La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Egoismo è un termine neutro. Non è automaticamente una parolaccia morale.

Uno dei passi più significativi della società occidentale è proprio aver sdoganato l’idea di un egoismo sano. In gran parte del mondo l’etica è ancora dominata dall’appartenenza: prima la famiglia, prima il clan, prima la comunità. E l’individuo si adegua.

Noi invece — nel bene e nel male — siamo individui che cercano la felicità a livello individuale. Non collettivo. Perché nelle strutture collettive, famiglia in primis, spesso si finisce per sacrificare la propria dimensione personale a favore di un “capo” che, guarda caso, poi si fa i cazzi suoi.

Per questo trovo più onesto giocarsela come stiamo facendo noi occidentali del 2026: ognuno responsabile della propria felicità.

Precipitando il discorso nella coppia: l’egoismo del tradito e quello del traditore si equivalgono. Sono due tentativi di proteggere il proprio equilibrio.

È sanissimo non voler vivere in uno stato di vigilanza permanente.
È sanissimo dire: questo prezzo non lo pago.

Se la bionda mi mettesse le corna dopo averci promessi l’esclusiva, certo che valuterei di lasciarla. Ma non per farmi araldo della giustizia cosmica. Non per punire. Non per dare l’esempio al mondo.

Lo farei per non stare male io. E in caso decidessi che sto peggio a lasciarla, resterei
Ed in ogni caso mi chiederei se le cazzate e quali cazzate ho fatto io per portarla a guardare fuori. Ma la valutazione la fai su di te, non sul mondo perché quel che è giusto è giusto.
Capisco il tuo discorso sull'egoismo sano e sulla ricerca della felicità individuale, ma secondo me confondi le infrazioni a leggi ordinarie con l'eversione del sistema. In una coppia, le mancanze di rispetto quotidiane, i litigi, le pigrizie, i caratteracci ecc ecc sono come violazioni a leggi ordinarie: se ne discute, si ""sanziona"", si media, ma restando dentro l'atto costitutivo del 'noi'. Il tradimento, invece, non è una violazione delle regole: è un atto contro la costituzione della coppia. Non è un colpo di stato plateale, è un'attività eversiva sottotraccia: è come se il tuo alleato, mentre firma trattati di pace con te, sabotasse segretamente le fondamenta della casa comune. Lo 'sgamo' non è tanto l'errore del traditore, ma è il momento in cui i sensori rilevano che le fondamenta sono già state minate. L'egoismo del traditore è quello di chi vuole i benefici del patto (stabilità, facciata, affetti) mentre lo svuota di senso alle spalle dell'altro. Il mio è l'egoismo di chi dice: 'Una volta scoperto che l'alleato è un infiltrato, il patto è nullo'. Se decidi di restare perché 'staresti peggio a lasciarla', non stai facendo una valutazione razionale tra pari, stai accettando di vivere in un sistema dove la tua dignità è stata declassata a variabile di aggiustamento. Accettare un tradimento conclamato è una zerbinata istituzionalizzata: firmi un nuovo contratto in cui accetti che l'altro abbia il diritto di eversione e tu solo l'onere dell'adattamento. Per me resta un'equazione binaria: o c'è il rispetto (e quindi la reazione al torto), o c'è la sottomissione (il perdono post-sgamo). Una volta che la costituzione è stata stracciata, non si discute sulle 'cazzate fatte' per portarla a guardare fuori, si prende atto che lo stato è caduto e si evacua.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E' corretto dal punto di vista razionale, ma, soprattutto per una donna, la componente emotiva fa sbarellare chi non ha mai vissuto l'esperienza e non capisce nemmeno cosa prova.

E, preciso, non sto parlando né giustificando mia moglie, dato che qui si pensa che mi riferisca sempre a lei.

Se ci riferiamo a chi ha consapevolezza di sè, e sa come muoversi, il tuo discorso fila.

Ma non ci arrivi per caso.

O ti fai l'esperienza, e sbagli, o qualcuno ti fa da guida la prima volta.

Ma anche lì, fare da guida a una donna piena di paure e di dubbi, deve valerne veramente la pena.

