Klavier
Utente di lunga data
Il 75% sono minchiate e non fanno cumuloHa 9000 post ed è qui dal gennaio 2023.
Il 75% sono minchiate e non fanno cumuloHa 9000 post ed è qui dal gennaio 2023.
Mia figlia grande alle medie aveva una classe veramente disagiata, non si sa cosa aveva bevuto la tipa o il tipo che assemblò questo gruppo, due studenti sono già in galera per dirti...riuscirono a mettere insieme un gruppo di ragazze che erano già conosciute alle elementari per divertirsi ad emarginare e bullizzare, era una classe non gestibile.
Creme della crema molti erano figli di gente che "conta" quindi intoccabili...i professori dopo appena due mesi dissero chiaro e tondo che loro avrebbero spiegato tra il casino generale, chi riusciva a comprendere bene, gli altri amen, non se la sentivano di imporsi.
Sinceramente ai giorni d'oggi non farei l'insegnante neppure mi dessero 5000 euro al mese...
Chissà forse prenoto una visita dove stai lavorando conosco bene l'ospedale, mi servisse una raccomandazione ,se lo sapevo potevo usufruireAhhaha ma scusa prima mi dici che ci fai e poi mi descrivi tutte qualità.
Vabbè facciamo così. Se mi capita qualche sostituzione a Grottaferrata e zone limitrofi ti regalo i campioncini degli informatori. Magari se ti va bene becchi roba interessante
Onestamente non te lo auguroChissà forse prenoto una visita dove stai lavorando conosco bene l'ospedale, mi servisse una raccomandazione ,se lo sapevo potevo usufruire![]()
Ma io me li porto bene ,ma i controlli devo pur sempre farli non ho più vent'anni ,si dice così?Onestamente non te lo auguropreferisco saperti a mangiare la focaccia e il parmigiano
Penso che ormai il discorso sia esteso a tutto, cioè che il mondo sta cambiando più rapidamente della nostra stessa capacità di adattarci.Sono almeno trent'anni che studiosi e pedagogisti ci dicono che il mondo sta cambiando più rapidamente delle istituzioni educative.
Sono sempre contesti diversi. Lo saranno anche tra due anni.Io chiedo, esorto a non generalizzare a livello generazionale.
Non esistono solo le differenze individuali, ma culturali e sociali.
Hai scritto “quelli non rappresentativi erano visti male. I miei a malapena li frequentavano, perché erano convinti che potessero influenzarci.”
Appunto vi era controllo sociale e adeguamento al contesto. Ma i contesti sono diversi.
I miei erano diventati amici della coppia di amiche lesbiche. Ed erano più vecchi dei tuoi. Ma gli altri vicini pettegolavano.
Sto per esporre un paradosso. Sinceramente io penso che fossero più disinteressati i nostri genitori che quelli di adesso (e ce ne vuole). Nel senso che i figli, allora, si facevano perché SI DOVEVANO fare. Non per vera volontà. Le conseguenze erano scarsa conoscenza dei figli, del loro carattere, inclinazioni, gusti. Si imponeva tutto perché così si faceva, si vestiva il figlio come piaceva ai genitori, ecc ecc.I professori sono disperati perché ci sono genitori che vogliono andare ad insegnare a loro come e cosa insegnare, con il registro elettronico sappiamo tutti quello che fanno, ci sono mamme che conoscono tutto il programma che è stato fatto di tutte le materie, l'altro giorno una si è incazzata perché durante l'esame di terza media un prof si era spinto un po' fuori da quello che avevano fatto...
Mettono bocca ovunque, mi sono ritrovata nella chat di classe di mia figlia grande genitori che chiedevano come dovevano impostare il discorso iniziale dell'orale della maturità del figlio....io sinceramente non ero abituata a questo.
Vedo molte donne che si annullano completamente nel ruolo di mamma, il problema è che poi la frustrazione la riversano sui figli...io non vedo tra i genitori tutto questo disinteresse, anzi, per me ce n'è anche troppo, c'è la voglia di non fare crescere questi ragazzi, di non farli diventare indipendenti, a me preoccupa molto questa cosa poi magari è un caso che io ho davanti agli occhi questo è in altri contesti ci sono genitori che fuggono da questo ruolo.
Penso che ormai il discorso sia esteso a tutto, cioè che il mondo sta cambiando più rapidamente della nostra stessa capacità di adattarci.
