E' corretto dal punto di vista razionale, ma, soprattutto per una donna, la componente emotiva fa sbarellare chi non ha mai vissuto l'esperienza e non capisce nemmeno cosa prova.
E, preciso, non sto parlando né giustificando mia moglie, dato che qui si pensa che mi riferisca sempre a lei.
Se ci riferiamo a chi ha consapevolezza di sè, e sa come muoversi, il tuo discorso fila.
Ma non ci arrivi per caso.
O ti fai l'esperienza, e sbagli, o qualcuno ti fa da guida la prima volta.
Ma anche lì, fare da guida a una donna piena di paure e di dubbi, deve valerne veramente la pena.
Quindi chi tradisce la prima volta corre tutti i rischi dell'inesperienza.
Eh no.
Io ho sbloccato un sacco di donne bloccate.
E ho portato più di una sedicente “fedelissima” a fare il primo passo.
Mi sono sempre preoccupato — e occupato — che non mandassero a puttane la loro storia principale. E ti assicuro che, rispetto ai mariti, per loro era come fare il primo giro in Ferrari dopo una vita in 500.
Un paio, e ti parlo di donne intelligenti perché a me se non sono intelligenti non interessano proprio, anni dopo mi hanno detto che come le avevo scopate io non le aveva mai scopate nessuno.
All’epoca ero giovane e fico, quindi lo davo per scontato.
Ma anche nell’ubriacatura generale c’era sempre lucidità. Cura del rapporto legittimo. Mai volontà di distruggere.
Con una che lavorava in ufficio, con orari e tragitti fissi, avevamo affittato una casetta microscopica a due spicci in mezzo al nulla, a due passi dall’azienda. Lei si sganciava in pausa pranzo o quando poteva.
Più di una volta mi sono fatto 30 km per essere bidonato all’ultimo perché aveva un’emergenza. Così come è successo a lei.
Questo per dirti che l’amante, se è intelligente, non è un detonatore. È uno che guida.
Non mi sono mai caricato gente fuori di testa.
Perché quella porta guai a tutti.
E su un’altra cosa ti dico una verità scomoda.
Finché non interiorizzi che tua moglie è un relitto sotto ogni punto di vista e che sei stato tu a scegliere lei, da certi loop non esci.
Non è l’inesperienza che ti tiene dentro.
È il non voler guardare in faccia la scelta che hai fatto.