La scelta

Brunetta

Utente di lunga data
No, ha chiesto solo se quanto indicato nel ricorso congiunto era confermato, poi ha messo timbro/firma e avanti un altro. Poi per il divorzio non sono nemmeno andato, ha fatto tutto l'avvocato.
Ecco. Quindi non sai che fino al divorzio, la separazione è reversibile. E lo è anche se si ha chiesto l’intervento del giudice.
 

Gaia

Utente di lunga data
Capisco la formazione umanistica, ma la chimica si spiega benissimo 🤭
Sì ma non puoi evitarla nemmeno spiegandone le ragioni tecniche diciamo.
Si fanno i contratti proprio per addomesticare gli istinti umani che non sempre sono morali.
La natura, anche quella umana, in questo senso è neutra. Poi chiaramente esiste la ragione, le norme poi sono studiate per consentire la convivenza pacifica e il matrimonio con tutti i suoi obblighi nasce per evitare che si vada copulando a destra e manca senza avere certezze di paternità.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ecco. Quindi non sai che fino al divorzio, la separazione è reversibile. E lo è anche se si ha chiesto l’intervento del giudice.
Io faccio 2 considerazioni: 1) fare una terapia di coppia con un'udienza per una giudiziale in agenda è come farla con una pistola puntata alla tempia dell'altro (come già sviscerato nelle pagine precedenti), non so a te, ma ammè, me pare na strunzata, come dicevano i trettrè, 2) dal punto di vista del tribunale avere agende piene di queste udienze forse si, forse no, contribuisce all'inefficienza del sistema, bisognerebbe ricordarselo quando ci si lamenta della giustizia, civile in questo caso.
 
Ultima modifica:

PrimaVoce

Utente di lunga data
Voglio fare una riflessione rispetto alle domande di tante persone che mi chiedono cosa voglio sapere e cosa penso potrebbe andarmi bene come spiegazione. Partiamo dal dire che quando spiego che voglio sapere cosa e perché’ e’ successo, dobbiamo intenderci sul fatto che ci sono tanti livelli di risposta, che sono tutti veri ma alcuni sono più superficiali e altri più profondi.

Un primissimo livello, estremamente superficiale e’ sostanzialmente quello che so: ha provato attrazione per quest’uomo e ha deciso di andarci a letto insieme per un mese e mezzo, 4-6 incontri. Una volta scoperta vuole rimanere per [motivo x, stesso livello di profondità’ - inserire a piacere]. Ora, se questo e’ tutto il livello di introspezione che uno desidera da se stesso e nel partner (o che il partner sa dare), ci possiamo fermare e la decisione e’ presto fatta, si può’ stare se il “motivo x” può’ star bene o si può’ andare se non lo si trova.

Per me, per cio’ che sono e per come vedo il mondo, questo primissimo livello non mi basta neanche lontanamente: non saprei prendere nessuna decisione se non quella che, se il mio partner non e’ in grado (o non vuole) andare più’ in profondità’ di cosi, si chiude tutto e ci si saluta.

Se vedessi e mi bastasse solo il primo livello di superficialità’ pero’ avrei fatto scelte di vita molto differenti. Ad esempio mi sarei preso una colf (se volessi solo qualcuno che badi alla casa), o avrei corteggiato una “rinnovabile e intercambiabile” ragazza tra i 25 e i 30 anni (se volessi solo una compagnia leggera per due chiacchiere superficiali, divertirci in camera da letto e andare in vacanza alle Maldive o da altre parti tutte le estati e qualche altro viaggetto di piacere durante l’anno) oppure avrei trovato una “colf” che badi ai figli (o magari che li faccia con me, se non posso usare la procreazione in vitro - questo se volessi assolutamente procreare e accudire la prole).

Per me, stare insieme e costruire una relazione di coppia continuativa significa soprattutto condividere il proprio mondo interiore, specchiarsi nella follia, nell’anima dell’altro. Quindi non posso limitarmi al primo livello di superficialità’ ed e’ per questo che sono in un percorso di psicoterapia: per arrivare a un cosa e’ successo, perché’ e’ successo e perché’ vuole rimanere di un livello di profondità’ adeguato alla mia visione del mondo.

Solo dopo un percorso dove si arriva a questo, potrò valutare e decidere consapevolmente se tutto questo mi permette di restare. Provare oggi a immaginare quale possa essere una “spiegazione accettabile” è impossibile ma quello che posso dire è che dovrebbe essere una spiegazione in cui vedo una reale assunzione di responsabilità, senza spostamenti, senza giustificazioni esterne, senza riduzioni. Una spiegazione in cui lei riesce a guardare davvero cosa è successo dentro di sé, anche nelle parti più scomode, e a dargli un senso che non sia superficiale.

