60 ore

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Old Zyp

Guest
badrai tu ai nostri dolci frugoletti?
perchè io dovrò dormire e cucinare eh??

si si e non scherzo .....

io ai miei figli voglio insegnare, voglio aprigli gli occhi non voglio che lo faccia qualcun altro

tu dormi pure ... tant io :

so cucinare, lavare, stirare (le camice ancora no....) e far un pò di tutto ....

fai in fretta perchè se ti scappo uno così non lo trovi più, sicuro
 

brugola

Utente di lunga data
si si e non scherzo .....

io ai miei figli voglio insegnare, voglio aprigli gli occhi non voglio che lo faccia qualcun altro

tu dormi pure ... tant io :

so cucinare, lavare, stirare (le camice ancora no....) e far un pò di tutto ....

fai in fretta perchè se ti scappo uno così non lo trovi più, sicuro

torno dalle vacanze col ganzo e ti sposo
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ho l'asilo dall'altra parte della strada e farò come faceva mia mamma quando eravamo piccole noi, ci veniva a prendere e tornava in negozio ...
altrimenti ci sarebbe zia o nonni ...... se proprio lavorassi in altro posto ..... se restavo dov'ero alle 17.30 staccavo ........

ora però stacco, oggi pizza
Però sei passata dal dire che certi orari non danno problemi e poi hai ipotizzanto l'intervento per te di istituzioni comode come collocazione, per te, e di parenti vari.
Non mi sembra che sia questo il modo di affrontare una questione che era stata posta in linea generale e che deve considerare anche chi non abita vicinissimo al posto di lavoro o non ha parenti o preferirebbe crescersi personalmente i suoi figli.

Inoltre io avevo fatto notare come tante ore di presenza non corrispondano a reali ore lavorative.
In effetti chi sta ad esempio in un negozio ha molte ore "vuote".
 
O

Old Zyp

Guest
Però sei passata dal dire che certi orari non danno problemi e poi hai ipotizzanto l'intervento per te di istituzioni comode come collocazione, per te, e di parenti vari.
Non mi sembra che sia questo il modo di affrontare una questione che era stata posta in linea generale e che deve considerare anche chi non abita vicinissimo al posto di lavoro o non ha parenti o preferirebbe crescersi personalmente i suoi figli.

Inoltre io avevo fatto notare come tante ore di presenza non corrispondano a reali ore lavorative.
In effetti chi sta ad esempio in un negozio ha molte ore "vuote".
infatti .....

si parla si parla si gioca si gioca alla politica ci si sollazza stizzicandosi, insomma un'altra vita, proprio perchè è la parte più corposa della giornata

la vita al lavoro, perchè il lavoro diventa una casa
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
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Old latriglia

Guest
forse la mnacanza d'una vita, d'uno sport dell'accudire un figlio

tante insomma, 24 - 14 - 8 = ?

2 ore rimaste per cena, lavarsi e salutare gli sconosciuti seduti al tavolo di casaa
minchia se siete tutti tragici oh


il tuo conto non l'ho capito, non dormo 14 ore di seguito da anni


ah, per fare un post solo, vedrei il pupo a rate non per il lavoro o perchè io inchiodo mio padre a fare il nonno, ma perchè lui me lo sequestra con la scusa che l'ho fatto aspettar troppo e ora si vuol godere il nipotino
 
O

Old latriglia

Guest
Però sei passata dal dire che certi orari non danno problemi e poi hai ipotizzanto l'intervento per te di istituzioni comode come collocazione, per te, e di parenti vari.
Non mi sembra che sia questo il modo di affrontare una questione che era stata posta in linea generale e che deve considerare anche chi non abita vicinissimo al posto di lavoro o non ha parenti o preferirebbe crescersi personalmente i suoi figli.

