Scoprire tradimenti dopo 50 anni

Dormiente57

Utente di lunga data
Stai cercando una partner qui, perché non ha funzionato Meetic?
Ancora una volta interpreti male, non so neanche cosa sia meetic ne mi interessera trovare una partener in internet non ne avrei bisogno, come più volte scritto non ho social ne sono interessato a frequentarne, sono iscritto solo a questo forum e per avere opionioni e scaricare la mente.

Provare per credere

Quindi fammi capire, stai con una per assisterla schiacciato al senso del dovere che stai 14 ore al giorno fuori casa?
Ma le senti le cazzate che racconti a te stesso pur di sembrare un bravo bambino?
Ma porca troia :LOL:
Non sono un infermiere ne laureato in medicina ne tantomeno una badante ma provvedo al loro pagamento

Certo che fai una vita di merda
Il lavoro è il mio hobby , poi ognuno vive come meglio crede o no?
 

Gaia

Utente di lunga data
Provare per credere
I miei nonni hanno dormito assieme fino all’ultimo giorno di vita di nonno.
I miei suoceri stessa cosa.
I miei genitori dormono assieme.
Tutti avevano altri letti in casa disponibili.
Nessuno di loro credo faccia più sesso da tempo.
Credo si scambino e si siano scambiati tenerezze.
Presumo che dormirò assieme a marito fino alla fine dei suoi o dei miei giorni.
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Guarda che può pure essere vero, i 70enni di oggi sono una generazione particolarmente spregevole. Vivono con l'occhio ai valori dei nostri nonni senza essere mai stati neanche lontanamente alla loro altezza, fanno i capricci, sono viziati e pensano pure di sembrare sempre a posto perché hanno condotto delle vite tutto sommato molto comode in cambio di poco.
Non passerei il tempo a cercare un'utilità nell'interazione con sto soggetto. Che tra l'altro non credo essere un fake, ma solo un reale esempio di maschio beta passivo aggressivo.
Na monnezza, insomma.
Pensala come vuoi
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ancora una volta interpreti male, non so neanche cosa sia meetic ne mi interessera trovare una partener in internet non ne avrei bisogno, come più volte scritto non ho social ne sono interessato a frequentarne, sono iscritto solo a questo forum e per avere opionioni e scaricare la mente.
E allora perché hai sentito il bisogno di descriverti “Sono una persona normale che non dimostra la sua reale età ma questo non significa che vado in discoteca o in balera con le persone non più giovani. Adoro il mare, mi piace mangiar bene, mi piace la compagnia, in qualsiasi contesto faccio subito amicizia con tutti, non sono invadente ma mi adatto facilmente, ma ho i miei principi giusti o sbagliati che siano.” ?
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Sarà pure ok per qualcuna che sia vergine a 70 anni.
Che poi sta cosa della verginità io mica l’ho mai capita. In genere si sceglie l’esperienza nei rapporti di affari.
Nei rapporti di amore si sceglie il brivido, seguiti poi dalla capacità di essere affidabili sul lungo periodo sotto tutti i profili (anche quello sessuale).
Non confondere la ricerca della purezza o verginità con la lealtà, la fedeltà e rispetto del compagno/a. parli di affari, bene, sai che nei contratti internazionali sono previste regole fortemente invasive che riguardano l'immagine familiare e la condotta morale?
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Ahh. Adesso ho capito. Ti stai lavorando il vecchietto così quando la moglie schiatta ti sistemi? :LOL:
Sembri aver capito tutto della vita, sei certo di essere un maschio alfa? Sei certo che il tuo modo di frequentarti con donne diverse ne sia la qualifica? Secondo te è più uomo un operaio che per tutta la vita si alza alle 5 del mattino per sostenere la sua famiglia o il ladro che fà una rapina pieno di adrenalina di 5 minuti? Di quest'ultimo genere ne ho conosciuti tanti che una volta in caserma e senza il suo branco piangevano come bambini. La mia non è una critica al tuo modo di vivere ma non ti permetto di giudicare gli altri vecchietti visto che da quello che dici sei un 50nne con lo spasmo di sparare le ultime cartuccie prima di rendersi conto di non avere più 20 anni.

