L'ho messo apposta l'asterisco*
Io non credo di aver problemi a esplicitare..
È chiarissimo che ognuno vede da una posizione propria, individuale
Ed ha parametri di riferimento
Quando vedo un figlio "fatto completamente" aggirarsi per un salotto alla ricerca del cesso di casa sua dove vomitare, mentre i genitori se ne fottono e invitano al selfie sullo champagne, che c'è da metterlo su facebook, io vedo che non vedono
Che non vogliono vedere, che non ne hanno proprio voglia..
Vogliono fare festa fare casino, non vogliono vedere i problemi che hanno davanti
Nemmeno i tuoi genitori ne volevano vedere, nemmeno i miei.. a modo loro, su aspetto diversi
E non sono stati perfetti
Ma io oggi questo vedo e questo dico. Perché lo vedo oggi
Oppure ci voltiamo verso lo smartphone e ci facciamo il selfie?
E dove ho scritto il grassetto?
Fa caldo, manco mi ci addentro nei problemi altrui se non sono pagata per farlo!!
Ho scritto di parametri di riferimento che servono come riferimento per esprimere una propria valutazione.
Come tu hai fatto in questo post nel sottolineato.
E ho semplicemente fatto notare che non è questione di meglio o peggio, ma di esplicitazione dei parametri di riferimento che sostengono una valutazione. (i grassetti che ho evidenziato nei tuoi post precedenti)
L'esempio che hai fatto in questo post calza a pennello.
Il figlio disintegrato che gira per casa, non semplicemente non visto ma negato e mantenuto in quella posizione dal nucleo famigliare è parte dello studio sui nuclei famigliari problematici.
E la sistemica, in particolare negli ultimi 10 anni, ne parla diffusamente.
È una situazione che ho visto nel mio passato lavorativo, quindi ti parlo a partire da quasi una 30ina di anni fa ormai, e su quella posizione aggiungo anche il dare al figlio soldi o addirittura sostanze (penso all'alcol) nonostante il percorso del figlio fosse interromperne l'uso. Avrei migliaia di aneddoti da raccontare a riguardo. In un lavoro con quel tipo di situazioni la parte più complessa da regolare è la famiglia, mica il tossico!
Quello che cambia è solo il distrattore - che io definirei "aggiustatore di realtà alle proprie esigenze" - : oggi lo smartphone ieri il lavoro o meglio ancora il giudizio sociale sulla rispettabilità del nucleo famigliare.
Le famiglie che si fanno carico, oggi come ieri, sono quelle che non si rifugiano nei distrattori.
E questa competenza
oggi - ma non ieri -è avvantaggiata dal fatto che il parlare di queste situazioni non è più un tabù, la colpevolizzazione dei genitori non è più così diffusa e tutto sommato, anche grazie ai social, lo stigma dell'isolamento è meno pesante.
Anche in assenza di comprensione e tenendo conto dell'analfabetismo di ritorno.
Quindi anche io parlo di ciò che vedo ma esplicitando i miei parametri di riferimento.
Ossia le generazioni precedenti.
I miei genitori per me non sono punto di riferimento genitoriale.
È stato uno dei fulcri del lavoro su me stessa che ho attuato in questi anni e sono felice di averlo fatto.
Se non l'avessi fatto non sarei sopravvissuta a me stessa.
E quindi non posso riferirmi a me e a loro come standard parametro, perchè la mia situazione famigliare è troppo borderline rispetto allo standard.
Neppure i selfie funzionano per me...le uniche foto in cui esco decentemente, con un sorriso autentico che non mi deforma il viso nella finzione, sono quelle in cui mando affanculo chiunque guarderà mai quella foto. È la foto meglio riuscita del mio matrimonio una in cui mi esprimo liberamente in questi termini!