Inoltre io avevo fatto notare come tante ore di presenza non corrispondano a reali ore lavorative.
In effetti chi sta ad esempio in un negozio ha molte ore "vuote".
però mi sembra il modo, ed è quello che uso, per far le scelte nella mia vita, valutare tutti i pro e i contro e decidere che fare ..... nel caso pupo mi è anche già chiaro che starò a casa il minimo indispensabile per mia scelta ... allo stesso modo per cui non sono mai andata a un colloquio per un posto che non avesse le caratteristiche che cerco io ...

se vuoi ridere per 6 mesi ho anche fatto il corriere, l' ho preferito ad andare a far le pulizie, non volevo pesare sui miei e quella era l'unica opzione con sabato a casa
....... son scelte persa, non diamo sempre la colpa all'esterno, si scelgono alcune caratteristiche e ci si concentra dove il range è coperto .... ma si deve tener presente che a qualcosa si deve rinunciare
 

Grande82

Utente di lunga data
minchia se siete tutti tragici oh


il tuo conto non l'ho capito, non dormo 14 di seguito da anni


ah, per fare un post solo, vedrei il pupo a rate non per il lavoro o perchè io inchiodo mio padre a fare il nonno, ma perchè lui me lo sequestra con la scusa che l'ho fatto aspettar troppo e ora si vuol godere il nipotino
la triglia, capisco il tuo discorso organizzativo che è quello che farei anche io, ma mi piacerebbe farti un esempio pratico: la mia collega ha un figlio piccolo, lo porta al nido vicino casa sua, in modo da riuscire a portarcelo alle 8.15 prima di mettersi in treno.
Alle 8.50-9 arriva in ufficio (ci vuole una mezz'ora circa).
Inizia a lavorare e fa pausa alle 13. La pausa finisce alle 14.30, troppo poco per tornare a casa.
Riprende a lavorare e finisce alle 18.30, ma dato che finisce le pratiche iniziate si trattiene un quarto d'ora in più. Prende il treno alle 19 e va (alle 19.30) a prendere il figlio che i nonni hanno 'ritirato' dall'asilo alle 16. Arriva a casa alle 20.
Per carità, non è tardissimo, ma non è brutto che viviamo in una società dove noi donne ci troviamo a dover mortificare o la maternità o il lavoro?
Se non avessi tuo babbo o l'asilo vicino al lavoro, come gestiresti la cosa?
senza polemica!
 
O

Old latriglia

Guest
la triglia, capisco il tuo discorso organizzativo che è quello che farei anche io, ma mi piacerebbe farti un esempio pratico: la mia collega ha un figlio piccolo, lo porta al nido vicino casa sua, in modo da riuscire a portarcelo alle 8.15 prima di mettersi in treno.
Alle 8.50-9 arriva in ufficio (ci vuole una mezz'ora circa).
Inizia a lavorare e fa pausa alle 13. La pausa finisce alle 14.30, troppo poco per tornare a casa.
Riprende a lavorare e finisce alle 18.30, ma dato che finisce le pratiche iniziate si trattiene un quarto d'ora in più. Prende il treno alle 19 e va (alle 19.30) a prendere il figlio che i nonni hanno 'ritirato' dall'asilo alle 16. Arriva a casa alle 20.
Per carità, non è tardissimo, ma non è brutto che viviamo in una società dove noi donne ci troviamo a dover mortificare o la maternità o il lavoro?
Se non avessi tuo babbo o l'asilo vicino al lavoro, come gestiresti la cosa?
senza polemica!
sul babbo terrei a ribadire che dovrei litigare per farmi restituire il pupo, visto che forse sembra una battuta, ma non lo è


il punto, seriamente, è che entrambi a pieno regime non si può, ma nemmeno nel caso che si facesse le casalinghe, quindi per fare esempi, si sceglie se rinunciare ad avere mezzo pomeriggio libero o fare il super avvocato, oppure si sceglie che va bene l'appartamento di 70 mq invece di quello da 120 con giardino, il punto è lo stesso che si usa parlando ai traditori, la botte piena e la moglie ubriaca non è fattibile, valuta la cosa che più ti fa sentire realizzata e scegli di conseguenza ...

se è diventar qualcuno nel lavoro, dovrai per forza sacrificare il concetto di famiglia del mulino bianco
idem se è avere la casa strafiga arredata all'ultima moda invece che ikea, e uguale se scegli di fare la mamma
oppure sacrifichi il grande amore e cerchi un uomo che possa mantenerti a casa .....

oppure non vedi problemi ad ogni angolo e la vita ti regala l'all inclusive, quando hai lo sguardo libero di osservare il mondo invece che fisso su problemi che nella realtà non sono così grandi .....
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
sul babbo terrei a ribadire che dovrei litigare per farmi restituire il pupo, visto che forse sembra una battuta, ma non lo è


il punto, seriamente, è che entrambi a pieno regime non si può, ma nemmeno nel caso che si facesse le casalinghe, quindi per fare esempi, si sceglie se rinunciare ad avere mezzo pomeriggio libero o fare il super avvocato, oppure si sceglie che va bene l'appartamento di 70 mq invece di quello da 120 con giardino, il punto è lo stesso che si usa parlando ai traditori, la botte piena e la moglie ubriaca non è fattibile, valuta la cosa che più ti fa sentire realizzata e scegli di conseguenza ...

