NON TI AMO PIU'

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Fedifrago

Utente di lunga data
Io credo che sia tanto difficile dirla perché ...non è vero.
Perché l'amore cos'è se non quell'affetto profondo, quella condivisione del presente e del passato e di quel futuro che si è costruito insieme e attrazione reciproca?
Cos'altro è se no l'amore?

L'innamoramento e il batticuore sono fasi brevissime legate all'insicurezza e che si superano quando si ha la certezza di essere ricambiati.
E l'attrazione che inizialmente può nascere dalla gradevolezza fisica, da particolari e dal mistero col tempo si trasforma in un'attrazione diversa come manifestazione di quell'intesa profonda che fa desiderare di dare e ricevere piacere per dimostrarselo.

Poi può succedere di non amare più ...ma allora non ci sono neppure le altre componenti.
Ribadisco che credo che sia per questo che non lo si vuol dire perché non si è proprio certi di sentirlo.
Sai bene che non confondo amore con attrazione e "farfalle"...

L'affetto, specie dopo anni, certo che rimane, ma è sulla consapevolezza della scarsa profondità dello stesso che si fonda il " NON TI AMO PIU' "...e la condivisione passata non è certezza della condivisione futura...così come può venir meno l'attrazione verso l'altro/a...e non dirmi che questo non avviene!

Per geisha: Non è che è più un non volerselo sentir dire, per non affrontare noi stessi l'interrogarsi sul tipo di sentimento che realmente nutriamo ancora?

Per rispondere ad atopos: spesso resta solo la condivisione di abitudini, più che quella di progetti, specie quando i progetti iniziali della coppia (ad es. figli casa lavoro) si posson dire praticamente ultimati o in grado di andare avanti per inerzia...

Ecco, inerzia direi che è forse la parola giusta per definire certe situazioni...e non ditemi che l'inerzia si supera con l'impegno, perchè l'impegno ce lo metti se hai dietro una spinta, che in questo caso dpovrebbe esser appunto l'amore, in pratica un cane che si morde la coda...
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Perchè io no?

Ma come, proprio tu fai una simile domanda?
La gente spesso, come tu dici, motiva con il senso di responsabilità, gli impegni, i doveri, i figli, per resistere, ma é solo la fuga dal dire che é morto l'amore per la persona con la quale si é condiviso molta strada.

Guarda che non parlo dell'amore spesso superficiale o fatuo che si scambia per grande sentimento, ma di quell'amore che é cemento e base imprescindibile nella voglia di vivere insieme.
Spesso non lo si prova più perché lo si é lasciato spegnere o perché si é stati troppo presi e "distrarsi", ma accade anche che non lo si provi più perché l'altra persona é cambiata, o magari perché non é cambiata ma siamo cambiati noi.

Spesso sarebbe giusto liberarsi ma, sostanzialmente quel che chiami liberarsi é solo un non voler sopportare quel che si vive perché si spera che da "liberi" cambi tutto.
La possibilità che si stia insieme con accordi civili ma che si chiarisca che non é più l'amore il collante della convivenza, funziona solo se entrambi si é liberi da sentimenti d'amore o di voglia di condivisione affettiva.
Credo che per chi ha un sentimento o un residuo di esso, sia molto penoso vedere che dall'altra parte c'é una educata e civile disponibilità, ma che preclude il mondo dei sentimenti d'amore.

E' una delle verità più penose da dire e più pesanti da subire.
Il "non ti amo più" é per chi lo ascolta, ed ha ancora sentimenti, la sentenza definitiva e senza appello di ciò che é morto e che dentro lo si porta come un qualcosa tenuto in rianimazione permanente, la si vuol chiamare vita (amorosa) ma va comunque considerata per la natura come un "cadavere" da seppellire.

Penso che la parte più dura sia guardarsi indietro e vedere quanto entusiasmo e quanto affetto e sentimenti si sono profusi nel tempo, ed ora tutto é finito (non importa a causa di chi) e resta solo un ricordo da rimpiangere.

Questo accade perché quando si smette di amare si é sempre soli e mai in coppia, così come è solo chi suo malgrado non riesce a non continuare ad amare... Per lo stesso motivo per chi chi ama di più é spesso in posizione di debolezza, chi non ama più ha, nonostante la buona volontà e la comprensione più civile, comunque il potere dei sentimenti altrui.

