"Nel corso dei lavori della Bicamerale D’Alema, furono presentati diversi emendamenti che prevedevano la separazione delle carriere, sottoscritti anche da esponenti del Partito democratico della sinistra come Claudio Petruccioli, Enrico Morando, Giovanni Pellegrino. Fu poi approvato un emendamento del Ppi a firma di Ortensio Zecchino, che come soluzione di compromesso prevedeva la divisione del Csm in due sezioni: votarono a favore Forza Italia, Alleanza nazionale, Ccd. Cdu, cinque popolari (oltre a Zecchino, Ciriaco De Mita, Franco Marini, Tarcisio Andreolli e Sergio Mattarella), due del gruppo misto, il socialista Enrico Boselli e Giovanni Pellegrino del Pds; contrari il Pds (meno Pellegrino), Rifondazione comunista, uno del gruppo misto e un verde; astenuti due di Rinnovamento italiano, il relatore Marco Boato dei Verdi e due del Ppi (Leopoldo Elia e Gianclaudio Bressa); la Lega aveva annunciato il suo voto favorevole, ma poi non partecipò perché in precedenza non era passata la sua proposta di elezione popolare diretta dei pubblici ministeri. Quel voto, comunque, non si concretizzerà mai, come tutto il lavoro della Bicamerale, che naufragò nel 1998 in seguito alla rottura tra Silvio Berlusconi e i suoi avversari politici."
Quanti anni....
Ne sono passati 28.