senza parole

  • Autore Discussione Old irresponsabile
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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
anche questo potrebbe essere un trauma.

Perchè vedere un uccelletto si e una patonza no?

ma poi scusate, mò state quì a dire se i bambini vanno accompagnati o meno, se i genitori devevano o non dovevano.

Ma in quel bagno uno traniero ha violentato una bimba di 6 anni, caxxo!
e chi ci dice che non ce l'abbia portata con l'inganno in quel bagno eludendo la sorveglianza dei genitori?

sempre più senza parole....
Non so cosa tu pensi che accada nel bagno delle donne ...i gabinetti sono chiusi e non si vede proprio nulla.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
non ho detto che sono discorsi del cazzo, ho ipotizzato che questa storia possa essere una cazzata (stranamente dopo la notizia di ieri, non se n'è detto più nulla. eppure i giornalisti si buttano come dei condor sulle carogne, quando ci sono notizie del genere).

quanto ai discorsi e quello che rispondi (hai fatto l'arrocco?) ripeto, il 72 era tanti anni fa. ora la realtà è diversa. o no? per strada ti senti sicura come 15 anni fa? (e ancora siam ben lontani dal 72).
non ho neanche parlato di colpe, ma di responsabilità. mica hai sbagliato a quotare?
a volte non solo non ti capisco ma mi fai salire la carogna: tu quindi confermi che non sono cambiati i tempi? che trent'anni (quasi) fa le cose erano come sono ora?
come ha detto giustamente qualcuno la pedofilia (e comunque ribadisco che non è solo di questo che parlo) non è un male contemporaneo, è sempre esistito ma non se ne parlava. ora se ne parla. ora si è più consapevoli, e in maniera più consapevole ci si dovrebbe comportare.
trent'anni fa non si sapeva che trombare senza precauzioni poteva condannarti a morte. ora che si sa, che fai? dici "trent'anni fa si trombava senza preservativo, non vedo perché non continuare a farlo ora?"
e comunque per rispondere alla tua domanda, sì, stavo seduta a tavola se non altro per una questione di educazione, e se lo facevo appena sparivo dalla vista dei miei genitori (o degli adulti a cui ero affidata) veniva a cercarmi.
e poi scusa, che diavolo c'entra che tuo figlio è un tipo tranquillo? si parla comunque di un tipo tranquillo di SEI anni, con la maturità, la responsabilità, la prudenza, di un seienne. quindi così come si può lanciare appresso a un pallone senza preoccuparsi di controllare che stiano arrivando macchine, può fare mille altre cose che potrebbero essere definite minchiate, ma che perdono diritto a tale definizione perché fatte da un bambino. spetta al genitore calarsi nei panni del responsabile. e per farlo non è necessario nè essere ansiosi, nè usare guinzagli. tu fai e di un po' quello che ti pare, io un bambino di 6 anni, soprattutto in un posto pubblico, starei bene attenta a non perderlo di vista.
Quoto.
Però ..mi spiace sottolineare la mia età, ma trentanni fa io insegnavo e quindi posso dire com'erano i bambini e se le città erano più o meno sicure.
Era uguale. Semplicemente non c'era pubblicità delle violenze e non c'era lo psicosi del pedofilo e dello straniero (anche se dell'immigrato sì...).
Io ero intervenuta per allontanare un tizio che adescava i ragazzini, ho chiamato i carabinieri per segnalare un tizio (ma ce n'erano altri) che si piazzavano a masturbarsi in auto fuori dalla scuola o nel giardino adiacente quello della scuola.
I bambini allora come ora potevano e possono andare e tornare a scuola da soli perché è un orario affollato ed esiste il controllo sociale di mamme e nonne.
Allora, come ora, è prudente non lasciare soli bambini in locali pubblici.
Allora come ora i bambini hanno idee confuse e possono spaventarsi per situazioni accettabili e accettare l'inaccettabile.
Ora ci sono più genitori pronti a immaginare abusi che non esistono.
 
O

Old angelodelmale

Guest
Quoto.
Però ..mi spiace sottolineare la mia età, ma trentanni fa io insegnavo e quindi posso dire com'erano i bambini e se le città erano più o meno sicure.
Era uguale. Semplicemente non c'era pubblicità delle violenze e non c'era lo psicosi del pedofilo e dello straniero (anche se dell'immigrato sì...).
Io ero intervenuta per allontanare un tizio che adescava i ragazzini, ho chiamato i carabinieri per segnalare un tizio (ma ce n'erano altri) che si piazzavano a masturbarsi in auto fuori dalla scuola o nel giardino adiacente quello della scuola.
I bambini allora come ora potevano e possono andare e tornare a scuola da soli perché è un orario affollato ed esiste il controllo sociale di mamme e nonne.
Allora, come ora, è prudente non lasciare soli bambini in locali pubblici.
Allora come ora i bambini hanno idee confuse e possono spaventarsi per situazioni accettabili e accettare l'inaccettabile.
Ora ci sono più genitori pronti a immaginare abusi che non esistono.


