Ciao a tutti...
Non è certo un caso se ho scelto questo sito e questo forum per raccontarmi.
La mia è una storia come tante altre, solo come tante altre , carica di aspettative, emozioni e sofferenze non sempre facili da gestire ..
Mentre sto scrivendo sorrido amaramente tra me e me, perchè mai dovrei convincere degli estranei che il mio amore impossibile è degno di attenzione e comprensione più di altri ? Non lo è infatti, se non per me e il bisogno che ho di parlarne con qualcuno che non ci conosca.
Sono moglie , nonna, lavoratrice e impegnata politicamente e socialmente, estroversa e " gradevole" non mi sono mancate occasioni e opportunità di tradire nonostante non sia più una ragazzina. Non mi interessava semplicemente fino a quando ho conosciuto D. Ci siamo conosciuti sul blog del quotidiano locale e abbiamo per mesi discusso di politica, sociale, giustizia sempre su posizioni opposte, poi lui ha cominciato a seguire le attività dell' assoc iazione che presiedo e ci siamo fisicamente incontrati. Un incontro, il primo, piacevole,stimolante ma che nulla lasciava preludere.... I contatti si son poi fatti più intimi, più personali anche se, fisicamente, radi... Poi la prima uscita per una pizza seguita da altri sporadici incontri e la nascita di quella che sembrava una bella amicizia...
Per farla breve ci siamo innamorati, grazie anche a una crisi latente con mio marito e a una situazione di stallo del suo matrimonio.
Le premesse per non farci male ci sono state da subito ; viviamo questo dono della vita senza farci troppe domande, fermo restando che le nostre famiglie non debbono soffrirne ecc ecc....Ma non si fanno i conti senza l'oste e io sono qui in una domenica di pioggia a chiedermi se e cosa farmene di questo amore struggente, di questi momenti rubati, per altro intensi e intrisi di passione e tenerezza. Lui, pare , riesca a vivere a comparti stagni. io no.. Godo di molta più libertà di movimento di lui e comincio a soffrire un pò troppo dei suoi paletti, dei no categorici quando si tratta di fare strappi alle regole.Ci vediamo tutto sommato abbastanza spesso ma arriva sempre il momento in cui ognuno deve tornare al proprio nido e ormai ci salutiamo sempre con i lucciconi agli occhi..ma ieri è successa una cosa che mi ha ferita, che mi ha fatto riflettere più del solito
Premetto che per via delle mie attività alle quali lui partecipa da anni, ha conosciuto mio marito, al quale per altro è particolarmente simpatico e di conseguenza è capitato di ritrovarci, raramente per fortuna,anche con sua moglie...una donna timida, poco socievole e , ( fatemelo dire senza essere accusata di essere gelosa) veramente lontana da ogni tentazione...
Tornando a ieri....mentre a tavola si parlava di viaggi, di vacanze e lui si rivolgeva alla moglie con dei discorsi del tipo " è tempo che torniamo in Toscana" o " Prima che faccia freddo andiamo a fare un giro a Venezia" o parlavano della macchina nuova che hanno acquistato ho realizzato....Nessun amore è degno di essere chiamato tale se gli è precluso un minimo di progettualità ..
ma,,, mi manca l'aria se solo penso di chiudere... Per ora mi sono ritirata, ho bisogno di capire, e non ho ancora risposto ai suoi sms, ai suoi messaggi su Fb... non vogli punirlo sia chiaro, devo solo affrontare il dolore che provo, il lutto ? da sola...
Forse non mi sono spiegata al meglio ma del resto sono confusa ... Chiedo venia e grazie per avermi " ascoltata "
Ciao Marina!
E' un po' come assitere alla scomposizione delle più piccole unità dei rapporti tra le persone ed alla loro strana e stravagante ricomposizione in un luogo straniante, come certi manichini che troneggiano in una piazza metafisica, in un tempo sbagliato, e con lo stesso senso d'incongruenza che avrebbe un Neandethal con un telefono cellulare in mano, e per ragioni vividamente paradossali, alla pari di un disperso nel deserto che muore di sete mentre ha ancora la borraccia piena d'acqua, il figurarsi nella mente il tuo ruolo da gran buscòna associato alla liquidità della prosa con la quale lo ammanti.
Per questo hai tutto il mio apprezzamento.
Nondimeno questo giocare a stacciaburàtto tra vetusti, alieni da ogni stoicismo, getta, anche contro ogni più strigliante intenzione, una sorta di raggio Roentgen più sull'intenzione che trascende il bisogno fisico e sentimentale, che sulla compassione di genere cui spesso si associano, in una specie di contratto sociale perverso e pietistico, le disposizioni di chi ascolta prima ancora delle intenzioni del narratore.
Quando si assite a questa simonìa di cariche altolocate nel consorzio dei piagnoni, vien davvero presto a noia non solo il titolo ma anche la corte del titolato in questione, quasi come un quacchero che miracoleggi sentendosi la divina incarnazione della propria epoca per poi scoprirsi prodotto seriale fuoriuscito da stampi durissimi eppure già ben usurati.
Eppure, in te, si assiste ad un mormorio differente, come un angelus argentino, che recita 'fai di mei il tuo tempio, o uomo che non posso avere' mentre, in un controcanto quantomai dissonante, un bassotuba decrepito ti fa eco dicendo 'fanculo'.
Ecco dove finisce la progettualità sbagliata.
Perchè essa non può essere figlia dell'amore vero così come tra Socrate e Platone, neppure dopo decenni di cattività in una conigliera blindata, potrebbe mai nascere un figlio.
I progetti buoni li si lascino agli ingegneri, quelli stravaganti agli architetti, quelli inutili agli economisti, quelli deludenti alle donne e quelli irrealizzabili agli uomini .
Gli amanti li si lascino fuori da questa calamità futuribile in cui mandibole slogate da migliaia di "non posso" diventano un'anafora tombale per mani che si intrecciano pensando di essere puerili e paffute mentre in realtà sono l'epilogo scontato di un film di Romero.
Il tuo bel gonzo dalla moglie sciatta non è più facile a slamarsi di te, semplicemente egli non ha abboccato ad un amo senza verme, gettato in uno stagno senz'acqua da una pescatrice che non visto neppure una puntata di Sampei.
La vera canna non fu il morbido bambù del nonno artigiano, ma la durlindana di un cavaliere che il suo piccolo graal ce l'aveva già sul comodino della sua esausta camera da letto, e tu non hai nulla da spartire con chi non nulla ha dividere.
Ed anche per questo ti apprezzo.
Perchè, infondo, lo sapevi già.
Ciao!