I miei nonni hanno dormito assieme fino all’ultimo giorno di vita di nonno.
I miei suoceri stessa cosa.
I miei genitori dormono assieme.
Tutti avevano altri letti in casa disponibili.
Nessuno di loro credo faccia più sesso da tempo.
Credo si scambino e si siano scambiati tenerezze.
Presumo che dormirò assieme a marito fino alla fine dei suoi o dei miei giorni.
La parole magiche sono serenità e rispetto, queste due paroline sono la chiave di tutto

E allora perché hai sentito il bisogno di descriverti “Sono una persona normale che non dimostra la sua reale età ma questo non significa che vado in discoteca o in balera con le persone non più giovani. Adoro il mare, mi piace mangiar bene, mi piace la compagnia, in qualsiasi contesto faccio subito amicizia con tutti, non sono invadente ma mi adatto facilmente, ma ho i miei principi giusti o sbagliati che siano.” ?
Mi è stato semplicemente chiesto, esattamente come stai facendo tu, ho solo risposto non fatto pubblicità a buon mercato, avrai notato che non ho parlato di fisicità o capacità di maschio alfa. Dovrebbe essere ormai chiaro. La mia scelta è stata per la vita e non per un momento. Ripeto ancora una volta che non sono alla ricerca di una controfigura.
 

Nicky

Utente di lunga data
Tu lasci sola una donna malata giorno e notte, sottoponendola a interrogatori forzati su quel che ha fatto cinquant'anni fa, ma non vuoi separarti perchè così puoi dirti che rispetti gli impegni.
Quello che riusciamo a raccontarci per tenere su le nostre impalcature a volte ha dell'incredibile.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non sono un infermiere ne laureato in medicina ne tantomeno una badante ma provvedo al loro pagamento
Fai poco lo stronzo.

Stare con una persona che sta male non vuol dire togliersi il pensiero facendo il bancomat e poi scomparire dalla mattina alla sera. Vuol dire dedicarle tempo, attenzione, presenza. Anche minima, anche imperfetta, anche rotta dal lavoro e dalla fatica. Ma presenza.

E te lo dico perché questa dinamica la conosco benissimo. Quando ero in crisi nera con mia moglie mi sono chiuso nel lavoro, raccontandomi che non era vero che non volevo tornare a casa: avevo da fare. Guarda caso avevo sempre da fare. Sempre un’urgenza, sempre una scadenza, sempre una pratica, sempre un cazzo di motivo nobile per non varcare quella porta.

Metà del mio studio è fatta da gente che dorme sul divano perché ha orrore all’idea di rientrare dalla moglie. Quindi evita di fare quello che scende dal pero, perché questi meccanismi li conosco meglio di quanto mi piaccia ammettere.

Pagare qualcuno perché assista tua moglie è una cosa. Stare dentro la relazione con una persona malata è un’altra. Non mischiamo i piani, perché lì dentro ci passa tutta la differenza tra responsabilità e alibi.

Pensala come vuoi
Ci mancherebbe pure che la devo pensare come te. :LOL:

Sembri aver capito tutto della vita, sei certo di essere un maschio alfa? Sei certo che il tuo modo di frequentarti con donne diverse ne sia la qualifica? Secondo te è più uomo un operaio che per tutta la vita si alza alle 5 del mattino per sostenere la sua famiglia o il ladro che fà una rapina pieno di adrenalina di 5 minuti? Di quest'ultimo genere ne ho conosciuti tanti che una volta in caserma e senza il suo branco piangevano come bambini. La mia non è una critica al tuo modo di vivere ma non ti permetto di giudicare gli altri vecchietti visto che da quello che dici sei un 50nne con lo spasmo di sparare le ultime cartuccie prima di rendersi conto di non avere più 20 anni.
Allora, primo: cartucce si scrive senza la i.

Fatta questa premessa fondamentale per la tenuta dell’Occidente, non preoccuparti di me. Io, come tutti, ho avuto, ho e avrò i miei alti e bassi. La differenza è che ho scelto come stare al mondo e non ho rimpianti strutturali. Questa cosa con l’età non c’entra un cazzo.

L’età c’entra semmai con la fatica oggettiva di rimettersi in gioco. Io l’ho fatto quando mi sono separato, a quarantacinque anni suonati. In sei anni mi sono accollato traslochi, gestione di mia figlia a targhe alterne, ricostruzione da zero della mia vita sentimentale, taglio netto con tutte le amanti e fuga preventiva da tutte le amiche che rischiavano di diventare accolli emotivi. Mi sono dovuto ricomprare casa a Roma, sto pagando il mutuo delle mura dello studio, e credo che solo di gestione extra della vita mi siano partiti duecentomila euro in quattro anni.