sono d'accordo, anche se non posso portare una testimonianza diretta di com'erano le cose 30 anni fa, se non per sentito dire. sono però sicura che la situazione sia cambiata. se anche i crimini (di qualunque natura) o gli incidenti rimangono invariati e la pericolosità in genere pure, resta il fatto che è cambiato l'atteggiamento delle persone.
se, per fare un esempio, prima 90 donne che subivano una violenza, su 100, tacevano la cosa, "gli altri" erano evidentemente più disinformati e più tranquilli. forse, dico forse, il numero delle violenze a sfondo sessuale è rimasto immutato, ma quello noto ora è ben maggiore; è quindi normale che la paura sia cresciuta in proporzione.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
sono d'accordo, anche se non posso portare una testimonianza diretta di com'erano le cose 30 anni fa, se non per sentito dire. sono però sicura che la situazione sia cambiata. se anche i crimini (di qualunque natura) o gli incidenti rimangono invariati e la pericolosità in genere pure, resta il fatto che è cambiato l'atteggiamento delle persone.
se, per fare un esempio, prima 90 donne che subivano una violenza, su 100, tacevano la cosa, "gli altri" erano evidentemente più disinformati e più tranquilli. forse, dico forse, il numero delle violenze a sfondo sessuale è rimasto immutato, ma quello noto ora è ben maggiore; è quindi normale che la paura sia cresciuta in proporzione.
La percezione non è realtà.
Il tizio che adescava i miei alunni dopo la mensa in giardino, e che mi aveva picchiata, era stato poi inseguito dai padri (in pausa pranzo dalla vicina industria) era poi riuscito a dileguarsi.
Nessuno ha neppure pensato di dare la notizia ai giornali...
...non mi riesce difficile immaginare cosa sarebbe accaduto oggi ...sarei finita a Porta a porta..
 
O

Old angelodelmale

Guest
La percezione non è realtà.
Il tizio che adescava i miei alunni dopo la mensa in giardino, e che mi aveva picchiata, era stato poi inseguito dai padri (in pausa pranzo dalla vicina industria) era poi riuscito a dileguarsi.
Nessuno ha neppure pensato di dare la notizia ai giornali...
...non mi riesce difficile immaginare cosa sarebbe accaduto oggi ...sarei finita a Porta a porta..

non sono sicura d'avere capito
quella era realtà...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
non sono sicura d'avere capito
quella era realtà...
Volevo dire che il rischio era lo stesso, ma che veniva considerato per quello che era: un rischio limitato e controllabile.
Attualmente l'amplificazione che viene data a ogni evento, vero o presunto, fa percepire i pericoli più minacciosi e diffusi.

Qualche anno fa era stata data diffusione nazionale al caso di una ragazzina violentata nei box interrati di fronte alla mia scuola.
Conoscendo piuttosto bene i luoghi e l'ambiente il racconto non mi convinceva.
Dopo pochi giorni è stata data notizia che la ragazzina aveva inventato tutto perché aveva avuto un rapporto a rischio con il suo ragazzo e, temendo di essere rimasta incinta, aveva pensato di escogitare un sistema per deresponsabilizzarsi di fronte ai genitori.
Per rispetto della ragazza, ma temo molto di più perché non era altrettanto d'impatto, la notizia dei fatti reali non aveva avuto lo stesso spazio di quella della violenza (di cui non vi era, ovviamente, alcuna prova).
 

Old reale

Utente di lunga data
a volte non solo non ti capisco ma mi fai salire la carogna: tu quindi confermi che non sono cambiati i tempi? che trent'anni (quasi) fa le cose erano come sono ora?
come ha detto giustamente qualcuno la pedofilia (e comunque ribadisco che non è solo di questo che parlo) non è un male contemporaneo, è sempre esistito ma non se ne parlava. ora se ne parla. ora si è più consapevoli, e in maniera più consapevole ci si dovrebbe comportare.
trent'anni fa non si sapeva che trombare senza precauzioni poteva condannarti a morte. ora che si sa, che fai? dici "trent'anni fa si trombava senza preservativo, non vedo perché non continuare a farlo ora?"
e comunque per rispondere alla tua domanda, sì, stavo seduta a tavola se non altro per una questione di educazione, e se lo facevo appena sparivo dalla vista dei miei genitori (o degli adulti a cui ero affidata) veniva a cercarmi.
e poi scusa, che diavolo c'entra che tuo figlio è un tipo tranquillo? si parla comunque di un tipo tranquillo di SEI anni, con la maturità, la responsabilità, la prudenza, di un seienne. quindi così come si può lanciare appresso a un pallone senza preoccuparsi di controllare che stiano arrivando macchine, può fare mille altre cose che potrebbero essere definite minchiate, ma che perdono diritto a tale definizione perché fatte da un bambino. spetta al genitore calarsi nei panni del responsabile. e per farlo non è necessario nè essere ansiosi, nè usare guinzagli. tu fai e di un po' quello che ti pare, io un bambino di 6 anni, soprattutto in un posto pubblico, starei bene attenta a non perderlo di vista.
io invece non vedevo l'ora di perdere la mia...peccato che poi mi tornava sempre indietro...
 

