aristocat
Utente iperlogica
Affetti e modernità
(Ehm, non so dove postarlo, proverò qui).
Ultimamente leggo spunti interessanti sul fatto che l'affetto, i sentimenti, non si misurano dal do ut des, da gesti e parole che in un rapporto d'amore e d'affetto "ci si aspetterebbe".
Perchè sicuramente negli anni il modo di vivere le relazioni e i sentimenti è cambiato tanto, e quello che una volta sembrava scontato "dare & ricevere", il minimo sindacale insomma, ora non lo è più.
Ora vedo che il modo di vivere le relazioni è più rarefatto, le manifestazioni d'affetto sono cambiate. E non solo nei rapporti di coppia....
Tanto per fare qualche esempio, mi ha colpito il caso di due mie conoscenti, una delle quali anche non giovanissima.
La donna non giovanissima, per la precisione, parte in vacanza all'estero con marito e amici il giorno dopo il funerale della madre, che stava male da tanto. Al funerale, piagnistei e lacrime a profusione, d'altronde sua mamma stravedeva per lei, unica figlia, e per lei aveva sacrificato tutto. Epperò "ormai il viaggio era prenotato e la caparra era stata data. A malincuore, sono partita".
Mentre all'altra mia conoscente durante un'estate succede così:
Vacanza 1. Sua madre ha una febbre da cavallo e non può contare su nessun altro per qualunque cosa. Alla fine, la mia conoscente fa le valigie e parte comunque.
Vacanza 2. Qui invece è il suo fidanzato che sta male, è influenzato e deve pure preparare un esame importantissimo, di abilitazione a una certa professione. Decisione: Il viaggio lo fa lo stesso,
dicendo che in fondo lei ha diritto a staccare, che lavora tutto l'anno e che gli altri se la possono cavare comunque in qualche modo.
E questi sono solo alcuni degli esempi che posso riportare...
Allora mi chiedo: ma che succede? E normale tutto questo?
Come lo devo interpretare?
Sicuramente i tempi stanno cambiando, e, come dicono bene molti utenti qui, non è che se tu dai "tanto" in un rapporto, poi devi aspettarti "uguale" in contropartita.
Forse nei Tempi Moderni i sentimenti si vivono "dentro" nell'anima e la "manifestazione tangibile" è ormai desueta?
O forse semplicemente siamo più soli ed egoisti di un tempo? Deve per forza vincere il "qui e ora", il carpe diem e tanti saluti a tutti?
Forse perchè io vengo da una cultura e da un ambiente diciamo molto "conservatore", c'è qualcosa che mi sfugge e non mi torna. E per questo mi piacerebbe parlarne con voi. Come la vedete?
ari
(Ehm, non so dove postarlo, proverò qui).
Ultimamente leggo spunti interessanti sul fatto che l'affetto, i sentimenti, non si misurano dal do ut des, da gesti e parole che in un rapporto d'amore e d'affetto "ci si aspetterebbe".
Perchè sicuramente negli anni il modo di vivere le relazioni e i sentimenti è cambiato tanto, e quello che una volta sembrava scontato "dare & ricevere", il minimo sindacale insomma, ora non lo è più.
Ora vedo che il modo di vivere le relazioni è più rarefatto, le manifestazioni d'affetto sono cambiate. E non solo nei rapporti di coppia....
Tanto per fare qualche esempio, mi ha colpito il caso di due mie conoscenti, una delle quali anche non giovanissima.
La donna non giovanissima, per la precisione, parte in vacanza all'estero con marito e amici il giorno dopo il funerale della madre, che stava male da tanto. Al funerale, piagnistei e lacrime a profusione, d'altronde sua mamma stravedeva per lei, unica figlia, e per lei aveva sacrificato tutto. Epperò "ormai il viaggio era prenotato e la caparra era stata data. A malincuore, sono partita".
Mentre all'altra mia conoscente durante un'estate succede così:
Vacanza 1. Sua madre ha una febbre da cavallo e non può contare su nessun altro per qualunque cosa. Alla fine, la mia conoscente fa le valigie e parte comunque.
Vacanza 2. Qui invece è il suo fidanzato che sta male, è influenzato e deve pure preparare un esame importantissimo, di abilitazione a una certa professione. Decisione: Il viaggio lo fa lo stesso,
dicendo che in fondo lei ha diritto a staccare, che lavora tutto l'anno e che gli altri se la possono cavare comunque in qualche modo.
E questi sono solo alcuni degli esempi che posso riportare...
Allora mi chiedo: ma che succede? E normale tutto questo?
Come lo devo interpretare?
Sicuramente i tempi stanno cambiando, e, come dicono bene molti utenti qui, non è che se tu dai "tanto" in un rapporto, poi devi aspettarti "uguale" in contropartita.
Forse nei Tempi Moderni i sentimenti si vivono "dentro" nell'anima e la "manifestazione tangibile" è ormai desueta?
O forse semplicemente siamo più soli ed egoisti di un tempo? Deve per forza vincere il "qui e ora", il carpe diem e tanti saluti a tutti?
Forse perchè io vengo da una cultura e da un ambiente diciamo molto "conservatore", c'è qualcosa che mi sfugge e non mi torna. E per questo mi piacerebbe parlarne con voi. Come la vedete?
ari