Ecco perché é tanto difficile dire quelle parole...

Bruja
Sulle motivazioni dice bene qui sopra Bruja, mentre sulla dinamica del non equilibrio fra chi non sente più amore e chi continua ad amare, ancora si potrebbe dire tanto....
 

Verena67

Utente di lunga data
Quanto al separarsi....perchè se di fondo c'è condivisione di tanto altro, se rimane "amicizia", "fraternità"? Perchè se in fondo può finire di suo, senza che vi siano altri all'orizzonte?

Qui ti giro la domanda: cui prodest?
Non riuscirei (sicuramente un limite mio) a basare una convivenza famigliare su così poco.

La fraternità è un conto, l'amore coniugale un altro.
 

Bruja

Utente di lunga data
mah

Mi sa che spesso ce la si racconta e si finge che la raccontino gli altri.
La domanda era perché le persone a cui si dice che non le si ama più non ne prendono atto o se si ha il coraggio di dire che non si ama più?....
Mi pare evidente la differenza concettuale!
Ultima chiosa; l'amore maturo rispecchia tutte le cose che sono state dette, ma se non le si prova più?
Se una delle due metà sente altro o non riesce più a percepire quella "condivisione"?
La colpa la si ha nel distrarsi, nel trasgredire, ma che colpa si può addebitare a chi non prova più un sentimento che può benissimo essere stato perfetto, maturo, condiviso etc. etc.ma é per mille motivi esaurito?
Come si fa a dire che se accade non era un sentimento maturo e profondo; magari parliamo di relazione che durano 10, 20 anni e possono esaurirsi.
E' la trasgressione, il tradimento che non é accettabile, non la denuncia che possa accadere la fine di un amore!

Non tutti evolvono allo stesso modo e non tutti sono per la fedeltà, non tanto ai sentimenti, quanto all'intenzionalità di renderli un vitalizio, quando ne vengono a mancare le basi.
Capita ci siano persone che ci fanno stare bene con il loro starci intorno anche senza passione o trasporto, e capita sia difficile rinunciarvi perché se il motore della coppia non é l'amore, lo diventa il proprio benessere.
In amore ci sono gli egoisti e gli altruisti.........
Bruja
 

Bruja

Utente di lunga data
Verena

Non riuscirei (sicuramente un limite mio) a basare una convivenza famigliare su così poco.

La fraternità è un conto, l'amore coniugale un altro.

Appunto, e mi riallaccio all'ultima frase del mio post precedente!!!
Quando non c'é l'amore (in senso lato) la consapevolezza di stare comunque bene in uno stato, permette di mantenerlo in essere.
L'essere umano tende a trovare l'amore ed il benessere, e questo non deve apparire strumentale o di tornaconto, ma semplicemente come un tendere alla propria salvaguardia.
Si possono fare grandi sacrifici per amore, ma se non c'é amore e neppure un altro amore che distragga, si tende al proprio benessere che per alcuni é l'assoluta libertà, per altri il vivere serenamente in un ambito in cui ci si sente apprezzati.
Bruja
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Appunto, e mi riallaccio all'ultima frase del mio post precedente!!!
Quando non c'é l'amore (in senso lato) la consapevolezza di stare comunque bene in uno stato, permette di mantenerlo in essere.
L'essere umano tende a trovare l'amore ed il benessere, e questo non deve apparire strumentale o di tornaconto, ma semplicemente come un tendere alla propria salvaguardia.
Si possono fare grandi sacrifici per amore, ma se non c'é amore e neppure un altro amore che distragga, si tende al proprio benessere che per alcuni é l'assoluta libertà, per altri il vivere serenamente in un ambito in cui ci si sente apprezzati.
Bruja
Quotisssimoooooooo!!
 

