Arcistufo
Papero Talvolta Posseduto
Non essere sintetico. Con la sintesi qui ci puliamo il culo.Sarò sintetico, ha prevaricato la mia possibilità di scegliere e decisionale, ti pare poco?
La tua sega mentale perenne — cioè che il mondo ti abbia tolto qualcosa e quindi adesso ti debba un risarcimento morale — si è capita benissimo. Non serve ridurla a slogan.
Solo che qua non siamo psicologi, non siamo pagati per prenderti il trauma, ristrutturartelo con calma e riconsegnarti fra qualche anno in braccio alla signora secca col sorriso idiota dell’uomo mansueto che “ha elaborato”. Qua si parla chiaro.
Che tu abbia diritto a essere incazzato non è in discussione. Tutti hanno diritto alle emozioni che provano. E tu, per come ti è andata, hai pure ottime ragioni per esserlo.
Adesso però parliamo di sincerità, non di diritto astratto.
Hai passato vent’anni ad accudire una donna disabile. Vent’anni. Hai sacrificato il tuo corpo, il tuo desiderio, il tuo margine, il tuo cazzo di spazio vitale sull’altare dei principi, del dovere, della tenuta morale, e alla fine te la sei presa nel culo. Va bene. Questa è la base di partenza. Nessuno te la contesta.
Ma spiegami una cosa semplice: oggi, concretamente, che cosa ti impedisce di organizzarti, lasciare per qualche ora la situazione in mani sicure e andarti a prendere un minimo di vita? Non una redenzione. Non il grande amore. Non la favola romantica di una che ti rimette al mondo come volevi tu. Quella roba, per come è andata la tua vita, non torna più.
Le due cartucce grosse te le sei già sparate. Non hai una seconda chance da cinema americano. Non riparti da zero. Non arriva la donna che ti ama “davvero” esattamente nella forma in cui la vorresti tu. Soprattutto alla tua età, se parliamo di vita sessuale, quanto pensi che ti resti ancora da giocarti? Dieci anni? Forse. E allora usali.
Trovati una che ti faccia scopare e piantala di avercela col mondo.
Perché qui non contano le intenzioni, non conta quanto eri consapevole, non conta quanto ti sei raccontato che fosse giusto. Contano i fatti e i rapporti di causa-effetto. Hai fatto una scelta sbagliata? Sì. O comunque una scelta che ti è costata carissima. Al mondo non frega un cazzo se ci sei arrivato per amore, per dovere o per inerzia. Il risultato resta quello.
E l’unico rimedio che hai, adesso, non è continuare a piangerti addosso. È goderti quel poco o tanto di vita che ti rimane, senza pretendere che il dolore diventi una medaglia.
Sicuramente non finire gli anni a frignare su un forum. Quello non è dignità. È solo un altro modo di buttare via il tempo. Il tuo e il nostro.