Tu con un alto reddito e beni sotto il sole, non so se avresti fatto le stesse scelte.La consapevolezza consente di scegliere, e questa si determina solo con l'esperienza. La base a cui fai riferimento ci permette solo di pensare di poter scegliere.
Ti faccio un esempio preso dal reale.In questo caso spererei che la narrazione personale coinvolga esclusivamente interpretazioni o percezioni, mentre i fatti fossero sostanzialmente autentici.
Viceversa non avrebbe molto senso star qui a leggere cazzate.
Ho avuto talvolta la percezione di leggere sciocchezze spacciate per fatti reali, ma non è accaduto tanto spesso.
Del resto la mia presenza qui non data da molto.
Poi c’è chi davvero apprezza cose semplici. Senza arrivare all’amica di cui ho appena scritto.Ho conosciuto delle persone che mentono in maniera seriale su cose davvero piccolissime e poco importanti per gli altri (es. Sullo stipendio, su quanti amici si ha, sul lavoro che non piace). E ho notato che lo fanno per raccontarsi la favoletta che "va tutto bene, si è delle brave persone, si stanno facendo cose belle, la vita non fa così schifo ma è meravigliosa". In pratica quelle bugie servono per il loro filo narrativo di vita ideale che non riescono ad avere. La realtà dimostra tutt'altro. Non so se mi fanno tristezza o tenerezza
Quella di Truman è la rappresentazione della vita di ognuno di noi in una società dei consumi, senza reale libertà.Per Truman lo era, era la realtà che gli avevano costruito intorno ad essere farlocca.
Quella di Truman per molti aspetti può essere assimilata alla vita di un tradito inconsapevole.
Sai che ho un amico identico? Di una gita ne fa un poema epico da raccontare per anni e anni. Ma è simpaticissimo.Ti faccio un esempio preso dal reale.
Una mia collega/amica descriveva fatti vissuti insieme come esperienze eccezionali e uniche. Fosse pure uscire di scuola al tramonto. Non mentiva, lei le viveva così.
Riguardalo. Ne vale la pena.Lui voleva andarsene da quella città ma tutti cercavano di trattenerlo nelle stesse abitudini se non ricordo male.
Anche la mia amica.Sai che ho un amico identico? Di una gita ne fa un poema epico da raccontare per anni e anni. Ma è simpaticissimo.
Una gestione del rischio si basa sempre su probabilità, la cui stima non può prescindere dai dati osservati nel passatoMa te ne fai poco della probabilità, se hai calcolato una probabilità del 80% di essere tradito, potresti non venire tradito mai. È appunto una probabilità, non un dato
Sei tu a privarlo o lui ad escludersi?Maturo non esageriamo...
Quando privi l altro della scelta consapevole io non la chiamo maturità
La maturità e l'intelligenza sono determinate dal riuscire a fare il proprio bene, sempre.N
Non sarà etico ma non certo immaturo.
La maturità è dire sempre e comunque la verità?
Conosco il tipoQuesto te lo ha raccontato lei o lo sai per certo?
Probabilmente perché non è davvero pentito.Non è che se uno si pente del primo tradimento allora non ne farà altri.
Dire che nella vita non è possibile il calcolo delle probabilità è un po’ forte, secondo me le usiamo in modo implicito. Le "sensazioni" spesso sono proprio stime rapide basate su pattern già visti. Il punto è non fidarsi ciecamente, ma neanche ignorarle quando iniziano a suonare come campanelli d'allarmeEh ma nella vita il calcolo delle probabilità non è possibile. Quindi ti devi basare solo sulle sensazioni...
Come il tradito quando ha la sensazione che qualcosa non gli torna.Se ricordi però per tutto il film cerca di scappare perchè sente che qualcosa non va nonostante le apparenze.
Trovavo parcheggio sempre vicino alla sua statua messa , nella piazzetta ,dopo molti anni.
Non ho nulla da obiettare sul fatto che non raccontare la verità agli altri sia una forma di manipolazione. La verità, per quanto non sia né immutabile, né del tutto conoscibile, è un fondamento dell'esercizio della libertà. Anche della libertà di chi mente.E qui concordo. Ma torniamo a un problema neanche di etica, ma di morale. Non di autenticità
Nascondere il tradimento al partner altera la sua percezione della coppia e del reale, in pratica gli si fornisce una versione di comodo funzionale ai nostri bisogni.Non ho nulla da obiettare sul fatto che non raccontare la verità agli altri sia una forma di manipolazione. La verità, per quanto non sia né immutabile, né del tutto conoscibile, è un fondamento dell'esercizio della libertà. Anche della libertà di chi mente.
Ma io non sono una "pura", nel prendere decisioni ho anche, in parte, un approccio consequezialista. Valuto anche l'esito, attuale e potenziale.
Tra l'altro è anche l'approccio di mio marito.
Ma intendi dopo che viene scoperto?Ciò non sempre accade: chi tradisce non smette di creare una situazione vantaggiosa, raccontando menzogne e minimizzando l'accaduto.
Io la chiamo paraculaggine. E’ la maturità di noi cornafacenti.Maturo non esageriamo...
Quando privi l altro della scelta consapevole io non la chiamo maturità