Quella sì è una mazzata. E a quarantacinque anni mi ha comunque regalato più di uno scompenso fisico. Figurati rifarlo a settanta.

Per questo ti dico che non sto facendo il fenomeno. Sto solo dicendo che la vita non ti restituisce niente perché hai sofferto con compostezza. Non c’è un premio fedeltà per chi resta incastrato nella propria storia e poi passa gli anni a lucidare il torto subito.

Tu vuoi trasformare la tua immobilità in superiorità morale. È lì che mi perdi. Perché l’operaio che si alza alle cinque per mantenere la famiglia può essere un uomo enorme o un povero cristo che ha solo timbrato la gabbia per quarant’anni. Dipende da come lo fa, da cosa sceglie, da quanto è vivo dentro quello che porta. Non basta la fatica a nobilitare una vita. Anche i muli faticano.

E no, non ho mai detto che scopare più donne qualifichi automaticamente qualcuno come uomo. Quella è una caricatura che ti serve per non guardare il punto vero: tu non stai difendendo un’etica, stai difendendo la prigione della tua meschinità, altro che valori e valori.

Sei un povero stronzo e vuoi passare da santo. Grazie che dissecchi le mucose, chi se lo accolla un passivoaggressivo così?

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Non c’entra niente, essù.

Non sono io che sono figo. È la concorrenza che fa schifo. Sempre detto.

Quello che mi secca è la gente che prima decanta la purezza della propria pochezza, poi dalla comfort zone viene a rompere i coglioni a chi si è sporcato le mani.

È sempre la stessa scena. Uno sta nel suo recinto, non rischia, non sceglie, non si espone, non cambia niente, però appena vede qualcuno che si muove gli sale il bisogno di spiegargli la morale del mondo. Ma vai a fare in culo, con affetto. Sia a te che a @Gaia che poi fa gnegne che non la cito.

Io sono come il bulldog di Tom e Jerry. Sto lì, dormo, non rompo il cazzo a nessuno. Si capisce dall’inizio del cartone che se mi svegli poi ti faccio un culo così.

E allora lasciami dormire, no? :LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Tu lasci sola una donna malata giorno e notte, sottoponendola a interrogatori forzati su quel che ha fatto cinquant'anni fa, ma non vuoi separarti perchè così puoi dirti che rispetti gli impegni.
Quello che riusciamo a raccontarci per tenere su le nostre impalcature a volte ha dell'incredibile.
Esattamente, sta facendo un lavoro ai fianchi sperando che schiatti che manco io quando devo incassare dagli eredi :LOL:
 

Skorpio

Utente di lunga data
Fai poco lo stronzo.

Stare con una persona che sta male non vuol dire togliersi il pensiero facendo il bancomat e poi scomparire dalla mattina alla sera. Vuol dire dedicarle tempo, attenzione, presenza. Anche minima, anche imperfetta, anche rotta dal lavoro e dalla fatica. Ma presenza.

E te lo dico perché questa dinamica la conosco benissimo. Quando ero in crisi nera con mia moglie mi sono chiuso nel lavoro, raccontandomi che non era vero che non volevo tornare a casa: avevo da fare. Guarda caso avevo sempre da fare. Sempre un’urgenza, sempre una scadenza, sempre una pratica, sempre un cazzo di motivo nobile per non varcare quella porta.

Metà del mio studio è fatta da gente che dorme sul divano perché ha orrore all’idea di rientrare dalla moglie. Quindi evita di fare quello che scende dal pero, perché questi meccanismi li conosco meglio di quanto mi piaccia ammettere.

Pagare qualcuno perché assista tua moglie è una cosa. Stare dentro la relazione con una persona malata è un’altra. Non mischiamo i piani, perché lì dentro ci passa tutta la differenza tra responsabilità e alibi.



Ci mancherebbe pure che la devo pensare come te. :LOL:



Allora, primo: cartucce si scrive senza la i.

Fatta questa premessa fondamentale per la tenuta dell’Occidente, non preoccuparti di me. Io, come tutti, ho avuto, ho e avrò i miei alti e bassi. La differenza è che ho scelto come stare al mondo e non ho rimpianti strutturali. Questa cosa con l’età non c’entra un cazzo.