se è diventar qualcuno nel lavoro, dovrai per forza sacrificare il concetto di famiglia del mulino bianco
idem se è avere la casa strafiga arredata all'ultima moda invece che ikea, e uguale se scegli di fare la mamma
oppure sacrifichi il grande amore e cerchi un uomo che possa mantenerti a casa .....

oppure non vedi problemi ad ogni angolo e la vita ti regala l'all inclusive, quando hai lo sguardo libero di osservare il mondo invece che fisso su problemi che nella realtà non sono così grandi .....
Tutto questo è più che giusto.
Io stessa sono allibita del voler a tutti costi casa enorme e tv al plasma.
Ma non so se neanche queste siano scelte libere ...visto che si lavora tanto, si pensa, tanto vale avere almeno le cose.
Ognuno fa le sue scelte in base alle proprie esigenze e inclinazioni, ma nei limiti che sono concessi.

Io contestavo che i limiti e le richieste che vengono oggi fatte dal mondo del lavoro e, ripeto, a semplici impiegati, anche se laureat,i e non a chi lavora in ospedale o nelle forze dell'ordine o in esercizi commerciali o nel momdo dello spettacolo, non sono conciliabili con una vita di famiglia e di affetti.


Apparentemente O.T. credo che basti vedere gli orari dell'industria del divertimento che sono concentrati nelle ore notturne ...stupendosi poi che le persone usino eccitanti e poi sedativi di diversa natura.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
la triglia, capisco il tuo discorso organizzativo che è quello che farei anche io, ma mi piacerebbe farti un esempio pratico: la mia collega ha un figlio piccolo, lo porta al nido vicino casa sua, in modo da riuscire a portarcelo alle 8.15 prima di mettersi in treno.
Alle 8.50-9 arriva in ufficio (ci vuole una mezz'ora circa).
Inizia a lavorare e fa pausa alle 13. La pausa finisce alle 14.30, troppo poco per tornare a casa.
Riprende a lavorare e finisce alle 18.30, ma dato che finisce le pratiche iniziate si trattiene un quarto d'ora in più. Prende il treno alle 19 e va (alle 19.30) a prendere il figlio che i nonni hanno 'ritirato' dall'asilo alle 16. Arriva a casa alle 20.
Per carità, non è tardissimo, ma non è brutto che viviamo in una società dove noi donne ci troviamo a dover mortificare o la maternità o il lavoro?
Se non avessi tuo babbo o l'asilo vicino al lavoro, come gestiresti la cosa?
senza polemica!
Quello che chiedeva il movimento delle donne era che tutti uomini e donne potessero avere le stesse opportunità sul lavoro e in famiglia perché far crescere un figlio è un privilegio e una ricchezza non un peso ed è una cosa da condividere.
Invece la risposta è stata: scegli oppure organizzati e arrangiati.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
A me pare vi siano alcuni errori di fondo nell'impostazione della discussione o meglio sul come si è andata sviluppando.

Innanzitutto il lavoro inteso sempre e solo come scassamento di cabasisi o moloch divora uomini in nome del dio denaro.

Sembrerà strano ma chi si fa 50-60 ore di lavoro al giorno (parlavamo anche di liberi professionisti ed autonomi giusto? Perchè di dipendenti che facciano simili orari nun ne vedo molti!) essenzialmente le fa perchè il proprio lavoro gli piace (e probabilmente preferisce far quello che non arrivare a casa prima per annaffiare le rose o andar a prendersi l'aperitivo).

Poi credo vi sia una mitizzazione del bel tempo andato, tipo quello delle famiglie di una volta, la visione un pò bucolica delle aie piene di bambini che giocano e donne che ciarlano impagliando sedie o cucendo e ricamando. Anche allora vi erano orari assurdi (tipo alzarsi alle 5 per mungere le vacche - che non fan ferie quindi niet vacanze - o ritirarsi dai campi solo quando il sole tramontava e finire per far altri lavori tipo sistemare i macchinari). Senza scordare che in quelle famiglie allargate non sempre chi tirava su i figli erano i genitori, ma spesso quelli che non avevano altro lavoro o ormai inadatti tipo le nonne (quindi tipo baby sitter di oggi).

