Scoprire tradimenti dopo 50 anni

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sarò sintetico, ha prevaricato la mia possibilità di scegliere e decisionale, ti pare poco?
Non essere sintetico. Con la sintesi qui ci puliamo il culo.

La tua sega mentale perenne — cioè che il mondo ti abbia tolto qualcosa e quindi adesso ti debba un risarcimento morale — si è capita benissimo. Non serve ridurla a slogan.

Solo che qua non siamo psicologi, non siamo pagati per prenderti il trauma, ristrutturartelo con calma e riconsegnarti fra qualche anno in braccio alla signora secca col sorriso idiota dell’uomo mansueto che “ha elaborato”. Qua si parla chiaro.

Che tu abbia diritto a essere incazzato non è in discussione. Tutti hanno diritto alle emozioni che provano. E tu, per come ti è andata, hai pure ottime ragioni per esserlo.

Adesso però parliamo di sincerità, non di diritto astratto.

Hai passato vent’anni ad accudire una donna disabile. Vent’anni. Hai sacrificato il tuo corpo, il tuo desiderio, il tuo margine, il tuo cazzo di spazio vitale sull’altare dei principi, del dovere, della tenuta morale, e alla fine te la sei presa nel culo. Va bene. Questa è la base di partenza. Nessuno te la contesta.

Ma spiegami una cosa semplice: oggi, concretamente, che cosa ti impedisce di organizzarti, lasciare per qualche ora la situazione in mani sicure e andarti a prendere un minimo di vita? Non una redenzione. Non il grande amore. Non la favola romantica di una che ti rimette al mondo come volevi tu. Quella roba, per come è andata la tua vita, non torna più.

Le due cartucce grosse te le sei già sparate. Non hai una seconda chance da cinema americano. Non riparti da zero. Non arriva la donna che ti ama “davvero” esattamente nella forma in cui la vorresti tu. Soprattutto alla tua età, se parliamo di vita sessuale, quanto pensi che ti resti ancora da giocarti? Dieci anni? Forse. E allora usali.

Trovati una che ti faccia scopare e piantala di avercela col mondo.

Perché qui non contano le intenzioni, non conta quanto eri consapevole, non conta quanto ti sei raccontato che fosse giusto. Contano i fatti e i rapporti di causa-effetto. Hai fatto una scelta sbagliata? Sì. O comunque una scelta che ti è costata carissima. Al mondo non frega un cazzo se ci sei arrivato per amore, per dovere o per inerzia. Il risultato resta quello.

E l’unico rimedio che hai, adesso, non è continuare a piangerti addosso. È goderti quel poco o tanto di vita che ti rimane, senza pretendere che il dolore diventi una medaglia.

Sicuramente non finire gli anni a frignare su un forum. Quello non è dignità. È solo un altro modo di buttare via il tempo. Il tuo e il nostro.
 

TheSnatch

Utente di lunga data
Ciao a tutti, dal titolo si capisce che sono un non più giovane, vado al sodo. Ho sempre dubitato della vericidità della fedeltà della mia attuale moglie durante il periodo del fidanzamento durato 6 anni, lei ha sempre negato, ma il dubbio è sempre stato nella mia mente. Con dei sotterfugi dopo tanti anni ha inizato piano piano a confessare di aver avuto rapporti amorosi completi e vari flirt avvenuti mentre ero militare e successivamente mentre mi impegnavo a tempo pieno a creare una posizione economica indipendente. Sono stato il suo primo uomo ed ho sempre avuto una visione di lei come partener della vita. L'ho sposata nonostante il parere contrario dei miei genitori e tante possibili alternative femminili mai prese in considerazione. Oggi che sono alla fine del mio percorso di vita mi sento di aver vissuto nella menzogna come un idiota. Sicuramente se ne fossi stato a conoscenza non l'avrei sposata. Nelle discussioni opache degli ultimi mesi ha sempre dato a me la colpa di quello che lei ha fatto, dovuti alla mia assenza, ai miei impegni lavorativi, al fatto che essendo piacente le donne mi abbordavano e suscitavo la sua gelosia, che le riservavo poche parole d'amore ecc ecc. In poche parole la colpa è stata mia. Il problema è che oggi ho lo schifo e il rigetto ad ogni tipo di contatto fisico e lei sembra non voler capire perchè. E' diventata una condanna a vita, non posso lasciarla perchè è diventata disabile motoria ed ha bisogno della mia presenza sia fisica che economica. Ultimamente mi ha chiesto perchè non le dico mai " ti amo " e perchè sono aggressivo nelle risposte ... Non suggeritemi di andare da uno psicoterapeuta perchè a sua insaputa già lo faccio, ne ho cambiate già 2 ma essendo donne hanno sempre cercato di far vale le mie mancanze e non la concretezza dei fatti. Suggerimenti ?
Ho letto le prime 7/8 pagine, poi mi sono stufato e mi scuso per questo.
Per quale motivo le psicologhe ti hanno addossato la colpa? Se due su due sono giunte a questa conclusione un motivo ci sarà, no? Tua moglie ti ha spiegato nel dettaglio il motivo per il quale ti addossa la colpa? Sei stato molto generico fino all’ottava pagina.
Mi spiace, è chiaro che il gesto brutto lo ha commesso tua moglie, sono pure io un traditore, quindi non scappo dalle mie colpe e credo che non lo faccia nemmeno tua moglie che ha pure confessato tutto, ma puntare solo il dito senza guardarsi allo specchio serve a poco.
 

