USA&Israele VS Iran

Brunetta

Utente di lunga data
In geerale è difficile capire gli altri, soprattutto un paese, ma non si deve cadere nella sottovalutazione, come a volte viene fatto.
Poi la guerra non la vuole nessuno, è terribile che, in generale, si sia tornati a essere propensi a promuovere azioni militari anche senza nessuna giustificazione quantomeno di facciata.
Ma questa è la situazione attuale e nessuno è al sicuro, neppure noi, perciò per me non ha senza aspettarsi remissività da chi si sente o trova sotto attacco e ha paura.
Io penso che gli esseri umani siano animali sociali e prevalentemente gregari.
Per questo siamo facilmente manipolabili. Basta vedere la moda e le mode.
Ma nessuno vuole sentirsi gregario e segue le mode con la convinzione che sia una propria libera scelta.
Basta che ognuno di noi pensi a cosa rifiuta decisamente, per vedere come siano influenzati da mode e pubblicità gli altri.
Anche l’orgoglio che proviamo quando ci riteniamo controcorrente è seguire altre correnti.
Questa tendenza va compresa per riuscire a moderare il nostro essere massa di manovra.
Figuriamoci se non è facile far passare l’idea che ci si debba difendere.
E, se ci si sente attaccati, ci sono le file per arruolarsi.
 

Nicky

Utente di lunga data
Certo.
Ma non criticavo i thread vari.
Ma non critico niente, per carità!
Beh io capisco che le discussioni di politica possano infastidire, oltre al fatto che a volte inaspriscono gli animi (non il mio, anche perché sono abbastanza tranquilla e sono abituata a ben di peggio 😄).
Però penso che il "problema" sia, eventualmente, che magari mancano un po' altri spunti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Beh io capisco che le discussioni di politica possano infastidire, oltre al fatto che a volte inaspriscono gli animi (non il mio, anche perché sono abbastanza tranquilla e sono abituata a ben di peggio 😄).
Però penso che il "problema" sia, eventualmente, che magari mancano un po' altri spunti.
A me non infastidiscono. Imparo.
Non piace a nessuno sentirsi in balìa degli eventi.
Ma la deriva dei thread avviene con il contributo di tanti.
 

cipolino

Utente di lunga data
Io penso che gli esseri umani siano animali sociali e prevalentemente gregari.
Per questo siamo facilmente manipolabili. Basta vedere la moda e le mode.
Ma nessuno vuole sentirsi gregario e segue le mode con la convinzione che sia una propria libera scelta.
Basta che ognuno di noi pensi a cosa rifiuta decisamente, per vedere come siano influenzati da mode e pubblicità gli altri.
Anche l’orgoglio che proviamo quando ci riteniamo controcorrente è seguire altre correnti.
Questa tendenza va compresa per riuscire a moderare il nostro essere massa di manovra.
Figuriamoci se non è facile far passare l’idea che ci si debba difendere.
E, se ci si sente attaccati, ci sono le file per arruolarsi.
«È ovvio che la gente non vuole la guerra.
Perché mai un cittadino qualunque dovrebbe voler rischiare la pelle in guerra, quando il vantaggio maggiore che può trarne è quello di tornare a casa tutto intero? Certo, la gente comune non vuole la guerra. È scontato.

Ma, dopo tutto, sono i capi che decidono la politica dei vari Stati e, sia che si tratti di democrazie, di dittature fasciste, di parlamenti o di dittature comuniste, è sempre facile trascinarsi dietro il popolo. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre assoggettato al volere dei potenti. È facile. Basta dirgli che sta per essere attaccato e accusare i pacifisti di essere privi di spirito patriottico e di voler esporre il proprio paese al pericolo. Funziona sempre, in qualsiasi paese.»


Hermann Göring
 

Varlam

Utente di lunga data
C'è un grosso problema che tutti sottovalutano in questa vicenda.
La Russia di Putin è una potenza tutto sommato stabile.
Una trattativa di pace con concessione alla Russia avrebbe risparmiato vite umane e probabilmente ridefinito un equilibrio nell'area.

Arrivare a vincere la guerra con una Russia logorata, come si spera, è un grosso problema.
Non sarebbe più un paese gestibile e stabile, e resta pur sempre una potenza nucleare e uno stato enorme.
Non si può pensare in caso di vittoria dell'Ucraina per logoramento di lasciare la Russia in condizioni di forte instabilità.
L'equilibrio di una gran parte del mondo sarebbe compromesso e il rischio dell'apertura di altri conflitti tutt'altro che remoto.
Quindi, che si fa dopo?
Si invade la Russia? La si lascia alla Cina?
O si lascia che si frammenti in innumerevoli stati in conflitto tra loro?
E gli stati a cui la Russia da il suo appoggio?
Che fine faranno?
E le testate nucleari?
Come diceva Ricucci ?
 