Riguardo ai figli, che spesso e volentieri fan orari a scuola come i lavoratori, certo si può aspirare di star a vederli crescere stando a tirarsi le dita mentre crescono, ma magari bisogna anche vestirli accudirli sfamarli etc etc quindi un qualche lavoretto necessario lo si dovrà ben fare no?

Quindi si arriva alla scelta (o alla necessità) del lavoro. Qui ognuno si può sbizzarrire in base alla propria indole ma nessuno sceglie con una pistola alla testa. Se quel che si fa non si concilia con le nostre aspettative di vita perchè continuare a farlo? certo ciò può comportare rinunce su altri fronti, magari perchè quel che coincide con le aspettative non coincide poi come stipendio.

Ma non è che pretendiamo sempre l'ov e la balota?


La società non è un'entità astratta che si autogoverna, ma si regola in base alle nostre esigenze. Se è così frenetica, è perchè noi (tutti o quasi) siam proiettati in quella direzione, perchè non vogliamo rinunciare a nulla, perchè tutto ciò che è a portata di mano vogliamo averlo.

Poi possiamo sempre crogiolarci nel pensiero della Città del sole o dell'Emilio...ma poi chiudete il libro e andè a lavurà!
 

Lettrice

Utente di lunga data
Tra l'altro io non mi ricordo di aver passato tutto questo tempo con mia madre o mio padre se non la domenica... anche se mia madre era casalinga
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A me pare vi siano alcuni errori di fondo nell'impostazione della discussione o meglio sul come si è andata sviluppando.

Innanzitutto il lavoro inteso sempre e solo come scassamento di cabasisi o moloch divora uomini in nome del dio denaro.

Sembrerà strano ma chi si fa 50-60 ore di lavoro al giorno (parlavamo anche di liberi professionisti ed autonomi giusto? Perchè di dipendenti che facciano simili orari nun ne vedo molti!) essenzialmente le fa perchè il proprio lavoro gli piace (e probabilmente preferisce far quello che non arrivare a casa prima per annaffiare le rose o andar a prendersi l'aperitivo).

Poi credo vi sia una mitizzazione del bel tempo andato, tipo quello delle famiglie di una volta, la visione un pò bucolica delle aie piene di bambini che giocano e donne che ciarlano impagliando sedie o cucendo e ricamando. Anche allora vi erano orari assurdi (tipo alzarsi alle 5 per mungere le vacche - che non fan ferie quindi niet vacanze - o ritirarsi dai campi solo quando il sole tramontava e finire per far altri lavori tipo sistemare i macchinari). Senza scordare che in quelle famiglie allargate non sempre chi tirava su i figli erano i genitori, ma spesso quelli che non avevano altro lavoro o ormai inadatti tipo le nonne (quindi tipo baby sitter di oggi).

Riguardo ai figli, che spesso e volentieri fan orari a scuola come i lavoratori, certo si può aspirare di star a vederli crescere stando a tirarsi le dita mentre crescono, ma magari bisogna anche vestirli accudirli sfamarli etc etc quindi un qualche lavoretto necessario lo si dovrà ben fare no?

Quindi si arriva alla scelta (o alla necessità) del lavoro. Qui ognuno si può sbizzarrire in base alla propria indole ma nessuno sceglie con una pistola alla testa. Se quel che si fa non si concilia con le nostre aspettative di vita perchè continuare a farlo? certo ciò può comportare rinunce su altri fronti, magari perchè quel che coincide con le aspettative non coincide poi come stipendio.

Ma non è che pretendiamo sempre l'ov e la balota?


La società non è un'entità astratta che si autogoverna, ma si regola in base alle nostre esigenze. Se è così frenetica, è perchè noi (tutti o quasi) siam proiettati in quella direzione, perchè non vogliamo rinunciare a nulla, perchè tutto ciò che è a portata di mano vogliamo averlo.