gvl

Utente di lunga data
Non essere sintetico. Con la sintesi qui ci puliamo il culo.

La tua sega mentale perenne — cioè che il mondo ti abbia tolto qualcosa e quindi adesso ti debba un risarcimento morale — si è capita benissimo. Non serve ridurla a slogan.

Solo che qua non siamo psicologi, non siamo pagati per prenderti il trauma, ristrutturartelo con calma e riconsegnarti fra qualche anno in braccio alla signora secca col sorriso idiota dell’uomo mansueto che “ha elaborato”. Qua si parla chiaro.

Che tu abbia diritto a essere incazzato non è in discussione. Tutti hanno diritto alle emozioni che provano. E tu, per come ti è andata, hai pure ottime ragioni per esserlo.

Adesso però parliamo di sincerità, non di diritto astratto.

Hai passato vent’anni ad accudire una donna disabile. Vent’anni. Hai sacrificato il tuo corpo, il tuo desiderio, il tuo margine, il tuo cazzo di spazio vitale sull’altare dei principi, del dovere, della tenuta morale, e alla fine te la sei presa nel culo. Va bene. Questa è la base di partenza. Nessuno te la contesta.

Ma spiegami una cosa semplice: oggi, concretamente, che cosa ti impedisce di organizzarti, lasciare per qualche ora la situazione in mani sicure e andarti a prendere un minimo di vita? Non una redenzione. Non il grande amore. Non la favola romantica di una che ti rimette al mondo come volevi tu. Quella roba, per come è andata la tua vita, non torna più.

Le due cartucce grosse te le sei già sparate. Non hai una seconda chance da cinema americano. Non riparti da zero. Non arriva la donna che ti ama “davvero” esattamente nella forma in cui la vorresti tu. Soprattutto alla tua età, se parliamo di vita sessuale, quanto pensi che ti resti ancora da giocarti? Dieci anni? Forse. E allora usali.

Trovati una che ti faccia scopare e piantala di avercela col mondo.

Perché qui non contano le intenzioni, non conta quanto eri consapevole, non conta quanto ti sei raccontato che fosse giusto. Contano i fatti e i rapporti di causa-effetto. Hai fatto una scelta sbagliata? Sì. O comunque una scelta che ti è costata carissima. Al mondo non frega un cazzo se ci sei arrivato per amore, per dovere o per inerzia. Il risultato resta quello.

E l’unico rimedio che hai, adesso, non è continuare a piangerti addosso. È goderti quel poco o tanto di vita che ti rimane, senza pretendere che il dolore diventi una medaglia.

Sicuramente non finire gli anni a frignare su un forum. Quello non è dignità. È solo un altro modo di buttare via il tempo. Il tuo e il nostro.
Anche se in modo meno incisivo e dettagliato del tuo gli è già stato detto un po’ da tutti ma è impalato nel suo rigore morale. Le sue emozioni mi fanno venire in mente un feroce leone in gabbia. Ruggisce e vuole scappare ma la gabbia lo trattiene. Non deve essere una bella vita.
 

patroclo

Utente di lunga data
Non essere sintetico. Con la sintesi qui ci puliamo il culo.

La tua sega mentale perenne — cioè che il mondo ti abbia tolto qualcosa e quindi adesso ti debba un risarcimento morale — si è capita benissimo. Non serve ridurla a slogan.

Solo che qua non siamo psicologi, non siamo pagati per prenderti il trauma, ristrutturartelo con calma e riconsegnarti fra qualche anno in braccio alla signora secca col sorriso idiota dell’uomo mansueto che “ha elaborato”. Qua si parla chiaro.

Che tu abbia diritto a essere incazzato non è in discussione. Tutti hanno diritto alle emozioni che provano. E tu, per come ti è andata, hai pure ottime ragioni per esserlo.

Adesso però parliamo di sincerità, non di diritto astratto.

