Vergogna

Brunetta

Utente di lunga data
https://roma.corriere.it/notizie/cr...io-ca5e13ba-5f4d-4d1e-b676-26e20e835xlk.shtml
In merito al caso del duplice suicidio dei genitori dell’assassino di Anguillare, si parla di VERGOGNA come movente.
Considerando i molti significati, vi pare il termine adeguato?

vergogna
/ver·gó·gna/
sostantivo femminile
  1. 1.
    Sentimento di turbamento e di mortificazione che si prova per un atto o un comportamento, proprio o altrui, ritenuto riprovevole o disonorevole: sentire, avere, provare vergogna di (o per) qualcosa; dovresti nasconderti per la vergogna; il figlio provava vergogna per il padre.
    • Pudore (in espressioni negative): essere senza vergogna, non avere vergogna, non conoscere la vergogna, non sapere che cosa sia la vergogna, essere spudorato.
    • Senso di penoso disagio che si prova per qualcosa sentito come poco decoroso o poco rispettabile.
      "aveva vergogna della propria misera condizione"
  2. 2.
    Senso di soggezione o di imbarazzo dettato da discrezione o timidezza: ho vergogna di chiedergli anche questo piacere; avere vergogna di parlare in pubblico; vincere la vergogna.

  3. 3.
    Manifestazione esteriore del turbamento o dell’imbarazzo; rossore del viso: arrossire, diventare rosso di vergogna (o per la vergogna); E di trista vergogna si dipinse (Dante).
  4. 4.
    Infamia, disonore, ignominia.
    "coprirsi di vergogna"
  5. 5.
    Persona o cosa che è causa di biasimo o discredito: è la vergogna della famiglia; quello che hai fatto è una vergogna; tutta questa sporcizia per le strade è una vergogna.
 

Gaia

Utente di lunga data
https://roma.corriere.it/notizie/cr...io-ca5e13ba-5f4d-4d1e-b676-26e20e835xlk.shtml
In merito al caso del duplice suicidio dei genitori dell’assassino di Anguillare, si parla di VERGOGNA come movente.
Considerando i molti significati, vi pare il termine adeguato?

vergogna
/ver·gó·gna/
sostantivo femminile
  1. 1.
    Sentimento di turbamento e di mortificazione che si prova per un atto o un comportamento, proprio o altrui, ritenuto riprovevole o disonorevole: sentire, avere, provare vergogna di (o per) qualcosa; dovresti nasconderti per la vergogna; il figlio provava vergogna per il padre.
    • Pudore (in espressioni negative): essere senza vergogna, non avere vergogna, non conoscere la vergogna, non sapere che cosa sia la vergogna, essere spudorato.
    • Senso di penoso disagio che si prova per qualcosa sentito come poco decoroso o poco rispettabile.
      "aveva vergogna della propria misera condizione"
  2. 2.
    Senso di soggezione o di imbarazzo dettato da discrezione o timidezza: ho vergogna di chiedergli anche questo piacere; avere vergogna di parlare in pubblico; vincere la vergogna.

  3. 3.
    Manifestazione esteriore del turbamento o dell’imbarazzo; rossore del viso: arrossire, diventare rosso di vergogna (o per la vergogna); E di trista vergogna si dipinse (Dante).
  4. 4.
    Infamia, disonore, ignominia.
    "coprirsi di vergogna"
  5. 5.
    Persona o cosa che è causa di biasimo o discredito: è la vergogna della famiglia; quello che hai fatto è una vergogna; tutta questa sporcizia per le strade è una vergogna.
Si.
 

