L'esercito israeliano chiarisce che lascerà comunque alcuni uomini nella Striscia
Il ministro degli Esteri Livni: 'Apertura definitiva dei confini legata alla liberazione di Shalit'
Ritiro da Gaza non sarà completo
Ban Ki-Moon tra le macerie
Autorizzata dal premier Olmert la visita del segretario delle Nazioni Unite
Nel campo di Jabaliya
GAZA - In un'atmosfera di relativa ma sostanziale tranquillità, prosegue il ripiegamento delle truppe israeliane dalle posizioni su cui si erano attestate durante i 22 giorni dell'Operazione "Piombo Fuso" nella Striscia di Gaza. Il ritiro, ha precisato una portavoce dell'esercito, Avital Liebovich, non sarà comunque totale. Mentre il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, ha detto che l'apertura definitiva dei confini tra Israele e l'enclave palestinese è "legata" alla liberazione del caporale Gilad Shalit, prigioniero delle milizie di Hamas da due anni e mezzo. Intanto oggi il segretario dell'Onu Ban Ki-moon visita la Striscia: è il primo leader internazionale a entrare nel territorio palestinese dall'inizio delle ostilità, per constatare l'entità dei danni.
Il ritiro. L'esercito ha indirettamente smentito le indiscrezioni, filtrate ieri sui mass media israeliani, secondo cui l'intenzione dello stato maggiore sarebbe stata quella di lasciare completamente Gaza prima dell'avvento di Obama come nuovo presidente degli Stati Uniti, così da non creare imbarazzo fin dalle battute iniziali a un tradizionale e fondamentale alleato.
"Dipenderà dalla situazione concreta sul terreno", hanno commentato a loro volta fonti riservate del ministero della Difesa israeliano. "Stiamo progressivamente riducendo il numero dei nostri uomini nella Striscia di Gaza, ma le unità al di fuori di quel territorio le teniamo in allerta, allo scopo di reagire con rapidità a qualsiasi tipo di circostanza".
Oggi il ministro degli Esteri Livni ha fatto sapere che Israele non è disposto a concedere alcuna apertura definitiva dei varchi di confine "fino a quando non avrà ricevuto rassicurazioni sul destino del caporale Gilad Shalit". "Se Hamas vuole ottenere qualcosa da Israele - ha intimato la Livni - noi vogliamo recuperare qualcosa, vale a dire Gilad Shalit".
La visita del segretario Onu. Ban Ki-moon è arrivato a Gaza intorno a mezzogiorno, ora locale: è il primo leader internazionale a entrare nella Striscia dopo tre settimane di guerra, una visita autorizzata dal premier israeliano Ehud Olmert. Ban è entrato dal valico di confine di Erez insieme ad alcuni rappresentanti della stampa, con l'obiettivo di constatare l'entità dei danni subiti dalla popolazione palestinese.
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha voluto in particolare visitare la scuola dell'Unrwa colpita da proiettili israeliani, che hanno provocato una strage. La situazione è "straziante" ha detto, chiedendo che sull'episodio venga aperta un'inchiesta. "E' stato un attacco indegno e totalmente inaccettabile alle Nazioni Unite'', ha dichiarato Ban. ''Ci deve essere un'inchiesta approfondita - ha proseguito - una spiegazione completa per assicurare che non si ripeta piu. I responsabili devono rendere conto delle loro azioni davanti a un appropriato sistema giudiziario''. Dopo il sopralluogo nella Striscia, Ban Ki-Moon è atteso a Sderot, la città israeliana più bersagliata in questi mesi dai razzi palestinesi.
Intanto la tregua tiene, ma a Gaza si continua a morire: stamane due bambini sono rimasti uccisi in seguito all'esplosione accidentale di materiale abbandonato sul terreno dalle forze israeliane. Oggi, mentre Ban Ki-moon iniziava la sua visita, la tensione è salita quando una pattuglia militare israeliana è stata attaccata da miliziani palestinesi al valico di Kissufim. Poco dopo si è appreso dal campo profughi di Jabalya che un agricoltore era stato ucciso da colpi d'arma da fuoco: non è escluso un legame tra questi due episodi.
Corriere 20 gennaio 2009