L’età c’entra semmai con la fatica oggettiva di rimettersi in gioco. Io l’ho fatto quando mi sono separato, a quarantacinque anni suonati. In sei anni mi sono accollato traslochi, gestione di mia figlia a targhe alterne, ricostruzione da zero della mia vita sentimentale, taglio netto con tutte le amanti e fuga preventiva da tutte le amiche che rischiavano di diventare accolli emotivi. Mi sono dovuto ricomprare casa a Roma, sto pagando il mutuo delle mura dello studio, e credo che solo di gestione extra della vita mi siano partiti duecentomila euro in quattro anni.

Quella sì è una mazzata. E a quarantacinque anni mi ha comunque regalato più di uno scompenso fisico. Figurati rifarlo a settanta.

Per questo ti dico che non sto facendo il fenomeno. Sto solo dicendo che la vita non ti restituisce niente perché hai sofferto con compostezza. Non c’è un premio fedeltà per chi resta incastrato nella propria storia e poi passa gli anni a lucidare il torto subito.

Tu vuoi trasformare la tua immobilità in superiorità morale. È lì che mi perdi. Perché l’operaio che si alza alle cinque per mantenere la famiglia può essere un uomo enorme o un povero cristo che ha solo timbrato la gabbia per quarant’anni. Dipende da come lo fa, da cosa sceglie, da quanto è vivo dentro quello che porta. Non basta la fatica a nobilitare una vita. Anche i muli faticano.

E no, non ho mai detto che scopare più donne qualifichi automaticamente qualcuno come uomo. Quella è una caricatura che ti serve per non guardare il punto vero: tu non stai difendendo un’etica, stai difendendo la prigione della tua meschinità, altro che valori e valori.

Sei un povero stronzo e vuoi passare da santo. Grazie che dissecchi le mucose, chi se lo accolla un passivoaggressivo così?



Non c’entra niente, essù.

Non sono io che sono figo. È la concorrenza che fa schifo. Sempre detto.

Quello che mi secca è la gente che prima decanta la purezza della propria pochezza, poi dalla comfort zone viene a rompere i coglioni a chi si è sporcato le mani.

È sempre la stessa scena. Uno sta nel suo recinto, non rischia, non sceglie, non si espone, non cambia niente, però appena vede qualcuno che si muove gli sale il bisogno di spiegargli la morale del mondo. Ma vai a fare in culo, con affetto. Sia a te che a @Gaia che poi fa gnegne che non la cito.

Io sono come il bulldog di Tom e Jerry. Sto lì, dormo, non rompo il cazzo a nessuno. Si capisce dall’inizio del cartone che se mi svegli poi ti faccio un culo così.

E allora lasciami dormire, no? :LOL:
Sei fuori strada, come sempre più spesso accade 🙄..
Se c'è concorrenza (e fa pure schifo) la foto c'entra eccome

Alla fine neghi quello che hai appena ammesso , e forse senza nemmeno accorgertene

Il punto sta altrove. In un luogo di confronto non esiste concorrenza, e nemmeno coppe, ognuno porta quello che ha, senza ansie di essere megglio o peggio di...

Oppure non siamo in un luogo di confronto ma in un luogo di competizione.. (che fa schifo)
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Fai poco lo stronzo.

Stare con una persona che sta male non vuol dire togliersi il pensiero facendo il bancomat e poi scomparire dalla mattina alla sera. Vuol dire dedicarle tempo, attenzione, presenza. Anche minima, anche imperfetta, anche rotta dal lavoro e dalla fatica. Ma presenza.

E te lo dico perché questa dinamica la conosco benissimo. Quando ero in crisi nera con mia moglie mi sono chiuso nel lavoro, raccontandomi che non era vero che non volevo tornare a casa: avevo da fare. Guarda caso avevo sempre da fare. Sempre un’urgenza, sempre una scadenza, sempre una pratica, sempre un cazzo di motivo nobile per non varcare quella porta.

Metà del mio studio è fatta da gente che dorme sul divano perché ha orrore all’idea di rientrare dalla moglie. Quindi evita di fare quello che scende dal pero, perché questi meccanismi li conosco meglio di quanto mi piaccia ammettere.

Pagare qualcuno perché assista tua moglie è una cosa. Stare dentro la relazione con una persona malata è un’altra. Non mischiamo i piani, perché lì dentro ci passa tutta la differenza tra responsabilità e alibi.



Ci mancherebbe pure che la devo pensare come te. :LOL:



Allora, primo: cartucce si scrive senza la i.

Fatta questa premessa fondamentale per la tenuta dell’Occidente, non preoccuparti di me. Io, come tutti, ho avuto, ho e avrò i miei alti e bassi. La differenza è che ho scelto come stare al mondo e non ho rimpianti strutturali. Questa cosa con l’età non c’entra un cazzo.

