Brunetta
Utente di lunga data
Concordo pienamente.Io li vedo davanti a scuola e in casa, non ci capito, e oggi prescindere dalla comunicazione social è non vedere la trasformazione della comunicazione, che ha cambiato tutto quanto.
L'uniformità è nei comportamenti di massa ed è la stessa per cui vedi negozi tutti uguali ovunque e aprono centri estetici.
I giovani vestono Shein, Zara, fast fashion, le solite cose, si truccano e frequentano istituti di bellezza, fanno esperienze suggerite dalla rete e seguono compatti mode del momento molto più della nostra, ormai sorpassata, generazione, nella quale la permeabilità della moda, soprattutto nella tua, era limitata.
Che ci siano differenze individuali anche oggi è scontato, e non occorre precisarlo, ma che l'uniformità dell'adesione agli stereotipi social stia appiattendo le differenze espressive personali è più che palese e spesso contagia anche chi ha qualche anno di più.
Il problema è il giudizio, che oggi è esteso a una platea molto più ampia.
Le persone per non incorrere nell'esclusione o nella svalutazione sociale aderiscono agli standard più tollerati, o promossi, dalla massa.
E questo ci rende tutti più conformisti, e di conseguenza, apparentemente uguali, a fare tutti le stesse cose, le stesse esperienze suggerite di volta in volta.
Ma l’adesione conformista alle proposte della cultura di massa, non dovrebbe essere anche degli adulti. Se gli adulti fossero adulti.
Pensa a Guccini e a quando ha scritto Eskimo. Quanti anni aveva? Eppure era adulto.