Danny e dell'incapacità di vedere

Nicky

Utente di lunga data
Non ho contestato cosa pensano.
Ma non sono d'accordo, non vedo il bsogno di non avere la responsabilità dei figli, quantomeno non come atteggiamento diffuso.
Oltretutto pochi diventano genitori, lo fanno perchè lo vogliono e il pericolo lo vedo più nell'eccessivo investimento sul figlio, non su trascuratezza e disattenzione.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Quei termini li ho utilizzati non pensando ai genitori del 1960, ma pensando al fatto che ho visto figli di 19 anni prendere (loro malgrado) il ruolo di genitore e tirargli le orecchie* al genitore come si farebbe con bambini indisciplinati

* Tirare le orecchie pratica usata dai genitori anni 70 che oggi è considerata pratica violenta etc.. etc..
Il sottolineato 😉

Non è semplicemente considerata pratica violenta.
Semplicemente oggi si riconosce che quel tipo di agiti fisici sono una modalità da poco disfunzionale a molto disfunzionale di manifestare la propria frustrazione nei confronti di comportamenti altrui che non si riesce a regolare in altro modo nel tempo che si prevede di dover utilizzare per regolarli.

È pratica violenta come ogni comunicazione egocentrata che pretende però di definirsi mirata al bene altrui.




Il grassetto contiene i sè i riferimenti culturali che ti fanno definire "ruolo di genitore" "bambino indisciplinato" "come si farebbe".

Non vedo davvero quale sia il problema nell'esplicitazione dei propri riferimenti. 🙂

Ed è ovvio che sia alla storia, quantomeno alla propria storia personale, che si fa riferimento.
E neanche tu hai più 20 anni!!
 

danny

Utente di lunga data
Però..Se sono un gangster faccio il gangster, non è che se divento papà mi trasformo nel postino che mi porta il pacco Amazon

Io parlavo di un approccio alla genitorialità dove vedo disimpegno, poca voglia e coraggio di approfondire, (anche perché devo farmi il selfie col piatto di lenticchie al ristorante) e cose varie
Hai voglia...
Anche questo è contemplato.
A discolpa parziale va detto che quando si lavora in due il tempo dedicato ai figli è minimo e quando ci si separa è anche epggio.

Si dice sempre che conta non quanto tempo gli si dedica, ma come glielo si dedica, ma per me è una stronzata.

Se torni a casa alle 8 di sera e tuo figlio è stato da solo tutto il giorno, che legame vuoi creare?
ne conosco di separati, con dei padri che sono delle autentiche teste di cazzo e trovano giustificazioni per non accollarsi i figli.
Io, come la mia collega, e altri, invece abbiamo cambiato orari per stare di più con i figli.
Ho passato anni a svegliarmi alle 5 di mattina per essere a casa per l'orario di uscita da scuola e portare mia figlia al parco, stare con lei, cercare du essere un padre presente. Ho ingoiato un tradimento per non diventare un padre separato.
Ho ospitato amici in casa di mia figlia, smollati dai genitori che volevano sbarazzarsene per un po', e che non hanno mai ricambiato, ovviamente, ma lo abbiamo sempre fatto per lei, per darle una dimensione sociale, amici, di cui agli altri genitori fregava zero.
Poi vedo il ragazzino dei vicini che fa il tamarro mentre i genitori che non ci sono mai e... che cosa posso dire?
Vedo i figli di quelli di sopra che scroccano la corrente al condominio per ricaricare i monopattini.
Vedo i musulmani che non cagano di striscio i bambini sotto casa che nel frattempo fanno di tutto
Vedo l'altra madre che non fa altro che urlare al marito e porta i figli a giocare nel locale dei box sotterraneo, da soli e...

In fin dei conti ti dò ragione.
 
