Risarcimento danni

Brunetta

Utente di lunga data
Non conoscevo questi dettagli. Ma lui è morto per soffocamento o per il caldo in mansarda?
Se è morto per soffocamento è evidente, per quello che posso intuire, che il "gioco" era già particolarmente pericoloso e lui lo aveva comunque accettato. Se non fosse stato pericoloso non avrebbe mai potuto soffocare. In questo caso somiglierebbe più ad un suicidio assistito e concordato che altro. Per questo motivo il risarcimento mi lascia perplesso.
È morto perché il caldo gli ha causato disidratazione ed è svenuto, finendo soffocato dalle corde.
Guarda Un giorno in pretura.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Volevo postarlo anch’io.
Avevo visto il processo grazie a Un giorno in pretura.
Ero rimasta allibita dalla lieve condanna.
Erano amanti da tempo e usi a queste pratiche, quindi “esperti”. Tra i testimoni era stato ascoltato un esperto di bondage.
A parte che, dopo dieci anni di relazione, lei non era sembrata particolarmente rammaricata dell’esito, è stato reso noto che era una caldissima giornata di luglio e lui era stato lasciato in mansarda...
Io capisco (cioè non capisco per niente, ma faccio finta) che uno gradisca soffrire, ma l’abbandono, anche se concordato, mi era sembrato assurdo. Ovviamente così come è risultato dal processo. Anche secondo la testimonianza dell’esperto. Sembra che si debba “far finta” e non abbandonare davvero.
Ci sarebbe mancato anche non risarcire.
Lei mi pare che fosse avvocata o comunque una professionista con un buon reddito.
Non sapevo di questo particolare ma questo rafforza la teoria dell'essere inesperti perché se lo fosse stata ora il tipo sarebbe vivo.
 

Nono

Utente di lunga data
L’unica volta che mi sono fatto legare e’ stata con una che a tua insaputa, avevamo in condivisione.
Il problema vero fu che mi lego’ ma si dimentico‘ di slegarmi.
Dovetti chiamare Idro a farmi slegare perché io e te non eravamo ancora amici.
😂😂😂😂😂😂
Chiamavi me ti finivo con un cetriolo nel gnao.

Uhmmmm, non mi fido farmi legare.
In compenso le lego io prima che se vadano
😀
 

Nicky

Utente di lunga data
È una conseguenza dell'evoluzione della responsabilità civile: per ogni danno, ci deve essere una riparazione da parte di un (più o meno) colpevole.

La stupidità, il caso, la sfiga sono state eliminate nel momento in cui non pretendi che ci sia dolo: ci deve essere sempre una responsabilità da parte di qualcuno.

Non so se è conseguenza della colonizzazione culturale americana che abbiamo subito o semplicemente di un periodo di pace troppo prolungato.
Ecco, è un po' la riflessione che ho fatto io.
Poi ovviamente qui sono stati fatti dei processi e avranno avuto elementi di valutazione più solidi.
Ma a volte mi sembra che si cerchi un colpevole.
 

hammer

Utente di lunga data
È morto perché il caldo gli ha causato disidratazione ed è svenuto, finendo soffocato dalle corde.
Guarda Un giorno in pretura.
Questo, secondo me, appesantisce la posizione della partner. Se non fosse svenuto non sarebbe morto.
Se è svenuto è perché è stato lasciato per chissà quanto tempo al caldo senza nemmeno il minimo controllo.
Questo rende plausibile un risarcimento.
 

cipolino

Utente di lunga data
Ecco, è un po' la riflessione che ho fatto io.
Poi ovviamente qui sono stati fatti dei processi e avranno avuto elementi di valutazione più solidi.
Ma a volte mi sembra che si cerchi un colpevole.
Non "a volte" ma "sempre".
E il fatto che i giudici riconoscano risarcimenti per la qualunque, incoraggia queste cause civili (a prescindere dal caso specifico dell'articolo, nel quale la situazione è più sfumata).
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho notato anche io una tendenza a non accettare che esista anche il caso, nella vita.
Ma cosa c’entra il caso?
Non è che lo ha lasciato a letto e lui non ha ricevuto soccorso quando ha avuto un infarto. Cosa che qualsiasi persona vivrebbe con senso di colpa.
Lo ha mollato in pieno luglio in una mansarda che ha raggiunto temperature assurde e legato da lei. Lui glielo aveva chiesto e lo facevano da tempo, ma lei non ha pensato mentre boccheggiava in ufficio con l’aria condizionata, che lui sarebbe stato male?
A me sembra che a tanti il cervello funzioni male.
 