Quindi chi tradisce la prima volta corre tutti i rischi dell'inesperienza.
Eh no.

Io ho sbloccato un sacco di donne bloccate.
E ho portato più di una sedicente “fedelissima” a fare il primo passo.

Mi sono sempre preoccupato — e occupato — che non mandassero a puttane la loro storia principale. E ti assicuro che, rispetto ai mariti, per loro era come fare il primo giro in Ferrari dopo una vita in 500.

Un paio, e ti parlo di donne intelligenti perché a me se non sono intelligenti non interessano proprio, anni dopo mi hanno detto che come le avevo scopate io non le aveva mai scopate nessuno.

All’epoca ero giovane e fico, quindi lo davo per scontato. :LOL:

Ma anche nell’ubriacatura generale c’era sempre lucidità. Cura del rapporto legittimo. Mai volontà di distruggere.

Con una che lavorava in ufficio, con orari e tragitti fissi, avevamo affittato una casetta microscopica a due spicci in mezzo al nulla, a due passi dall’azienda. Lei si sganciava in pausa pranzo o quando poteva.

Più di una volta mi sono fatto 30 km per essere bidonato all’ultimo perché aveva un’emergenza. Così come è successo a lei.

Questo per dirti che l’amante, se è intelligente, non è un detonatore. È uno che guida.

Non mi sono mai caricato gente fuori di testa.
Perché quella porta guai a tutti.

E su un’altra cosa ti dico una verità scomoda.

Finché non interiorizzi che tua moglie è un relitto sotto ogni punto di vista e che sei stato tu a scegliere lei, da certi loop non esci.

Non è l’inesperienza che ti tiene dentro.
È il non voler guardare in faccia la scelta che hai fatto.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Vabbè, ma mica stai con un idolo.
Che devi adorare in una donna?
A me dà l'idea di mostrarsi inferiori quando si adora qualcuno.
Lo si apprezza, questo sì.
Anche qui : che questa obiezione provenga da te mi suona strano, ti ho sempre letto parecchio adorante nei confronti di tua moglie.
E poi : idolo o no, sono posizioni piuttosto comuni, indipendentemente dal fatto che siano giuste o sbagliate.
 

Gaia

Utente di lunga data
Io non sempre.
Non è affatto possibile.
Io mio telefono era sempre raggiungibile. Quando non lo è (anche ora) io lo avviso e gli dico di chiamare al mio telefono di lavoro che invece mannaggia la miseria prende sempre.
Cioè i miei comportamenti non sono affatto mutati.
la nostra casa era sempre linda e pinta, mi occupavo dei suoi secondo schemi orari precedentemente predisposti, lavoravo.
Nell’intimità pure non era cambiato nulla ne’ come frequenza ne’ come passione.
ma non è che me lo imponessi sia chiaro.
per il resto il fatto di essere sempre di corsa giustificava il mio essere talvolta distratta.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Capisco il tuo discorso sull'egoismo sano e sulla ricerca della felicità individuale, ma secondo me confondi le infrazioni a leggi ordinarie con l'eversione del sistema. In una coppia, le mancanze di rispetto quotidiane, i litigi, le pigrizie, i caratteracci ecc ecc sono come violazioni a leggi ordinarie: se ne discute, si ""sanziona"", si media, ma restando dentro l'atto costitutivo del 'noi'. Il tradimento, invece, non è una violazione delle regole: è un atto contro la costituzione della coppia. Non è un colpo di stato plateale, è un'attività eversiva sottotraccia: è come se il tuo alleato, mentre firma trattati di pace con te, sabotasse segretamente le fondamenta della casa comune. Lo 'sgamo' non è tanto l'errore del traditore, ma è il momento in cui i sensori rilevano che le fondamenta sono già state minate. L'egoismo del traditore è quello di chi vuole i benefici del patto (stabilità, facciata, affetti) mentre lo svuota di senso alle spalle dell'altro. Il mio è l'egoismo di chi dice: 'Una volta scoperto che l'alleato è un infiltrato, il patto è nullo'. Se decidi di restare perché 'staresti peggio a lasciarla', non stai facendo una valutazione razionale tra pari, stai accettando di vivere in un sistema dove la tua dignità è stata declassata a variabile di aggiustamento. Accettare un tradimento conclamato è una zerbinata istituzionalizzata: firmi un nuovo contratto in cui accetti che l'altro abbia il diritto di eversione e tu solo l'onere dell'adattamento. Per me resta un'equazione binaria: o c'è il rispetto (e quindi la reazione al torto), o c'è la sottomissione (il perdono post-sgamo). Una volta che la costituzione è stata stracciata, non si discute sulle 'cazzate fatte' per portarla a guardare fuori, si prende atto che lo stato è caduto e si evacua.
La tua gerarchia delle fonti è quella che fa comodo a te.

