ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Cioè il fatto che un adulto sia in grado di decidere per sè e condividere le sue decisioni da mio pari decidendo insieme (e non facendosi direzionare da me) è un qualcosa che compromette un progetto relazionale?Arcistufo di dara' la sua risposta, io la mia perché in buona misura condivido
E' difficile avere capra e cavoli.
Non per niente anche tu hai detto che l'assenza di un progetto fatto di "materia" semplifica un poco le cose, anche se la indipendenza "dipende" (perdona il gioco di parole) da altro.
Credo che però sia difficile, con un progetto di "materia" in corso (passami la parola "materia", anche se in parte e' impropria), ricercare lo stesso livello qualitativo nella relazione. Tra figli, mutui e realizzazioni (anche l'età conta) finisce che in qualche misura si "supplisce" alla cd. parità di cui parli tu. Ed è più facile che uno pigli la "direzione dei lavori", di cui l'altro si sente parte. Non so se è chiaro. Allo stesso modo credo che nella ricerca relazionale, una buona parte di quel "sudore e sangue" venga convogliata a livello più periferico.![]()
Bella questa
Ne deduco che un progetto relazionale per esser tale ha da:
trattenere informazioni sul proprio sistema valoriale e relativi cambiamenti poichè questi non sono tollerabili dagli adulti in relazione che si presuppongono non in grado di integrarli in modo costruttivo (anche decostruendo se è il caso) all'interno della relazione
avere uno dei due che direziona l'altro e il progetto stesso (a sua immagine e somiglianza deduco...che decidere al posto di qualcun altro significa decidere per sè nascosti dietro il bell'alibi "lo faccio per il nostro bene")
Sto ironizzando eh.
Come si può stare in relazione con qualcuno che non è considerato proprio pari?
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