Nicky

Utente di lunga data
Credo che non si possa sapere cosa hanno provato, quale fosse il sentimento che li ha spinto a uccidersi.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Solo una cosa...il fare diventare spettacolo delle disgrazie non fa bene a nessuno... c'è invece questa moda che non fa altro che mettere ancora più in difficoltà le persone coinvolte per non parlare dei social dove ogni imbecille diventa un ottimo ispettore e un giudice insieme...fosse per me dovrebbe essere vietato questo circo, dare la notizia ok ma fare salotto con i morti anche no.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Credo che non si possa sapere cosa hanno provato, quale fosse il sentimento che li ha spinto a uccidersi.
Questo è ovvio.
Ma, parlando con amici e parenti, ipotizzando una tragedia di quella portata, nessuno avrebbe provato vergogna, ma un dolore profondissimo.
Ricordo il caso, raccontato in un documentario e nel bel libro di Nicola Lagioia, dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto a marzo 2016, da parte di Manuel Foffo e Marco Prato, due ragazzi di buona famiglia.
Marco Prato si è suicidato. Sarà stata vergogna? Fu trasmesso l’incontro in carcere con il padre, poco prima che si suicidasse. È il padre era stato profondamente addolorato, ma presente, non giudicante.
La vergogna riguarda il giudizio degli altri. In questi casi non credo che il giudizio altrui possa essere decisivo.
E poi di fronte a una tale tragedia, non credo che guarderei né social né tv.
Comunque stanno indagando per istigazione al suicidio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Solo una cosa...il fare diventare spettacolo delle disgrazie non fa bene a nessuno... c'è invece questa moda che non fa altro che mettere ancora più in difficoltà le persone coinvolte per non parlare dei social dove ogni imbecille diventa un ottimo ispettore e un giudice insieme...fosse per me dovrebbe essere vietato questo circo, dare la notizia ok ma fare salotto con i morti anche no.
Se ci fosse una società che ha una visione etica, giusta o sbagliata, si potrebbe pensare a un provvedimento del genere.
Ma non vedo convergenza etica.
 

Nicky

Utente di lunga data
Questo è ovvio.
Ma, parlando con amici e parenti, ipotizzando una tragedia di quella portata, nessuno avrebbe provato vergogna, ma un dolore profondissimo.
Ricordo il caso, raccontato in un documentario e nel bel libro di Nicola Lagioia, dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto a marzo 2016, da parte di Manuel Foffo e Marco Prato, due ragazzi di buona famiglia.
Marco Prato si è suicidato. Sarà stata vergogna? Fu trasmesso l’incontro in carcere con il padre, poco prima che si suicidasse. È il padre era stato profondamente addolorato, ma presente, non giudicante.
La vergogna riguarda il giudizio degli altri. In questi casi non credo che il giudizio altrui possa essere decisivo.
E poi di fronte a una tale tragedia, non credo che guarderei né social né tv.
Comunque stanno indagando per istigazione al suicidio.
Non so, potrebbero avere provato vergogna perché erano persone stimate nella loro comunità e temevano di potere essere giudicate come "complici" del figlio o incapaci di accorgersi dello stato mentale del figlio, anche se non lo erano e nessuno lo pensava o aveva detto qualcosa del genere.
La vergogna è soggettiva, io mi vergogno di cose assurde e non di cose per le quali secondo altri dovrei vergognarmi..
In questo senso, dico che non è possibile fare ipotesi.
Immagino che tutti provino dolore, ma non è detto che tutti i genitori non siano giudicanti, dipende anche dal rapporto pregresso con i figli.
.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so, potrebbero avere provato vergogna perché erano persone stimate nella loro comunità e temevano di potere essere giudicate come "complici" del figlio o incapaci di accorgersi dello stato mentale del figlio, anche se non lo erano e nessuno lo pensava o aveva detto qualcosa del genere.
La vergogna è soggettiva, io mi vergogno di cose assurde e non di cose per le quali secondo altri dovrei vergognarmi..
In questo senso, dico che non è possibile fare ipotesi.
Immagino che tutti provino dolore, ma non è detto che tutti i genitori non siano giudicanti, dipende anche dal rapporto pregresso con i figli.
.
Generalmente ci si vergogna di cose stupide per un trasferimento su cose irrilevanti di una vergogna più motivata e pesante.
Ad esempio la fedeltà alla squadra è più forte dei legami amorosi o della fede religiosa e rassicura della propria affidabilità.
 