C'è poi da aggiungere che una delle idealizzazioni più forti del nostro tempo è quella del “tutto per tutti”.Io farei una distinzione.
Non è il mondo che sta cambiando troppo velocemente. È la dimensione umana del mondo — tecnologia, economia, comunicazione, organizzazione sociale — che abbiamo accelerato oltre la nostra capacità di comprenderne gli effetti.
Il pianeta ha ritmi completamente diversi dai nostri. Siamo noi ad aver costruito una società che cambia più velocemente delle istituzioni e delle persone che dovrebbero abitarla.
Ed è qui che, secondo me, emergono le lacune della politica, delle istituzioni e della scuola. Perché il problema non è tanto l'accelerazione in sé, quanto la nostra incapacità di costruire strumenti adeguati per interpretarla e governarla.
Da decenni assistiamo a trasformazioni profonde nel lavoro, nelle relazioni sociali, nella tecnologia e nell'accesso alla conoscenza. Eppure continuiamo spesso a rispondere con categorie, strutture e modelli formativi pensati per una realtà che non esiste più.
E forse una parte del problema è che continuiamo a guardare nello specchietto retrovisore. Gran parte del dibattito pubblico sembra oscillare tra il rimpianto e la nostalgia: "una volta era meglio", "i ragazzi di una volta", "la scuola di una volta". Ma una società non affronta il futuro idealizzando il passato.
La scuola è forse l'esempio più evidente di questa difficoltà. Le chiediamo di preparare i cittadini del XXI secolo, ma continuiamo a formare e reclutare i docenti, organizzare i percorsi e valutare gli studenti secondo logiche che appartengono a un'altra fase storica.
Per questo non credo che il problema sia semplicemente che "il mondo corre troppo". Credo piuttosto che abbiamo accelerato alcuni processi senza sviluppare, con la stessa rapidità, le istituzioni culturali, educative e politiche necessarie per comprenderli e governarli. E quando non riusciamo a farlo, invece di interrogarci su cosa costruire, troppo spesso ci rifugiamo nel racconto di ciò che è perduto.
Non lo hai scritto.. e da parte mia sono piuttosto sicuro di non aver scritto nulla che potesse fare sorgere dubbi sul.fqtto che tu lo abbia scritto, ma se ci fossero dubbi spero di toglierli di mezzo con questa ulteriore specifica.E dove ho scritto il grassetto?
Fa caldo, manco mi ci addentro nei problemi altrui se non sono pagata per farlo!!
Ho scritto di parametri di riferimento che servono come riferimento per esprimere una propria valutazione.
Come tu hai fatto in questo post nel sottolineato.
E ho semplicemente fatto notare che non è questione di meglio o peggio, ma di esplicitazione dei parametri di riferimento che sostengono una valutazione. (i grassetti che ho evidenziato nei tuoi post precedenti)
L'esempio che hai fatto in questo post calza a pennello.
...
Sono contenta di aver chiarito il grassettoNon lo hai scritto.. e da parte mia sono piuttosto sicuro di non aver scritto nulla che potesse fare sorgere dubbi sul.fqtto che tu lo abbia scritto, ma se ci fossero dubbi spero di toglierli di mezzo con questa ulteriore specifica.
Sul resto.. (a proposito di punti di osservazione) quello che tu definisci come "distrattore" io a mia volta lo definisco come "obiettivo"
È qui che ci giochiamo i vari termini.. perché se un distrattore vale l'altro (mi basta che mi distragga da..) un obiettivo non vale l'altro (per me)
Io sono piuttosto sicuro che nel mio nucleo familiare c'è stato disinteresse per un bel mazzo di cose, a livello genitoriale, rispetto a un figlio.
Abbiamo chiarito con mamma.. le ultime sue settimane, tanto tempo fa.. ed è stato importante chiarirsi
Ma è stato chiarito anche quale era l'obiettivo che faceva passare in secondo piano il resto.
Perché un obiettivo c'era.. un disegno, un progetto, un perché...
Quando oggi vedo che il "perché" è banalmente il selfie o l'aperitivo a fare il balletto sul tavolino, da qui nasce il termine infantilismo.
