La scelta

Brunetta

Utente di lunga data

Jim Cain

Utente di lunga data
Non è solo un discorso di pragmatismo, la gestione del tempo nella separazione è sempre a favore di uno dei due, mai di entrambi. Per portare a casa il risultato è essenziale non dare alle altre persone la possibilità di costruire sulla tua inerzia. Hai fatto benissimo a depositare la giudiziale.
Cioè?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Dall’ultima volta che ho scritto sul blog, gli eventi principali sono stati questi:

La pantomima delle minacce e della paura è finalmente terminata. Ho dovuto fare un grande sforzo di autocontrollo: ho incassato per un po’, evitando qualsiasi motivo reale di lamentela e continuando a chiedere di riaprire un dialogo civile. Non tanto per noi, quanto per stabilizzare la vita delle bambine che, pur non avendo assistito a vere liti, hanno comunque respirato un clima pesante in casa: lei non mi rivolgeva nemmeno il saluto.

Dopo diverse insistenze e un episodio spiacevole davanti alle bambine (per il quale mi sono scusato con loro, davanti alla madre, e spero abbia fatto lo stesso), mia moglie ha accettato di incontrarmi per fare due passi e parlare.

Da lì la comunicazione è ripartita. Lei dice di non volersi separare, che tiene a noi e che siamo importanti per lei; è arrabbiata perché io non voglio “darci una possibilità”. Io le ho risposto che sono disposto ad aprire un dialogo sui nostri sentimenti. Ha proposto un percorso con un terapeuta e ho accettato.

Resta però il fatto che un percorso di recupero è faticoso e incerto. Per questo vorrei comunque una separazione depositata: se le cose andassero bene potremmo sempre riconciliarla; se invece non funzionasse, avremmo già una via d’uscita pronta.

Nel frattempo, non avendo mai ricevuto una proposta formale dal suo avvocato — se non lettere in cui mi si accusava di minacce — né una controproposta all’accordo che avevamo presentato, ho deciso di depositare la giudiziale.

Lei si è molto contrariata e ha nuovamente sospeso le comunicazioni. Dice che le nostre conversazioni la fanno stare troppo male e che, per ora, non riesce a parlare senza il supporto della terapia; poi, forse, le cose potranno cambiare.

La prossima settimana rientro e ci sarà il primo incontro con il terapeuta. Nel frattempo mi sto informando sui diversi approcci ai percorsi di riparazione. Non so se lei avrà davvero la forza e la volontà di fare la sua parte: soprattutto nella prima fase, quella in cui chi ha tradito deve assumersi pienamente la responsabilità di ciò che è accaduto, interrompere ogni ambiguità, mostrare trasparenza totale e saper accogliere il dolore e la rabbia dell’altro senza difendersi o minimizzare.
Se la depositi poi vai davanti al giudice che la omologa e a quel punto devi seguire quello che prevede l'accordo, tipo uscire di casa con affido condiviso ecc ecc. Se non la depositi è come scritta nell'olio bollente: aria fritta. Però è vero che una volta omologata basta andare in comune per annullarla ufficialmente. Detto ciò diciamo che una giudiziale in contemporanea a una terapia è un po' come spegnere un'incendio con la benzina, per cui dovresti scegliere una o l'altra. Per come sono io, prima chiuderei la faccenda legale al più presto possibile, poi eventualmente, e solo se è lei che viene a Canossa, si può discutere di sentimenti ed eventuali riconciliazioni. Ma io sono io.. Per me sei sulla strada giusta comunque
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
(so già la risposta ma vediamo 😎)
Anch’io lo so.
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂 .
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.

Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂 .
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.

Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Lei non farà nulla che non le convenga.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂 .
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.

Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Tu vorresti che lei strisciasse.
Ma nessuno striscia. Sarebbe una resa troppo umiliante. Tipo i giapponesi che poi facevano harakiri.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Esatto, la stessa cosa che ha detto il mio avvocato.
Depositata la giudiziale tu metti in chiaro che ti separi per questa ragione.
Poi se nel frattempo, dopo aver depositato e nel tempo che si va all'udienza, si vuole anche tentare una conciliazione si può' fare.
Anzi anche il giudice la "cercherà'" in prima udienza.
Cosi ho capito io, ma @Arcistufo la sa bene per davvero.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂
Più o meno questo.☝

A parte le battute, generalmente si oscilla tra un sincero tentativo di ricostruzione ed un altrettanto sincera aspirazione a mandare tutto all'aria.
È normalissimo.
Poi, dipende da come si è fatti, da come è fatta l'altra persona e dagli interessi in gioco.
Sinteticamente.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Ora è chiaro.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tu vorresti che lei strisciasse.
Ma nessuno striscia. Sarebbe una resa troppo umiliante. Tipo i giapponesi che poi facevano harakiri.
Assolutamente no, non è umiliazione, è assunzione piena di responsabilità: il riconoscimento della ferita e la disponibilità a ripararla senza minimizzare o spostare il focus altrove.

