Io non penso certo al "bel tempo andato" visto che il mio argomento di studio preferito è storia (anche se non tedio nessuno, spero).
In ogni caso io credo che il tempo pieno e, quindi, la permanenza a scuola per otto ore (che non sono 8 ore di lavoro "scolastico", ma di attività varie e di socializzazione)
siano il modello di scuola migliore per i bambini che non hanno davvero voglia di star a guardarsi negli occhi con i genitori, né di giocare prevalentemente con loro.
Del resto se esistono (PURTROPPO)zone dove i bambini hanno un'offerta scolastica inferiore e magari mamme casalinghe (purtroppo e per forza) il pomeriggionon lo trascorrono come dovrebbero e vorrebbero con attività intellettuali e gioco con coetanei, ma prevalentemente piazzati davanti alla tv o con videogiochi (che sarebbero un'attività intellettuale e giocosa opportuna se venissero selezionati e se non diventassero un'ossessione, per la particolare psicologia dell'età).
Però. POI, hanno bisogno anche di sport e di ...stare con la famiglia e anche a ...guardar le nuvole e fantasticare e non di essere trasportati da un luogo all'altro con il tempo programmato fino a una cena veloce con genitori muti.
Chiedo scusa della deviazione, ma volevo spazzare equivoci.
Ripeto che c'è una bella differenza tra chi sceglie di fare un lavoro che lo coinvolge davvero e chi vi è costretto.
Coinvolta lo sono anch'io e, benché le mie ore siano credute poche e, in presenza a scuola, sono decisamente inferiori alle 8 giornaliere, so bene cosa significa pensare sempre al lavoro, anche quando si fa la spesa e si cercano magari i frutti di bosco da portare per fare un'esperienza il giorno.
Anche chi sceglie di dedicare 50 o 60 ore (settimanali ...non credo giornaliere
)
al lavoro non è detto che scelga il meglio per la propria famiglia e la propria vita affettiva.
Inoltre io facevo esempi (forse è la quarta volta che lo scrivo) di chi fa un lavoro intellettuale e non ha alternativa.
Se uno è avvocato ora a Milano si vede offrire solo attività "senza orario", potrebbe scegliere di andar a lavorare in un call center, part time o su turni, ma se vuole svolgere un lavoro per il quale ha studiato non ha alternative.
Inoltre io dicevo proprio un'altra cosa.
Contestavo il modello di lavoro non per contestazione alla società capitalista, ma
perché credo che sia UN modello e non il solo possibile e non ritengo che porti a "lavorare" meglio o di più, ma che sia funzionale a creare un legame "affettivo" con il luogo di lavoro, con i colleghi e con un lavoro che potrebbero essere considerati parte della propria vita e non LA vita.
Credo che questo modello sia funzionale a creare persone "efficientiste" e "consumiste" in ogni ambito di azione anche nei sentimenti e nell'ambito familiare.
Oppure pensiamo che l'abuso di sostanze di vario tipo, o anche solo di caffé siano casuali... e che i comportamenti da genitori superficiali e "scazzati" dei figli che tante volte abbiamo notato dipendano dal caso.
E vogliamo convincerci che ragazzini che credono che divertirsi sia ubriacarsi e avere un alto numero di performance sessuali siano solo fenomeni da reprimere con ordinanze.
Potrei tediarvi a lungo.
Mi autoblocco
P.S. Le società utopiche pensate dai filosofi non avevano il valore di modello applicabile, ma lo scopo di far riflettere sulle esigenze umane e sul modelo di società per la quale impegnarsi.
Ecco a questo credo che varrebbe la pena di dedicare almeno un po' del nostro tempo settimanale.