hammer

Utente di lunga data
Ma cosa c’entra il caso?
Non è che lo ha lasciato a letto e lui non ha ricevuto soccorso quando ha avuto un infarto. Cosa che qualsiasi persona vivrebbe con senso di colpa.
Lo ha mollato in pieno luglio in una mansarda che ha raggiunto temperature assurde e legato da lei. Lui glielo aveva chiesto e lo facevano da tempo, ma lei non ha pensato mentre boccheggiava in ufficio con l’aria condizionata, che lui sarebbe stato male?
A me sembra che a tanti il cervello funzioni male.
Come lasciare il cane, in pieno agosto, in un'auto con i finestrini chiusi.
 

Nicky

Utente di lunga data
Il caso è che ti colpisca il fulmine in testa (te generico), per me 😃
Ma sai, forse è un po' più ampio. La realtà non è pienamente controllabile e a volte ciò che sfugge al nostro controllo, sfugge perché realmente difficile da controllare. Penso anche a certe contestazioni mediche, umanamente capisco il voler cercare un responsabile, ma mi rendo conto anche che la complessità che si affronta rende a volte poco prevedibile a priori ciò che a posteriori sembra una conseguenza che si doveva essere in grado di prevedere.
 

Nicky

Utente di lunga data
Ma cosa c’entra il caso?
Non è che lo ha lasciato a letto e lui non ha ricevuto soccorso quando ha avuto un infarto. Cosa che qualsiasi persona vivrebbe con senso di colpa.
Lo ha mollato in pieno luglio in una mansarda che ha raggiunto temperature assurde e legato da lei. Lui glielo aveva chiesto e lo facevano da tempo, ma lei non ha pensato mentre boccheggiava in ufficio con l’aria condizionata, che lui sarebbe stato male?
A me sembra che a tanti il cervello funzioni male.
Tu hai sentito il processo e di certo sarà emerso altro.
Quello che a me è saltato all'occhio, leggendo l'articolo, di certo incompleto, è che nessuno dei due sembrava avere contemplato l'ipotesi che potesse accadere, e quindi mi sono chiesta cosa li avesse potuti portare a sottovalutare le conseguenze e se realmente ci sia stata una sottovalutazione.
Purtroppo il cervello funziona anche male.
 

Gaia

Utente di lunga data
Chissà quante volte avevano fatto sto gioco.
chissà se lui ha urlato per chiedere aiuto.
Dispiace per i figli che hanno dovuto conoscere il padre sotto questo aspetto.
spero che non lo ricorderanno per questo.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Ma sai, forse è un po' più ampio. La realtà non è pienamente controllabile e a volte ciò che sfugge al nostro controllo, sfugge perché realmente difficile da controllare. Penso anche a certe contestazioni mediche, umanamente capisco il voler cercare un responsabile, ma mi rendo conto anche che la complessità che si affronta rende a volte poco prevedibile a priori ciò che a posteriori sembra una conseguenza che si doveva essere in grado di prevedere.
Concordo, come l'alcol che potrebbe essere stato un "non caso" ad aver contribuito all'esito.
 