Hai passato vent’anni ad accudire una donna disabile. Vent’anni. Hai sacrificato il tuo corpo, il tuo desiderio, il tuo margine, il tuo cazzo di spazio vitale sull’altare dei principi, del dovere, della tenuta morale, e alla fine te la sei presa nel culo. Va bene. Questa è la base di partenza. Nessuno te la contesta.

Ma spiegami una cosa semplice: oggi, concretamente, che cosa ti impedisce di organizzarti, lasciare per qualche ora la situazione in mani sicure e andarti a prendere un minimo di vita? Non una redenzione. Non il grande amore. Non la favola romantica di una che ti rimette al mondo come volevi tu. Quella roba, per come è andata la tua vita, non torna più.

Le due cartucce grosse te le sei già sparate. Non hai una seconda chance da cinema americano. Non riparti da zero. Non arriva la donna che ti ama “davvero” esattamente nella forma in cui la vorresti tu. Soprattutto alla tua età, se parliamo di vita sessuale, quanto pensi che ti resti ancora da giocarti? Dieci anni? Forse. E allora usali.

Trovati una che ti faccia scopare e piantala di avercela col mondo.

Perché qui non contano le intenzioni, non conta quanto eri consapevole, non conta quanto ti sei raccontato che fosse giusto. Contano i fatti e i rapporti di causa-effetto. Hai fatto una scelta sbagliata? Sì. O comunque una scelta che ti è costata carissima. Al mondo non frega un cazzo se ci sei arrivato per amore, per dovere o per inerzia. Il risultato resta quello.

E l’unico rimedio che hai, adesso, non è continuare a piangerti addosso. È goderti quel poco o tanto di vita che ti rimane, senza pretendere che il dolore diventi una medaglia.

Sicuramente non finire gli anni a frignare su un forum. Quello non è dignità. È solo un altro modo di buttare via il tempo. Il tuo e il nostro.
Vatti a fidare del motto "Dio, Patria e famiglia" 🤷‍♂️
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Anche se in modo meno incisivo e dettagliato del tuo gli è già stato detto un po’ da tutti ma è impalato nel suo rigore morale. Le sue emozioni mi fanno venire in mente un feroce leone in gabbia. Ruggisce e vuole scappare ma la gabbia lo trattiene. Non deve essere una bella vita.
Voglio essere molto chiaro.

Io per questa storia non provo la minima empatia, la minima compassione, la minima vicinanza. Zero. Per me nella vita non conta come incassi, non conta perché le hai prese, non conta neppure quanto faccia scena il livido. Conta come reagisci.

E l’ho detto dal primo post: uno che rifiuta aiuto, si fa mandare via pure dalle psicologhe e preferisce avere ragione invece che stare bene, per me è un vuoto a perdere ontologico. Non un eroe tragico. Non un leone in gabbia. Un buco senza fondo dove butti energie e non torna indietro niente.

Nella mia pur non vastissima esperienza c’è una regola sacra: non esiste disinvestimento peggiore che aiutare chi non vuole essere aiutato nel modo in cui l’aiuto dovrebbe davvero servirgli.

Quindi no, nei confronti di @Dormiente57 non c’è nessun salvacondotto. Non quello dell’uomo d’onore. Non quello del caregiver della disabile. Non quello dell’età avanzata. Non quello del tradito.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Vatti a fidare del motto "Dio, Patria e famiglia" 🤷‍♂️
Tutti i sistemi valoriali sono sistemi chiusi
Funzionano bene perché sono un patto tra persone che rispettano le stesse cose.
Ci sono posti del mondo dove svegliarsi la mattina e scoparsi una femmina d'asino è perfettamente accettato.
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Meglio così ma visto che non sono il solo potresti chiarire i tempi? Abbiamo 50 anni fa il tradimento, poi matrimonio, poi 30 anni buoni, poi 20 anni fa il discorso che ha fatto venire i sospetti pesanti e conseguenti ammissioni progressive. L'incidente con conseguente disabilità dove si colloca?
14 anni fà
 

gvl

Utente di lunga data
Voglio essere molto chiaro.

Io per questa storia non provo la minima empatia, la minima compassione, la minima vicinanza. Zero. Per me nella vita non conta come incassi, non conta perché le hai prese, non conta neppure quanto faccia scena il livido. Conta come reagisci.

E l’ho detto dal primo post: uno che rifiuta aiuto, si fa mandare via pure dalle psicologhe e preferisce avere ragione invece che stare bene, per me è un vuoto a perdere ontologico. Non un eroe tragico. Non un leone in gabbia. Un buco senza fondo dove butti energie e non torna indietro niente.