Bruja

Utente di lunga data
Feddy

Sulle motivazioni dice bene qui sopra Bruja, mentre sulla dinamica del non equilibrio fra chi non sente più amore e chi continua ad amare, ancora si potrebbe dire tanto....
Non si può che andare per esempi, idee, intuizioni, ma sai bene che ogni caso é a sé ed ha dinamiche tutte individuali.
Quello che veramente pesa, in qualunque manifestazione affettiva impari, accade quando si vorrebbe essere sinceri, e si trova l'ostacolo del non voler far soffrire o di chi non vuole convincersi perché non accetta i fatti.
Chi non ama più deve elaborare un strategia per far passare il concetto nel modo più indolore e sereno possibile, e giù é un'impresa titanica, ma chi ama ancora ha talmente tanti sospesi, che se ne potrebbe discutere davvero tanto.
La prima cosa che mi sento di dire é di smetterla di creare un senso di inadeguatezza o di colpa sia nell'uno che nell'altro caso... i sentimenti non hannpo ragioni e raziocinio ed anche se il buonsenso può aiutare, alla fine sono loro ad avere l'ultima parola. Smettere di amare é qualcosa che può accadere alla migliore della persone e continuare ad amare chi non ci ama più idem...
In fondo non abbiamo molti esempi sul forum di persone che non trovano più motivazioni per stare in coppia se non doveri e responsabilità? E non abbiamo per contro esempi di persone consapevolissime di non essere amate che si attaccano anche all'ultimo brandello di mera speranza?
Non li giudico, é facile dalla parte di chi non é coinvolto dire come ci si comporterebbe... per essere davvero equi bisognerebbe essere nella persona che non ama più o in quella che ancora disperatamente si attacca ad un amore che va estinguendosi e che le sarà irrimediabilmento tolto.
A volte parlo della dignità, ma capisco anche che la dignità e l'amore sono abbastanza ostili uno all'altra...nella dignità c'é amor proprio, orgoglio, in amore c'é solo inclinazione donativa per l'essere amato, a volte anche un po' imprudente.
Bisognerebbe poter parlare caso per caso ed analizzarlo... così si va per concetti e linee generali, e non bastano se non per le generalizzazioni.
Bruja
 
O

Old giulia

Guest
Io non avevo ancora scoperto il tradimento ma sentivo che qualcosa era cambiato.
Una sera gli chiesi cosa nn andava e lui mi rispose "nn so se ti amo".
Mi crollò il mondo addosso.
Dopo qualche giorno (per riprendermi dal trauma) dissi che volevo aiutarlo a capire...
Ma se veramente da parte sua nn ci fosse stato più l'amore, se a questo fossimo arrivati... l'avrei lasciato andare via.
Non avrebbero avuto più senso le responsabiltà, la famiglia, la coppia... senza amore.

Poi vabbè ho scoperto altro... e mi sono inca@@ata di brutto!


Io dalla vita, dalla coppia, dall'amore voglio tutto, pretendo tutto... o niente (meglio soli)
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Io non avevo ancora scoperto il tradimento ma sentivo che qualcosa era cambiato.
Una sera gli chiesi cosa nn andava e lui mi rispose "nn so se ti amo".
Mi crollò il mondo addosso.
Dopo qualche giorno (per riprendermi dal trauma) dissi che volevo aiutarlo a capire...
Ma se veramente da parte sua nn ci fosse stato più l'amore, se a questo fossimo arrivati... l'avrei lasciato andare via.
Non avrebbero avuto più senso le responsabiltà, la famiglia, la coppia... senza amore.

Poi vabbè ho scoperto altro... e mi sono inca@@ata di brutto!


Io dalla vita, dalla coppia, dall'amore voglio tutto, pretendo tutto... o niente (meglio soli)
Dovresti chiederti come avresti reagito se non ci fosse stata l'altra...ma è puro esercizio retorico, perchè la storia è quella che conosciamo e non si cambia...


Perchè dire che non ha più senso quello che si è costruito (che è lì, reale, tangibile) in nome di qualcosa che quando si è costruito c'era ma ora è venuto meno?

Il suo venir meno, toglie valore a quel che c'è stato?
 

Bruja

Utente di lunga data
Fedifrago

Dovresti chiederti come avresti reagito se non ci fosse stata l'altra...ma è puro esercizio retorico, perchè la storia è quella che conosciamo e non si cambia...


Perchè dire che non ha più senso quello che si è costruito (che è lì, reale, tangibile) in nome di qualcosa che quando si è costruito c'era ma ora è venuto meno?

