La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Nella mia classe tutte le ragazze carine andavano dietro a tre ragazzi e basta.
Praticamente questi se le sono passate tutte.
A me piaceva una sola, ma lei andava dietro a uno di quei tre.
I maschietti attivi alle medie erano solo quei tre, le ragazzine tutte.
Non so che medie avete fatto ma di solito i ragazzini sono molto indietro a quell'età rispetto alle ragazze.
Arrivati in terza media fuori c'erano invece già i ragazzi più grandi ad aspettare le ragazzine.
Ma pure mia moglie a 14 stava con uno di 21.
I coetanei sono un po' fuori gioco a quell'età.
Io ho cominciato a 15/16.
Abbiamo scritto la stessa cosa.

 

Jim Cain

Utente di lunga data
Puoi essere un uomo di valore e collezionare due di picche se sei rigido, impacciato, ansiogeno o se giochi fuori tempo massimo. E puoi essere uno normale, persino mediocre, e avere risposte positive se sai stare nello scambio.
Verità alla quale mi permetto di aaggiungere una postilla, e cioè che se ci sai fare ma di base sei mediocre duri poco (ma magari non te ne frega niente).

A meno che la controparte non sia allo stesso livello.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Verità alla quale mi permetto di aaggiungere una postilla, e cioè che se ci sai fare ma di base sei mediocre duri poco (ma magari non te ne frega niente).

A meno che la controparte non sia allo stesso livello.
Però se sei mediocre non ci sai fare, al di là della pnl da agente immobiliare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io la vedo come una indiscutibile affermazione della propria disponibilità.😀
Allora sarà soggettivo. A me si è sempre attivato prima ancora di valutare se da parte mia c'era disponibilità. Mentre se non mi si attiva la questione di una mia eventuale dispo non si pone nemmeno
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Allora sarà soggettivo. A me si è sempre attivato prima ancora di valutare se da parte mia c'era disponibilità. Mentre se non mi si attiva la questione di una mia eventuale dispo non si pone nemmeno
e così capimmo come mai le coppie lesbo sono esplose...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
l'hai detto da sola...non sei sua madre.
Il figlio ha bisogno di vedere nel genitore "la roccia", non sono ammessi scivoloni, sono molto giudicanti, la mamma o il papà devono restare credibili per dare loro senso di protezione che vuoi o non vuoi alle volte cercano.
Non mi capire male, anche le mie figlie sanno che né io né loro padre eravamo dei santi, sanno che siamo persone che sbagliano e che lo sbaglio serve a crescere se affrontato nella giusta maniera ma un genitore non può livellarsi al figlio perché di amici ne hanno già tanti, hanno bisogno di altro che poi con gli anni muta e cambia ma il ruolo del genitore deve restare tale, almeno per come la penso io.

Condivido il bisogno della “roccia”.

Anche se, personalmente, trovo che questa immagine sia più adeguata ai bambini fino agli 11 anni circa, quando stanno ancora consolidando il senso del tempo, dello spazio e il pensiero astratto.

L’adolescenza è proprio il momento in cui si scopre che nessuno è davvero una roccia.
(Tranne loro stessi: il cervello adolescente elabora rischio e pericolo in rapporto all’idea di eternità. Non è ignoranza, è proprio il suo funzionamento tipico; la spericolatezza è un tratto specie-specifico, presente anche nei primati).

A questo si aggiungono il corpo che cambia, la confusione e il disorientamento.
E sì: sono giudici severissimi. Anche questo è tipico dell’età, con una distinzione molto netta tra giusto e sbagliato e un “tribunale” interno rigidissimo.

Il compito di un adulto di riferimento non è confermare quel tribunale, ma mostrare che non è né così rigido né così accomodante. E soprattutto che non è un tribunale morale.

Condivido quindi che il genitore-amico, che si livella al figlio, non sia funzionale.
Così come non lo è nessun adulto che rinuncia al proprio ruolo.

Quello che ho descritto nel post precedente è entrare intenzionalmente in assonanza, è un’altra cosa ed è un compito preciso dell’adulto: restare tale, pur sapendo riconoscere e sincronizzarsi con l’emotività adolescenziale.

Sincronizzarsi serve a tradurre la confusione emotiva dell’adolescente, e per tradurre bisogna parlare la stessa lingua. Questo significa essere in contatto con l’adolescente che si è stati, senza cercare somiglianze forzate.

È la differenza tra il noioso “ai miei tempi…” e il più autentico: “Il tuo mondo è diverso, ma le emozioni che vivi le riconosco” (che equivale a dire "non sei solo").

Gli unici racconti che davvero parlano agli adolescenti sono quelli che mettono al centro le emozioni.

Livellarsi, invece, significa voler vivere l’adolescenza insieme a loro. Ed è una finzione che viene sgamata subito.

Un adulto non può essere amico di un adolescente, perché la relazione è asimmetrica. L’amicizia esiste solo nella simmetria.

Quello che gli adolescenti colgono con precisione impressionante è l’incoerenza interna, la distanza tra ciò che si dice e ciò che si fa.
E non la colgono razionalmente, ma emotivamente.
È per questo che sono giudici così abili e implacabili.
Puoi anche raccontargli la storia dell’orso… ma non se la bevono. Anche quando fanno finta di sì.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
No no pure tu, ndo scappi.
Dovrebbe essere più o meno così: i segnali di disponibilità sono per lo più non verbali e passano per l'amigdala prima di arrivare alla corteccia, per cui il sistema nervoso centrale si attiva prima ancora che il cervello elabori la situazione. È come quando non si può evitare di arrossire prima ancora di capire cosa sta succedendo
 

Rebecca89

Sentire libera
Dovrebbe essere più o meno così: i segnali di disponibilità sono per lo più non verbali e passano per l'amigdala prima di arrivare alla corteccia, per cui il sistema nervoso centrale si attiva prima ancora che il cervello elabori la situazione. È come quando non si può evitare di arrossire prima ancora di capire cosa sta succedendo
Ah non parliamo di rossi. Sono portatrice sana.
 
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