L’età c’entra semmai con la fatica oggettiva di rimettersi in gioco. Io l’ho fatto quando mi sono separato, a quarantacinque anni suonati. In sei anni mi sono accollato traslochi, gestione di mia figlia a targhe alterne, ricostruzione da zero della mia vita sentimentale, taglio netto con tutte le amanti e fuga preventiva da tutte le amiche che rischiavano di diventare accolli emotivi. Mi sono dovuto ricomprare casa a Roma, sto pagando il mutuo delle mura dello studio, e credo che solo di gestione extra della vita mi siano partiti duecentomila euro in quattro anni.

Quella sì è una mazzata. E a quarantacinque anni mi ha comunque regalato più di uno scompenso fisico. Figurati rifarlo a settanta.

Per questo ti dico che non sto facendo il fenomeno. Sto solo dicendo che la vita non ti restituisce niente perché hai sofferto con compostezza. Non c’è un premio fedeltà per chi resta incastrato nella propria storia e poi passa gli anni a lucidare il torto subito.

Tu vuoi trasformare la tua immobilità in superiorità morale. È lì che mi perdi. Perché l’operaio che si alza alle cinque per mantenere la famiglia può essere un uomo enorme o un povero cristo che ha solo timbrato la gabbia per quarant’anni. Dipende da come lo fa, da cosa sceglie, da quanto è vivo dentro quello che porta. Non basta la fatica a nobilitare una vita. Anche i muli faticano.

E no, non ho mai detto che scopare più donne qualifichi automaticamente qualcuno come uomo. Quella è una caricatura che ti serve per non guardare il punto vero: tu non stai difendendo un’etica, stai difendendo la prigione della tua meschinità, altro che valori e valori.

Sei un povero stronzo e vuoi passare da santo. Grazie che dissecchi le mucose, chi se lo accolla un passivoaggressivo così?
Effettivamente hai una vita di merda, più della mia , hai vinto il primo premio compresi gli insulti
 

Dormiente57

Utente di lunga data
Tu lasci sola una donna malata giorno e notte, sottoponendola a interrogatori forzati su quel che ha fatto cinquant'anni fa, ma non vuoi separarti perchè così puoi dirti che rispetti gli impegni.
Quello che riusciamo a raccontarci per tenere su le nostre impalcature a volte ha dell'incredibile.
Scusa, ma dove ho mai scritto di interrogatori forzati? ho parlato di confessioni.
 

Gaia

Utente di lunga data
Fai poco lo stronzo.

Stare con una persona che sta male non vuol dire togliersi il pensiero facendo il bancomat e poi scomparire dalla mattina alla sera. Vuol dire dedicarle tempo, attenzione, presenza. Anche minima, anche imperfetta, anche rotta dal lavoro e dalla fatica. Ma presenza.

E te lo dico perché questa dinamica la conosco benissimo. Quando ero in crisi nera con mia moglie mi sono chiuso nel lavoro, raccontandomi che non era vero che non volevo tornare a casa: avevo da fare. Guarda caso avevo sempre da fare. Sempre un’urgenza, sempre una scadenza, sempre una pratica, sempre un cazzo di motivo nobile per non varcare quella porta.

Metà del mio studio è fatta da gente che dorme sul divano perché ha orrore all’idea di rientrare dalla moglie. Quindi evita di fare quello che scende dal pero, perché questi meccanismi li conosco meglio di quanto mi piaccia ammettere.

Pagare qualcuno perché assista tua moglie è una cosa. Stare dentro la relazione con una persona malata è un’altra. Non mischiamo i piani, perché lì dentro ci passa tutta la differenza tra responsabilità e alibi.



Ci mancherebbe pure che la devo pensare come te. :LOL:



Allora, primo: cartucce si scrive senza la i.

Fatta questa premessa fondamentale per la tenuta dell’Occidente, non preoccuparti di me. Io, come tutti, ho avuto, ho e avrò i miei alti e bassi. La differenza è che ho scelto come stare al mondo e non ho rimpianti strutturali. Questa cosa con l’età non c’entra un cazzo.

L’età c’entra semmai con la fatica oggettiva di rimettersi in gioco. Io l’ho fatto quando mi sono separato, a quarantacinque anni suonati. In sei anni mi sono accollato traslochi, gestione di mia figlia a targhe alterne, ricostruzione da zero della mia vita sentimentale, taglio netto con tutte le amanti e fuga preventiva da tutte le amiche che rischiavano di diventare accolli emotivi. Mi sono dovuto ricomprare casa a Roma, sto pagando il mutuo delle mura dello studio, e credo che solo di gestione extra della vita mi siano partiti duecentomila euro in quattro anni.

