La scelta

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non so se sia un affarone. Già ora ci sono AI che scrivono i CV, AI che li leggono e li rigettano. Praticamente fanno tutto tra loro e poi che la prende in culo però è l'umano..
E cambierà il modo di scrivere i CV. Il mercato si riautoallinea da solo
 

patroclo

Utente di lunga data
Io sono preoccupato, più che dalla passività estrema, dal fatto che non so quanti lavori ci saranno. Già oggi i giovani faticano a trovare impiego, e più i vari Arci vanno a risparmio e non assumono e meno ce ne sarà.
Alla prima ondata la gente si è spostata dal settore primario al secondario.
Alla seconda, complice l'automatizzazione e la robotica dal secondario al settore terziario.
Ora stanno automatizzando pure quello. Solo che non c'è un settore quaternario.

Si, lo so, in teoria il settore quaternario esiste ma è in buona sostanza settore terziario e comunque verrà pesantemente automatizzato anche quello
Condivido la preoccupazione, saranno lavori diversi, ma sicuramente meno. Non m prendono sul serio quando gli propongo di fare gli idraulici 🤷‍♂️
 

Brunetta

Utente di lunga data
I nativi digitali sono impediti tanto quanto i boomer spesso e volentieri. Non vedo sti grandi skills. Anche gente uscita dall'università ieri che usa un computer come usasse una clava...
Da esperienza personale dipende molto di più dal livello di intelligenza della persona che dall'anno di nascita
Non ho idea di come si sia diffuso il pensiero che chi è nato con una tecnologia, la conosca.
Non è che chi ha sempre viaggiato in automobile dalla nascita, sappia come funziona il motore. I più non ci capiscono niente pure dopo averlo studiato per la patente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Condivido la preoccupazione, saranno lavori diversi, ma sicuramente meno. Non m prendono sul serio quando gli propongo di fare gli idraulici 🤷‍♂️
Invece quello della assistenza alle persone e alle attrezzature è un mercato dove gli umani non sono sostituibili.
Ho visto i tentativi di costruire robot per gli anziani e i disabili. Ma le persone vogliono persone.
Vabbe’ che ci stanno convincendo a morire quando non siamo più efficienti. Prossimamente quando non siamo più efficienti sessualmente. È l’unico ambito di libertà.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Personalmente mi ritengo fortunato nonostante alcuni limiti di apprendimento, sono allo stesso tempo molto preoccupato per i miei figli e la loro generazione per come affronteranno il lavoro, temo per una loro passività estrema
Quello che dici è un tema politico, prima ancora che educativo o generazionale.

È evidente che una quota enorme di lavori sparirà. Il punto vero è che cosa si decide di fare dopo: se si va verso un reddito universale per mantenere lo status quo, a beneficiarne saranno sia i rincoglioniti sia quelli a cui i genitori — spesso in buona fede — hanno imposto una formazione sbagliata e aspettative altrettanto sbagliate.

Abbiamo cresciuto un’intera generazione di laureati in giurisprudenza ed economia finiti a fare i travet d’ufficio, perché avvocati e commercialisti — anche abbassando i prezzi — il mercato non li assorbe più.
Continuiamo a sfornare laureati in storia, filosofia, lettere, latino e greco che possono fare solo gli insegnanti, in un Paese dove non nascono più bambini e quindi di insegnanti ne servono sempre meno.

Nel frattempo ci siamo inventati i “bisogni educativi speciali” per dare lavoro a orde di psicologi.

Il risultato è un sistema pieno di lavori in cui l’obiettivo non è creare valore, ma trovare un’occupazione a persone che non servono. E questo non aumenta la competitività di un Paese: la ammazza. Perché invece di produrre valore, paghi gente per occupare il proprio tempo.
 