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Andromeda4

Utente di lunga data
era una società più strutturata, i ruoli più fermi, avevano meno modo di muoversi in maniera non controllata, adesso non ci sono limiti di alcun genere che può essere una bella cosa ma rende il tutto molto più vasto...Prima il padre era quello che spaventava, la madre accudiva, non è bello da dirsi ma il figlio nel momento che veniva anche solo nominato il babbo si calmava, adesso non c'è più questa distinzione netta e alle volte ci prendiamo anche nella coppia perché entrambi vorremmo fare anche la parte dell'altro magari in maniera diversa e nel momento che perdiamo tempo a discutere tra noi l'attenzione dal figlio si sposta e questo resta in mezzo senza sapere bene a chi dare retta e che fare.
Secondo me conoscere un figlio, osservarlo, è già una buona parte del lavoro fatto.
Solo che costa tempo. E il tempo tante volte si usa su altre cose.
Nella mia rubrica c'è una cretina che ho conosciuto perché avevo bisogno di una consulenza per Yves Rocher. Ora ha cambiato azienda e spamma in continuazione whatsapp con video di presentazione prodotti e vita di tutti i giorni, figli compresi. Li riprende mentre gli dà integratori da prendere, questi poveretti appena svegli, con la faccia da sonno e bocca impastata, sono costretti a ingoiare Olivox e a bere cappuccino finto. Lei poi non fa che esaltare il nuovo lavoro (tipo multilevel, non ricordo il termine esatto) che le permette di "stare con i figli". Se è questo il modo di starci...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Controllanti lo erano anche i miei. A livelli stratosferici. Neanche loro ci permettevano di sbagliare, ci hanno sempre tarpato le ali pretendendo poi di avere dei figli svegli, smart, responsabili e capaci di risolvere i problemi. Lo capisci da te che era un lavoro assurdo e che la perfezione (ma chi l'ha mai pretesa poi? LORO. LORO erano e sono convinti di essere stati perfetti. Quindi, altra ansia su ansia preesistente) non esiste. Circe, non cadere in questo meccanismo. Lo dico per te che vivi male e probabilmente sarà dura anche per loro.
Però c'è anche il risvolto della medaglia, una medaglia già di per sé sconfortante. C'è un atteggiamento che la generazione dei miei non ha avuto. C'è il dire "esisto anch'io, come persona, mi voglio realizzare, voglio i miei spazi, i miei amici, il mio Instagram" (per dire, perché FB è vero che ora è un po' più da sfigatelli, ma esiste ancora) e così vai di foto a culo di gallina, vestiti appena comprati, raduni con amiche. Non sto dicendo che lo fai tu. Mi limito a raccontare quello che vedo. E ignorare le problematiche di un figlio spesso nasce, FORSE, anche con questo.
Però non bisogna credere che i propri genitori siano rappresentativi di tutti i loro coetanei.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Il sottolineato 😉

Non è semplicemente considerata pratica violenta.
Semplicemente oggi si riconosce che quel tipo di agiti fisici sono una modalità da poco disfunzionale a molto disfunzionale di manifestare la propria frustrazione nei confronti di comportamenti altrui che non si riesce a regolare in altro modo nel tempo che si prevede di dover utilizzare per regolarli.

È pratica violenta come ogni comunicazione egocentrata che pretende però di definirsi mirata al bene altrui.




Il grassetto contiene i sè i riferimenti culturali che ti fanno definire "ruolo di genitore" "bambino indisciplinato" "come si farebbe".

Non vedo davvero quale sia il problema nell'esplicitazione dei propri riferimenti. 🙂

Ed è ovvio che sia alla storia, quantomeno alla propria storia personale, che si fa riferimento.
E neanche tu hai più 20 anni!!
L'ho messo apposta l'asterisco* 😅

Io non credo di aver problemi a esplicitare..
È chiarissimo che ognuno vede da una posizione propria, individuale
Ed ha parametri di riferimento

Quando vedo un figlio "fatto completamente" aggirarsi per un salotto alla ricerca del cesso di casa sua dove vomitare, mentre i genitori se ne fottono e invitano al selfie sullo champagne, che c'è da metterlo su facebook, io vedo che non vedono

Che non vogliono vedere, che non ne hanno proprio voglia..
Vogliono fare festa fare casino, non vogliono vedere i problemi che hanno davanti

Nemmeno i tuoi genitori ne volevano vedere, nemmeno i miei.. a modo loro, su aspetto diversi

E non sono stati perfetti

Ma io oggi questo vedo e questo dico. Perché lo vedo oggi

Oppure ci voltiamo verso lo smartphone e ci facciamo il selfie?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma non sono d'accordo, non vedo il bsogno di non avere la responsabilità dei figli, quantomeno non come atteggiamento diffuso.
Oltretutto pochi diventano genitori, lo fanno perchè lo vogliono e il pericolo lo vedo più nell'eccessivo investimento sul figlio, non su trascuratezza e disattenzione.
Non vorrei dire che io ho conosciuto generazioni diverse di genitori e come si occupavano e preoccupavano dei figli sulla base delle loro esperienze.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Di molti sì. Infatti quelli non rappresentativi erano visti male. I miei a malapena li frequentavano, perché erano convinti che potessero influenzarci. 🤦‍♀️
Utilizzi i tuoi genitori come misura degli altri.
É quello che volevano 🤷🏻‍♀️
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Utilizzi i tuoi genitori come misura degli altri.
É quello che volevano 🤷🏻‍♀️
Scusa, chi dovrei utilizzare? Sono cresciuta con loro. Tutti usiamo esempi vicini. Ma non mi puoi dire che, siccome tu eri genitrice illuminata, solo i miei erano così.
Qualcuno era diverso, certo. Ma come diceva una mia docente, "Io non mi accontento".
 

