ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono d'accordo.Come ha detto giustamente @Minerva c'è una terra di nessuno più o meno vasta per definire la fiducia che è un sentimento piuttosto soggettivo. E' chiaro che la sicurezza assoluta non esiste, ci si muove in un contesto piuttosto ampio ma è un calcolo probalistico e di esperienza. Per quanto mi riguarda, credo che con me alcune persone si siano rivelate semplicemente per il tono della voce, o per affermazioni che a prima vista in un contesto generale di colloquio potrebbero sembrare insignificanti, per me invece erano rivelatrici.
Non sono in generale una persona che dà confidenze in modo facile e credo che l'attenzione non debba mai venire meno. Un celebre serial killer americano è stato scoperto e denunciato da una persona che aveva portato a casa dopo una serata trascorsa al bar e che si era salvata solo perchè non aveva beuto il wiskey offertogli, in frigo c'era la testa mozzata di una sua precedente vittima. Il Serial killer era definito dai vicini persona mite e amabile.
Ora, senza scomodare i serial keller americani, come esempio limite, mi interrogherei nel caso specifico sui miei bisogni, quello di trovare attraente l'incontro isolato in una camera d'albergo con una persona mai vista in primo luogo. E secondariamente su quello che cerco come cosa necessaria per me nelle amicizie.
Per il resto potremmo descrivere e parlare per anni della fiducia reciproca, rimanendo sempre in quella terra di nessuno di cui accennavo prima, tenendo conto che in quella terra di nessuno potrebbere essere nascosta qualche mina antiuomo.
Funziono in un modo simile.
In particolare i grassetti.
E concordo anche sul fatto che il fulcro sia il sottolineato.
Trovo piuttosto sterile tutta la discussione impostata su cosa è più o meno rischioso.
Di ogni particella di quel territorio ognuno porta le sue esperienze, che confermano le proprie convinzioni.
Quindi è una polemica sterile da cui non si trae nulla.
Nemmeno una tabella dei rischi.
Che è il motivo per cui portavo esempi di classificazione di rischio bassa che si è invece rivelato alto.
Il sottolineato second me interessante invece.
Perchè descrive la visione del mondo relazionale e le diverse visioni relazionali.
Io so perchè sono storicamente attirata dagli incontri con lo sconosciuto.
Al netto della superficie (adrenalina, rischio) c'è ben altro che mi contraddistingue come essere su questa terra.
E che contraddistingue il mio essere non solo nelle relazioni ma anche nelle scelte professionali, per esempio.
Ma so benissimo che vale per me ed esclusivamente per me.
Io so che non ho dentro spinte distruttive, che non ho rivalsa.
E lo so per differenza.. Perchè c'è stato un tempo in cui quel che cercavo nello sconosciuto era esattamente la distruzione e la rivalsa. E mi affermavo a rovescio con la sensazione di uscire vittoriosa in un presente che riproduceva un passato.
ci ho lavorato parecchio.
Mi è rimasto il nucleo, lo sguardo e la fascinazione dello sconosciuto.
La meraviglia delle opportunità.
L'altro spetto però che mi incuriosisce è quello del no, la sensazione, ma ripeto che magari è solo mia, che ci sia un implicito per cui alcuni no sono depotenziati dalle decisioni che hanno portato a quei no.
Esempio: se inizio a scopare e poi ritiro il consenso, il mio ritirare quel consenso è visto come una provocazione per certi aspetti (e lo può anche essere) ma più che altro non è potente come se non avessi iniziato ad avere un rapporto con te. Mispiego?
E questo, io lo trovo preoccupante.
Proprio nella costruzione di una valutazione dei rischi.
E nella costruzione di una cultura del consenso.
Mi sto capendo da sola?
Non sto sponsorizzando il rischio.
Sto sottolineando che fermarsi lì, al rischio apparente e alla sicurezza apparente, è superficie.
Ed è quanto di meno sicuro possa esistere. In quella terra di nessuno dove, come giustamente dici, qualche mina antiuomo è sempre possibile incontrarla. Magari neanche preparata per chi ci mette sopra il piede. Ma rimasta lì, inesplosa. E forse dimenticata...o più spesso ignorata.