Dovrebbe esserci la capacità di riconoscere la gravità di quello che è stato fatto, non solo nei fatti ma nel significato: nella menzogna, nella doppia vita, nel fatto che questo è avvenuto dentro una relazione e una famiglia.

Dovrebbe emergere una comprensione autentica di come si è autorizzata a fare quella scelta, non per giustificarla, ma per poter dire con chiarezza che quella strada non è più percorribile.

E poi dovrebbe esserci una risposta sul perché vuole restare che non sia legata alla comodità o alla stabilità, ma a un sentimento reale e alla volontà di costruire qualcosa di vero, anche passando da tutto questo.

Non cerco una versione perfetta o rassicurante, ma qualcosa che sia vero, coerente e sufficientemente profondo da permettermi di riconoscere ancora quella persona come qualcuno con cui ha senso stare. Non e’ qualcosa che si può scrivere in un paragrafo, ma qualcosa che forse si puo’ vedere in un percorso di terapia di 1-2 anni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì ma non puoi evitarla nemmeno spiegandone le ragioni tecniche diciamo.
Si fanno i contratti proprio per addomesticare gli istinti umani che non sempre sono morali.
La natura, anche quella umana, in questo senso è neutra. Poi chiaramente esiste la ragione, le norme poi sono studiate per consentire la convivenza pacifica e il matrimonio con tutti i suoi obblighi nasce per evitare che si vada copulando a destra e manca senza avere certezze di paternità.
Non tirare fuori considerazioni banali. È ovvio che “patti chiari, amicizia lunga”, ma si prendono impegni reciproci codificati quando si prova fiducia. Poi la legge prevede la possibilità di rescissione del contratto, perché organizza la realtà. Ma non si sta insieme per il contratto.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Però lui il tribunale lo considera come ultima spiaggia. Adesso stanno lavorando entrambi in psicoterapia con un mediatore che li aiuta a trovare le regioni profonde.
Mi fa ridere quando qualcuno semplifica con “è stata/o attratta/o da un’altra persona“. Sarebbe come spiegare ogni atto di violenza, da una sberla a un omicidio, con si è arrabbiata/o.
Siamo bestie quanto volete, ma il tradimento è inaccettabile per tutti, come è inaccettabile la violenza, per questo esistono regole e contratti.
Chi si sposerebbe mai con chi dicesse che se viene attratto, passa ai fatti? Come non sposeresti chi dicesse che se si arrabbia accoltella, avrebbe paura per sé e per i figli. Oltre che sarebbe indotto a pensare che sia una persona squilibrata.
Non puoi paragonare la violenza al tradimento 😅
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io faccio 2 considerazioni: 1) fare una terapia di coppia con un'udienza per una giudiziale in agenda è come farla con una pistola puntata alla tempia dell'altro (come già sviscerato nelle pagine precedenti), non so a te, ma ammè, me pare na strunzata, come dicevano i trettrè, 2) dal punto di vista del tribunale avere agende piene di queste udienze forse si, forse no, contribuisce all'inefficienza del sistema, bisognerebbe ricordarselo quando ci si lamenta della giustizia, civile in questo caso.
Come ben saprai, una separazione è un trauma, perché è il fallimento del progetto più importante della vita. Essere disorientati è normale.
Far ricadere la responsabilità della lentezza dei percorsi civili alla perdita di tempo di chi chiede la separazione e poi cambia idea è palesemente na strunzata, come dicevano i trettrè.
 

Spat

Utente di lunga data
@PrimaVoce
Tu fai lo stesso errore che facevo io, volevo cercare di capire mia moglie. Volevo entrare nella sua mente.
Come può avermi fatto questo? Cosa pensava mentre lo faceva? Io dov'ero nei suoi pensieri?
Pensi di avere una sconosciuta tra le mani e più lei si sottrae alle domande più pensi che lei abbia qualcosa da nascondere. E soffri e ti incazzi.
Ma il problema è che forse pure lei non si riconosce in quello che ha fatto. Non vuole affrontarlo. Non vuole soffrire.
Alla fine, quando ti dice che il tradimento è una cosa sua, ti vuole dire quello.
Probabilmente sa che non è nella posizione di poter evitare il dolore, ma non vuole guardarsi dentro, e soprattutto non vuole esporre il suo lato più brutto a te, che da quello che pare nella coppia già saresti quello che alza l'asticella.
Quindi diventa aggressiva.
Se tu facessi una cazzata enorme, alla fine non vorresti tornare a casa e venire abbracciato e perdonato? alla fine secondo me questa è la cosa che cerchiamo tutti in famiglia, essere amati nonostante i nostri errori o lati brutti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Voglio fare una riflessione rispetto alle domande di tante persone che mi chiedono cosa voglio sapere e cosa penso potrebbe andarmi bene come spiegazione. Partiamo dal dire che quando spiego che voglio sapere cosa e perché’ e’ successo, dobbiamo intenderci sul fatto che ci sono tanti livelli di risposta, che sono tutti veri ma alcuni sono più superficiali e altri più profondi.