Brunetta

Utente di lunga data

Nicky

Utente di lunga data
Io penso che gli esseri umani siano animali sociali e prevalentemente gregari.
Per questo siamo facilmente manipolabili. Basta vedere la moda e le mode.
Ma nessuno vuole sentirsi gregario e segue le mode con la convinzione che sia una propria libera scelta.
Basta che ognuno di noi pensi a cosa rifiuta decisamente, per vedere come siano influenzati da mode e pubblicità gli altri.
Anche l’orgoglio che proviamo quando ci riteniamo controcorrente è seguire altre correnti.
Questa tendenza va compresa per riuscire a moderare il nostro essere massa di manovra.
Figuriamoci se non è facile far passare l’idea che ci si debba difendere.
E, se ci si sente attaccati, ci sono le file per arruolarsi.
Capisco il ragionamento, contiene una verità, ma al tempo stesso io penso che, a volte, vieni attaccato.
Non penso possa essere ignorato che esistono paesi che hanno velleità imperialiste.
L'imperialismo può assumere varie forme, lo si può essere assicurandosi un'egemonia economica, ma attualmente sta riprendendo terreno anche la sottomissione mediante reali guerre sui territori che sono funzionali al proprio espansionismo economico.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Capisco il ragionamento, contiene una verità, ma al tempo stesso io penso che, a volte, vieni attaccato.
Non penso possa essere ignorato che esistono paesi che hanno velleità imperialiste.
L'imperialismo può assumere varie forme, lo si può essere assicurandosi un'egemonia economica, ma attualmente sta riprendendo terreno anche la sottomissione mediante reali guerre sui territori che sono funzionali al proprio espansionismo economico.
Appena è diventata nota (non ho detto iniziata) la guerra in Ucraina, è iniziato lo slogan “c’è un aggredito è un aggressore.”
Mi è sembrato subito una semplificazione inquietante.
 

Nicky

Utente di lunga data
Appena è diventata nota (non ho detto iniziata) la guerra in Ucraina, è iniziato lo slogan “c’è un aggredito è un aggressore.”
Mi è sembrato subito una semplificazione inquietante.
Certo che è una semplificazione. Questo però non vuol dire che si debba appiattire tutto senza analisi delle responsabilità e dei disegni che muovono le azioni.
Anche perché è ciò che facciamo anche nel piccolo per risolvere i conflitti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo che è una semplificazione. Questo però non vuol dire che si debba appiattire tutto senza analisi delle responsabilità e dei disegni che muovono le azioni.
Anche perché è ciò che facciamo anche nel piccolo per risolvere i conflitti.
Se devo semplificare, preferisco mai la guerra.
Non ho mai studiato, né visto una guerra che abbia risolto un problema.
Come poi si svolge una guerra è materia di propaganda. Dopo è storia.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Appena è diventata nota (non ho detto iniziata) la guerra in Ucraina, è iniziato lo slogan “c’è un aggredito è un aggressore.”
Mi è sembrato subito una semplificazione inquietante.
Ma noi che non siamo dentro ne capiamo poco, possiamo solo elaborare informazioni che leggiamo qua e là.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Nicky

Utente di lunga data
Se devo semplificare, preferisco mai la guerra.
Non ho mai studiato, né visto una guerra che abbia risolto un problema.
Come poi si svolge una guerra è materia di propaganda. Dopo è storia.
Ma guarda, dal punto di vista del diritto internazionale le cose sono anche piuttosto semplici, perché è vietata ogni azione di guerra, quindi gli attacchi armati, la violazione dei confini, l'occupazione di territori entro i confini stabiliti da trattati internazionali con l'uso della forza; mentre è consentita la difesa territoriale. Quindi certamente il principio è mai la guerra e lo slogan criticato ha un senso in questa ottica, però i fattori che poi si devono considerare sono anche altri, perché, appunto, senza considerarli si cade in una semplificazione che non aiuta la composizione del conflitto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma guarda, dal punto di vista del diritto internazionale le cose sono anche piuttosto semplici, perché è vietata ogni azione di guerra, quindi gli attacchi armati, la violazione dei confini, l'occupazione di territori entro i confini stabiliti da trattati internazionali con l'uso della forza; mentre è consentita la difesa territoriale. Quindi certamente il principio è mai la guerra e lo slogan criticato ha un senso in questa ottica, però i fattori che poi si devono considerare sono anche altri, perché, appunto, senza considerarli si cade in una semplificazione che non aiuta la composizione del conflitto.
Grazie, per la citazione del diritto internazionale.
Ma forse mi sono spiegata male.
Io non entro nel merito.
 
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