Cancella se non c'è richiesta, altrimenti affianca eccome. Il mercato tende alla crescita, alla moltiplicazione dei prodotti, non alla decrescita.
Perciò continuo a pensare che la maggiore autonomia decisionale e di spesa delle donne e la loro presenza più visibile nella società non abbia svantaggiato nessun uomo.
Non è affatto vero che il mercato tende a moltiplicare i prodotti, bensì alla massimizzazione dei profitti e alla standardizzazione dei processi produttivi.
Perché un'azienda deve investire su qualcosa che ha meno richiesta quando può (e deve, in un regime di concorrenza e di continuo aumento dei costi) puntare su ciò che viene scelto di più dai consumatori?
Accade anche in campo farmaceutico, dove i fondi privati per la ricerca sono sostanzialmente diversi a seconda della diffusione delle patologie.
Il mercato automobilistico (ma non solo, tutti i mercati maturi o saturi) tende a proporre sempre più auto tutte uguali, Suv, cancellando di fatto tutte le altre carrozzerie, spider, coupé, berlina 2 e 3 volumi, familiare, monovolume, motorizzazioni 4, 5, 6, 8 cilindri, etc.
Di fatto si sceglie il rischio d'impresa minore assecondando le ricerche di marketing.
È la ragione per cui nei centri commerciali si trova merce di basso costo e alto ricarico prevalentemente diretta a un target femminile, il più incline attualmente alla spesa.
Il resto semplicemente fa altri volumi e non è più sostenibile.
E, ripeto, non è colpa delle donne.
Semplicemente sono il veicolo principale di scelta di spesa attuale nel mondo e come tale, giustamente, vengono sfruttate.