Prima mi registro, poi capisco dove sono

Nicky

Utente di lunga data
Quindi tradisci perché ci tieni di meno alla relazione e quindi il rischio è più tollerabile?
Sicuramente la questione del rischio è importante.
Tanti rinunciano a tradire per questo fattore.
Io non posso parlare in generale. So che essere attratta da altre persone è, per me, normale, anche se sto bene con qualcuno.
Ma tradire, per me, è stata una scelta, non un caso, e non è stata determinata solo dall'attrazione. Le ragioni, nel mio caso, sono legate a un disinvestimento dalla relazione con mio marito.
 

Brianna

Utente di lunga data
Io mi sono chiesta se, a volte, non ci si fissi troppo a cercare la causa nell’altro o solo negli equilibri della coppia, che per carità, contano eccome.
Secondo me certe cose arrivano anche da molto prima. Da quello che eravamo prima di sposarci, dalla famiglia, dalle radici, da quello che abbiamo vissuto e che ci siamo portati dietro, magari senza nemmeno rendercene conto. Nessuno entra in una relazione completamente “pulito”, senza passato. Ci portiamo dentro mancanze, paure, modi di cercare conferme, vuoti che magari esistevano già prima e che poi nella coppia saltano fuori, o si amplificano. Poi, neh, il comportamento resta comunque quello di uno stronzo, su questo non si discute. Capire da dove nasce una cosa non significa giustificarla. Però non sempre uno riesce davvero a spiegarsi perché fa certe cose. Magari cerca qualcosa che gli manca, ma che gli mancava già da prima. Una specie di vuoto che prova a riempire come può, anche nel modo più sbagliato.
Secondo voi, quanto pesa quello che siamo stati prima di diventare coppia?
 

Jim Cain

Utente di lunga data
È diverso sentirsi dire 'Sono attratta/o da te perché sono in crisi con mio marito' da 'Sono attratta/o da te da quando ti ho visto'.
Eppure, molto spesso, è la prima spiegazione a essere la più utilizzata.
Mi è sempre parso molto difficile che una crisi con il proprio partner generi di per sé un'attrazione verso un'altra persona. Più spesso l'attrazione c'è già e la crisi, semmai, abbassa i freni.
E, per inciso, ci si può sentire attratti da qualcun altro anche quando il rapporto con il proprio partner va benissimo.
O benino.
Comunque non in modo tale da giustificare in alcun modo una relazione extra.

Quanto alla teoria del 'mi sono innamorato perché ero in crisi', dubito fortemente che venga raccontata alla persona con cui si inizia una relazione.
Sarebbe come dirle: 'Guarda, in fondo sei solo il sottoprodotto dei miei problemi di coppia', che non è proprio il modo migliore per far sentire qualcuno speciale.
Al massimo è una spiegazione che ci si racconta da soli o che si rifila agli amici per razionalizzare quello che è successo.

Io ho tradito la mia ex moglie non perché non mi piacesse più: mi piaceva eccome. Semplicemente vivevo da anni in una situazione di semicastità.
Dopo tanto tempo così, ho cercato altrove quello che nel rapporto mancava. Ma attenzione: questo non significa che la crisi abbia creato l'attrazione. Mi ha spinto a guardarmi intorno, non a provare automaticamente attrazione per una persona specifica. Quella, quando nasce, nasce perché quella persona ti attrae davvero, non perché il tuo matrimonio è in crisi.
 

danny

Utente di lunga data
Mi è sempre parso molto difficile che una crisi con il proprio partner generi di per sé un'attrazione verso un'altra persona. Più spesso l'attrazione c'è già e la crisi, semmai, abbassa i freni.
E, per inciso, ci si può sentire attratti da qualcun altro anche quando il rapporto con il proprio partner va benissimo.
O benino.
Comunque non in modo tale da giustificare in alcun modo una relazione extra.