Il suo venir meno, toglie valore a quel che c'è stato?
La sensazione é che quando si viene traditi, l'incredulità, la sorpresa, il disincanto rendano tutto quello che é stato valido e pregnante (a tradire si é pensato da un certo punto in poi, prima era esattamente come la si sentiva) sia ormai inutile o indegno perché così mal ripagato.
La questione é sempre e solo la stessa, spesso ci si riempie d'ira più per i modi che per l'azione. Un tradimento che risulti una vera debolezza ma in cui si mantenga la considerazione che dall'altra parte c'é chi forse non é più il/la destinatario/a di amore ma certo di attenzione e salvaguardia diventa più analizzabile e trattabile; é quando ci si rende conto della assoluta infingardaggine, della menzogna fine a sé stessa, della reiterazione se si é assicurato il contrario, che rendono definitivamente ostile il/la tradito/a.
Il problema é che se quello che é stato non può più essere per la fine di un amore e se l'amore non é disturbato da altre interessi ma semplicemente é finito, che discussione si può intavolare? Al massimo si può cercare di capire quale sia le soluzione migliore data la contingenza.
Io ammiro chi sa dire che senza sentimenti o un qualcosa che giustifichi il proseguimento del rapporto, é meglio chiudere, ma la domanda é cosa per ognuno di noi é quel "qualcosa"?
Spesso parliamo di grandi sentimenti, di affinità, di condivisione, di afflati... e poi ci si riduce (gli esempi non sono mancati) a considerare che se uno va comunque a letto con l'altro ci deve pur essere qualcosa... certo che c'é, il problema é come chiamarlo.

Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Sai bene che non confondo amore con attrazione e "farfalle"...

L'affetto, specie dopo anni, certo che rimane, ma è sulla consapevolezza della scarsa profondità dello stesso che si fonda il " NON TI AMO PIU' "...e la condivisione passata non è certezza della condivisione futura...così come può venir meno l'attrazione verso l'altro/a...e non dirmi che questo non avviene!

Per geisha: Non è che è più un non volerselo sentir dire, per non affrontare noi stessi l'interrogarsi sul tipo di sentimento che realmente nutriamo ancora?

Per rispondere ad atopos: spesso resta solo la condivisione di abitudini, più che quella di progetti, specie quando i progetti iniziali della coppia (ad es. figli casa lavoro) si posson dire praticamente ultimati o in grado di andare avanti per inerzia...

Ecco, inerzia direi che è forse la parola giusta per definire certe situazioni...e non ditemi che l'inerzia si supera con l'impegno, perchè l'impegno ce lo metti se hai dietro una spinta, che in questo caso dovrebbe esser appunto l'amore, in pratica un cane che si morde la coda...
Per professione so che l'interesse quello che spinge poi all'impegno che fa anche sopportare la fatica non si può aspettare che nasca da sè perché avviene in troppi rari casi. L'interesse si crea e si costruisce attraverso attività ed esperienze.
Così chi produce o commercia sa che è indispensabile far nascere il bisogno.
Io credo che sia immaturo cercare l'interesse altrove perché può nascere da cose superficiali o da proiezioni.
Qui potresti concorcordare che accade di vedere in un'altra persona cose, affinità, entusiasmi, interessi e progettualità che non ci sono.
Mentre mi sembra che dovrebbe essere doveroso compiere l'operazione di ritrovare, rinnovare e riprogettare con chi si è condiviso tanto con consapevolezza di che tipo di persona si ha a che fare e si è ...senza proiezioni e abbagli e mascherature.
Ovvio tutto questo se c'è volontà e capacità reciproca.
 

Verena67

Utente di lunga data
Ho un amico che ha fatto una scelta decisamente controcorrente: ha lasciato la moglie per cercare l'"oltre", senza che ci fossero altre donne determinanti la scelta.

Loro hanno due figli pre - adolescenti che hanno sofferto atrocemente per questa decisione del papà (con tutto il corredo di problemi a scuola, caratteriali, etc.), peraltro lui è stato ed è un fantastico padre: concretamente si tiene i figli tre giorni a settimana e ogni due week - end, concretamente fa il mammo (non è un padre da sabato allo zoo, insomma, ma un vero padre).

