La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Esatto, la stessa cosa che ha detto il mio avvocato.
Depositata la giudiziale tu metti in chiaro che ti separi per questa ragione.
Poi se nel frattempo, dopo aver depositato e nel tempo che si va all'udienza, si vuole anche tentare una conciliazione si può' fare.
Anzi anche il giudice la "cercherà'" in prima udienza.
Cosi ho capito io, ma @Arcistufo la sa bene per davvero.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂
Più o meno questo.☝

A parte le battute, generalmente si oscilla tra un sincero tentativo di ricostruzione ed un altrettanto sincera aspirazione a mandare tutto all'aria.
È normalissimo.
Poi, dipende da come si è fatti, da come è fatta l'altra persona e dagli interessi in gioco.
Sinteticamente.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Per dirtene una, il tradimento perdonato nel 99% dei casi non dà luogo ad addebito.
Il percorso fatto in due davanti al terapeuta può essere usato per portare a casa argomenti utili alla difesa.
Meglio menare subito se vuoi menare.
Poi ai figli ci pensi, ma da una situazione chiara.
Ora è chiaro.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tu vorresti che lei strisciasse.
Ma nessuno striscia. Sarebbe una resa troppo umiliante. Tipo i giapponesi che poi facevano harakiri.
Assolutamente no, non è umiliazione, è assunzione piena di responsabilità: il riconoscimento della ferita e la disponibilità a ripararla senza minimizzare o spostare il focus altrove.

Se ti interessa, qui è spiegata bene:
 

feather

Utente tardo
Non credo lei potrà mai assumersi tutta la responsabilità. Una quota di colpa te l'ha assegnata per forza. Uno/a non tradisce se ha tutto quello gli serve nella relazione che ha. E se non ha tutto vuol dire che il compagno/a non gli sta dando qualcosa di importante.
È un'impossibilità logica l'assunzione di responsabilità totale
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Non credo lei potrà mai assumersi tutta la responsabilità. Una quota di colpa te l'ha assegnata per forza. Uno/a non tradisce se ha tutto quello gli serve nella relazione che ha. E se non ha tutto vuol dire che il compagno/a non gli sta dando qualcosa di importante.
È un'impossibilità logica l'assunzione di responsabilità totale
L’assunzione di responsabilità non riguarda il fatto di essersi sentita disconnessa (e quindi vulnerabile o disponibile al tradimento).

L’assunzione di responsabilità riguarda l’aver tradito. Soprattutto se poi vuoi tornare. È diverso se una persona dice: “Per me era finita, è finita e basta”. In quel caso non si parla di riparare, ma di chiudere.

Faccio un paragone forte con la violenza domestica, che è probabilmente la cosa più difficile da recuperare (con il tradimento subito dopo): se ti do uno schiaffo, può anche darsi che tu abbia detto qualcosa che mi ha fatto arrabbiare. Ma questo non mi giustifica a colpirti. Io sono pienamente responsabile della mia azione. Tu l’hai subita. Nulla di ciò che hai detto o fatto giustifica la mia reazione, né ti rende responsabile del mio gesto.

Allo stesso modo, se mi hai tradito, può darsi che io abbia fatto o detto qualcosa che ti ha fatto sentire distante o disconnessa.

Ma sei stata tu a scegliere di compiere un’azione che mi ha ferito profondamente. Di quella scelta sei responsabile. Io l’ho subita. Nulla di ciò che ti ho detto o fatto giustifica il tuo tradimento, né mi rende responsabile della tua decisione.

Salvo rarissime eccezioni, il tradimento non è responsabilità di chi viene tradito.

Così come la violenza non è mai colpa della vittima (se non in casi ancora più rari e del tutto eccezionali).
 
Ultima modifica:

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Pero' l'assunzione di responsabilità' non e' per essersi sentita disconnessa (e quindi disponibile al tradimento).
L'assunzione di resposabilita' e' per avere tradito (visto che poi vuoi tornare, altrimenti diverso se uno dice: anche per me era finita, e' finita e quindi fine, non si ripara).

Facendo una paragone forte con la violenza domestica, che e' la cosa più difficile da recuperare (tradimento al secondo posto): se ti do uno schiaffone potrebbe anche esserci qualcosa che mi hai detto che mi ha fatto arrabbiare ma questo non mi giustifica a picchiarti. Quindi io sono pienamente responsabile della mia azione e tu la hai subita, nulla di cio' che mi hai detto fatto giustifica la mia reazione.

Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione.
Segui il consiglio di @Arcistufo che è del mestiere. Ora il punto è che non sai più se stai parlando con lei o con il suo avvocato per interposta persona, per cui prima chiudi bene la faccenda legale poi puoi discutere di tutto il resto, eventualmente
 

feather

Utente tardo
Analogamente se mi hai tradito, io avro' fatto o detto qualcosa che ti ha fatto disconnettere.
Ma tu hai deciso di intraprendere un azione che mi ha ferito profondamente e ne sei responsabile, io l'ho subita e nulla di cio' che ti ho detto o fatto giustifica la tua reazione (ne' ti rende responsabile).
Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Certo ma quell'azione sbagliata è diretta conseguenza della tua mancanza. Il resto è giocare con le percentuali. "È più colpa mia che tua" "Ho sbagliato ma"
Non sono d’accordo: il tradimento non è conseguenza automatica di una mancanza del partner. Una relazione può avere problemi (e su quelli possiamo fare il gioco delle percentuali) , ma ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile. Non si può mettere “percentuali di colpa”: il tradimento è responsabilità di chi lo fa.

Anzi, spesso il tradimento non ha nulla a che fare con il partner.
Non è vero che le coppie felici non tradiscono.
Dire “ti ho tradito perché mi hai fatto mancare 1234” significa che domani potresti sentire mancare 789, e saremmo di nuovo punto e a capo. Se si parte dal presupposto che il tradimento sia colpa di chi viene tradito, non si può davvero ricostruire nulla.
 
Ultima modifica:

Nicky

Utente di lunga data
No beh ditemelo voi allora, perche' io no 😂 .
Se vedessi venire da lei una forte presa di responsabilità', voglia di riparare e insieme creare qualcosa di nuovo penso che potrei farlo.
Pero' non e' una vera e propria decisione.

Io adesso voglio mandare avanti la separazione e intanto il dialogo con lei: e vedere quello che ne viene fuori.
Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.
 

feather

Utente tardo
ci sono sempre alternative — parlarne, cambiare, prendere distanza. Tradire resta una scelta individuale e di chi la compie, non una reazione inevitabile
Ma guarda che non sto cercando di giustificarla, ti sto dicendo come secondo me lo percepisce lei.
L'alternativa era divorziare e lei non lo voleva. Ha scelto la strada più comoda e vigliacca se vogliamo
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma concretamente come può riparare? Secondo me una lesione così è irreparabile.
Riparare non significa cancellare il tradimento, ma assumersi pienamente la responsabilità e capire le cose nel profondo.
Significa riconoscere il dolore che si è causato, parlarne senza accusare e trovare modi nuovi per gestire la mancanza senza ferire l’altro.
Fatto questo si riprende in mano la relazione, al fine di ricostruire la connessione e comunicare meglio, con la promessa, vera e sentita, di non ritrovarsi piu' in questa situazione - perche' si gestira' la mancanza in maniera diversa.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma guarda che non sto cercando di giustificarla, ti sto dicendo come secondo me lo percepisce lei.
L'alternativa era divorziare e lei non lo voleva. Ha scelto la strada più comoda e vigliacca se vogliamo
Ah scusami, avevo capito fosse il tuo pensiero (generale, non riferito alla situazione).
Oh si e' possibile quello che dici, infatti sono in attesa di capire questo e mando avanti il divorzio.
Se la sua posizione sara' quella che descrivi, dritti verso la separazione (che sta andando avanti).
Ma sono aperto ad avere sorprese dalla terapia.
Anche perché' a oggi non ho avuta nessuna spiegazione tranne "ho sbagliato", affermato in modi piu o meno forti.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ah scusami, avevo capito fosse il tuo pensiero (generale, non riferito alla situazione).
Oh si e' possibile quello che dici, infatti sono in attesa di capire questo e mando avanti il divorzio.
Se la sua posizione sara' quella che descrivi, dritti verso la separazione (che sta andando avanti).
Ma sono aperto ad avere sorprese dalla terapia.
Tipo?
 