Quanto alla teoria del 'mi sono innamorato perché ero in crisi', dubito fortemente che venga raccontata alla persona con cui si inizia una relazione.
Sarebbe come dirle: 'Guarda, in fondo sei solo il sottoprodotto dei miei problemi di coppia', che non è proprio il modo migliore per far sentire qualcuno speciale.
Al massimo è una spiegazione che ci si racconta da soli o che si rifila agli amici per razionalizzare quello che è successo.

Io ho tradito la mia ex moglie non perché non mi piacesse più: mi piaceva eccome. Semplicemente vivevo da anni in una situazione di semicastità.
Dopo tanto tempo così, ho cercato altrove quello che nel rapporto mancava. Ma attenzione: questo non significa che la crisi abbia creato l'attrazione. Mi ha spinto a guardarmi intorno, non a provare automaticamente attrazione per una persona specifica. Quella, quando nasce, nasce perché quella persona ti attrae davvero, non perché il tuo matrimonio è in crisi.
E' la mia visione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io mi sono chiesta se, a volte, non ci si fissi troppo a cercare la causa nell’altro o solo negli equilibri della coppia, che per carità, contano eccome.
Secondo me certe cose arrivano anche da molto prima. Da quello che eravamo prima di sposarci, dalla famiglia, dalle radici, da quello che abbiamo vissuto e che ci siamo portati dietro, magari senza nemmeno rendercene conto. Nessuno entra in una relazione completamente “pulito”, senza passato. Ci portiamo dentro mancanze, paure, modi di cercare conferme, vuoti che magari esistevano già prima e che poi nella coppia saltano fuori, o si amplificano. Poi, neh, il comportamento resta comunque quello di uno stronzo, su questo non si discute. Capire da dove nasce una cosa non significa giustificarla. Però non sempre uno riesce davvero a spiegarsi perché fa certe cose. Magari cerca qualcosa che gli manca, ma che gli mancava già da prima. Una specie di vuoto che prova a riempire come può, anche nel modo più sbagliato.
Secondo voi, quanto pesa quello che siamo stati prima di diventare coppia?
Io, senza alcuna autorevolezza e competenza, ho elaborato quella che ho definito la “teoria della racchia” (ovviamente vale anche al maschile) che si innesta e intreccia con un’altra mia teoria “guardami mamma!”
Sintetizzando in termini più consoni si tratta dal bisogno di validazione erotica che si basa su carenze affettive primarie.
Trovare chi ti vede e ti corrisponde eroticamente sembra un miracolo.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Io mi sono chiesta se, a volte, non ci si fissi troppo a cercare la causa nell’altro o solo negli equilibri della coppia, che per carità, contano eccome.
Secondo me certe cose arrivano anche da molto prima. Da quello che eravamo prima di sposarci, dalla famiglia, dalle radici, da quello che abbiamo vissuto e che ci siamo portati dietro, magari senza nemmeno rendercene conto. Nessuno entra in una relazione completamente “pulito”, senza passato. Ci portiamo dentro mancanze, paure, modi di cercare conferme, vuoti che magari esistevano già prima e che poi nella coppia saltano fuori, o si amplificano. Poi, neh, il comportamento resta comunque quello di uno stronzo, su questo non si discute. Capire da dove nasce una cosa non significa giustificarla. Però non sempre uno riesce davvero a spiegarsi perché fa certe cose. Magari cerca qualcosa che gli manca, ma che gli mancava già da prima. Una specie di vuoto che prova a riempire come può, anche nel modo più sbagliato.
Secondo voi, quanto pesa quello che siamo stati prima di diventare coppia?
Nel mio caso, probabilmente, da un lato c'era un regime di semicastità che andava avanti da anni: avevo rapporti, mediamente, una volta ogni mese e mezzo.
È difficile far finta che una situazione del genere non abbia conseguenze. Dall'altro, con il passare degli anni, mi sono scoperto molto più disinvolto nei confronti dell'altro sesso e, forse, anche più apprezzato.
Quindi, mentre in casa mancava qualcosa di importante, fuori mi accorgevo che le occasioni esistevano e che non ero affatto invisibile. È chiaro che, a quel punto, accedere a nuove relazioni è diventato molto più facile. Non credo di stessi riempiendo un vuoto esistenziale nato nell'infanzia: stavo semplicemente colmando una mancanza molto concreta che mi portavo dietro da anni. Poi, naturalmente, resta il fatto che tradire è stata una mia responsabilità. Ma, almeno nel mio caso, le cause mi sembrano molto meno psicologiche e molto più prosaiche.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Io, senza alcuna autorevolezza e competenza, ho elaborato quella che ho definito la “teoria della racchia” (ovviamente vale anche al maschile) che si innesta e intreccia con un’altra mia teoria “guardami mamma!”
Sintetizzando in termini più consoni si tratta dal bisogno di validazione erotica che si basa su carenze affettive primarie.
Trovare chi ti vede e ti corrisponde eroticamente sembra un miracolo.
Sono d'accordo sul fatto che in alcuni casi possa esserci un bisogno di validazione erotica che affonda le radici nel passato. Però non credo che sia sempre necessario risalire all'infanzia o a carenze affettive, a volte le spiegazioni sono molto più semplici. Si incontra una persona che ci attrae particolarmente, magari in un momento in cui il rapporto di coppia è già indebolito, e quella specifica attrazione è sufficiente a rompere una barriera che fino a quel momento non si era mai oltrepassata.
Non perché si stia cercando di colmare un vuoto esistenziale, ma perché quella persona, semplicemente, suscita un'attrazione fuori dall'ordinario.
Non tutto deve necessariamente essere ricondotto a un trauma o a una carenza originaria.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Sono d'accordo sul fatto che in alcuni casi possa esserci un bisogno di validazione erotica che affonda le radici nel passato. Però non credo che sia sempre necessario risalire all'infanzia o a carenze affettive, a volte le spiegazioni sono molto più semplici. Si incontra una persona che ci attrae particolarmente, magari in un momento in cui il rapporto di coppia è già indebolito, e quella specifica attrazione è sufficiente a rompere una barriera che fino a quel momento non si era mai oltrepassata.
Non perché si stia cercando di colmare un vuoto esistenziale, ma perché quella persona, semplicemente, suscita un'attrazione fuori dall'ordinario.
Non tutto deve necessariamente essere ricondotto a un trauma o a una carenza originaria.
In molte discipline, non puramente scientifiche come la psicologia, spesso si confonde la correlazione col nesso di causalità.
 

