Io ho sempre pensato e continuo a pensare che tu sia una donna molto intelligente. Però secondo me hai un limite: tu vedi sempre un problema in qualsiasi cosa che non ti appartiene. Mi viene in mente la nostra eterna discussione sulle coppie aperte ad esempio. Mi ricordi un pò quelle persone che considerano i gay dei "malati" o degli individui che hanno dei problemi e che vanno aiutati. Dato che tu sei una persona che non ritiene i gay degli individui problematici, dovresti proiettare il tuo modo di ragionare anche a ciò che ti è difficile capire perchè è lontano anni luce dai tuoi valori.
Sul fatto che lo facessero anche le tue coetanee..stai tranquilla che lo facevano. L'esibizionismo è sempre esistito. Non esiste donna che non lo sia. E' nel codice genetico del sesso femminile. Internet, le web-cam e tutto il resto hanno messo a disposizione della massa ciò che prima era non era possibile. Anche perchè esibirsi dietro lo scudo di un monitor garantisce l'anonimità.
Buscopann
Quel che per me è un problema comporta un'assunzione di responsabilità.
Se non mi ponessi problemi di responsabilità educativa non sarei quella che sono.
E costituisce un problema, è vero, quel che non capisco e mi sembra segno di un modo di vivere che non porti serenità.
Ovvio che ognuno fa le scelte che crede, una volta adulto, però nello specifico si parlava di minori che non hanno gli strumenti per compiere scelte consapevoli e possono compierle sulla spinta di un ambiente e di una cultura che li porta a fare cose che lasceranno un segno negativo in loro.
Se la tolleranza dei comportamenti altrui diventa relativismo assoluto e mancanza di critica nei confronti della società l'unico limite diventa l'omicidio, forse.
Se, come giustamenti dici, la società è diventata più sensibile nei confronti della violenza e vi è diffusa (non abbastanza per me) indignazione nei confronti della violenza e della pena di morte, è stato perché vi è stata una progressiva assunzione di responsabilità educativa che ha trasmesso queste idee.
Io penso che non vi sia ancora sufficiente capacità di indignarsi e e di assumersi responsabilità educativa nei confronti delle nuove generazioni.
I giovani li vedo abbandonati in balia di una cultura che non li aiuta a formarsi.
Anzi credo che si diffonda sensibilità solo settorialmente nei confronti di comportamenti che non comportano un consumo e un guadagno legale.
Faccio un esempio. Ci si indigna per la prostituzione minorile, ma si è tollerante al compimento dei 18 anni e anzi si discute come governarla che è solo un modo per dire come guadagnarci, come se una persona potesse decidere liberamente di prostituirsi a 18 anni se non avesse vissuto esperienze da minore che l'hanno portata a questa "scelta".
E' chiaro che è inevitabile porre un limite oltre il quale si è considerati maggiorenni (limite che si è abbassato rispetto a tempi in cui si era maggiorenni a 21, ma ci si poteva sposare a 14 o 12!!!! E su questo ci sarebbe da riflettere), ma non so se quel che si considera aberrante per un minore debba essere considerato positivo per un maggiorenne.
La tolleranza è talvolta un modo per scaricarsi di una responsabilità.
La condividi certo se si parla di violenza, di razzismo, mentre sul piano sessuale consideri ogni comportamento solo una scelta libera individuale, ma le scelte possono essere mai libere? Non sono forse il risultato di una vita e delle esperienze vissute?
Non ci dovrebbe preoccupare di offrire ai minori occasioni di esperienze positive?
La nostra cultura condiziona in modo negativo la formazione dei giovani?
Non mi interessa più o meno rispetto al passato, mi interessa qui ora e il futuro e se si può fare meglio.