spleen

utente ?
Se ci fosse una società che ha una visione etica, giusta o sbagliata, si potrebbe pensare a un provvedimento del genere.
Ma non vedo convergenza etica.
Questo è uno degli aspetti della faccenda, ce ne sono tuttavia altri, che sarebbe bene sottolineare, per capire meglio, credo. L'omicida non è un emarginato, non è un disadattato, sembra una persona normale, non ha traumi pregressi, ha una istruzione, una posizione sociale.
Eppure ha commesso una cosa inimmaginabile, per efferatezza e per gravità.
E' la "mostritudine" che si nasconde nell' ordinario, nel normale, dentro quello che noi tutti pensiamo normalmente sia impossibile.
E' la banalità se vogliamo del male interiore.
Penso in fondo siano reminescenze ancestrali.
Non ce la possiamo fare, tutti intendo. Tra istinti, ignoranza, limiti, incapacità e supponenza siamo impotenti di fronte a noi stessi.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Generalmente ci si vergogna di cose stupide per un trasferimento su cose irrilevanti di una vergogna più motivata e pesante.
Ad esempio la fedeltà alla squadra è più forte dei legami amorosi o della fede religiosa e rassicura della propria affidabilità.
Penso che vergogna non sia neppure la parola giusta, non ci dimentichiamo che erano i genitori e come tali sicuramente avranno sentito su di loro il peso delle scelte del figlio, da genitori si saranno sentiti comunque anche responsabili, probabilmente una cosa del genere ti mette di fronte al dubbio dell'essere stato un buon genitore...non so quali siano stati i fantasmi che hanno portato queste persone ha fare un gesto così terribile ma credo che in questi giorni siano dovuti passare dall'inferno e mi dispiace molto di questa cosa.
 

hammer

Utente di lunga data
Non riesco a immaginare cosa possa averli spinti a un gesto così estremo.
Ciononostante, nutro rispetto per loro.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Sfortunatamente ho avuto modo di poter vedere dall'interno cosa succede in questi casi ed anche se le persone che conoscevo io direttamente o indirettamente avevano età differenti la cosa che accumunava queste vicende era il pensare che uccidendosi chi rimaneva si sarebbe accorto di loro, era come se il fatto che uccidendosi non si fossero resi conto che la loro vita sarebbe finita li...e la cosa torna se pensiamo che siamo programmati per sopravvivere sempre e comunque, il nostro cervello non ci permetterebbe mai di farla finita se effettivamente l'intento fosse porre fine alla nostra esistenza, la morte è un danno collaterale che difficilmente viene preso in considerazione da chi decide di compiere questo gesto estremo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sfortunatamente ho avuto modo di poter vedere dall'interno cosa succede in questi casi ed anche se le persone che conoscevo io direttamente o indirettamente avevano età differenti la cosa che accumunava queste vicende era il pensare che uccidendosi chi rimaneva si sarebbe accorto di loro, era come se il fatto che uccidendosi non si fossero resi conto che la loro vita sarebbe finita li...e la cosa torna se pensiamo che siamo programmati per sopravvivere sempre e comunque, il nostro cervello non ci permetterebbe mai di farla finita se effettivamente l'intento fosse porre fine alla nostra esistenza, la morte è un danno collaterale che difficilmente viene preso in considerazione da chi decide di compiere questo gesto estremo.
Forse si vuole solo smettere di soffrire.
 

Skorpio

Utente di lunga data
In tutta questa storia nessuno dico nessuno di tutte questa serie di teste di cazzo messe in fila, ha pensato al bambino di 10 anni che rimane solo a affrontare la vita.
Complimenti a tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso.
Meritiamo l'estinzione
 

Brunetta

Utente di lunga data
In tutta questa storia nessuno dico nessuno di tutte questa serie di teste di cazzo messe in fila, ha pensato al bambino di 10 anni che rimane solo a affrontare la vita.
Complimenti a tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso.
Meritiamo l'estinzione
Assurdo.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Forse si vuole solo smettere di soffrire.
È un modo per affrontare il problema però ripeto, la cosa che mi ha sempre lasciata basita parlando con chi era loro più vicino era che probabilmente il fatto che una volta morti non fossero più presenti nella vita di chi lasciavano sembrava sfuggirgli...un esempio su tutti...la sorella di un mio caro amico morta suicida all'età di 20 anni...lo ha fatto nel giardino di casa del suo ex indossando un abito che le aveva regalato lui...lo ha fatto perché non era riuscita ad accettare il fatto che lui si fosse innamorato di un'altra ragazza... l'impressione che dette a suo tempo fu quasi il volere fare qualcosa di terribile che sarebbe rimasto sulla coscienza di lui per sempre...suo fratello mi fece ragionare sul fatto che chi era rimasta senza vita era lei e lui con il tempo sarebbe andato avanti...questo concetto lei non lo aveva calcolato.
 