Nicky

Utente di lunga data
Chissà quante volte avevano fatto sto gioco.
chissà se lui ha urlato per chiedere aiuto.
Dispiace per i figli che hanno dovuto conoscere il padre sotto questo aspetto.
spero che non lo ricorderanno per questo.
Almeno il risarcimento li aiuterà un po' perché restare senza papà, magari ancora durante gli studi, è dura.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Comuqnue, mi pare che si parlasse di 450.000 euro non sarebbero un granché per una famiglia pur essendo molto d'aiuto, insomma si parla di un morto.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Oggi ho letto questa notizia:
Ve la copio, perché credo che gli articoli non si leggano.
"Un gioco erotico tra un uomo e la sua amante era finito male e un 61enne era morto dopo alcune ore di agonia. Ora, dopo la condanna definitiva della donna per omicidio colposo, restavano da chiarire solo i risarcimenti dei danni ai familiari, da quantificare in sede civile. Nei giorni scorsi il Tribunale di Alessandria ha stabilito che la moglie e i 3 figli dell'uomo dovranno ricevere circa 450 mila euro, tra risarcimento danni e spese legali, più interessi.
Nel 2022 era stata la corte d'Assise d'Appello di Torino a stabilire che l’imputata era responsabile di omicidio colposo, con riconoscimento delle attenuanti generiche ed attribuzione del concorso di colpa con la vittima, e la donna era stata condannata a risarcire il danno cagionato alle parti civili, «da liquidare in separato procedimento civile». La sentenza era poi passata in giudicato e quindi il Tribunale civile di Alessandria su richiesta dell'avvocato Massimo Grattarola, legale dei familiari della vittima, aveva avviato il procedimento per la quantificazione del danno. Anche in questo caso il giudice civile ha mantenuto il concorso di colpa tra l'uomo e la donna, stabilendo che la vittima abbia contribuito al 60% al suo decesso. Di conseguenza il danno totale è stato quantificato al 40%.
Alla base dei due procedimenti giudiziari c'è il decesso del 61enne per un gioco erotico finito male, un bondage che era sfuggito al controllo dei due amanti e che aveva finito col soffocare l'uomo l'11 luglio del 2016 in un appartamento di Alessandria. Il bondage mortale era iniziato, stando al resoconto processuale, intorno alle 14 ma poi la donna si era allontanata dalla mansarda e quando era rientrata lo aveva trovato agonizzante e in fin di vita e nonostante i tentativi di rianimazione posti in essere dagli operatori del 118 intervenuti sul posto l'uomo era poi deceduto. Forse anche le alte temperature, il consumo di alcol e ovviamente le corde e le legature avevano portato al decesso dell'uomo. Agli inquirenti la donna spiegò che era rituale concordato, così come il fatto che dopo qualche ora sarebbe tornata a liberarlo.
L’imputata durante il processo ha spiegato che tra i due c’era una relazione da quasi dieci anni e anche la pratica della legatura era eseguita da tempo. L’accusa infatti era stata trasformata da omicidio preterintenzionale a omicidio colposo e aveva portato alla condanna definitiva di un anno di reclusione. Già nel processo penale per i giudici «la vittima contribuì attivamente alla fase di ideazione ed esecuzione del gioco erotico durante il quale morì, scegliendo in prima persona modalità del rapporto». Il giudice Matteo Martorino Venturini del Tribunale di Alessandria ha solo stabilito le percentuali di responsabilità, a suo parere, per poi tradurle nel quantum che i familiari dovranno ricevere dalla donna come risarcimento.
L'avvocato della famiglia della vittima, Massimo Grattarola, raggiunto telefonicamente, ha affermato: «Siamo soddisfatti della sentenza di risarcimento, a parte per la sofferenza patita in agonia dalla vittima che forse poteva essere aumentato nel quantum, ma se non ci sarà appello la famiglia sarà contenta di chiudere una vicenda estremamente dolorosa".
Ovviamente non si può valutare ciò che è stato deciso, perché solo, appunto, chi ha deciso aveva tutti gli elementi per farsi un'idea. Mi ha fatto riflettere, di istinto, mi verrebbe da pensare che forse è tanto, se due persone sono d'accordo. Dall'altra parte, proprio perché una persona si mette così nelle tue mai, devi essere molto più attento e quindi essere rigorosi ha un senso.
Se vuoi fare ste robe almeno senti prima il tuo assicuratore se puoi stipulare una polizza RC responsabilità professionale, o qualcosa del genere
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu hai sentito il processo e di certo sarà emerso altro.
Quello che a me è saltato all'occhio, leggendo l'articolo, di certo incompleto, è che nessuno dei due sembrava avere contemplato l'ipotesi che potesse accadere, e quindi mi sono chiesta cosa li avesse potuti portare a sottovalutare le conseguenze e se realmente ci sia stata una sottovalutazione.
Purtroppo il cervello funziona anche male.
Appunto entrambi laureati, professionisti affermati e benestanti, hanno sottovalutato le possibili conseguenze. Non funzionava bene il loro cervello.
Mica lei aveva 5 anni che può cavarsela con “non l’ho fatto apposta!”?
 
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