Bambini che si divertono e che non sanno capire che attorno a loro ci sono dei casini.. troppo impegnati nei loro girotondi
Infanti , appunto
Riesci a vederli giocare in una casa, mentre attorno gli adulti sono seri, sconvolti.. travolti da problemi? Loro giocano e se ne fregano.. sono bambini
Io a mia madre chiesi perché, e ne sono rimasto soddisfatto e convinto della risposta. Incazzato ma pienamente soddisfatto .
Non so se un domani quel figlio che descrivevo prima, se chiedesse a quel padre o a quella madre: "ma lo vedevate che ero fatto.. e che barcollavo.. perché non avete fatto nulla??" ..
Non so se sarebbe egualmente soddisfatto della risposta
Dipende dal figlio.. fossi io no di certo![]()
quanti anni ha?Sono sempre contesti diversi. Lo saranno anche tra due anni.
Mio padre, per dire, ieri si è arrabbiato perché mio nipote ha fatto il buco all'orecchio. E non può dire niente a mio fratello né a mia cognata (sulla cui rigidità proverbiale contava secondo me, per un divieto) perché i genitori sono loro. Però freme, si vede benissimo.
13. Sì, sì, tutto fatto con il consenso dei genitori, l'ha accompagnato mia cognata in farmacia. Ha mandato anche il video a mia madre, in cui è stato coraggiosissimo a resistere allo sparo. Tenero.quanti anni ha?
perchè se è minorenne qualcuno l'avrà pure accompagnato
almeno qua anche per fare un foro all'orecchio se il ragazzetto non ha un adulto con lui non gli fanno un cazz
mio figli ha aspettato i 17, fosse stato per me li avrebbe fatti pure alle elementari13. Sì, sì, tutto fatto con il consenso dei genitori, l'ha accompagnato mia cognata in farmacia. Ha mandato anche il video a mia madre, in cui è stato coraggiosissimo a resistere allo sparo. Tenero.![]()
Tuo figlio è grunge solo nel taglio di capelli.mio figli ha aspettato i 17, fosse stato per me li avrebbe fatti pure alle elementari
adesso ha 2 buchi per orecchio e un piercing al sopracciglio, quello fatto dopo i 18, fatto insieme a mia figlia, sono andati insieme
è un figo spazialeTuo figlio è grunge solo nel taglio di capelli.![]()
Troppe cose tutte insieme, tutte molto troppo importanti, non meritevoli di essere ammucchiate e stipate come in un trolley per un viaggio troppo lungo.Sono contenta di aver chiarito il grassetto
Secondo te, non c'è obiettivo dietro il balletto sul tavolino? O forse ritieni che il contesto in cui nasce quell'obiettivo non sia "abbastanza" da renderlo accettabile?
O meglio, non c'è, non lo vedi, non lo condividi....?
Quale è la differenza con gli obiettivi di tua madre che ti fanno dire che sei incazzato ma sei soddisfatto e che però dubiti che un figlio di oggi non avrebbe una sua soddisfazione con annessa incazzatura?
Se penso a me, ho capito bene gli obiettivi dei miei. E pure il contesto in cui se li sono costruiti.
Non mi soddisfano. E oggi come oggi ormai non mi fanno nemmeno incazzare.
Mi portano solo a pensare a quanto fossero stupidi e pericolosi nella loro stupidità (i miei genitori, non gli obiettivi) e a pararmi da eventuali colpi di coda, visto che sono ancora vivi e belli arzilli pure.
E a confermare che per fortuna non sono la norma e che non possono essere parametri di riferimento sensati pe fare valutazioni sensate, salvo miei carpiati giustificatori che non ho la minima intenzione di attuare.
(ps: il distrattore è parte del processo direzionato all'obiettivo, non considerarlo è un problema non da poco)
Sei sempre tu!!!Troppe cose tutte insieme, tutte molto troppo importanti, non meritevoli di essere ammucchiate e stipate come in un trolley per un viaggio troppo lungo.
Ti rispondo a una per adesso e riguarda te: se non ti accontenti di "capire" .. se sei ancora in tempo parla .. butta fuori, fai buttare fuori..
Confrontati (magari lo hai già fatto)
È interessante
Quando capita.. come cogliere una palla al balzo
Anche uscissero le stesse cose esatte che avevi "capito " ci si sente diversi, dopo (almeno io, gli altri non so)
Poi.. per il contenuto dell'obiettivo.. io non sono mai entrato nel merito. Il (mio) giudizio non rilevava allora e non rileva oggi
Non servì ieri, non servirebbe oggi per quel che fu allora