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Old aristocat
Guest
Ma sei sicura di fare questo? O credi di fare questo?
Non so cosa accadrebbe se io mostrassi da subito il mio vero volto.
Purtroppo per me, per proteggere la mia anima, ho necessità di vivere sotto mentite spoglie. All'inizio di un rapporto è bello giocare ad esaudire le aspettative altrui. Poi momento dopo momento metti al vaglio della prova altre cose, e vedi se l'altro le accetta. Per essere amici, penso bisogna sentirsi accettati. Però vedi? Come mai, se solo un amico, cambia atteggiamento scleri?
Tu sei e fai in un modo.
Perchè dai per scontato che anche gli altri facciano così?
Se sei amica vera, arrivi a conoscere la tua amica, e conoscendola sapresti benissimo come lei si comporterebbe in determinate circostanze.
Poi ovvio, 90% delle amicizie sono interessate. Ovvio.
Infatti abbiamo tutti tanti amici.
Arriva la sventura ed essi si dileguano.
La sventura è una grandissima opportunità per un amico per dimostrare l'autenticità della sua amicizia, e magari ti ritrovi tra i piedi l'amico che meno consideravi, quello che ti stava sui maroni.
Ma lui ti dice: " Si lo so, che mi consideravi poco, so che ero insopportabile per te, ma era perchè ero davvero tuo amico e non coltivavo l'interesse".
Partiamo dalla fine.
Io non so, Lord, quanti anni tu abbia; immagino che tu sia già più che adulto comunque. Forse per questo mi parli di "amicizie interessate": noto infatti che, tra quarantenni e oltre, si parla spesso di "amici" con riferimento al favore che si ha in mente di ricevere. Esempio (realmente vissuto da me): "Bè, io potrei anche votare te, in fondo mi sembri in gamba. Ma vedi, purtroppo devo votare Tizio perchè...è un amico. Se ho bisogno di qualcosa, vado dagli amici. Non so se mi spiego... Comunque in bocca al lupo, eh?"
Altro esempio (anche questo realmente vissuto) : al ristorante, con amici, mangio cibo così così, con un servizio così così. So che il ristorante è abitualmente frequentato da un mio collega adulto che "è in amicizia" col proprietario. Dopo aver pagato, dico al proprietario che conosco questo loro cliente affezionato, cioè il mio collega. E.. surprise! “Oh! Ma ce lo potevi dire subito che sei la collega di X! X è un nostro amico da anni! A saperlo, ti riservavamo ben altro trattamento.” In che senso?? “ Per gli amici e gli amici degli amici c’è il nostro cibo migliore, il servizio migliore, il prezzo scontato ecc.” No, grazie
Insomma, non è che voglia dire che il cinismo/opportunismo aumenti con l’avanzare dell’età, però la logica di “convenienza” la vedo meno probabile quando si è ancora ragazzi, quando ci si “sceglie” più che altro per affinità elettive. Almeno credo.
Per quanto riguarda la sventura che capita a un mio amico, io non sono tipo da abbandonare chi annaspa, anzi. L’indifferenza, in questi casi, è vigliaccheria. Io faccio tutto quello che è in mio potere per offrire un salvagente, un conforto all’amico in difficoltà..
Però…io conoscevo un’amica diversa, che è sempre andata fiera di essere una che dice sempre quello che pensa, apertamente. Invece, negli ultimi tempi, la vedo enigmatica (per usare un eufemismo), “usare” il fratello per isolarsi, per es. parlandogli all’orecchio molto tempo in mia presenza e guardandomi in modo sarcastico, o per lanciare frecciatine sulla mia diversa posizione economica. Questo in aggiunta alle provocazioni già elencate in precedenza.
Ora, questo suo cambio di atteggiamento non mi fa “sclerare” perché non sono in grado di capire la complessità di una persona. Io sono delusa, non per la “novità” di questi atteggiamenti, ma perché sono il segnale di una profonda mancanza di rispetto verso di me.
Allora, gli affronti non devono essere mai accettati, in qualsiasi contesto (in famiglia, tra fidanzati, tra colleghi, tra amici).
Diversamente –credo- si cadrebbe in un baratro senza ritorno (esempio limite: “Sono una persona veramente innamorata, perché arrivo a sopportare che mio marito mi malmeni dopo essersi ubriacato”). Un conto è dire che è giusto che ognuno si comporti a modo proprio (come dicono Persa/Ritrovata e Lord Pinceton) , un altro è accettare il “viperaggio” sistematico di un’ex amica, solo perché è diventato il suo “nuovo modo di fare”.
In tutto questo, sottolineo la vigliaccheria dietro alle sue azioni: fino all’arrivo di questo fratello, lei era l’esatto opposto di quello che è oggi. Ora, credo neanche tanto inconsciamente, lei si sente più “forte” e protetta, e si toglie un po’ di sfizi che prima solo sognava in segreto.