Jim Cain
Utente di lunga data
Tu cosa vuoi ?Questo e' il consiglio di tutti gli amici piu' pragmatici.
E a volte anche il mio pensiero preferito.
(so già la risposta ma vediamo
Tu cosa vuoi ?Questo e' il consiglio di tutti gli amici piu' pragmatici.
E a volte anche il mio pensiero preferito.
Anch’io lo so.Tu cosa vuoi ?
(so già la risposta ma vediamo)
Cioè?Non è solo un discorso di pragmatismo, la gestione del tempo nella separazione è sempre a favore di uno dei due, mai di entrambi. Per portare a casa il risultato è essenziale non dare alle altre persone la possibilità di costruire sulla tua inerzia. Hai fatto benissimo a depositare la giudiziale.
Se la depositi poi vai davanti al giudice che la omologa e a quel punto devi seguire quello che prevede l'accordo, tipo uscire di casa con affido condiviso ecc ecc. Se non la depositi è come scritta nell'olio bollente: aria fritta. Però è vero che una volta omologata basta andare in comune per annullarla ufficialmente. Detto ciò diciamo che una giudiziale in contemporanea a una terapia è un po' come spegnere un'incendio con la benzina, per cui dovresti scegliere una o l'altra. Per come sono io, prima chiuderei la faccenda legale al più presto possibile, poi eventualmente, e solo se è lei che viene a Canossa, si può discutere di sentimenti ed eventuali riconciliazioni. Ma io sono io.. Per me sei sulla strada giusta comunqueDall’ultima volta che ho scritto sul blog, gli eventi principali sono stati questi:
La pantomima delle minacce e della paura è finalmente terminata. Ho dovuto fare un grande sforzo di autocontrollo: ho incassato per un po’, evitando qualsiasi motivo reale di lamentela e continuando a chiedere di riaprire un dialogo civile. Non tanto per noi, quanto per stabilizzare la vita delle bambine che, pur non avendo assistito a vere liti, hanno comunque respirato un clima pesante in casa: lei non mi rivolgeva nemmeno il saluto.
Dopo diverse insistenze e un episodio spiacevole davanti alle bambine (per il quale mi sono scusato con loro, davanti alla madre, e spero abbia fatto lo stesso), mia moglie ha accettato di incontrarmi per fare due passi e parlare.
Da lì la comunicazione è ripartita. Lei dice di non volersi separare, che tiene a noi e che siamo importanti per lei; è arrabbiata perché io non voglio “darci una possibilità”. Io le ho risposto che sono disposto ad aprire un dialogo sui nostri sentimenti. Ha proposto un percorso con un terapeuta e ho accettato.
Resta però il fatto che un percorso di recupero è faticoso e incerto. Per questo vorrei comunque una separazione depositata: se le cose andassero bene potremmo sempre riconciliarla; se invece non funzionasse, avremmo già una via d’uscita pronta.
Nel frattempo, non avendo mai ricevuto una proposta formale dal suo avvocato — se non lettere in cui mi si accusava di minacce — né una controproposta all’accordo che avevamo presentato, ho deciso di depositare la giudiziale.
Lei si è molto contrariata e ha nuovamente sospeso le comunicazioni. Dice che le nostre conversazioni la fanno stare troppo male e che, per ora, non riesce a parlare senza il supporto della terapia; poi, forse, le cose potranno cambiare.
La prossima settimana rientro e ci sarà il primo incontro con il terapeuta. Nel frattempo mi sto informando sui diversi approcci ai percorsi di riparazione. Non so se lei avrà davvero la forza e la volontà di fare la sua parte: soprattutto nella prima fase, quella in cui chi ha tradito deve assumersi pienamente la responsabilità di ciò che è accaduto, interrompere ogni ambiguità, mostrare trasparenza totale e saper accogliere il dolore e la rabbia dell’altro senza difendersi o minimizzare.
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.Cioè?
(so già la risposta ma vediamo)
No beh ditemelo voi allora, perche' io noAnch’io lo so.
Lei non farà nulla che non le convenga.No beh ditemelo voi allora, perche' io no.
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.
Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Tu vorresti che lei strisciasse.No beh ditemelo voi allora, perche' io no.
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.
Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Esatto, la stessa cosa che ha detto il mio avvocato.Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Più o meno questo.No beh ditemelo voi allora, perche' io no![]()
Ora è chiaro.Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Assolutamente no, non è umiliazione, è assunzione piena di responsabilità: il riconoscimento della ferita e la disponibilità a ripararla senza minimizzare o spostare il focus altrove.Tu vorresti che lei strisciasse.
Ma nessuno striscia. Sarebbe una resa troppo umiliante. Tipo i giapponesi che poi facevano harakiri.
L’assunzione di responsabilità non riguarda il fatto di essersi sentita disconnessa (e quindi vulnerabile o disponibile al tradimento).Non credo lei potrà mai assumersi tutta la responsabilità. Una quota di colpa te l'ha assegnata per forza. Uno/a non tradisce se ha tutto quello gli serve nella relazione che ha. E se non ha tutto vuol dire che il compagno/a non gli sta dando qualcosa di importante.
È un'impossibilità logica l'assunzione di responsabilità totale
Segui il consiglio di @Arcistufo che è del mestiere. Ora il punto è che non sai più se stai parlando con lei o con il suo avvocato per interposta persona, per cui prima chiudi bene la faccenda legale poi puoi discutere di tutto il resto, eventualmentePero' l'assunzione di responsabilità' non e' per essersi sentita disconnessa (e quindi disponibile al tradimento).
L'assunzione di resposabilita' e' per avere tradito (visto che poi vuoi tornare, altrimenti diverso se uno dice: anche per me era finita, e' finita e quindi fine, non si ripara).
Facendo una paragone forte con la violenza domestica, che e' la cosa più difficile da recuperare (tradimento al secondo posto): se ti do uno schiaffone potrebbe anche esserci qualcosa che mi hai detto che mi ha fatto arrabbiare ma questo non mi giustifica a picchiarti. Quindi io sono pienamente responsabile della mia azione e tu la hai subita, nulla di cio' che mi hai detto fatto giustifica la mia reazione.
Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione.
Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione (ne' ti rende responsabile).
Non sono d’accordo: il tradimento non è conseguenza automatica di una mancanza del partner. Una relazione può avere problemi (e su quelli possiamo fare il gioco delle percentuali) , ma ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile. Non si può mettere “percentuali di colpa”: il tradimento è responsabilità di chi lo fa.Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"
Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.No beh ditemelo voi allora, perche' io no.
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.
Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Ma guarda che non sto cercando di giustificarla, ti sto dicendo come secondo me lo percepisce lei.ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile
Riparare non significa cancellare il tradimento, ma assumersi pienamente la responsabilità e capire le cose nel profondo.Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.