Rabbia e commozione

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
Tutti pensano che avere un solo figlio e perderlo restando da soli sia un dolore insuperabile.
Soprattutto se con quel figlio ci hai vissuto 20, 30 anni.
E' una parte della tua vita.
Non ne esci più.
E' diverso dall'avere ancora una speranza nella vita.
E' la speranza che ti tiene vivo dopo la perdita.
Ma se non hai speranza, e resti solo, la tua vita è devastata.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non vedo il nesso tra il fare altri figli o avere una nuova moglie e non amare il figlio morto
Ogni perdita richiede una elaborazione del lutto.
Ognuno elabora come può.
E ognuno si tiene il dolore in un angolo segreto.
Come si va avanti è ugualmente individuale.
Certamente è terribile elaborare la morte di un figlio. La cosa peggiore è sentirsi in qualche modo responsabile, anche se senza ragione.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Tutti pensano che avere un solo figlio e perderlo restando da soli sia un dolore insuperabile.
Soprattutto se con quel figlio ci hai vissuto 20, 30 anni.
E' una parte della tua vita.
Non ne esci più.
E' diverso dall'avere ancora una speranza nella vita.
E' la speranza che ti tiene vivo dopo la perdita.
Ma se non hai speranza, e resti solo, la tua vita è devastata.
Una mia amica ha perso il fratello quando lui aveva 12 anni. Inutile dire che i genitori siano rimasti fermi a quel giorno. La casa è tappezzata di foto giganti, fiori e madonnine. Quando entri nella sua camera senti proprio il dolore, il letto è ancora fatto, sembra come se da un momento all altro dovesse tornare. Veramente straziante.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Una mia amica ha perso il fratello quando lui aveva 12 anni. Inutile dire che i genitori siano rimasti fermi a quel giorno. La casa è tappezzata di foto giganti, fiori e madonnine. Quando entri nella sua camera senti proprio il dolore, il letto è ancora fatto, sembra come se da un momento all altro dovesse tornare. Veramente straziante.
Questo accade a chi non è stato in grado di elaborare il dolore.
Anche altri lutti sono molto gravi.
Nella scuola sotto casa, dove sono andati i miei figli, a una bidella era morto un figlio piccolo. Ma lei non parlava d’altro, anche ai bambini. Non è una reazione sana.
E non c’entra la possibilità di sostituzione o no. Non si può sostituire nessuno, ogni persona è diversa e unica.
Bisogna accettare la realtà.
Chi ha subito una perdita inconsolabile cerca di trasformare il dolore in impegno per gli altri.
Credo che sia il modo migliore.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Questo accade a chi non è stato in grado di elaborare il dolore.
Anche altri lutti sono molto gravi.
Nella scuola sotto casa, dove sono andati i miei figli, a una bidella era morto un figlio piccolo. Ma lei non parlava d’altro, anche ai bambini. Non è una reazione sana.
E non c’entra la possibilità di sostituzione o no. Non si può sostituire nessuno, ogni persona è diversa e unica.
Bisogna accettare la realtà.
Chi ha subito una perdita inconsolabile cerca di trasformare il dolore in impegno per gli altri.
Credo che sia il modo migliore.
Si infatti probabilmente è anche controproducente lasciare la camera immacolata o piena di fiori e ricordi. Però alcuni hanno bisogno di molto tempo per accettare e lasciare andare.
 

danny

Utente di lunga data
Si infatti probabilmente è anche controproducente lasciare la camera immacolata o piena di fiori e ricordi. Però alcuni hanno bisogno di molto tempo per accettare e lasciare andare.
Conosco persone a cui è capitata questa tragedia.
Non basta una vita.
Non mi permetto né di giudicare né di consigliare, è qualcosa di innaturale.
Se poi a una persona togli la speranza di rifarsi una vita, oltre che l'affetto, è quanto di peggio possa capitare.
Pensate a tutti quelli che hanno visto partire il proprio figlio, ucraino o russo, in guerra.
A quelli, israeliani o palestinesi, che hanno visto ucciso il figlio.
In questi casi l'odio è una consolazione.
 

Barebow

Utente di lunga data
Conosco persone a cui è capitata questa tragedia.
Non basta una vita.
Non mi permetto né di giudicare né di consigliare, è qualcosa di innaturale.
Se poi a una persona togli la speranza di rifarsi una vita, oltre che l'affetto, è quanto di peggio possa capitare.
Pensate a tutti quelli che hanno visto partire il proprio figlio, ucraino o russo, in guerra.
A quelli, israeliani o palestinesi, che hanno visto ucciso il figlio.
In questi casi l'odio è una consolazione.
Come ho già detto, il figlio di mio fratello è morto a due anni per neuroblastoma, una tragedia.
In più lui era infermiere e il figlio era ricoverato dove lavorava.
Però hanno superato la perdita ed hanno avuto un altra figlia.
 

danny

Utente di lunga data
Come ho già detto, il figlio di mio fratello è morto a due anni per neuroblastoma, una tragedia.
In più lui era infermiere e il figlio era ricoverato dove lavorava.
Però hanno superato la perdita ed hanno avuto un altra figlia.
CHi conosco ha perso il figlio a 20 anni, incidente stradale.
Per fortuna avevano un altro figlio che ha poi dato loro dei nipoti.
 

Angie17

Utente di lunga data
Un chirurgo in una intervista ha spiegato che la prassi o la regola come la vuoi chiamare è quella.
Quando il nuovo organo arriva in ospedale il paziente deve essere già espiantato e pronto per il trapianto.
No non è così.
Si inizia l'operazione per l'espianto, ma l'espianto vero e proprio avviene, dato che è azione irreversibile, solo nel momento che il nuovo cuore è in sala operatoria, ed il chirurgo che procederà al trapianto ha controllato che il cuore del donatore sia nelle condizioni per essere trapiantato, NON prima. Questa è la norma e la regola.
Ci sarà poi da chiarire perché il Monaldi nonostante sia sotto la soglia minima dei trapianti di cuore (di cui due falliti), e le sue criticità siano da tempo note, abbia preso in carico questo trapianto.
Senza nulla togliere a Bolzano, dove dovrà essere trovato il/i responsabili che si sono premurati di aggiungere ghiaccio secco nel contenitore preposto, visto che il ghiaccio normale era terminato, dato che al bimbo donatore erano stati espiantati più organi.

Penso anche al dolore dei genitori del bimbo donatore.. è stato letteralmente "gettato via" un cuore, ed il dono ultimo di un bimbo che ci ha lasciato per sempre.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si infatti probabilmente è anche controproducente lasciare la camera immacolata o piena di fiori e ricordi. Però alcuni hanno bisogno di molto tempo per accettare e lasciare andare.
Quelli della camera intatta hanno probabilmente qualche senso di colpa, anche per normale distrazione o concessione di spazi di libertà o di sottovalutazione di sintomi, che li fa accettare la mancanza solo preparando il ritorno impossibile.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Conosco persone a cui è capitata questa tragedia.
Non basta una vita.
Non mi permetto né di giudicare né di consigliare, è qualcosa di innaturale.
Se poi a una persona togli la speranza di rifarsi una vita, oltre che l'affetto, è quanto di peggio possa capitare.
Pensate a tutti quelli che hanno visto partire il proprio figlio, ucraino o russo, in guerra.
A quelli, israeliani o palestinesi, che hanno visto ucciso il figlio.
In questi casi l'odio è una consolazione.
L’odio viene usato molto frequentemente.
 
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