Brunetta

Utente di lunga data
Scusa, chi dovrei utilizzare? Sono cresciuta con loro. Tutti usiamo esempi vicini. Ma non mi puoi dire che, siccome tu eri genitrice illuminata, solo i miei erano così.
Qualcuno era diverso, certo. Ma come diceva una mia docente, "Io non mi accontento".
Io chiedo, esorto a non generalizzare a livello generazionale.
Non esistono solo le differenze individuali, ma culturali e sociali.
Hai scritto “quelli non rappresentativi erano visti male. I miei a malapena li frequentavano, perché erano convinti che potessero influenzarci.”
Appunto vi era controllo sociale e adeguamento al contesto. Ma i contesti sono diversi.
I miei erano diventati amici della coppia di amiche lesbiche. Ed erano più vecchi dei tuoi. Ma gli altri vicini pettegolavano.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Ma non sono d'accordo, non vedo il bsogno di non avere la responsabilità dei figli, quantomeno non come atteggiamento diffuso.
Oltretutto pochi diventano genitori, lo fanno perchè lo vogliono e il pericolo lo vedo più nell'eccessivo investimento sul figlio, non su trascuratezza e disattenzione.
I professori sono disperati perché ci sono genitori che vogliono andare ad insegnare a loro come e cosa insegnare, con il registro elettronico sappiamo tutti quello che fanno, ci sono mamme che conoscono tutto il programma che è stato fatto di tutte le materie, l'altro giorno una si è incazzata perché durante l'esame di terza media un prof si era spinto un po' fuori da quello che avevano fatto...
Mettono bocca ovunque, mi sono ritrovata nella chat di classe di mia figlia grande genitori che chiedevano come dovevano impostare il discorso iniziale dell'orale della maturità del figlio....io sinceramente non ero abituata a questo.
Vedo molte donne che si annullano completamente nel ruolo di mamma, il problema è che poi la frustrazione la riversano sui figli...io non vedo tra i genitori tutto questo disinteresse, anzi, per me ce n'è anche troppo, c'è la voglia di non fare crescere questi ragazzi, di non farli diventare indipendenti, a me preoccupa molto questa cosa poi magari è un caso che io ho davanti agli occhi questo è in altri contesti ci sono genitori che fuggono da questo ruolo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
I professori sono disperati perché ci sono genitori che vogliono andare ad insegnare a loro come e cosa insegnare, con il registro elettronico sappiamo tutti quello che fanno, ci sono mamme che conoscono tutto il programma che è stato fatto di tutte le materie, l'altro giorno una si è incazzata perché durante l'esame di terza media un prof si era spinto un po' fuori da quello che avevano fatto...
Mettono bocca ovunque, mi sono ritrovata nella chat di classe di mia figlia grande genitori che chiedevano come dovevano impostare il discorso iniziale dell'orale della maturità del figlio....io sinceramente non ero abituata a questo.
Vedo molte donne che si annullano completamente nel ruolo di mamma, il problema è che poi la frustrazione la riversano sui figli...io non vedo tra i genitori tutto questo disinteresse, anzi, per me ce n'è anche troppo, c'è la voglia di non fare crescere questi ragazzi, di non farli diventare indipendenti, a me preoccupa molto questa cosa poi magari è un caso che io ho davanti agli occhi questo è in altri contesti ci sono genitori che fuggono da questo ruolo.
Non si annullano, usano i figli per affermare le proprie (vagheggiate) competenze.
 

Brunetta

Utente di lunga data
È inquietante come cosa...meglio quelli disinteressati...sai che ansia da prestazione viene ai figli in questa situazione?
Avrei episodi gustosi e sconcertanti da raccontare.
 

