò che ne esce.
Nel senso, uno si sposa con il pane sordo con la convinzione di amare il pane sordo e perchè, comunque, il pane sordo risponde a dei bisogni, ma non sempre sono bisogni consapevoli e sani.
Per fare un esempio personale, io sono sempre stata dubbiosa sul fatto di avere figli e quando mi sono sposata l'ho detto a mio marito, che ha dichiarato che in futuro pensava li avrebbe voluti. Io ho pensato che potesse essere per me un modo per superare una paura, basandomi su ciò che diceva ho pensato che mi avrebbe traghettato di là. Ma in realtà lui ha poi boicottato ogni possibilità di avere figli, ma ha potuto dirsi che lui li voleva, ma doveva rispettare la mia volontà. Questo, perché non voleva vedersi come un uomo che non vuole figli.
E' un esempio di quanto sono intricate le cose che ci diciamo, che pensiamo siano vere su di noi e sugli altri.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Il fatto è che, secondo me, la consapevolezza non è una cosa che è data, ma che si costruisce, spesso anche attraverso la relazione con l'altro. Anche perché non siamo chi siamo in senso assoluto, ma anche in relazione agli altri.
Quando si inizia una relazione con qualcuno, soprattutto se si è giovani, non credo che si abbiano così chiare cose come lo stile di attaccamento e neppure i bisogni consci e inconsci che si cercano di appagare attraverso la relazione.
Per questo è sicuramente essenziale continuare a prestare attenzione a sé e all'altro, oltre che comunicare, ma è anche molto difficile e non così prevedibile ciò che ne esce.
Nel senso, uno si sposa con il pane sordo con la convinzione di amare il pane sordo e perchè, comunque, il pane sordo risponde a dei bisogni, ma non sempre sono bisogni consapevoli e sani.
Per fare un esempio personale, io sono sempre stata dubbiosa sul fatto di avere figli e quando mi sono sposata l'ho detto a mio marito, che ha dichiarato che in futuro pensava li avrebbe voluti. Io ho pensato che potesse essere per me un modo per superare una paura, basandomi su ciò che diceva ho pensato che mi avrebbe traghettato di là. Ma in realtà lui ha poi boicottato ogni possibilità di avere figli, ma ha potuto dirsi che lui li voleva, ma doveva rispettare la mia volontà. Questo, perché non voleva vedersi come un uomo che non vuole figli.
E' un esempio di quanto sono intricate le cose che ci diciamo, che pensiamo siano vere su di noi e sugli altri.
Ma hai mai esternato il desiderio,poi, di volerne?
 

feather

Utente tardo
se sei pane e salame o nutella invece ti trombi anche quelle dei pani sordi, senza responsabilità. Il lato positivo è che non hai colpa ma solo responsabilità
Mah, nella pratica in effetti questo si vede nel 99% dei casi. Come è ovvio che sia, se puoi avere il panino col salame chi è che si mangia il panino con l'aria? Tu lo faresti?
Ma credo che ipazia intendesse altro, di solito ci sono sempre più livelli e io vedo solo il primo, al massimo il secondo :rolleyes:

Concordo che la colpa intorbidisce solo le acque senza fornire nessun vantaggio pratico per nessuno. Meglio concentrarsi sulla responsibilità. Individuale.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il fatto è che, secondo me, la consapevolezza non è una cosa che è data, ma che si costruisce, spesso anche attraverso la relazione con l'altro. Anche perché non siamo chi siamo in senso assoluto, ma anche in relazione agli altri.
Quando si inizia una relazione con qualcuno, soprattutto se si è giovani, non credo che si abbiano così chiare cose come lo stile di attaccamento e neppure i bisogni consci e inconsci che si cercano di appagare attraverso la relazione.
Per questo è sicuramente essenziale continuare a prestare attenzione a sé e all'altro, oltre che comunicare, ma è anche molto difficile e non così prevedibile ciò che ne esce.
Nel senso, uno si sposa con il pane sordo con la convinzione di amare il pane sordo e perchè, comunque, il pane sordo risponde a dei bisogni, ma non sempre sono bisogni consapevoli e sani.
Per fare un esempio personale, io sono sempre stata dubbiosa sul fatto di avere figli e quando mi sono sposata l'ho detto a mio marito, che ha dichiarato che in futuro pensava li avrebbe voluti. Io ho pensato che potesse essere per me un modo per superare una paura, basandomi su ciò che diceva ho pensato che mi avrebbe traghettato di là. Ma in realtà lui ha poi boicottato ogni possibilità di avere figli, ma ha potuto dirsi che lui li voleva, ma doveva rispettare la mia volontà. Questo, perché non voleva vedersi come un uomo che non vuole figli.
E' un esempio di quanto sono intricate le cose che ci diciamo, che pensiamo siano vere su di noi e sugli altri.
Ahia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io😆) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.

Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.
🤞🏼
 

Nicky

Utente di lunga data
È come se gli avessi fornito un alibi.
Ma è reciproco. E' un rapporto basato sulla protezione reciproca, sul non mettersi in gioco veramente, sul chiedere all'altro di farlo.
Questo non ha nulla a che fare con la qualità dei sentimenti, che è sempre stata alta, è proprio che c'era un errore di sistema.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Beh io le storie le inizio così. Poiché non rido facilmente e non scopo con chiunque non credo di essere alla canna del gas. Il punto è che ognuno all’inizio della storia cerca leggerezza quello che intende per leggerezza lo sa solo lui/lei.
per alcuni (per me ad esempio) può essere una cosa sciocca detta per imbarazzo che ti sfila un ‘cretino’. Per altri una discussione filosofica. Per altri ancora chissà che. Il punto è che inizi una storia perché in qualche modo la persona che hai di fronte ti fa sentire leggera.
Fa uscire qualcosa di te che pensavi sopito, o che non conoscevi.
ad esempio io in marito ho passato il tempo a dargli del cretino perché è davvero divertente uno che sa quando non prendersi sul serio, pur essendo forte come una colonna nella vita.
E si, a me piace un uomo che mi fa ridere e mi scopi bene e frequentemente. Ma ovviamente il ridere, il bene e il frequentemente e’ un dato soggettivo.
'spetta spetta. :D

Si stava dicendo di un ante inizio di storia di amantato; con la variabile del fatto che non sei avvezza al tradimento, ma anzi, il tradimento è qualcosa che non ritenevi possibile per te. Gli altri, beh...ma (a piacere, a declinare eventuali tribunali)

Quindi.
Marito lo lasciamo per un momento a casa, più o meno ignaro del fatto che tu stai valutando l'apertura della tua personale stagione venatoria.

E te incontri il tipo.

Non ci hai ancora scopato - la stagione non è ancora aperta, stai valutando il calendario - quindi le scopate decenti e frequenti sono fuori dal discorso. (e sul decentemente avrei comunque da ridire, ma non è ancora il contesto).
Resta che ti fa ridere.

Mi stai dicendo che le valutazioni che hai fatto su parentesi riguardano il fatto che ti ha fatto ridere? Che ti ha alleggerita?
 
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