Confesso che all' epoca nella quale ho formato una famiglia, mi ero posto il problema che, se non fossero venuti figli, sarei stato favorevole alla fecondazione assistita, se mia moglie l' avesse desiderato. Persino l' eterologa. I miei spermatozoi erano "lenti" ma attivi, ricordo il risultato delle analisi fatte a cavallo del matrimonio.
Poi, pur essendo lenti, sono andati a bersaglio tre volte. Ma sono contento comunque di averne una di figlia, che è la mia assoluta priorità (per orgoglio e preoccupazione) nella vita.
Una madre, poi, che si trovi a crescere figli avuti da padri diversi ha, secondo me, un solo obiettivo doveroso, quello di crescerli al meglio, tutti insieme. E se fa "cassa comune" per dare a tutti il medesimo trattamento, l' approverei in ogni caso, perché i figli sono (devono essere) uguali per chi li ha generati.
Ci penserà la vita a plasmare i loro destini e se saranno uniti e solidali tra loro avranno un vantaggio aggiuntivo, che vale molto di più di qualche quattrino in più speso per tutti da uno dei padri. Per lo meno, la vedo così.
Una filiazione consapevole e desiderata dovrebbe mettere in conto che l' interesse primario è sempre quello dei figli.