Il fenomeno della centesima scimmia

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Nobody

Utente di lunga data
Per ampliare il concetto dovrei postare qui il capitolo 16 dei miei appunti personali, e non mi sembra il caso.
Condensare in poche righe l'intuizione che in quelle pagine ho descritto non è certo semplice.
Le ipotesi scientifiche più attuali tendono a descrivere l'Universo come un insieme di materia che via via si rarefà, andando apparentemente, come già detto, da una condizione di estrema concentrazione ad una di estrema rarefazione. Se colleghiamo questa immagine alla storia della vita in genere e poi in particolare di quella umana, ci rendiamo conto che parrebbe esistere un fattore esterno alla pura materia, quel qualcosa che genericamente chiamiamo "spirito" il quale parrebbe percorrere, rispetto alla materia, un percorso inverso: dalla minima ad una ipotizzabile massima concentrazione. La vita come la conosciamo si basa sulla presenza di energia, quindi di differenza di potenziale, condizione che al massimo dell'entropia viene totalmente a mancare.
Se, quindi, il massimo dello "spirito" corrisponde al minimo della "materia", la quale è la forma che permette la vita fisica, ecco che si evidenzia quanto il massimo della vita spirituale corrisponda al massimo concetto di morte fisica.
Mi piace la tua "visione". Un universo "laboratorio", che crea lo Spirito a partire e a discapito della materia primordiale.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Mi piace la tua "visione". Un universo "laboratorio", che crea lo Spirito a partire e a discapito della materia primordiale.
Più che la materia che crea lo spirito, mi da l'impressione che si tratti di una cosa che lascia spazio all'altra, lo spirito "prigioniero" della materia che via via prende spazio fino ad acquisire il sopravvento. Questa idea l'ho avuta osservando l'insieme delle mie scarse ma varie conoscenze di fisica e di storia, di sociologia e di religione etc., e tentando di trarne una sorta di "regola" universale. Come sai avevo definito questa regola "l'algoritmo del tutto" (salvo poi scoprire che fu un'espressione usata da un imbianchino passato tristemente alla storia).
Mi pare una struttura abbastanza semplice da reggersi da sola senza bisogno di atti di fede di alcun genere, e passibile di essere perfezionata (ma anche confutata) in seguito ad ulteriori scoperte ed intuizioni. L'importante è comunque, a mio avviso, semplificare al massimo, e solo sulle basi più semplici e solide costruire poi il resto delle teorie e dei ragionamenti, altrimenti si finisce di nuovo a cascare negli atti di fede.
 

Nobody

Utente di lunga data
Più che la materia che crea lo spirito, mi da l'impressione che si tratti di una cosa che lascia spazio all'altra, lo spirito "prigioniero" della materia che via via prende spazio fino ad acquisire il sopravvento. Questa idea l'ho avuta osservando l'insieme delle mie scarse ma varie conoscenze di fisica e di storia, di sociologia e di religione etc., e tentando di trarne una sorta di "regola" universale. Come sai avevo definito questa regola "l'algoritmo del tutto" (salvo poi scoprire che fu un'espressione usata da un imbianchino passato tristemente alla storia).
Mi pare una struttura abbastanza semplice da reggersi da sola senza bisogno di atti di fede di alcun genere, e passibile di essere perfezionata (ma anche confutata) in seguito ad ulteriori scoperte ed intuizioni. L'importante è comunque, a mio avviso, semplificare al massimo, e solo sulle basi più semplici e solide costruire poi il resto delle teorie e dei ragionamenti, altrimenti si finisce di nuovo a cascare negli atti di fede.
Infatti non scrivevo che la materia crea lo spirito, semmai il "laboratorio" universo lo fa... raffinando la materia.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Infatti non scrivevo che la materia crea lo spirito, semmai il "laboratorio" universo lo fa... raffinando la materia.
Ti cito una frase del grande Faraday, e la faccio mia:
"A causa della mia ignoranza, sono costretto a trovare la mia strada seguendo la stretta concatenazione dei fatti".

Hai capito che mi piace molto lavorare di ricerca ed intuizione
 
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