Affetti e modernità

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aristocat

Utente iperlogica
Prova a guardare dentro di te e cerca di capire se da qualche parte custodisci il tuo personale egoismo che possa aiutarti a comprendere quello di lei.
Capisco quello che vuoi dire, tra l'altro non sono una santa neanch'io e ho la mia dose di egoismo... ma certe vette penso di non raggiungerle neanche studiandoci apposta.
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Io penso che c'è un giusto livello di egoismo che fa bene a se stessi, ma quando questo comporta danni agli altri è un egoismo del cazzo. Mai togliere aglòi altri pensando di avere diritto, possiamo solo lavorare sul proprio, perchè chi leva all'altro per se stesso, si chiama ladro.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia


Ma vedi per me il punto è un altro. Io ne faccio una questione di... quasi evoluzione dell'individuo, dell'essere umano. Proprio oggi che si dà tanta importanza all'educazione, alla formazione/crescita personale e dell'individuo, oggi che abbiamo più mezzi per ragionare criticamente e sviluppare il nostro intelletto, possibile che di fronte a queste scelte così elementari ci comportiamo come un bambino capriccioso che vuole il giocattolino a tutti i costi...

Sì, anch'io rimango basita. Ciò che per te o per me è una cosa elementare, per altri è uno scoglio insormontabile.
Non so da cosa derivi. Non credo sia questione soltanto di educazione ricevuta o di sensibilità innata.
Penso che ci siano momenti della vita in cui si è più "involuti" e si pensa principalmente a proprio benessere (tornaconto?) personale, più che a quello degli altri.
Ho inoltre osservato che alcune persone tendono a fuggire dal contesto della malattia/morte, anche di familiari, amici o parenti strettissimi.
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
Sì, anch'io rimango basita. Ciò che per te o per me è una cosa elementare, per altri è uno scoglio insormontabile.
Non so da cosa derivi. Non credo sia questione soltanto di educazione ricevuta o di sensibilità innata.
Penso che ci siano momenti della vita in cui si è più "involuti" e si pensa principalmente a proprio benessere (tornaconto?) personale, più che a quello degli altri.
Ho inoltre osservato che alcune persone tendono a fuggire dal contesto della malattia/morte, anche di familiari, amici o parenti strettissimi.
A volte fuggono, altre volte restano...loro malgrado...e tutto dipende anche dall'attaccamento che avevano per essi. Altre volte ancora c'è chi rinuncia alla propria vita, perchè priva di significato senza quelle persone.

Involuzione? E se ci fosse una scala gerarchica anche nei sentimenti a determinare le proprie priorità? Basta guardare dentro il proprio egoismo.

Si fa prima, piuttosto che stare a cercare in quello degli altri.

PS: Spero che i miei non suonino come toni di critica, non lo sono
 

aristocat

Utente iperlogica
A volte fuggono, altre volte restano...loro malgrado...e tutto dipende anche dall'attaccamento che avevano per essi. Altre volte ancora c'è chi rinuncia alla propria vita, perchè priva di significato senza quelle persone.

Involuzione? E se ci fosse una scala gerarchica anche nei sentimenti a determinare le proprie priorità? Basta guardare dentro il proprio egoismo.

Si fa prima, piuttosto che stare a cercare in quello degli altri.
Cercare cosa? :confused: Uno sprazzo d'amore residuo? :rolleyes:
 

aristocat

Utente iperlogica
Una spiegazione di quell'egoismo.
Ad esempio, cercarla dentro di me? Qualcosa tipo: Ok, pure io sono nella stessa barca dell'egoismo insieme con loro per questo-questo-quest'altro motivo? Quindi, capiamole?
 

aristocat

Utente iperlogica
Comunque per me ci sono egoismi ed egoismi. Un po' come con i "tradimenti" che leggiamo, non sono tutti uguali. E' un discorso lungo quello dell'egoismo ma sarebbe interessante andarlo ad esplorare.
 

aristocat

Utente iperlogica
Certo, capiresti però fin dove arriva il tuo. Perchè è chiaro che questo thread va a sindacare sulla diversità soggettiva dell'essere egoisti.
Su quello ci sono arrivata... Dopo tanti anni qualcosa sul mio egoismo penso di averlo finalmente colto! :rolleyes::eek:.