Un primissimo livello, estremamente superficiale e’ sostanzialmente quello che so: ha provato attrazione per quest’uomo e ha deciso di andarci a letto insieme per un mese e mezzo, 4-6 incontri. Una volta scoperta vuole rimanere per [motivo x, stesso livello di profondità’ - inserire a piacere]. Ora, se questo e’ tutto il livello di introspezione che uno desidera da se stesso e nel partner (o che il partner sa dare), ci possiamo fermare e la decisione e’ presto fatta, si può’ stare se il “motivo x” può’ star bene o si può’ andare se non lo si trova.

Per me, per cio’ che sono e per come vedo il mondo, questo primissimo livello non mi basta neanche lontanamente: non saprei prendere nessuna decisione se non quella che, se il mio partner non e’ in grado (o non vuole) andare più’ in profondità’ di cosi, si chiude tutto e ci si saluta.

Se vedessi e mi bastasse solo il primo livello di superficialità’ pero’ avrei fatto scelte di vita molto differenti. Ad esempio mi sarei preso una colf (se volessi solo qualcuno che badi alla casa), o avrei corteggiato una “rinnovabile e intercambiabile” ragazza tra i 25 e i 30 anni (se volessi solo una compagnia leggera per due chiacchiere superficiali, divertirci in camera da letto e andare in vacanza alle Maldive o da altre parti tutte le estati e qualche altro viaggetto di piacere durante l’anno) oppure avrei trovato una “colf” che badi ai figli (o magari che li faccia con me, se non posso usare la procreazione in vitro - questo se volessi assolutamente procreare e accudire la prole).

Per me, stare insieme e costruire una relazione di coppia continuativa significa soprattutto condividere il proprio mondo interiore, specchiarsi nella follia, nell’anima dell’altro. Quindi non posso limitarmi al primo livello di superficialità’ ed e’ per questo che sono in un percorso di psicoterapia: per arrivare a un cosa e’ successo, perché’ e’ successo e perché’ vuole rimanere di un livello di profondità’ adeguato alla mia visione del mondo.

Solo dopo un percorso dove si arriva a questo, potrò valutare e decidere consapevolmente se tutto questo mi permette di restare. Provare oggi a immaginare quale possa essere una “spiegazione accettabile” è impossibile ma quello che posso dire è che dovrebbe essere una spiegazione in cui vedo una reale assunzione di responsabilità, senza spostamenti, senza giustificazioni esterne, senza riduzioni. Una spiegazione in cui lei riesce a guardare davvero cosa è successo dentro di sé, anche nelle parti più scomode, e a dargli un senso che non sia superficiale.

Dovrebbe esserci la capacità di riconoscere la gravità di quello che è stato fatto, non solo nei fatti ma nel significato: nella menzogna, nella doppia vita, nel fatto che questo è avvenuto dentro una relazione e una famiglia.

Dovrebbe emergere una comprensione autentica di come si è autorizzata a fare quella scelta, non per giustificarla, ma per poter dire con chiarezza che quella strada non è più percorribile.

E poi dovrebbe esserci una risposta sul perché vuole restare che non sia legata alla comodità o alla stabilità, ma a un sentimento reale e alla volontà di costruire qualcosa di vero, anche passando da tutto questo.

Non cerco una versione perfetta o rassicurante, ma qualcosa che sia vero, coerente e sufficientemente profondo da permettermi di riconoscere ancora quella persona come qualcuno con cui ha senso stare. Non e’ qualcosa che si può scrivere in un paragrafo, ma qualcosa che forse si puo’ vedere in un percorso di terapia di 1-2 anni.
Però tu devi tenere conto che chi ti risponde qui, tende a riproporre la spiegazione che si è dato e che gli ha dato pace o assoluzione.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E allora falla giocare.