feather

Utente tardo
Il risultato è un sistema pieno di lavori in cui l’obiettivo non è creare valore, ma trovare un’occupazione a persone che non servono.
O gli dai un UBI o gli dai un lavoro finto. Ma in qualche modo da mangiare gli devi dare quando sei su percentuali così elevate.
Io ho il dubbio che andando avanti non ci sarà nessun settore in grando di assorbire tutti i richiedenti, quale che sia il settore
 

cipolino

Utente di lunga data
Non ho idea di come si sia diffuso il pensiero che chi è nato con una tecnologia, la conosca.
Non è che chi ha sempre viaggiato in automobile dalla nascita, sappia come funziona il motore. I più non ci capiscono niente pure dopo averlo studiato per la patente.
È il più falso dei luoghi comuni, perché è vero l'esatto opposto: chi nasce con una tecnologia matura non sa come funziona ma è solo abituato ad usarla, perché già ben funzionante, ma non si è mai dovuto "sporcare le mani" a capirla per farla funzionare quando, all'inizio, funziona in modo zoppicante. Ciò, invece, è quello che devono fare gli adulti che iniziano ad usare una tecnologia nascente.

Probabilmente l'origine del luogo comune è dovuta al fatto che chi nasce con una tecnologia già funzionante, semplicemente "la saprà usare": tutti i nativi digitali sanno usare (moderatamente bene) uno smartphone, perché ce l'hanno in mano da quando sono nati.
Quelli invece che vedono introdotta la nuova tecnologia da adulti, si dividono principalmente in due categorie: quelli (pochi) che la abbracciano e ne diventano padroni e quelli (i più) che la subiscono e ne diventano utenti minimalisti obtorto collo, se proprio non la rifiutano tout court.

Ancora una volta, il genio di Douglas Adams descrive con poche parole e meravigliosa ironia la situazione:

Legge delle tecnologie emergenti

1. Ogni cosa che già esiste quando nasci è normale, ordinario ed è parte integrante di come funzionano le cose.
2. Ogni cosa che è inventata nell'arco del primo terzo della tua vita è nuovo, eccitante e rivoluzionario e probabilmente potrai farne il tuo lavoro.
3. Ogni cosa che è inventata quando sei di mezza età è contro l'ordine naturale delle cose.
 

danny

Utente di lunga data
Dipende.
Intanto se lo imposti bene dandogli delle buone basi lavora benissimo e non va in regressione: se gli do come base qualcosa di scritto da me copia pure il mio stile e soprattutto non si sbaglia mai coi copia e incolla, maschili femminili eccetera eccetera cosa che un praticante invece fa spesso.
Per l'analisi dei contratti e degli allegati è un mostro basta che gli dai il prompt giusto andando a vedere cosa guardare. Per la ricerca giurisprudenziale ci sono motori appositi che vanno benissimo.
Ripeto, certo che l'intelligenza artificiale fa cazzate. Ma ne fa sempre meno di un ragazzino neolaureato convinto di sapere tutto perché ha preso 110 e lode e che batte pure cassa, con i genitori che gli parano il culo per qualunque cosa perché tanto è il primo laureato in famiglia, e che alla prima cazziata invece di crescere cambia studio.
Tra vent'anni rimarranno solo gli avvocati figli gli avvocati Ta gestire gli studi. I giudici non saranno mai istituiti dalla ia, ma sicuramente automatizzeranno l'attività di cancelleria e faranno un prefiltro con l'intelligenza artificiale per risparmiare sul personale.
E solo i non addetti ai lavori possono pensare che la formazione di un fascicolo che arriva al giudice non influenzi la decisione.
Se non formi nuove leve, nel momento in cui devi passare il testimone non trovi nessuno che abbia sviluppato capacità adeguate.
L'AI si aggiorna continuamente sulla base dei dati che riceve, indi se ora funziona bene perché trova materiale utile per farlo, in assenza di rinnovamento dei dati complessivi funzionerà peggio.
Ma ovviamente a quel punto trovare personale formato sarà molto complicato.
Lo vediamo già noi nel mio settore: terminati i vecchi, non si trovano più giovani perché essendo stati esclusi dal lavoro, si sono dedicati giustamente ad altro.
Chi entra ora nel mondo del lavoro o decide il percorso di studi valuta già ora l'impatto delle nuove tecnologie in prospettiva, se è abbastanza intelligente da farlo, ovviamente, ma nemmeno consola pensare che resteranno i cretini e gli sprovveduti negli ambiti di sostituzione AI.
Ovviamente gli studi seguiranno una trasmissione dinastica, come dici tu. Per altri settori il risultato sarà di risultare sempre meno competitivi sul mercato, con personale di sostituzione egli attuali dipendenti sempre meno capace.
Possiamo anche però pensare "chi se ne frega, saranno cazzi di chi ha 20 o 30 anni ora".
Io credo anche di chi di anni ne ha 50, a dire il vero.
Non che l'accumulo di capitali sia negativo, anzi, è il primo fondamento per lo sviluppo industriale, ma purtroppo l'AI è sviluppata fuori dai confini patrii.
Ma chi sono io per dire che ci stanno lentamente inculando un po' più del previsto?
 