Nessuno tradisce perché l’altro non si leva le scarpe quando entra in casa. Quelle sono le gag da palcoscenico. È satira, non realtà.

Si tradisce quando non ti senti visto per quello che sei.

Non per le “leggi ordinarie” violate.
Perché la costituzione, come la chiami tu, è già diventata carta da parati.

Io la vedo così: stare con qualcuno che non ti vede davvero — nonostante tu ti stia sbattendo per la coppia — è il peccato originale. È lì che il sistema è già crollato. Il tradimento è solo la manifestazione.

Tu lo leggi come eversione.
Io lo leggo come sintomo.

E in questo scenario, permetterti di continuare a respirare la mia aria al prezzo di qualche corda ben tesa è già una concessione. Perché se uno non ti vede per quello che sei, dovresti scaricarlo come si tira lo sciacquone. Senza appello.

Ti faccio una domanda brutale: perché non mi sono mai fatto la minima questione morale nel tirare fuori la pornostar nascosta dentro tante “brave madri di famiglia”?

Perché chi avrebbe dovuto vederle non l’ha fatto.
Si è accontentato della superficie.

E quando tu vivi anni con qualcuno che guarda solo la superficie, la costituzione è già stata tradita prima ancora delle corna.

Tu dici: o rispetto o sottomissione.
Io dico: o mi vedi o non esisti.
 

Gaia

Utente di lunga data
La tua gerarchia delle fonti è quella che fa comodo a te.

Nessuno tradisce perché l’altro non si leva le scarpe quando entra in casa. Quelle sono le gag da palcoscenico. È satira, non realtà.

Si tradisce quando non ti senti visto per quello che sei.

Non per le “leggi ordinarie” violate.
Perché la costituzione, come la chiami tu, è già diventata carta da parati.

Io la vedo così: stare con qualcuno che non ti vede davvero — nonostante tu ti stia sbattendo per la coppia — è il peccato originale. È lì che il sistema è già crollato. Il tradimento è solo la manifestazione.

Tu lo leggi come eversione.
Io lo leggo come sintomo.

E in questo scenario, permetterti di continuare a respirare la mia aria al prezzo di qualche corda ben tesa è già una concessione. Perché se uno non ti vede per quello che sei, dovresti scaricarlo come si tira lo sciacquone. Senza appello.

Ti faccio una domanda brutale: perché non mi sono mai fatto la minima questione morale nel tirare fuori la pornostar nascosta dentro tante “brave madri di famiglia”?

Perché chi avrebbe dovuto vederle non l’ha fatto.
Si è accontentato della superficie.

E quando tu vivi anni con qualcuno che guarda solo la superficie, la costituzione è già stata tradita prima ancora delle corna.

Tu dici: o rispetto o sottomissione.
Io dico: o mi vedi o non esisti.
Talvolta non vuoi essere visto per quel che sei.
Ad esempio se sei stato sempre centrato, non vuoi che gli altri (compreso tuo marito) vedano che sei fragile come tutti all’occasione.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sono d'accordo in parte. C'è chi tradisce per il gusto di farlo. Un gioco a cui non sa rinunciare.
Sì, ho capito cosa intendi.

Ma quelli sono casi da reparto, quanti saranno? L’uno per cento?

Il tradimento è una faccenda complessa, altrimenti questo posto non avrebbe tutto questo successo. Se fosse solo “mi piace il gioco”, non staremmo qui a smontarlo da anni pezzo per pezzo.