Nicky

Utente di lunga data
Riparare non significa cancellare il tradimento, ma assumersi pienamente la responsabilità e capire le cose nel profondo.
Significa riconoscere il dolore che si è causato, parlarne senza accusare e trovare modi nuovi per gestire la mancanza senza ferire l’altro.
Fatto questo si riprende in mano la relazione, al fine di ricostruire la connessione e comunicare meglio, con la promessa, vera e sentita, di non ritrovarsi piu' in questa situazione - perche' si gestira' la mancanza in maniera diversa.
Mi sembra molto astratto, anche perché è una cosa che può essere fatta, se il tradimento nasce da una crisi di coppia.
Ma se nasce da un'esigenza personale, come hai sempre detto, è un problema suo capire come gestire le sue esigenze personali in modo meno rovinoso e avvilente per te. E come fa a riconnettersi, se sei tu quello che ora si è sconnesso, non riconoscendola più?
 

feather

Utente tardo
non ho avuta nessuna spiegazione tranne "ho sbagliato",
Perché non può dirti il "ma" alla fine.
Lei ti ha tagliato fuori dai giochi, ti ha escluso da una concertazione che ha portato a trovare la soluzione che poi ha messo in atto.
Ma anche qui, ti ha escluso perché convinta, a torto o a ragione, di non avere spazi di manovra con te.
E si ritorna sempre al concorso di colpa.
Dal suo punto d'osservazione quello che ha fatto era l'unica strada percorribile.
Per questo aspettarsi un mea culpa totale... secondo me non accadrà mai, ne con lei ne nessun altra.
E qui mi piacerebbe avere l'opinione di @danny a riguardo
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Perché non può dirti il "ma" alla fine.
Lei ti ha tagliato fuori dai giochi, ti ha escluso da una concertazione che ha portato a trovare la soluzione che poi ha messo in atto.
Ma anche qui, ti ha escluso perché convinta, a torto o a ragione, di non avere spazi di manovra con te.
E si ritorna sempre al concorso di colpa.
Dal suo punto d'osservazione quello che ha fatto era l'unica strada percorribile.
Per questo aspettarsi un mea culpa totale... secondo me non accadrà mai, ne con lei ne nessun altra.
E qui mi piacerebbe avere l'opinione di @danny a riguardo
Non aveva preso le botte invece delle scuse?
 

hammer

Utente di lunga data
Io ogni giorno sto un po’ meglio. Continuo la mia terapia, ho ritrovato una buona concentrazione sul lavoro e, a casa, riesco di nuovo a concedermi spazi miei e un po' di svago

Eppure dentro di me convivono stati d’animo molto contrastanti. Da un lato ci sono ancora sentimenti forti per lei; a volte mi chiedo se abbia senso “buttare tutto all’aria”. Per questo tengo la porta socchiusa a una possibile riparazione — ma ho bisogno di vedere qualcosa di concreto, di diverso, da parte sua.

Al momento non lo vedo. E allora riaffiorano la rabbia e il dolore, ancora intensi.

È come avere due animali nella testa: uno custodisce l’amore ricevuto, i ricordi, la complicità; l’altro porta i segni del tradimento, le immagini e i comportamenti che non si possono cancellare. So che sono entrambi reali. Il problema è farli restare nello stesso spazio senza che si sbranino.

A volte mi sembra di essere io l’arena stessa, più che uno dei due animali: un luogo in cui amore e ferita si fronteggiano.
Mi sento di dover decidere quale alimentare per farlo vincere sull'altro, ma forse in realta' l'unica via d'uscita e' farli convivere.
Tra il dire e il fare pero'....
Non so che dire.
Al tuo posto sarei già svanito da un pezzo, in chissà quale altra relazione, e avrei lasciato ai miei legali l'ingrato compito di interfacciarsi con lei.
 

Nicky

Utente di lunga data
Perché non può dirti il "ma" alla fine.
Lei ti ha tagliato fuori dai giochi, ti ha escluso da una concertazione che ha portato a trovare la soluzione che poi ha messo in atto.
Ma anche qui, ti ha escluso perché convinta, a torto o a ragione, di non avere spazi di manovra con te.
Questo però, volendo, può portare ad aprire un confronto.
Magari è quello su cui vuole lavorare il terapeuta, far uscire il ma nel modo giusto.
 
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