Terapia di coppia, tentativi, colloqui… tutte cose che, male che vada, tornano utili per dimostrare che ci hai provato quando servirà metterlo nero su bianco davanti a un giudice.

Però il punto è un altro, e qui stai sbagliando proprio domanda.

Non è: cosa l’ha spinta a tradirti.
Quella è la domanda che ti tiene agganciato ai dettagli, alle briciole.

La domanda vera è:
cosa ti sei perso tu, guardando la persona che avevi accanto per come volevi vederla invece che per com’era davvero, che ha reso possibile quello che è successo.

E, per conseguenza, cosa avresti potuto fare per evitare che succedesse quello che è successo. E magari la risposta è NIENTE.

E la risposta, in questi casi, non sta mai nei particolari.

Non sta nei messaggi, nei sospiri, nelle ciocche di capelli sul cuscino o nelle ricostruzioni da CSI del weekend incriminato.

Sta sempre nelle macrostrutture.

Nel tipo di rapporto che avevate costruito.
Nel tipo di dinamica che si era consolidata.
Nel non detto che è diventato sistema.

Tu adesso vuoi sapere anche l’odore delle unghie dei piedi del tizio che ti ha dormito nel letto, perché il cervello cerca appigli concreti, roba che si può masticare.

Ma così ti perdi l’elefante in mezzo alla stanza.

E l’elefante è sempre lì: enorme, immobile, evidente.

Solo che o non lo vedi, o ti conviene non vederlo, oppure lo sostituisci con mille granelli di sabbia più facili da gestire.

E finché guardi la sabbia, l’elefante resta lì.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sfangarla per me è altro.
È non essere scoperti.
Come ripeto: buttiamo nel cesso chi si è fatto un mazzo tanto a studiare queste cose tutta la vita arrivando a concludere che a volte essere scoperti e ""perdonati"" è un rinforzo più potente che non esser mai stati sgamati. Il comportamento scorretto viene premiato due volte: l’eccitazione dell’impulso + la conferma che puoi farla franca
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma ci mancherebbe altro che si tradisse senza attrazione! Sarebbe come mangiare a dispetto cose che neppure piacciono per poi vomitare.
Intendo che fanno parte di ogni essere umano regole che contengono gli impulsi. Altrimenti quando entriamo in un negozio, prenderemmo ciò che ci piace e usciremmo senza pagare. Non ci ferma solo la paura di essere beccati.
Magari non lo sai, ma ci sono persone che provano ripugnanza al pensiero di fare come se le regole non ci fossero.
Da come l'hai scritto non si capiva, eh.🙄
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
@PrimaVoce
Se tu facessi una cazzata enorme, alla fine non vorresti tornare a casa e venire abbracciato e perdonato? alla fine secondo me questa è la cosa che cerchiamo tutti in famiglia, essere amati nonostante i nostri errori o lati brutti.
Ma infatti io la amo ancora e sono disposto ad abbracciarla e perdonarla.
Perche' mi sembra che in lei ci sia tanto dolore, non mi sembra sia stata l'allegra scampagnata che descrive @Pincopallino.
Ma lo devo capire e crederci davvero e per farlo, al momento non ne sono sicuro, sono a un impressione che non penso sia dettata dalla paura di saperla cosi.

Capisco anche che per lei e' difficile aprirsi, ma so che io non posso restare senza.
E spero che sara' pronta ad affrontarlo, a soffrire e anche a espormi il suo lato più' brutto.
Hai riassunto molo bene quello che cerco nella terapia, uno spazio in cui lei riesca a fare questo.
Se ci riesce e se quello che esce e' conciliabile con me, posso restare - differentemente non voglio e non posso farlo.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Come ben saprai, una separazione è un trauma, perché è il fallimento del progetto più importante della vita. Essere disorientati è normale.
Far ricadere la responsabilità della lentezza dei percorsi civili alla perdita di tempo di chi chiede la separazione e poi cambia idea è palesemente na strunzata, come dicevano i trettrè.
La pianto subito prima che cominci a lagnarti che voglio prevalere, comunque ho scritto che "contribuisce" non che è la causa prima. Ma a posto così, come non detto.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Si, partendo dal presupposto che secondo certe cose non si possono spiegare credo che si indaghi sul perché di quell’attrazione.
Secondo me non esistono perché nel senso che cercarli e’ come cercare di spiegare la chimica trovando delle ragioni.
la chimica tra due persone nasce ed esiste senza alcuna motivazione.
Questo è un altro discorso e sono d'accordo con te.
Cercare di comprendere ciò che ha un fondo di irrazionale e incomprensibile è vano oltre che stupido.
 
Top