Hanno trovato anche una soluzione ottimale a livello abitativo: due case vicine nello stesso quartiere, lui ha anche lo studio vicino, così a piedi tutti vagano da lavoro a scuola alle due case. Le risorse economiche in questi casi aiutano eccome.

La moglie ne ha fatto un dramma e ora, dopo circa due anni, se ne sta facendo una ragione e va avanti con la sua vita. Ha avuto un breve flirt "compensatorio" (?!) con il migliore amico di lui, vedovo e separato, uomo affascinante ma gravemente disabile, ma la cosa non credo sia proseguita.

E lui?


Lui è uscito con enne donne. Di solito conosciute su siti d'incontri, qualcuna del loro entourage pre - separazione (i due peraltro stanno separati da due anni ma non sono ancora andati dal giudice...).

Le donne "solide" lo schifano perché temono un uomo che - a cuor abbastanza leggero - ha lasciato moglie e figli così per un idea di libertà. Le pazze psicopatiche - che duole dirlo abbondano nel mondo di Meetic e dintorni - dopo due volte che escono con lui lo mollano perché "lui è troppo attaccato a moglie e figli"!

Insomma, Obama diceva che un maiale è sempre un maiale anche se porta il rossetto.

Un padre di famiglia è sempre tale anche se va a vivere in un monolocale....! Non è che uno può scuotersi di dosso l'evoluzione naturale della vita (famiglia, figli) e ricominciare a fare l'adolescente!!

Anche perché i rapporti significativi, davvero significativi, non si vanno a cercare: ma arrivano, quando la vita decide, non un minuto prima, non uno dopo.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Per professione so che l'interesse quello che spinge poi all'impegno che fa anche sopportare la fatica non si può aspettare che nasca da sè perché avviene in troppi rari casi. L'interesse si crea e si costruisce attraverso attività ed esperienze.
Così chi produce o commercia sa che è indispensabile far nascere il bisogno.
Io credo che sia immaturo cercare l'interesse altrove perché può nascere da cose superficiali o da proiezioni.
Qui potresti concorcordare che accade di vedere in un'altra persona cose, affinità, entusiasmi, interessi e progettualità che non ci sono.
Mentre mi sembra che dovrebbe essere doveroso compiere l'operazione di ritrovare, rinnovare e riprogettare con chi si è condiviso tanto con consapevolezza di che tipo di persona si ha a che fare e si è ...senza proiezioni e abbagli e mascherature.
Ovvio tutto questo se c'è volontà e capacità reciproca.
L'amore, come l'innamoramento dovrebbe essere un sentimento "sorgivo" ovvero che nasce spontaneamente, nel primo caso come evoluzione del desiderio di condivisione (ma già con una base, non "sforzandosi" di provarlo) nel secondo come fatto "istintuale" (son attratto dal suo profumo, dai suoi occhi da come parla cammina si pettina scherza ride si pone nelle questioni ecc ecc), non certo come "applicazione" o "sforzo" che se mai occorrono per mantenerlo vivo e non appiattito.

Il fatto dell'interesse per un/a terza persona come detto all'inizio, può starvi come no, perchè l'amore, come tutto del resto, può finire anche senza fattori esterni condizionanti.

E' quell'ovvio della frase finale e in quella volontà reciproca che riconduci il discorso alle mie premesse iniziali e al post che hai quotato perchè è il venir meno della volontà(=spinta) che porta all'inerzia e alla fine del sentimento.

In soldoni non è che non si riesce ad accettare e a dire quel "non ti amo più" perchè si è infarciti ancora dell'utopico "e vissero PER SEMPRE felici e contenti"?
 

Old belledejour

Utente di lunga data
Ho un amico che ha fatto una scelta decisamente controcorrente: ha lasciato la moglie per cercare l'"oltre", senza che ci fossero altre donne determinanti la scelta.

Loro hanno due figli pre - adolescenti che hanno sofferto atrocemente per questa decisione del papà (con tutto il corredo di problemi a scuola, caratteriali, etc.), peraltro lui è stato ed è un fantastico padre: concretamente si tiene i figli tre giorni a settimana e ogni due week - end, concretamente fa il mammo (non è un padre da sabato allo zoo, insomma, ma un vero padre).