danny

Utente di lunga data
I nativi digitali sono impediti tanto quanto i boomer spesso e volentieri. Non vedo sti grandi skills. Anche gente uscita dall'università ieri che usa un computer come usasse una clava...
Da esperienza personale dipende molto di più dal livello di intelligenza della persona che dall'anno di nascita
Concordo e lo vedo puntualmente nella vita quotidiana.
 

danny

Utente di lunga data
Sì, io infatti mi sforzo di usare vari sistemi, anche se a volte devo fare uno sforzo in più per cambiare il mio modo di lavorare, perché penso comunque che sapersi servire di questi sistemi sarà necessario.
Obiettivamente se io imparo ad usare l'AI, e non ci vuole molto, si tratta di conoscere ed elaborare dei prompt, prima di spendere i soldi per un avvocato, o per un consulente, mi rivolgo a lei.
Anche se credo che questo sarà sempre più difficile perché i costi di utilizzo cresceranno progressivamente con la diffusione.
E saranno anche importanti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
È il più falso dei luoghi comuni, perché è vero l'esatto opposto: chi nasce con una tecnologia matura non sa come funziona ma è solo abituato ad usarla, perché già ben funzionante, ma non si è mai dovuto "sporcare le mani" a capirla per farla funzionare quando, all'inizio, funziona in modo zoppicante. Ciò, invece, è quello che devono fare gli adulti che iniziano ad usare una tecnologia nascente.

Probabilmente l'origine del luogo comune è dovuta al fatto che chi nasce con una tecnologia già funzionante, semplicemente "la saprà usare": tutti i nativi digitali sanno usare (moderatamente bene) uno smartphone, perché ce l'hanno in mano da quando sono nati.
Quelli invece che vedono introdotta la nuova tecnologia da adulti, si dividono principalmente in due categorie: quelli (pochi) che la abbracciano e ne diventano padroni e quelli (i più) che la subiscono e ne diventano utenti minimalisti obtorto collo, se proprio non la rifiutano tout court.

Ancora una volta, il genio di Douglas Adams descrive con poche parole e meravigliosa ironia la situazione:

Legge delle tecnologie emergenti

1. Ogni cosa che già esiste quando nasci è normale, ordinario ed è parte integrante di come funzionano le cose.
2. Ogni cosa che è inventata nell'arco del primo terzo della tua vita è nuovo, eccitante e rivoluzionario e probabilmente potrai farne il tuo lavoro.
3. Ogni cosa che è inventata quando sei di mezza età è contro l'ordine naturale delle cose.
Molti anni fa era stata mandata in onda una serie tv inglese: “I sopravvissuti.”
La cosa più interessante era che i sopravvissuti, mi pare che non fosse chiaro da quale epidemia, non sapevano fare niente di niente. Sapevano usare l’esistente, ma non erano in grado di accendere un fuoco.
 

danny

Utente di lunga data
Io sono preoccupato, più che dalla passività estrema, dal fatto che non so quanti lavori ci saranno. Già oggi i giovani faticano a trovare impiego, e più i vari Arci vanno a risparmio e non assumono e meno ce ne sarà.
Alla prima ondata la gente si è spostata dal settore primario al secondario.
Alla seconda, complice l'automatizzazione e la robotica dal secondario al settore terziario.
Ora stanno automatizzando pure quello. Solo che non c'è un settore quaternario.