Nella mia pur non vastissima esperienza c’è una regola sacra: non esiste disinvestimento peggiore che aiutare chi non vuole essere aiutato nel modo in cui l’aiuto dovrebbe davvero servirgli.

Quindi no, nei confronti di @Dormiente57 non c’è nessun salvacondotto. Non quello dell’uomo d’onore. Non quello del caregiver della disabile. Non quello dell’età avanzata. Non quello del tradito.
La mentalità dei combattenti. Non importa se ti buttano giù ma se ti rialzi in piedi. Sono d’accordo
 

Dormiente57

Utente di lunga data
OK, devo congedarmi per alcuni giorni per viaggi di lavoro.
In molti non hanno capito quello che per me è giusto o sbagliato.
Giusto è amare la propria compagna, la propria famiglia, il rispetto, la lealtà, l'onesta.
Sbagliato è il falso in ogni sua sfaccettatura, la slealtà, nascondersi dietro bugie, non riconoscere i propri errori.
Preciso che non sono un uomo formato in Caserma, sono esattamente l'opposto, credo che si debbano avere principi saldi, ho affrontato la vita da solo e senza guide, tutto quello che ho e faccio lo devo a me stesso e alla mia compagna, che però, aveva il diritto e dovere di essere chiara e sincera dei dubbi o delle sue esigenze di quel tempo, questo mi avrebbe consentito di fare considerazioni e scelte che ritengo di non aver avuto.
Avrete sicuramente notato che non ho mai scritto parole offensive nei suoi riguardi, non potrei farlo mai, offenderei me stesso.
Oggi lei è in una posizione di grande difficoltà ma ciò nonostante non mi è mai balenato il pensiero di lasciarla da sola con i suoi problemi.
Andare con un altra/e donna mentre sono ancora sposato? No non ci riuscirei, dovrei provare gli stessi sentimenti che ho provato quando l'ho conosciuta e che ancora oggi sono chiari e limpidi nella mia mente.
Non sono entrato nel forum per consulenze terapeutiche ne per essere compiatito o accondisceso ma per parlare e condividere esperienze simili e le vs. reazioni .
Ho capito che il solo modo per uscire dal mio loop mentale è quello di discuterne apertamente con mia moglie, altro non serve.
 

Nicky

Utente di lunga data
Ho capito che il solo modo per uscire dal mio loop mentale è quello di discuterne apertamente con mia moglie, altro non serve.
Questa è una buona idea, ma ricordati che lei non può riportarti indietro, né può riconoscere di averti impedito di vivere una vita migliore, perché vorrebbe dire umiliarsi ammettendo che non ti ha dato nulla in questi anni o che ti ha imprigionato.
Siamo gli unici a poter restituire a noi stessi la libertà, ma questo vuol dire anche essere disposti ad abbandonare alcune rigidità e non è sempre facile.
 

hammer

Utente di lunga data
Ho capito che il solo modo per uscire dal mio loop mentale è quello di discuterne apertamente con mia moglie, altro non serve.
Loop mentale è il termine corretto. Mi riesce difficile comprendere cosa dovrebbe dirti tua moglie, se non cospargersi il capo di cenere, porgendoti le sue scuse. Ma hai veramente bisogno di questo?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Le sceneggiature fatte bene ti fanno parteggiare per un trafficante di stupefacenti. Vedi Breaking Bad.
Comunque parla per te. I meglio personaggi erano Saul, Mike e la moglie
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Ho capito che il solo modo per uscire dal mio loop mentale è quello di discuterne apertamente con mia moglie, altro non serve.
Fai benissimo a cercare un confronto con tua moglie, ma cosa ti aspetti da lei ? Che ti dica che ha fatto una cazzata, che non era lei, che viveva in 'altra dimensione, che non poteva immaginare di fare quello che ha fatto, che si vergogna di quello che ha fatto, che è pentita e che ti chiede perdono ? Ti basterebbe questo per vivere serenamente i prossimi anni con tua moglie ?
 
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gvl

Utente di lunga data
Fai benissimo a cercare un confronto con tua moglie, ma cosa ti aspetti da lei ? Che ti dica che ha fatto una cazzata, che non era lei, che viveva in 'altra dimensione, che non poteva immaginare di fare quello che ha fatto, che si vergogna di quello che ha fatto, che è pentita e che ti chiede perdono ? Ti basterebbe questo per vivere serenamente i prossimi anni con tua moglie ?
Non spoilerare
 

Brunetta

Utente di lunga data
Comunque parla per te. I meglio personaggi erano Saul, Mike e la moglie
Ho letto su Instagram proprio una discussione sul personaggio di Skyler.
Saul e Mike si sono guadagnati uno spin off, ma pure Hank e Gus… è una serie fantastica.
 
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