Hanno trovato anche una soluzione ottimale a livello abitativo: due case vicine nello stesso quartiere, lui ha anche lo studio vicino, così a piedi tutti vagano da lavoro a scuola alle due case. Le risorse economiche in questi casi aiutano eccome.

La moglie ne ha fatto un dramma e ora, dopo circa due anni, se ne sta facendo una ragione e va avanti con la sua vita. Ha avuto un breve flirt "compensatorio" (?!) con il migliore amico di lui, vedovo e separato, uomo affascinante ma gravemente disabile, ma la cosa non credo sia proseguita.

E lui?


Lui è uscito con enne donne. Di solito conosciute su siti d'incontri, qualcuna del loro entourage pre - separazione (i due peraltro stanno separati da due anni ma non sono ancora andati dal giudice...).

Le donne "solide" lo schifano perché temono un uomo che - a cuor abbastanza leggero - ha lasciato moglie e figli così per un idea di libertà. Le pazze psicopatiche - che duole dirlo abbondano nel mondo di Meetic e dintorni - dopo due volte che escono con lui lo mollano perché "lui è troppo attaccato a moglie e figli"!

Insomma, Obama diceva che un maiale è sempre un maiale anche se porta il rossetto.

Un padre di famiglia è sempre tale anche se va a vivere in un monolocale....! Non è che uno può scuotersi di dosso l'evoluzione naturale della vita (famiglia, figli) e ricominciare a fare l'adolescente!!

Anche perché i rapporti significativi, davvero significativi, non si vanno a cercare: ma arrivano, quando la vita decide, non un minuto prima, non uno dopo.
Il tuo amico rientra nel mio insieme finito di VERI UOMINI
 

Fedifrago

Utente di lunga data
.........

Un padre di famiglia è sempre tale anche se va a vivere in un monolocale....! Non è che uno può scuotersi di dosso l'evoluzione naturale della vita (famiglia, figli) e ricominciare a fare l'adolescente!!

Anche perché i rapporti significativi, davvero significativi, non si vanno a cercare: ma arrivano, quando la vita decide, non un minuto prima, non uno dopo.
Il tuo amico, che mi dici ottimo padre, quindi responsabile non lo vedo affatto adolescenziale...ha preso consapevolmente atto di come stavano le cose, senza raccontarla e raccontarsela e ha agito conseguentemente...l'immaturità dove sta, nell'aver, una volta solo, storie che non vuol poi finalizzare in un'altra famiglia?

Forse io lo vedo maturo proprio per quello!
 

Old belledejour

Utente di lunga data
Il tuo amico, che mi dici ottimo padre, quindi responsabile non lo vedo affatto adolescenziale...ha preso consapevolmente atto di come stavano le cose, senza raccontarla e raccontarsela e ha agito conseguentemente...l'immaturità dove sta, nell'aver, una volta solo, storie che non vuol poi finalizzare in un'altra famiglia?

Forse io lo vedo maturo proprio per quello!


Aggiungerei forte, dal momento che lui non ha avuto bisogno di punti d'appoggio esterni per scegliere la sua strada.
 
O

Old giulia

Guest
Dovresti chiederti come avresti reagito se non ci fosse stata l'altra...ma è puro esercizio retorico, perchè la storia è quella che conosciamo e non si cambia...


Perchè dire che non ha più senso quello che si è costruito (che è lì, reale, tangibile) in nome di qualcosa che quando si è costruito c'era ma ora è venuto meno?

Il suo venir meno, toglie valore a quel che c'è stato?
Io penso che se un amore finisce, finisce.
Quello che c'è stato nn si può cancellare, quello che si è costruito rimane ed ha un valore indissolubile (in questo caso i miei 2 figli, il tempo passato insieme)... ma io nn starei con un uomo se sapessi che non mi ama più.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
L'amore, come l'innamoramento dovrebbe essere un sentimento "sorgivo" ovvero che nasce spontaneamente, nel primo caso come evoluzione del desiderio di condivisione (ma già con una base, non "sforzandosi" di provarlo) nel secondo come fatto "istintuale" (son attratto dal suo profumo, dai suoi occhi da come parla cammina si pettina scherza ride si pone nelle questioni ecc ecc), non certo come "applicazione" o "sforzo" che se mai occorrono per mantenerlo vivo e non appiattito.

