ParmaLetale
Utente cornasubente per diritto divino
Il punto è che tu cerchi di cambiare discorso, perchè il punto iniziale non è l'analisi, ma @Jim Cain che afferma "Chi soffre e non molla è perché ci tiene. Chi molla subito dopo spesso non vedeva l'ora.", al quale io ho risposto che non è detto che chi molla subito non vedesse l'ora, perchè magari ci teneva tantissimissimo a quella persona, però allo stesso tempo magari ha sviluppato una certa avversione per certi comportamenti, chissà forse perchè non è la prima volta che gli capitano e ha già una vaga idea di dove portano certe scelte e non vuole ripetere il copione. Hai presente quando fai indigestione di qualcosa e poi ti viene il vomito solo all'odore? Ecco, qualcosa del genere. Si può condividere, si può non condividere, io non devo convincere nessuno.Il punto è che ti rifiuti ostinatamente di farla davvero, quell’analisi.
E magari l’hai fatta, per carità. Magari è stata la più lucida, la più imparziale, la più filosoficamente coerente mai prodotta da essere umano. E semplicemente non vuoi condividerla qui dentro, in questo covo di servi e degenerati. Lo capirei pure.
Ma quello che trasmetti, quando scrivi, non è l’immagine di uno che ha fatto un lavoro profondo su di sé.
Trasmetti l’immagine di uno che ha colto l’occasione per rimanere dalla parte della ragione. Che ha preso la palla al balzo per consolidare una posizione morale inattaccabile.
E attenzione: può anche essere stata la scelta giusta per te. Non sto dicendo il contrario.
Sto dicendo che io non consiglierei mai quella strategia come modello generale. Perché tutte le persone che ho visto costruirsi un’armatura fatta di “ragione” e “principio” hanno poi pagato un prezzo emotivo altissimo.
Quando ti fai corazza della coerenza, rischi di non sentire più niente.
E vivere impeccabili ma svuotati non è esattamente la mia idea di vittoria.
Quello che non capisco è perchè continui a confondere un banale diritto di recesso con portabilità verso altro operatore con questioni morali di principio, della ragione di uno o della meschinità dell'altro, o di una presunta superiorità morale di qualcuno e tutti i pipponi annessi che non c'entrano nulla con quello che ho detto. Un recesso è un recesso, non è una querela o un esposto pretestuoso per interruzione di pubblico servizio per segnale assente.
Poi se proprio ci tieni a sapere non è una novità cosa penso del perchè sia fallito il mio matrimonio, l'ho scritto e ripetuto un sacco di volte. Ci siamo conosciuti che io avevo quasi 40 anni e lei quasi 30, la mia ipotesi è che abbia trovato in me la persona giusta per il progetto che aveva in mente (un progetto sano e assolutamente condividibile di famiglia eh, tant'è che non ho avuto remore a partecipare attivamente) TUTTAVIA senza stare a sottilizzare troppo se ero la persona giusta in quanto persona, e quando se ne è resa conto, più o meno dopo nascita di figlio, ha tirato i remi in barca, e dopo circa 4 anni, appena si è presentata l'occasione con qualcuno che evidentemente scuoteva maggiormente le sue corde, non ci ha pensato 2 volte a imbarcarsi nella tresca. In quegli anni sarò stato meno presente di quanto avrei dovuto? Forse mi sono seduto più del lecito? Avrò dato un po' troppo per scontata la tenuta del rapporto o non ho saputo leggere la sua insoddisfazione che cresceva, anche se non ha mai posto alcuna lamentela che una e a tutte le mie domande in merito rispondeva che andava tutto bene? Chissà, magari se fossi stato irreprensibile sotto tutti questi aspetti avrei evitato il collasso, chi può dirlo?