Poi possiamo sempre crogiolarci nel pensiero della Città del sole o dell'Emilio...ma poi chiudete il libro e andè a lavurà!
Io non penso certo al "bel tempo andato" visto che il mio argomento di studio preferito è storia (anche se non tedio nessuno, spero).
In ogni caso io credo che il tempo pieno e, quindi, la permanenza a scuola per otto ore (che non sono 8 ore di lavoro "scolastico", ma di attività varie e di socializzazione) siano il modello di scuola migliore per i bambini che non hanno davvero voglia di star a guardarsi negli occhi con i genitori, né di giocare prevalentemente con loro.
Del resto se esistono (PURTROPPO)zone dove i bambini hanno un'offerta scolastica inferiore e magari mamme casalinghe (purtroppo e per forza) il pomeriggionon lo trascorrono come dovrebbero e vorrebbero con attività intellettuali e gioco con coetanei, ma prevalentemente piazzati davanti alla tv o con videogiochi (che sarebbero un'attività intellettuale e giocosa opportuna se venissero selezionati e se non diventassero un'ossessione, per la particolare psicologia dell'età).
Però. POI, hanno bisogno anche di sport e di ...stare con la famiglia e anche a ...guardar le nuvole e fantasticare e non di essere trasportati da un luogo all'altro con il tempo programmato fino a una cena veloce con genitori muti.
Chiedo scusa della deviazione, ma volevo spazzare equivoci.

Ripeto che c'è una bella differenza tra chi sceglie di fare un lavoro che lo coinvolge davvero e chi vi è costretto.
Coinvolta lo sono anch'io e, benché le mie ore siano credute poche e, in presenza a scuola, sono decisamente inferiori alle 8 giornaliere, so bene cosa significa pensare sempre al lavoro, anche quando si fa la spesa e si cercano magari i frutti di bosco da portare per fare un'esperienza il giorno.
Anche chi sceglie di dedicare 50 o 60 ore (settimanali ...non credo giornaliere
) al lavoro non è detto che scelga il meglio per la propria famiglia e la propria vita affettiva.
Inoltre io facevo esempi (forse è la quarta volta che lo scrivo) di chi fa un lavoro intellettuale e non ha alternativa.
Se uno è avvocato ora a Milano si vede offrire solo attività "senza orario", potrebbe scegliere di andar a lavorare in un call center, part time o su turni, ma se vuole svolgere un lavoro per il quale ha studiato non ha alternative.
Inoltre io dicevo proprio un'altra cosa.
Contestavo il modello di lavoro non per contestazione alla società capitalista, ma perché credo che sia UN modello e non il solo possibile e non ritengo che porti a "lavorare" meglio o di più, ma che sia funzionale a creare un legame "affettivo" con il luogo di lavoro, con i colleghi e con un lavoro che potrebbero essere considerati parte della propria vita e non LA vita. Credo che questo modello sia funzionale a creare persone "efficientiste" e "consumiste" in ogni ambito di azione anche nei sentimenti e nell'ambito familiare.
Oppure pensiamo che l'abuso di sostanze di vario tipo, o anche solo di caffé siano casuali... e che i comportamenti da genitori superficiali e "scazzati" dei figli che tante volte abbiamo notato dipendano dal caso.
E vogliamo convincerci che ragazzini che credono che divertirsi sia ubriacarsi e avere un alto numero di performance sessuali siano solo fenomeni da reprimere con ordinanze.

Potrei tediarvi a lungo.
Mi autoblocco



P.S. Le società utopiche pensate dai filosofi non avevano il valore di modello applicabile, ma lo scopo di far riflettere sulle esigenze umane e sul modelo di società per la quale impegnarsi.
Ecco a questo credo che varrebbe la pena di dedicare almeno un po' del nostro tempo settimanale.
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Io non penso certo al "bel tempo andato" visto che il mio argomento di studio preferito è storia (anche se non tedio nessuno, spero).
In ogni caso io credo che il tempo pieno e, quindi, la permanenza a scuola per otto ore (che non sono 8 ore di lavoro "scolastico", ma di attività varie e di socializzazione) siano il modello di scuola migliore per i bambini che non hanno davvero voglia di star a guardarsi negli occhi con i genitori, né di giocare prevalentemente con loro.
Del resto se esistono (PURTROPPO)zone dove i bambini hanno un'offerta scolastica inferiore e magari mamme casalinghe (purtroppo e per forza) il pomeriggionon lo trascorrono come dovrebbero e vorrebbero con attività intellettuali e gioco con coetanei, ma prevalentemente piazzati davanti alla tv o con videogiochi (che sarebbero un'attività intellettuale e giocosa opportuna se venissero selezionati e se non diventassero un'ossessione, per la particolare psicologia dell'età).
Però. POI, hanno bisogno anche di sport e di ...stare con la famiglia e anche a ...guardar le nuvole e fantasticare e non di essere trasportati da un luogo all'altro con il tempo programmato fino a una cena veloce con genitori muti.
Chiedo scusa della deviazione, ma volevo spazzare equivoci.