Si, lo so, in teoria il settore quaternario esiste ma è in buona sostanza settore terziario e comunque verrà pesantemente automatizzato anche quello
Il mondo che abbiamo conosciuto è quello della ricchezza diffusa.
Non è mai esistito però prima del '900.
 

danny

Utente di lunga data
Condivido la preoccupazione, saranno lavori diversi, ma sicuramente meno. Non m prendono sul serio quando gli propongo di fare gli idraulici 🤷‍♂️
Io devo sistemare una porta scrigno.
Non sto trovando nessuno che abbia voglia di farlo.
Le imprese le vendono, e al limite fanno assistenza sul venduto, ma mancano i falegnami, i manutentori in genere, gli elettrotecnici etc.
Mi spiegano che il problema principale sono i costi dell'apertura impresa.
Nessuno oggi è in grado di sostenerli per il tempo necessaria all'avviamento.
 

patroclo

Utente di lunga data
Quello che dici è un tema politico, prima ancora che educativo o generazionale.

È evidente che una quota enorme di lavori sparirà. Il punto vero è che cosa si decide di fare dopo: se si va verso un reddito universale per mantenere lo status quo, a beneficiarne saranno sia i rincoglioniti sia quelli a cui i genitori — spesso in buona fede — hanno imposto una formazione sbagliata e aspettative altrettanto sbagliate.

Abbiamo cresciuto un’intera generazione di laureati in giurisprudenza ed economia finiti a fare i travet d’ufficio, perché avvocati e commercialisti — anche abbassando i prezzi — il mercato non li assorbe più.
Continuiamo a sfornare laureati in storia, filosofia, lettere, latino e greco che possono fare solo gli insegnanti, in un Paese dove non nascono più bambini e quindi di insegnanti ne servono sempre meno.

Nel frattempo ci siamo inventati i “bisogni educativi speciali” per dare lavoro a orde di psicologi.

Il risultato è un sistema pieno di lavori in cui l’obiettivo non è creare valore, ma trovare un’occupazione a persone che non servono. E questo non aumenta la competitività di un Paese: la ammazza. Perché invece di produrre valore, paghi gente per occupare il proprio tempo.
E' un tema politico ma nel nostro piccolo diventa educativo.

Il mondo sta anche cambiando a ritmi vertiginosi, molto più brevi dei cinque anni di un corso di laurea. Sicuramente certi effetti si potevano prevedere meglio e programmare. Mi ha fatto specie sapere che in UK cominciano a chiudere le università di lingue, non serviranno più traduttori.

I miei ragazzi sono in fase di scelte, devo dire che faccio fatica a pensare possibilità concrete che sposino i loro desideri, sono solo stato categorico sul fatto che non voglio metterli in un parcheggio in attesa di sviluppi, ne io ne loro possiamo permettercelo.
 

Barebow

Utente di lunga data
I nativi digitali sono impediti tanto quanto i boomer spesso e volentieri. Non vedo sti grandi skills. Anche gente uscita dall'università ieri che usa un computer come usasse una clava...
Da esperienza personale dipende molto di più dal livello di intelligenza della persona che dall'anno di nascita
Io personalmente sono anomalo, ho quasi 67 anni, ho iniziato a usare i PC negli anni 80, ho usato diversi linguaggi di programmazione, ora per esempio ho un sito web, un blog fotografico, non lo posso linkare perché è nella forma cognome.eu e sarei in grado di progettare un forum come questo. Uso da sempre Linux.
 

Nicky

Utente di lunga data
Invece quello della assistenza alle persone e alle attrezzature è un mercato dove gli umani non sono sostituibili.
Ho visto i tentativi di costruire robot per gli anziani e i disabili. Ma le persone vogliono persone.
Vabbe’ che ci stanno convincendo a morire quando non siamo più efficienti. Prossimamente quando non siamo più efficienti sessualmente. È l’unico ambito di libertà.
Sì, però le persone devono avere le risorse per pagare questi servizi. Ora, una persona può pensare di andare a fare le pulizie, ma alla fine se resti disoccupato il badante e le pulizie le fai tu .
Temo che ci voglia una visione più ampia, politica, per ripensare al rapporto tra società ed evoluzione tecnologica, che è inarrestabile.
 
Top