Nicky

Utente di lunga data
In tutta questa storia nessuno dico nessuno di tutte questa serie di teste di cazzo messe in fila, ha pensato al bambino di 10 anni che rimane solo a affrontare la vita.
Complimenti a tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso.
Meritiamo l'estinzione
Io non so come farà. Mi sono anche chiesta perché il pensiero di questo bambino on abbia fermato i suoi nonni, ma avevano anche un altro figlio, che starà soffrendo in modo indicibile.
È davvero difficile comprendere cosa sia accaduto.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
https://roma.corriere.it/notizie/cr...io-ca5e13ba-5f4d-4d1e-b676-26e20e835xlk.shtml
In merito al caso del duplice suicidio dei genitori dell’assassino di Anguillare, si parla di VERGOGNA come movente.
Considerando i molti significati, vi pare il termine adeguato?

vergogna
/ver·gó·gna/
sostantivo femminile
  1. 1.
    Sentimento di turbamento e di mortificazione che si prova per un atto o un comportamento, proprio o altrui, ritenuto riprovevole o disonorevole: sentire, avere, provare vergogna di (o per) qualcosa; dovresti nasconderti per la vergogna; il figlio provava vergogna per il padre.
    • Pudore (in espressioni negative): essere senza vergogna, non avere vergogna, non conoscere la vergogna, non sapere che cosa sia la vergogna, essere spudorato.
    • Senso di penoso disagio che si prova per qualcosa sentito come poco decoroso o poco rispettabile.
      "aveva vergogna della propria misera condizione"
  2. 2.
    Senso di soggezione o di imbarazzo dettato da discrezione o timidezza: ho vergogna di chiedergli anche questo piacere; avere vergogna di parlare in pubblico; vincere la vergogna.

  3. 3.
    Manifestazione esteriore del turbamento o dell’imbarazzo; rossore del viso: arrossire, diventare rosso di vergogna (o per la vergogna); E di trista vergogna si dipinse (Dante).
  4. 4.
    Infamia, disonore, ignominia.
    "coprirsi di vergogna"
  5. 5.
    Persona o cosa che è causa di biasimo o discredito: è la vergogna della famiglia; quello che hai fatto è una vergogna; tutta questa sporcizia per le strade è una vergogna.
All'inizio si ho pensato che fosse vergogna.
Ma poi ho pensato a una responsabilità condivisa dell'accaduto.
Non saprei in che termine ma si può spaziare, senza rendersene conto potrebbero avere contribuito a caricare l'odio del figlio nei confronti della nuora.
 

hammer

Utente di lunga data
È un modo per affrontare il problema però ripeto, la cosa che mi ha sempre lasciata basita parlando con chi era loro più vicino era che probabilmente il fatto che una volta morti non fossero più presenti nella vita di chi lasciavano sembrava sfuggirgli...un esempio su tutti...la sorella di un mio caro amico morta suicida all'età di 20 anni...lo ha fatto nel giardino di casa del suo ex indossando un abito che le aveva regalato lui...lo ha fatto perché non era riuscita ad accettare il fatto che lui si fosse innamorato di un'altra ragazza... l'impressione che dette a suo tempo fu quasi il volere fare qualcosa di terribile che sarebbe rimasto sulla coscienza di lui per sempre...suo fratello mi fece ragionare sul fatto che chi era rimasta senza vita era lei e lui con il tempo sarebbe andato avanti...questo concetto lei non lo aveva calcolato.
Lei ha interiorizzato la rabbia e il dolore verso il fidanzato, finendo praticamente per rivolgerli contro se stessa.
Il gesto è diventato un atto autodistruttivo, nell’illusione di colpire comunque l’altro, condannandolo (secondo lei) a una colpa eterna.
A parti invertite, un uomo lasciato da una donna, è plausibile che l’esito sarebbe potuto sfociare in un femminicidio.

Nel delitto di Anguillara, ad esempio, la causa scatenante è stata probabilmente la relazione della moglie con un altro uomo e l’incapacità del marito di accettare la separazione, nella consapevolezza di averla persa per sempre.
Questa storia deve far riflettere sulla assoluta necessità di introdurre, sin dalle scuole elementari, corsi di Educazione Sentimentale.

Evidentemente le famiglie faticano ancora a trasmettere ai maschietti l’idea che nel mondo esistono milioni di donne e che la fine di una relazione, per quanto dolorosa, non è una tragedia irreparabile né una perdita assoluta.
 
Ultima modifica:

hammer

Utente di lunga data
All'inizio si ho pensato che fosse vergogna.
Ma poi ho pensato a una responsabilità condivisa dell'accaduto.
Non saprei in che termine ma si può spaziare, senza rendersene conto potrebbero avere contribuito a caricare l'odio del figlio nei confronti della nuora.
Malpensante. Comunque non è da escludere.
 
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