Old reale

Utente di lunga data
sono d'accordo, anche se non posso portare una testimonianza diretta di com'erano le cose 30 anni fa, se non per sentito dire. sono però sicura che la situazione sia cambiata. se anche i crimini (di qualunque natura) o gli incidenti rimangono invariati e la pericolosità in genere pure, resta il fatto che è cambiato l'atteggiamento delle persone.
se, per fare un esempio, prima 90 donne che subivano una violenza, su 100, tacevano la cosa, "gli altri" erano evidentemente più disinformati e più tranquilli. forse, dico forse, il numero delle violenze a sfondo sessuale è rimasto immutato, ma quello noto ora è ben maggiore; è quindi normale che la paura sia cresciuta in proporzione.
e come è noto la paura è sempre una buona consigliera...
 

Old reale

Utente di lunga data
a volte non solo non ti capisco ma mi fai salire la carogna: tu quindi confermi che non sono cambiati i tempi? che trent'anni (quasi) fa le cose erano come sono ora?
come ha detto giustamente qualcuno la pedofilia (e comunque ribadisco che non è solo di questo che parlo) non è un male contemporaneo, è sempre esistito ma non se ne parlava. ora se ne parla. ora si è più consapevoli, e in maniera più consapevole ci si dovrebbe comportare.
trent'anni fa non si sapeva che trombare senza precauzioni poteva condannarti a morte. ora che si sa, che fai? dici "trent'anni fa si trombava senza preservativo, non vedo perché non continuare a farlo ora?"
e comunque per rispondere alla tua domanda, sì, stavo seduta a tavola se non altro per una questione di educazione, e se lo facevo appena sparivo dalla vista dei miei genitori (o degli adulti a cui ero affidata) veniva a cercarmi.
e poi scusa, che diavolo c'entra che tuo figlio è un tipo tranquillo? si parla comunque di un tipo tranquillo di SEI anni, con la maturità, la responsabilità, la prudenza, di un seienne. quindi così come si può lanciare appresso a un pallone senza preoccuparsi di controllare che stiano arrivando macchine, può fare mille altre cose che potrebbero essere definite minchiate, ma che perdono diritto a tale definizione perché fatte da un bambino. spetta al genitore calarsi nei panni del responsabile. e per farlo non è necessario nè essere ansiosi, nè usare guinzagli. tu fai e di un po' quello che ti pare, io un bambino di 6 anni, soprattutto in un posto pubblico, starei bene attenta a non perderlo di vista.
educazione? parlerei di formalismo, che è rispettabilissimo, ma è un'altra cosa...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Della questione all'origine del 3d pare non si sappia più nulla, e questo mi da da paensare che sia stata una grossa bolla di sapone dettata dalla psicosi del momento. CHe sia stata la bambina, magari sobillata dai genitori e dalla televisione, a darsi a fantasie, oppure che sia stato uno dei genitori a travisare la situazione, o chissà che, il silenzio attuale mi fa sperare che la storia non abbia avuto fondamento. Come già ha scritto qualcuno, se ci fosse carne da addentare, i giornalisti ci sarebbero attaccati come sanguisughe.
A cosa samo giunti, quindi, in 15 pagine di confronti?
- A dire, e credo siate tutti d'accordo, che i bambini vanno curati e protetti, ma anche responsabilizzati e resi autonomi tanto praticamente quanto emotivamente. Il tutto gradualmente in funzione dell'età.
- A dire che oggi la situazione dei rischi non è cambiata molto rispetto al passato, ma la percezione da parte della gente è acuita dall'informazione, quella veritiera e quella montata, pertanto è generalmente maggiore il livello di atenzione, ma si può pure arrivare al punto che le fobie sfocino nella costruzione di situazioni prive di fondamento reale.

Alla fine, comunque, non sappiamo ancora cosa è successo in realtà.....
 
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