Rebecca89

Sentire libera
Io mi sono chiesta se, a volte, non ci si fissi troppo a cercare la causa nell’altro o solo negli equilibri della coppia, che per carità, contano eccome.
Secondo me certe cose arrivano anche da molto prima. Da quello che eravamo prima di sposarci, dalla famiglia, dalle radici, da quello che abbiamo vissuto e che ci siamo portati dietro, magari senza nemmeno rendercene conto. Nessuno entra in una relazione completamente “pulito”, senza passato. Ci portiamo dentro mancanze, paure, modi di cercare conferme, vuoti che magari esistevano già prima e che poi nella coppia saltano fuori, o si amplificano. Poi, neh, il comportamento resta comunque quello di uno stronzo, su questo non si discute. Capire da dove nasce una cosa non significa giustificarla. Però non sempre uno riesce davvero a spiegarsi perché fa certe cose. Magari cerca qualcosa che gli manca, ma che gli mancava già da prima. Una specie di vuoto che prova a riempire come può, anche nel modo più sbagliato.
Secondo voi, quanto pesa quello che siamo stati prima di diventare coppia?
Non sono d'accordo.
Certo che non si entra puliti, ma la coppia si forma da persone che hanno vissuto il loro passato e che sono oggi il risultato di scelte, esperienze, relazioni che non devono gravare nel nuovo Noi, semmai farne parte ma in positivo. Non pesa ciò che siamo stati prima, semmai arricchisce. Ci si sceglie dal frutto di ciò che siamo diventati dalle nostre stesse scelte. Si smussano insieme gli spigoli senza far fare male all' altro o farglielo pesare.
Non sei pronta per una relazione con qualcuno se la vivi solo con te stessa e non serve perdere né uno, né l' altro.
1+1 fa 3.
 