I superficiali esistono. Esistono nella coppia, esistono nelle corna. Ma sono minoranza.

Certo, se sei uno che sta undici mesi l’anno in giro per il mondo e poi torna a casa ogni tanto a giocare al gioco chiamato famiglia, lì non parlerei nemmeno di tradimento. Lì è proprio un altro schema.

Non è la famiglia che viene puntellata dall’amante.
È la tua vita nomade che viene puntellata dalla famiglia.

Ti serve il porto sicuro. La base. Lo stagno in cui tornare dopo aver fatto l’oceano.

Ed è quella roba un po’ triste di cui parlava ieri @Gaia: quello che dopo aver attraversato il mondo torna a sentirsi importante nello stagno.

Ma dai, quella è gente poca e malinconica.
E se ci inciampi, non analizzi. Scappi.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
La tua gerarchia delle fonti è quella che fa comodo a te.

Nessuno tradisce perché l’altro non si leva le scarpe quando entra in casa. Quelle sono le gag da palcoscenico. È satira, non realtà.

Si tradisce quando non ti senti visto per quello che sei.

Non per le “leggi ordinarie” violate.
Perché la costituzione, come la chiami tu, è già diventata carta da parati.

Io la vedo così: stare con qualcuno che non ti vede davvero — nonostante tu ti stia sbattendo per la coppia — è il peccato originale. È lì che il sistema è già crollato. Il tradimento è solo la manifestazione.

Tu lo leggi come eversione.
Io lo leggo come sintomo.

E in questo scenario, permetterti di continuare a respirare la mia aria al prezzo di qualche corda ben tesa è già una concessione. Perché se uno non ti vede per quello che sei, dovresti scaricarlo come si tira lo sciacquone. Senza appello.

Ti faccio una domanda brutale: perché non mi sono mai fatto la minima questione morale nel tirare fuori la pornostar nascosta dentro tante “brave madri di famiglia”?

Perché chi avrebbe dovuto vederle non l’ha fatto.
Si è accontentato della superficie.

E quando tu vivi anni con qualcuno che guarda solo la superficie, la costituzione è già stata tradita prima ancora delle corna.

Tu dici: o rispetto o sottomissione.
Io dico: o mi vedi o non esisti.
Non esiste 'peccato originale' che giustifichi la clandestinità IMHO. Se non mi vedi, me ne vado. Se resto e ti tradisco, sto solo cercando di avere la botte ubriaca e la moglie piena pienotta. E qui torniamo alla mia equazione: se io scopro che hai scelto la clandestinità invece della franchezza di un addio, per me non sei una 'vittima della mia cecità', sei un alleato che ha preferito il sabotaggio al confronto. E con un sabotatore non si ricostituisce nulla, si chiude e basta
 

danny

Utente di lunga data
Anche qui : che questa obiezione provenga da te mi suona strano, ti ho sempre letto parecchio adorante nei confronti di tua moglie.
E poi : idolo o no, sono posizioni piuttosto comuni, indipendentemente dal fatto che siano giuste o sbagliate.
Ma che mia moglie mi sia piaciuta è fuor di dubbio.
Intelligente, sufficientemente affine con quello che ero a 20/30 anni, un fisico che a me lo faceva venire duro ogni volta che la vedevo nuda, precisa e puntuale, in grado di gestire le uscite dai binari che avevo da ragazzo...
Ma non è adorare, è apprezzare.
La differenza sta nel fatto che ti rendi conto dei limiti della persona con cui stai, la comprendi nella sua umanità, non ne fai una divinità.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Talvolta non vuoi essere visto per quel che sei.
Ad esempio se sei stato sempre centrato, non vuoi che gli altri (compreso tuo marito) vedano che sei fragile come tutti all’occasione.
E vai a piagne dall'amante?
Ti chiudi e te la risolvi.
Io sono esattamente così, quando ho i miei momenti di fragilità mi chiudo a cozza e non parlo con nessuno finché non me la sono spicciata per cazzi miei.
Tutte le volte che ho fatto casino in giro, i problemi erano problemi che c'erano con la legittima di turno, di cui avevo parlato con la legittima di turno, e di cui avevo constatato l'impossibilità con la mancanza di volontà di risoluzione con la legittima di turno.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non esiste 'peccato originale' che giustifichi la clandestinità IMHO. Se non mi vedi, me ne vado. Se resto e ti tradisco, sto solo cercando di avere la botte ubriaca e la moglie piena pienotta. E qui torniamo alla mia equazione: se io scopro che hai scelto la clandestinità invece della franchezza di un addio, per me non sei una 'vittima della mia cecità', sei un alleato che ha preferito il sabotaggio al confronto. E con un sabotatore non si ricostituisce nulla, si chiude e basta
Questo funziona per te e fa star bene te.
Io ti stavo semplicemente facendo notare che non hai bisogno di una complicata costruzione concettuale per giustificare il fatto che vuoi stare bene. Il minimo sforzo col massimo risultato è una delle leggi di natura più immutabili altrimenti non esisterebbe il bradipo. Basta che non me la fai passare come la scelta del leone.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.
Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.
Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.
La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
Non sempre ma molto spesso si
 