Il fatto dell'interesse per un/a terza persona come detto all'inizio, può starvi come no, perchè l'amore, come tutto del resto, può finire anche senza fattori esterni condizionanti.

E' quell'ovvio della frase finale e in quella volontà reciproca che riconduci il discorso alle mie premesse iniziali e al post che hai quotato perchè è il venir meno della volontà(=spinta) che porta all'inerzia e alla fine del sentimento.

In soldoni non è che non si riesce ad accettare e a dire quel "non ti amo più" perchè si è infarciti ancora dell'utopico "e vissero PER SEMPRE felici e contenti"?
Io credo invece che utopico sia il pensare che il sentimento che si prova debba essere sempre lo stesso iniziale che è sorgivo proprio perché nasce dall'incontro con una diversità/affinità misteriosa che attrae.
E' naturale che col tempo il mistero sia scomparso e l'affinità venga data per scontata e si notino le diversità.
Certo quel che intendevo era creare interesse anche attraverso nuovi interessi e nuovi progetti non certo raccontarsi di avere interessi.
In realtà io vedo nelle coppie intormo un affievolirsi di interessi negli uomini e un loro non voler seguire nei loro interessi le donne e ritrovarsi poi con donne che vorrebbero seguire almeno gli interessi dei compagni che invece appaiono spenti e ...pronti ad accendersi solo se si illudono di inseguire oltre i quarantanna un'adolescenza/giovinezza che credono di non aver vissuto appieno.
Proprio sul genere di American Beauty ...
...

Poi per quanto mi riguarda non ho mai avuto nessuna utopia del per sempre
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ho un amico che ha fatto una scelta decisamente controcorrente: ha lasciato la moglie per cercare l'"oltre", senza che ci fossero altre donne determinanti la scelta.

Loro hanno due figli pre - adolescenti che hanno sofferto atrocemente per questa decisione del papà (con tutto il corredo di problemi a scuola, caratteriali, etc.), peraltro lui è stato ed è un fantastico padre: concretamente si tiene i figli tre giorni a settimana e ogni due week - end, concretamente fa il mammo (non è un padre da sabato allo zoo, insomma, ma un vero padre).

Hanno trovato anche una soluzione ottimale a livello abitativo: due case vicine nello stesso quartiere, lui ha anche lo studio vicino, così a piedi tutti vagano da lavoro a scuola alle due case. Le risorse economiche in questi casi aiutano eccome.

La moglie ne ha fatto un dramma e ora, dopo circa due anni, se ne sta facendo una ragione e va avanti con la sua vita. Ha avuto un breve flirt "compensatorio" (?!) con il migliore amico di lui, vedovo e separato, uomo affascinante ma gravemente disabile, ma la cosa non credo sia proseguita.

E lui?


Lui è uscito con enne donne. Di solito conosciute su siti d'incontri, qualcuna del loro entourage pre - separazione (i due peraltro stanno separati da due anni ma non sono ancora andati dal giudice...).

Le donne "solide" lo schifano perché temono un uomo che - a cuor abbastanza leggero - ha lasciato moglie e figli così per un idea di libertà. Le pazze psicopatiche - che duole dirlo abbondano nel mondo di Meetic e dintorni - dopo due volte che escono con lui lo mollano perché "lui è troppo attaccato a moglie e figli"!

Insomma, Obama diceva che un maiale è sempre un maiale anche se porta il rossetto.

Un padre di famiglia è sempre tale anche se va a vivere in un monolocale....! Non è che uno può scuotersi di dosso l'evoluzione naturale della vita (famiglia, figli) e ricominciare a fare l'adolescente!!

Anche perché i rapporti significativi, davvero significativi, non si vanno a cercare: ma arrivano, quando la vita decide, non un minuto prima, non uno dopo.
Posso?
A me sembra un poveretto che ora gira a vuoto e poi si metterà con una donna molto più giovane per ricreare ...quel da cui è fuggito.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Posso?
A me sembra un poveretto che ora gira a vuoto e poi si metterà con una donna molto più giovane per ricreare ...quel da cui è fuggito.
Ma possibile che si veda la realizzazione solo in un rapporto a due?


Magari l'esperienza avuta e già finalizzata è stata più che sufficente per non desiderare replicarla...no?
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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