Se ti interessa, qui è spiegata bene:
 

feather

Utente tardo
Non credo lei potrà mai assumersi tutta la responsabilità. Una quota di colpa te l'ha assegnata per forza. Uno/a non tradisce se ha tutto quello gli serve nella relazione che ha. E se non ha tutto vuol dire che il compagno/a non gli sta dando qualcosa di importante.
È un'impossibilità logica l'assunzione di responsabilità totale
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Non credo lei potrà mai assumersi tutta la responsabilità. Una quota di colpa te l'ha assegnata per forza. Uno/a non tradisce se ha tutto quello gli serve nella relazione che ha. E se non ha tutto vuol dire che il compagno/a non gli sta dando qualcosa di importante.
È un'impossibilità logica l'assunzione di responsabilità totale
L’assunzione di responsabilità non riguarda il fatto di essersi sentita disconnessa (e quindi vulnerabile o disponibile al tradimento).

L’assunzione di responsabilità riguarda l’aver tradito. Soprattutto se poi vuoi tornare. È diverso se una persona dice: “Per me era finita, è finita e basta”. In quel caso non si parla di riparare, ma di chiudere.

Faccio un paragone forte con la violenza domestica, che è probabilmente la cosa più difficile da recuperare (con il tradimento subito dopo): se ti do uno schiaffo, può anche darsi che tu abbia detto qualcosa che mi ha fatto arrabbiare. Ma questo non mi giustifica a colpirti. Io sono pienamente responsabile della mia azione. Tu l’hai subita. Nulla di ciò che hai detto o fatto giustifica la mia reazione, né ti rende responsabile del mio gesto.

Allo stesso modo, se mi hai tradito, può darsi che io abbia fatto o detto qualcosa che ti ha fatto sentire distante o disconnessa.

Ma sei stata tu a scegliere di compiere un’azione che mi ha ferito profondamente. Di quella scelta sei responsabile. Io l’ho subita. Nulla di ciò che ti ho detto o fatto giustifica il tuo tradimento, né mi rende responsabile della tua decisione.

Salvo rarissime eccezioni, il tradimento non è responsabilità di chi viene tradito.

Così come la violenza non è mai colpa della vittima (se non in casi ancora più rari e del tutto eccezionali).
 
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ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Pero' l'assunzione di responsabilità' non e' per essersi sentita disconnessa (e quindi disponibile al tradimento).
L'assunzione di resposabilita' e' per avere tradito (visto che poi vuoi tornare, altrimenti diverso se uno dice: anche per me era finita, e' finita e quindi fine, non si ripara).

Facendo una paragone forte con la violenza domestica, che e' la cosa più difficile da recuperare (tradimento al secondo posto): se ti do uno schiaffone potrebbe anche esserci qualcosa che mi hai detto che mi ha fatto arrabbiare ma questo non mi giustifica a picchiarti. Quindi io sono pienamente responsabile della mia azione e tu la hai subita, nulla di cio' che mi hai detto fatto giustifica la mia reazione.

Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione.
Segui il consiglio di @Arcistufo che è del mestiere. Ora il punto è che non sai più se stai parlando con lei o con il suo avvocato per interposta persona, per cui prima chiudi bene la faccenda legale poi puoi discutere di tutto il resto, eventualmente
 

feather

Utente tardo
Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione (ne' ti rende responsabile).
Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"
Non sono d’accordo: il tradimento non è conseguenza automatica di una mancanza del partner. Una relazione può avere problemi (e su quelli possiamo fare il gioco delle percentuali) , ma ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile. Non si può mettere “percentuali di colpa”: il tradimento è responsabilità di chi lo fa.

Anzi, spesso il tradimento non ha nulla a che fare con il partner.
Non è vero che le coppie felici non tradiscono.
Dire “ti ho tradito perché mi hai fatto mancare 1234” significa che domani potresti sentire mancare 789, e saremmo di nuovo punto e a capo. Se si parte dal presupposto che il tradimento sia colpa di chi viene tradito, non si può davvero ricostruire nulla.
 
Ultima modifica:

Nicky

Utente di lunga data
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂 .
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.

Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.
 

feather

Utente tardo
ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile
Ma guarda che non sto cercando di giustificarla, ti sto dicendo come secondo me lo percepisce lei.
L'alternativa era divorziare e lei non lo voleva. Ha scelto la strada più comoda e vigliacca se vogliamo
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.
Riparare non significa cancellare il tradimento, ma assumersi pienamente la responsabilità e capire le cose nel profondo.
Significa riconoscere il dolore che si è causato, parlarne senza accusare e trovare modi nuovi per gestire la mancanza senza ferire l’altro.
Fatto questo si riprende in mano la relazione, al fine di ricostruire la connessione e comunicare meglio, con la promessa, vera e sentita, di non ritrovarsi piu' in questa situazione - perche' si gestira' la mancanza in maniera diversa.
 
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