Brianna

Utente di lunga data
Nel mio caso, probabilmente, da un lato c'era un regime di semicastità che andava avanti da anni: avevo rapporti, mediamente, una volta ogni mese e mezzo.
È difficile far finta che una situazione del genere non abbia conseguenze. Dall'altro, con il passare degli anni, mi sono scoperto molto più disinvolto nei confronti dell'altro sesso e, forse, anche più apprezzato.
Quindi, mentre in casa mancava qualcosa di importante, fuori mi accorgevo che le occasioni esistevano e che non ero affatto invisibile. È chiaro che, a quel punto, accedere a nuove relazioni è diventato molto più facile. Non credo di stessi riempiendo un vuoto esistenziale nato nell'infanzia: stavo semplicemente colmando una mancanza molto concreta che mi portavo dietro da anni. Poi, naturalmente, resta il fatto che tradire è stata una mia responsabilità. Ma, almeno nel mio caso, le cause mi sembrano molto meno psicologiche e molto più prosaiche.
Nel tuo caso, da come lo racconti, tra una sessualità quasi assente in casa e il fatto di esserti riscoperto più sicuro e più “visto” fuori, sembra proprio una mancanza concreta, quotidiana, non qualcosa da andare a pescare chissà dove. Il mio era più un ragionamento generale, uno spunto di riflessione: a volte magari c’entra la coppia, a volte quello che ti porti dietro da prima, a volte entrambe le cose.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sono d'accordo sul fatto che in alcuni casi possa esserci un bisogno di validazione erotica che affonda le radici nel passato. Però non credo che sia sempre necessario risalire all'infanzia o a carenze affettive, a volte le spiegazioni sono molto più semplici. Si incontra una persona che ci attrae particolarmente, magari in un momento in cui il rapporto di coppia è già indebolito, e quella specifica attrazione è sufficiente a rompere una barriera che fino a quel momento non si era mai oltrepassata.
Non perché si stia cercando di colmare un vuoto esistenziale, ma perché quella persona, semplicemente, suscita un'attrazione fuori dall'ordinario.
Non tutto deve necessariamente essere ricondotto a un trauma o a una carenza originaria.
Il punto è che per tantissimi/e non c’è proprio nessuna barriera.
Il mio ex mi disse che “bastava chiedere“, dicevano tutte di sì.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
In molte discipline, non puramente scientifiche come la psicologia, spesso si confonde la correlazione col nesso di causalità.
Condivido.
Credo anch'io che, soprattutto in psicologia, a volte si finisca per trasformare una correlazione in un rapporto di causa-effetto. Il fatto che molte persone che tradiscono abbiano alle spalle determinate carenze non significa necessariamente che tradiscano per quelle carenze. A volte la spiegazione è molto più semplice e contingente: si incontra una persona che suscita un'attrazione fuori dal comune, magari in un momento in cui la relazione è già fragile o insoddisfacente, e quella combinazione fa saltare una barriera che fino ad allora aveva retto.

E aggiungo una cosa: certe spiegazioni psicologiche - nelle mani sbagliate - oltre che spiegazioni, rischiano di diventare anche giustificazioni. Se attribuisco tutto a una ferita infantile, a un bisogno di validazione o a un trauma, finisco per spostare il peso della responsabilità dalle mie scelte alla mia storia personale.
 

Brianna

Utente di lunga data
Io, senza alcuna autorevolezza e competenza, ho elaborato quella che ho definito la “teoria della racchia” (ovviamente vale anche al maschile) che si innesta e intreccia con un’altra mia teoria “guardami mamma!”
Sintetizzando in termini più consoni si tratta dal bisogno di validazione erotica che si basa su carenze affettive primarie.
Trovare chi ti vede e ti corrisponde eroticamente sembra un miracolo.
La teoria della racchia mi mancava però ammetto che detta così rende bene. Alla fine sì, quando uno si sente poco visto o poco desiderato per tanto tempo, basta qualcuno che ti guardi in quel modo lì e ti sembra già Natale.
 
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