Ma forse tu ne fai un discorso relativo, cioè "egoismo A rapportato a egoismo B". Invece io ne volevo fare proprio un discorso "assoluto". Nel senso che volevo capire se, al di sopra di una certa soglia "oggettiva" di egoismo diffusa, c'è da preoccuparsi oppure è tutto "regolare", oltre ad essere in linea con i tempi
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
Su quello ci sono arrivata... Dopo tanti anni qualcosa sul mio egoismo penso di averlo colto :rolleyes:.

Ma tu ne fai un discorso relativo, cioè "egoismo A rapportato a egoismo B". Invece io ne volevo fare proprio un discorso "assoluto". Nel senso che volevo capire se, al di sopra di una certa soglia "oggettiva" di egoismo diffusa, c'è da preoccuparsi oppure è tutto "regolare", oltre ad essere in linea con i tempi
Ma io parlavo anche di scala gerarchica dei sentimenti, ovvero che lo stesso individuo può avere escursioni proprio di quella soglia.

Parlavi di come reagisse quella persona di fronte alla vicenda in questione. Anche il tuo metro di misura era molto relativo.
 

aristocat

Utente iperlogica
E se c'è da preoccuparsi, capire come siamo arrivati a questo punto critico :condom:
 

aristocat

Utente iperlogica
Ma io parlavo anche di scala gerarchica dei sentimenti, ovvero che lo stesso individuo può avere escursioni proprio di quella soglia.

Parlavi di come reagisse quella persona di fronte alla vicenda in questione. Anche il tuo metro di misura era molto relativo.
Sì può essere... non nego che il mio punto di vista è "sbilanciato" però, dai, c'è un limite anche alla relatività no? A questo punto (scusa l'estremizzazione :eek:) anche un serial killer potrebbe avere una soglia d'egoismo che va capita, e messa a confronto con la nostra soglia d'egoismo...
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
Sì può essere... non nego che il mio punto di vista è "sbilanciato" però, dai, c'è un limite anche alla relatività no? A questo punto (scusa l'estremizzazione :eek:) anche un serial killer potrebbe avere una soglia d'egoismo che va capita, e messa a confronto con la nostra soglia d'egoismo...
Se l'egoismo sfocia nella criminalità "fortunatamente" interviene la legge che, in via strettamente oggettiva, regola quantitativamente quella soglia.

Per il resto si rischia di sconfinare nella moralità.
 

aristocat

Utente iperlogica
Se l'egoismo sfocia nella criminalità "fortunatamente" interviene la legge che, in via strettamente oggettiva, regola quantitativamente quella soglia.

Per il resto si rischia di sconfinare nella moralità.
Tu ritieni realmente che le cose siano precipitate?
"Precipitate"... Sinceramente? Secondo me, un po' sì. Troppo "severa"? :rolleyes:
Ma non giudico... magari per autoassolvermi su altri egoismi miei :blank:

Veramente vorrei capire quali dinamiche, cause portano a queste manifestazioni d'egoismo verso affetti stretti e molto alti... non influenzati da "ormoni impazziti", picchi di erotismo da sbandata come nel "tradimento", nella "scappatella" di cui parliamo sempre qui... :singleeye:
 

dottor manhattan

Utente di lunga data
Sinceramente...? Secondo me, un po' sì. Troppo "severa"? :rolleyes:
Ma non giudico... magari per autoassolvermi su altri egoismi miei.... :blank:

Veramente vorrei capire quali dinamiche, cause portano a queste manifestazioni d'egoismo verso affetti stretti e molto alti... non influenzati da "ormoni impazziti", picchi di erotismo da sbandata come nel "tradimento", nella "scappatella" di cui parliamo sempre qui... :singleeye:
Fare moralismo è normale, perchè sviluppiamo la nostra morale (anche indotta) sin da piccoli. Esteriorizzarla è un altro paio di maniche. Potresti si rischiare di essere troppo severa.

Secondo te, un individuo, può reagire alla morte di un genitore e di un figlio in modi diversi?
 

aristocat

Utente iperlogica
Fare moralismo è normale, perchè sviluppiamo la nostra morale (anche indotta) sin da piccoli. Esteriorizzarla è un altro paio di maniche. Potresti si rischiare di essere troppo severa.

Secondo te, un individuo, può reagire alla morte di un genitore e di un figlio in modi diversi?
Sì certo, si reagisce e si vive ogni forma di dolore in modo differente... a seconda del tipo di dolore e a seconda dell'individuo...
(ehm, fare moralismo ed esteriorizzare la propria morale = che differenza c'è?)

last but not least, grazie per la pazienza DM! buonanotte! -- devo andare, è tardi!! --
 
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