Ripeto che c'è una bella differenza tra chi sceglie di fare un lavoro che lo coinvolge davvero e chi vi è costretto.
Coinvolta lo sono anch'io e, benché le mie ore siano credute poche e, in presenza a scuola, sono decisamente inferiori alle 8 giornaliere, so bene cosa significa pensare sempre al lavoro, anche quando si fa la spesa e si cercano magari i frutti di bosco da portare per fare un'esperienza il giorno.
Anche chi sceglie di dedicare 50 o 60 ore (settimanali ...non credo giornaliere
) al lavoro non è detto che scelga il meglio per la propria famiglia e la propria vita affettiva.
Inoltre io facevo esempi (forse è la quarta volta che lo scrivo) di chi fa un lavoro intellettuale e non ha alternativa.
Se uno è avvocato ora a Milano si vede offrire solo attività "senza orario", potrebbe scegliere di andar a lavorare in un call center, part time o su turni, ma se vuole svolgere un lavoro per il quale ha studiato non ha alternative.
Inoltre io dicevo proprio un'altra cosa.
Contestavo il modello di lavoro non per contestazione alla società capitalista, ma perché credo che sia UN modello e non il solo possibile e non ritengo che porti a "lavorare" meglio o di più, ma che sia funzionale a creare un legame "affettivo" con il luogo di lavoro, con i colleghi e con un lavoro che potrebbero essere considerati parte della propria vita e non LA vita. Credo che questo modello sia funzionale a creare persone "efficientiste" e "consumiste" in ogni ambito di azione anche nei sentimenti e nell'ambito familiare.
Oppure pensiamo che l'abuso di sostanze di vario tipo, o anche solo di caffé siano casuali... e che i comportamenti da genitori superficiali e "scazzati" dei figli che tante volte abbiamo notato dipendano dal caso.
E vogliamo convincerci che ragazzini che credono che divertirsi sia ubriacarsi e avere un alto numero di performance sessuali siano solo fenomeni da reprimere con ordinanze.

Potrei tediarvi a lungo.
Mi autoblocco



P.S. Le società utopiche pensate dai filosofi non avevano il valore di modello applicabile, ma lo scopo di far riflettere sulle esigenze umane e sul modelo di società per la quale impegnarsi.
Ecco a questo credo che varrebbe la pena di dedicare almeno un po' del nostro tempo settimanale.
Ehi ehi persa, calma!

Non a te o per lo meno non solo a te si riferiva il mio discorso (ad esempio era zyp mi pare che parlasse di utopistiche visioni bucoliche).

Quanto al lavoro intellettuale, però, sbagli, perchè son proprio quelli che consentirebbero di potersi meglio organizzare sia anche in luogo diverso da un ufficio, sia con una maggior possibilità di scelta "oraria" (tipo lavorar a casa col pc dopo cena quando i pargoli dormono ad es.) visto che in quell'ambito conta il risultato più che l'esserci anche fisicamente.

Orientare le proprie scelte lavorative esclusivamente sui tempi che RITENIAMO più consoni ad esserci coi figli (che poi magari non ci vogliono fra le balle perchè preferiscono amici o sport o anche solo la tv)...potrebbe anche farsi, ma appunto non sempre si può scegliere il lavoro, anche con una laurea in tasca, quindi...si fa ANCHE di necessità virtù!

Infine, sentir sempre parlar di UN modello possibile detestandolo ma non vedendone mai proporre uno alternativo (credibile e possibile e che non ci riporti all'età della pietra magari o ai disastri del comunismo "reale")...lascia sempre il tempo che trova.

Il MIO modello ideale è quello di far un lavoro che mi piace, di potermi organizzare in modo che a periodi da urlo (come quello attuale ad es.) possano seguire periodi di relax (e per me relax è anche solo andar a raccogliere olive o vendemmiare con gli amici, non solo - ma anche
- strafighi we in SPA!) di poter star con le figlie se me lo chiedono o poter partecipare ai loro momenti importanti...

E a voler esser terra terra...per potersi "permettere" di aver tempo, per se, i figli, gli altri...ci vogliono anche soldi!


Ps. Le 50-60 ore son proprio giornaliere in certi momenti, visto che faccio due -tre cose alla volta quasi sempre!
 
Stato
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