Nicky

Utente di lunga data
Talvolta non vuoi essere visto per quel che sei.
Ad esempio se sei stato sempre centrato, non vuoi che gli altri (compreso tuo marito) vedano che sei fragile come tutti all’occasione.
Però è un problema di relazione.
Vuol dire che non si è creata una relazione senza maschere.
L'importante comunque è capire e cambiare questa dinamica, grazie all'esperienza fatta.
 

danny

Utente di lunga data
Questo può essere uno dei motivi, a mio avviso residuale e, spesso, usato a sproposito per dare un senso a quello che non si dovrebbe fare.
Perché non si dovrebbe fare?
Perché non dovrei trombarmi una che mi piace e che mi fa stare bene o meglio?
E perché dovrei scegliere tra una famiglia e un rapporto di scopamicizia o di amantato o come lo si vuole intendere?
Chi lo stabilisce?
Una legge morale? O la paura che si ha nel vedere che in fin dei conti ci piace un po' a tutti fare quello che non vorremmo fosse fatto a noi?
O il giudizio?
Di chi?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma che mia moglie mi sia piaciuta è fuor di dubbio.

Intelligente, sufficientemente affine con quello che ero a 20/30 anni, un fisico che a me lo faceva venire duro ogni volta che la vedevo nuda, precisa e puntuale, in grado di gestire le uscite dai binari che avevo da ragazzo...

Ma non è adorare, è apprezzare.

La differenza sta nel fatto che ti rendi conto dei limiti della persona con cui stai, la comprendi nella sua umanità, non ne fai una divinità.
No bello mio.

La differenza non sta nel non farne una divinità.
Sta nel fatto che se una persona ti piace da matti ma ha limiti strutturali evidenti, e tu decidi comunque di tenerla dentro la tua vita, quei limiti li devi gestire.

E la gestione dei limiti strutturali non è mai solo interiore.

Non la risolvi dicendo: “la comprendo nella sua umanità”.
La risolvi decidendo fin dove può arrivare. E fin dove no.

Se quei limiti incidono sulla tua felicità, hai due strade:

– o li compensi con una gestione pratica e materiale, mettendo confini chiari e limitando la libertà d’azione su ciò che ti danneggia
– oppure quella persona deve uscire dalla tua vita

Perché se lei vuole essere completamente libera, non può farlo al prezzo della mia felicità.

Altrimenti io non sono un compagno.
Non sono un marito.
Non sono un amante.

Sono un fedele, su questo ha ragione da vendere @Jim Cain
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Su questo sono d'accordo, anche perché se non riesci ad avere cura del rapporto matrimoniale, che lo tieni a fare?
Infatti io mi sono data un limite, se dovessi avvertire che sto cedendo terreno, che sto diventamfo sciatta con mio marito e con la tendenza a farmi scoprire, chiuderò il matrimonio.
Però quello che dico è che ci sono anche cose che non dipendono da noi nella scoperta. Metti che mi viene un infarto 🤣
Io ho fatto il contrario. Parlo di anni fa, quando ho capito che mi stavo allontanando dal mio matrimonio ho chiuso con l'amante.
 
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