Quella sì è una mazzata. E a quarantacinque anni mi ha comunque regalato più di uno scompenso fisico. Figurati rifarlo a settanta.

Per questo ti dico che non sto facendo il fenomeno. Sto solo dicendo che la vita non ti restituisce niente perché hai sofferto con compostezza. Non c’è un premio fedeltà per chi resta incastrato nella propria storia e poi passa gli anni a lucidare il torto subito.

Tu vuoi trasformare la tua immobilità in superiorità morale. È lì che mi perdi. Perché l’operaio che si alza alle cinque per mantenere la famiglia può essere un uomo enorme o un povero cristo che ha solo timbrato la gabbia per quarant’anni. Dipende da come lo fa, da cosa sceglie, da quanto è vivo dentro quello che porta. Non basta la fatica a nobilitare una vita. Anche i muli faticano.

E no, non ho mai detto che scopare più donne qualifichi automaticamente qualcuno come uomo. Quella è una caricatura che ti serve per non guardare il punto vero: tu non stai difendendo un’etica, stai difendendo la prigione della tua meschinità, altro che valori e valori.

Sei un povero stronzo e vuoi passare da santo. Grazie che dissecchi le mucose, chi se lo accolla un passivoaggressivo così?



Non c’entra niente, essù.

Non sono io che sono figo. È la concorrenza che fa schifo. Sempre detto.

Quello che mi secca è la gente che prima decanta la purezza della propria pochezza, poi dalla comfort zone viene a rompere i coglioni a chi si è sporcato le mani.

È sempre la stessa scena. Uno sta nel suo recinto, non rischia, non sceglie, non si espone, non cambia niente, però appena vede qualcuno che si muove gli sale il bisogno di spiegargli la morale del mondo. Ma vai a fare in culo, con affetto. Sia a te che a @Gaia che poi fa gnegne che non la cito.

Io sono come il bulldog di Tom e Jerry. Sto lì, dormo, non rompo il cazzo a nessuno. Si capisce dall’inizio del cartone che se mi svegli poi ti faccio un culo così.

E allora lasciami dormire, no? :LOL:
Tutti scelgono. La tua scelta non è meglio di quella di altre, fatta eccezione per chi piagnucola.
Non c’è un solo mio messaggio in cui piagnucoli, ho fatto scelte e l’ho pagate come ogni altro.
La differenza fra me e te è che io ho SCELTO di restare, tu di andare.
Dalla rabbia che spesso esprimi nei post in cui ti ergi a superuomo si evince il rimpianto.
Mi spiace molto per te.
ci farai pace.
Questo luogo per me è un luogo di confronto dove non mi serve raccontare la storia della mia vita se non per sommi capi.
Ma come sai ci sono tante differenze tra di noi ed è lì che c’è il discrimine delle scelte fatte.
Io sono stata una figlia molto amata, sono una donna che si ama e che ha imparato a farlo proprio perché l’amore lo ha respirato nella forma più sana.
Oggi sono una donna che ama e le piace proprio la vita che fa.
Fatta di routine, di lavoro, di audiolibri ascoltati alla sera.
Non sono nata nel privilegio dato dal denaro, ma ho avuto l’amore incondizionato e l’ho proprio percepito.
ogni euro che ho in tasca l’ho guadagnato partendo da zero e avendo dalla mia solo la determinazione, l’intelligenza di chi ha fame e il supporto di chi mi ama.
Ho perso la bussola ad un certo punto, ma l’ho ritrovata perché l’ho cercata. Non mi sono fatta trascinare dagli eventi, dalle emozioni del momento. Del resto ho passato da un pezzo i 15 anni.
 

Rebecca89

Sentire libera
Scusa, ma dove ho mai scritto di interrogatori forzati? ho parlato di confessioni.
No. E infatti a me non hai mai risposto. Hai parlato di pressione e lavoro psicologico per vent'anni ma non hai spiegato come, in che modo, cosa ti ha dato pensiero.

Ma siccome sono 2 settimane che chiedo a una certa me so pure stufata.
Giusto per la precisazione.
Le confessioni sono state date da pressioni.
Questo hai detto e questo hai chiuso.

@Nicky scusa l' intromissione.
 
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