Ma soprattutto è cambiato e di molto l'approccio.
Nella mia generazione era diretto e non poteva essere altrimenti.
Fermavi anche le ragazze per strada, in giro, io l'ho fatto, e non c'era diffidenza, mai.
Per entrambi era un'occasione, e ogni nuova conoscenza comunque ti incuriosiva, poi c'era quello più carino che magari piaceva di più, quello che restava al palo perché timido, e così via.
Il giro però era limitato.
Oggi si è di molto ampliato con i social e le app di dating e gli standard necessariamente si sono massificati.
Profondità di sguardo?
Ma se la selezione su Tinder viaggia primariamente su altezza, bio, foto (con i macchinoni sì, con i macchinoni no, con i pettorali in vista oppure no, pelo mai, e guai se scrive cose banali tipo che ama i viaggi).
Si investe molto su di sè pertanto, dalla palestra al trucco/parrucco/intimo/scarpe/estetista/tempo per farsi belle/plastica e al contempo si alza l'asticella dell'esigenza.
Fino a diventare iperselettivi, almeno rispetto a un tempo.
Il tempo per esplorare l'anima altrui quindi si riduce: già quello che si capisce di una persona conversando qui è fin troppo, ma qui la fisicità non si vede, e forse anche per questo siamo rimasti quattro gatti.
Generalmente ci si ferma molto, molto prima, anche perché la selezione oggi è su una platea più vasta e si attua restando in superficie.