Skorpio

Utente di lunga data
È inquietante come cosa...meglio quelli disinteressati...sai che ansia da prestazione viene ai figli in questa situazione?
Non so l'età dei tuoi figli (e per privacy manco devi dirla) ma se non sono ancora alle superiori preparati a vederli "usati" da parecchi genitori senza nessuna pietà, nelle modalità più disparate
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Non so l'età dei tuoi figli (e per privacy manco devi dirla) ma se non sono ancora alle superiori preparati a vederli "usati" da parecchi genitori senza nessuna pietà, nelle modalità più disparate
Una esce e l'altra entra quindi sono molto preparata in materia, non sai quante volte mi sono morsa la lingua...
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
C'è un certo impoverimento delle discussioni, ma non è certo dovuto a chi comunque è qui da molto e racconta di sè, anche se in modo reiterato.
Non farà piacere a Perplesso..
Va bene, eviterò.
Se non fa piacere a chi mi legge, è giusto che parliate tra di voi di ciò che vi piace di più.
no carissimi, io in italiano so scrivere. la questione l'ho scritta chiaramente, vanno bene gli OT perchè possono creare spunti per discussioni interessanti come questa sul riconoscere o meno i segnali del disagio di un figlio.

non va bene stornare sempre le discussioni su se stessi. soprattutto se ci si dimentica di chi ha aperto la discussione e magari sarebbe interessato a parlare dei problemi suoi
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
L'ho messo apposta l'asterisco* 😅

Io non credo di aver problemi a esplicitare..
È chiarissimo che ognuno vede da una posizione propria, individuale
Ed ha parametri di riferimento

Quando vedo un figlio "fatto completamente" aggirarsi per un salotto alla ricerca del cesso di casa sua dove vomitare, mentre i genitori se ne fottono e invitano al selfie sullo champagne, che c'è da metterlo su facebook, io vedo che non vedono

Che non vogliono vedere, che non ne hanno proprio voglia..
Vogliono fare festa fare casino, non vogliono vedere i problemi che hanno davanti

Nemmeno i tuoi genitori ne volevano vedere, nemmeno i miei.. a modo loro, su aspetto diversi

E non sono stati perfetti

Ma io oggi questo vedo e questo dico. Perché lo vedo oggi

Oppure ci voltiamo verso lo smartphone e ci facciamo il selfie?
E dove ho scritto il grassetto? :oops:

Fa caldo, manco mi ci addentro nei problemi altrui se non sono pagata per farlo!! 😀



Ho scritto di parametri di riferimento che servono come riferimento per esprimere una propria valutazione.
Come tu hai fatto in questo post nel sottolineato.

E ho semplicemente fatto notare che non è questione di meglio o peggio, ma di esplicitazione dei parametri di riferimento che sostengono una valutazione. (i grassetti che ho evidenziato nei tuoi post precedenti)

L'esempio che hai fatto in questo post calza a pennello.
Il figlio disintegrato che gira per casa, non semplicemente non visto ma negato e mantenuto in quella posizione dal nucleo famigliare è parte dello studio sui nuclei famigliari problematici.
E la sistemica, in particolare negli ultimi 10 anni, ne parla diffusamente.

È una situazione che ho visto nel mio passato lavorativo, quindi ti parlo a partire da quasi una 30ina di anni fa ormai, e su quella posizione aggiungo anche il dare al figlio soldi o addirittura sostanze (penso all'alcol) nonostante il percorso del figlio fosse interromperne l'uso. Avrei migliaia di aneddoti da raccontare a riguardo. In un lavoro con quel tipo di situazioni la parte più complessa da regolare è la famiglia, mica il tossico!

Quello che cambia è solo il distrattore - che io definirei "aggiustatore di realtà alle proprie esigenze" - : oggi lo smartphone ieri il lavoro o meglio ancora il giudizio sociale sulla rispettabilità del nucleo famigliare.


Le famiglie che si fanno carico, oggi come ieri, sono quelle che non si rifugiano nei distrattori.

E questa competenza oggi - ma non ieri -è avvantaggiata dal fatto che il parlare di queste situazioni non è più un tabù, la colpevolizzazione dei genitori non è più così diffusa e tutto sommato, anche grazie ai social, lo stigma dell'isolamento è meno pesante.
Anche in assenza di comprensione e tenendo conto dell'analfabetismo di ritorno.

Quindi anche io parlo di ciò che vedo ma esplicitando i miei parametri di riferimento.
Ossia le generazioni precedenti.



I miei genitori per me non sono punto di riferimento genitoriale.
È stato uno dei fulcri del lavoro su me stessa che ho attuato in questi anni e sono felice di averlo fatto.
Se non l'avessi fatto non sarei sopravvissuta a me stessa.
E quindi non posso riferirmi a me e a loro come standard parametro, perchè la mia situazione famigliare è troppo borderline rispetto allo standard. 🙂

Neppure i selfie funzionano per me...le uniche foto in cui esco decentemente, con un sorriso autentico che non mi deforma il viso nella finzione, sono quelle in cui mando affanculo chiunque guarderà mai quella foto. È la foto meglio riuscita del mio matrimonio una in cui mi esprimo liberamente in questi termini! 😀
 
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